Le riforme della ricostruzione
Stefano Rodotà

Per la prima volta l’Associazione nazionale magistrati del Piemonte esce dal Palazzo di Giustizia di Torino e si rivolge direttamente ai cittadini per spiegare le proprie ragioni sulla cosidetta “riforma” voluta dal Governo.

Saranno giorni di fuoco quando, al Senato, la maggioranza chiederà la ratifica della prescrizione breve e di bloccare anche il processo Ruby. Berlusconi non ammette esitazioni. Il bersaglio resta la magistratura. L’opposizione dovrà essere vigile e difendere il sistema di equilibri e garanzie voluto dalla nostra Costituzione.

La costruzione di un nuovo cittadino è un procedimento delicato. Attraverso il rispetto per l’insegnante il futuro cittadino costruisce il rispetto per l’Istituzione e la convinzione che la società sia anche cosa sua. E come tutte le cose che sente sue, automaticamente cercherà di custodirla e preservarla nel migliore dei modi.

Storia di come si distrugge un progetto di riforma che ha come cardini trasparenza e valutazione della pubblica amministrazione. Il racconto di Pietro Ichino, primo firmatario della legge cui si è ispirata la mancata rivoluzione di Brunetta, del sindacalista Alberto Villa e di Pietro Micheli, lo studioso chiamato a far parte della commissione centrale e che poi si è dimesso. Le foto

Il progetto di “riforma” della Giustizia difficilmente potrà essere approvato dalle Camere entro questa legislatura. La faccenda sembra un diversivo. C’è allora un modo semplice per smontarlo: presentare un progetto alternativo. Va detto che il Pd quel progetto ce l’ha già, e l’ha anche presentato in Parlamento, ma non ai cittadini. Orlando, Pd: “il nostro è un progetto di riforma della Giustizia, non della magistratura” .

Cancellato l’articolo 112 della Costituzione sull’obbligo dell’azione penale; introdotta la possibilità di nomina elettiva dei capi degli uffici giudiziari; diviso in due l’attuale Csm, uno della magistratura giudicante presieduto dal Capo dello Stato, l’altro dei pm con al vertice il ministro della Giustizia; previsto il sorteggio di Pm e giudici eleggibili ai due Csm tra coloro che hanno almeno dieci anni di anzianità. La Riforma della Giustizia non la fanno gli imputati (né i loro avvocati) – FIRMA

Ora Calderoli vuole cambiare la Costituzione con il Pd. Sembra una giostra quella che gira dal 2003 attorno alla Costituzione repubblicana. La brusca frenata del referendum Costituzionale del 25 e 26 giugno 2006 non sembra servita. Ogni tanto, con una certa tenacia, c’è chi rispolvera l’antico progetto: riscrivere la Carta ad ogni costo.
In principio, nel [...]