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la Repubblica

La Costituzione partecipativa

18 marzo 2013
Andrea Manzella

Per fortuna, nel Parlamento che è cominciato, la grandissima maggioranza degli eletti ha meno anni della Costituzione. Ma vi è anche una giovinezza della Costituzione con la quale possono e devono incontrarsi. Basta saperne vedere le “ammorsature”. Con questa vecchia parola dell’arte muraria, Piero Calamandrei significava che la Costituzione ha molte sporgenze a cui, come nelle vecchie case, ci si può appigliare per continuarne la costruzione.

la Repubblica

L’aula delle Idi di Marzo

28 febbraio 2013
Andrea Manzella

La speranza è che la “nuova classe” di eletti si metta subito al lavoro. Decisa non ad una sterile “occupazione” del Parlamento: ma alla sua trasformazione per “occupare”, per “parlamentarizzare”, il Paese. Leggi anche
l’articolo di Francesco Palladino.

Le riforme istituzionali

Cambiare i regolamenti non la Costituzione

20 febbraio 2013

Per essere ancora più chiari: non sono ovviamente precluse modifiche della Costituzione limitate e calibrate, ma non rivolte a demolirla o indebolirla.

la Repubblica

La Costituzione tradita

26 aprile 2012
Andrea Manzella

Merito a parte, la proposta di revisione costituzionale che i maggiori partiti presentano assieme è l´emblema di una “nuova” centralità del Parlamento (a volte ritorna). Nella nostra Costituzione la democrazia non è una cosa semplice e astratta. E´ cosa complessa e concreta. Una cosa che ha più forme. Se una manca, una sola, la Costituzione non è una costituzione democratica. La proposta di riforma costituzionale

Giustizia

Il ruolo del Parlamento

6 maggio 2011

Al convegno dell’Associazione ex parlamentari, Andrea Manzella: “L’autonomia del Parlamento si spegne quando il rapporto tra governo e la sua maggioranza degenera in una pretesa assolutistica del primo, volta a far del Parlamento l’ ‘esecutivo’ del governo, in una sorta di democrazia elettorale che soppianta la democrazia rappresentativa”

Le dimissioni

Manzella: “Bagarre istituzionale”

30 luglio 2010

È la prima volta nelle democrazie occidentali che un capo del governo chiede le dimissioni del presidente della Camera. Ma gli esempi di Pertini e Saragat, citati come precedenti, non funzionano. Andrea Manzella spiega il perché.