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la Repubblica

Così può rinascere l’idea originale di un’Europa unita

10 dicembre 2014
europa

Andare alla radice. Negli anni che precedettero la fine della Seconda guerra mondiale e il crollo dei regimi fascisti e nazisti in Europa, avvicinandosi il momento della ricostruzione politica e morale del Continente, in ambienti intellettuali che guardavano lontano, dal passato al futuro, si fece strada una convinzione: lo Stato nazionale e sovrano aveva compiuto il suo ciclo plurisecolare, liberando in fine il suo fiele velenoso.

Il commento

Feriti a morte

3 dicembre 2014
staino

“E’ vero che la politica è fatta di compromessi, e anche di patti col diavolo, ma a condizione che si sappia quel che si vuole, che cosa è irrinunciabile e che cosa non lo è, in vista dell’accordo. In mancanza è come disporsi a mettere la testa sulla ghigliottina, per il gusto di stare comunque sul palco”: era la fine di aprile del 2010 e Gustavo Zagrebelsky aveva scritto per Libertà e Giustizia un memorabile manifesto intitolato “Il vuoto”. Il vuoto era una dura denuncia del “vuoto di opposizione” che accompagnava la sciagurata politica berlusconiana.

La Stampa

Zagrebelsky: quello di Renzi è decisionismo andreottiano

3 novembre 2014
Giuseppe Salvaggiulo
Zagrebelsky_Ricucire

“Governabilità, parola scorretta. Che cosa significa? Attitudine a essere governato. Significato passivo. Se dico “l’Italia è ingovernabile” penso a corporazioni, corruzione, mafia. Da Craxi in poi, con un rovesciamento semantico, governabilità vale come aumento della forza di governo. Significato attivo. Tutte le riforme di cui parliamo non sono per la governabilità, perché non toccano la società, ma vogliono rafforzare il governo, razionalizzando uno spostamento di baricentro che già c’è stato”.

la Repubblica

Nell’elogio della discordia l’anima kantiana di Bobbio

29 ottobre 2014
zagreb

Tutti i concetti generali della politica — libertà, uguaglianza, giustizia, nazione, stato, per esempio — sono usati in significati diversi, con la conseguenza di confusioni inconsapevoli e di inganni consapevoli.

La Gazzetta di Modena

Zagrebelsky: «La società consideri di più la dignità»

15 settembre 2014
Laura Solieri
Gustavo Zagrebelsky

Come annunciato in anteprima assoluta dal sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli che ieri pomeriggio ha introdotto in piazza Grande la lezione del professore Gustavo Zagrebelsky, “ereditare” sarà la parola chiave dell’edizione 2015 del Festival Filosofia ed è proprio riflettendo su questo concetto che il Presidente emerito della Corte Costituzionale ha aperto la lezione “Dignità”. Leggi anche “Il valore della dignità, quella fragile barriera contro la barbarie”

la Repubblica

Il valore della dignità, quella fragile barriera contro la barbarie

12 settembre 2014
isis

Da Abu Ghraib ai reporter sgozzati. Cosa resta di un principio che infonde leggi e costituzioni. C’è una via che non sia né l’indiffer enza, né la ritorsione? C’è la possibilità che non ci si abbandoni, a propria volta, alla violenza indiscriminata e dimostrativa che accomuna nella stessa sorte innocenti e colpevoli, cioè alla guerra che travolge gli uni con gli altri? Sì, c’è, ed è la responsabilità che si fa valere nelle sedi della giustizia. Dignità, responsabilità e giustizia si tendono la mano.

Il Fatto Quotidiano

Riforme, Zagrebelsky: “La finanza comanda i governi, compreso il nostro”

23 agosto 2014
Marco Travaglio
Gustavo Zagrebelsky

Il presidente emerito della Corte costituzionale: “Sarebbe auspicabile un intervento formale di Napolitano” che ricordi come “i principi fondamentali (della Costituzione, ndr) non si possono cancellare o calpestare”. E sull’Italicum: “Mi sorprende la spudoratezza con cui i partiti trattano la legge elettorale come fosse cosa loro. Sembra che reputino gli elettori materia inerte nelle loro mani”.

Il Fatto Quotidiano

Senato, Bonsanti: “Pronti a referendum. Ma avremo contro le istituzioni e i giornali”

9 agosto 2014
Alessio Schiesari
Sandra Bonsanti e Gustavo Zagrebelsky

Nel 2006 fu tra i protagonisti della battaglia (vinta) sul referendum costituzionale. Ma ora la presidente di Libertà e giustizia dice: “Questa volta non si vince parlando solo con l’opposizione di sinistra. Dovremo andare a dialogare con tutti, anche con i leghisti”. E il supporto di media e giornali? “Quelli che stanno dalla nostra parte si possono contare sulle dita di mezza mano. Tutti gli altri subiscono il fascino di Renzi”,

la Repubblica

La Costituzione e il governo stile executive

6 agosto 2014
governorenzi

La maggioranza deve essere prona, l’opposizione spuntata, le Camere sotto la sferza come vecchi ronzini ai quali si detta addirittura l’andatura (il “timing”) e il percorso (la “road map”). Il presidente del Consiglio usa un linguaggio sprezzante nei confronti di chi non ci sta (“ce ne faremo una ragione”; “asfalteremo”; “piaccia o non piaccia”, “porteremo a casa”, ecc.). La qualità del linguaggio è un segno spesso più eloquente di tanti discorsi programmatici. È la soglia dalla quale ci si può affacciare per vedere senza schermi l’animo altrui. Il ministro per le riforme, a completamento dei segnali rivolti a chi deve intendere, ha ammesso che, in un secondo momento si aprirà la questione del presidenzialismo, che da tempo cova sotto la cenere.

La "riforma" del Senato

In aula la grande Mortificazione

14 luglio 2014
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Ma ora che siamo al momento dell’aula, le carte sono tutte sul tavolo: e grazie alla pubblicazione su “Il Fatto” del testo integrale della proposta di Gustavo Zagrebelsky
inviata al ministro Boschi, nessuno può più accusare il pensiero critico di non essere anche propositivo. Riforme: Casson, su di noi disinformazione, basta censure.
Chiti, si scherza con futuro del Paese.