Partiti e democrazia

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Insieme alla discussione sulla legge elettorale prosegue in Parlamento la ricerca di intese sulla riforma della Costituzione.
La presidenza di LeG si è già espressa su un punto fondamentale e chiarendo quale dovrebbe essere a nostro avviso il tragitto di quelle riforme che fossero ritenute indispensabili: prima la legge elettorale, poi le elezioni e solo un nuovo Parlamento sarebbe esplicitamente legittimato anche a rivedere la Costituzione.
Legge elettorale e riforme della Costituzione: su questi temi importantissimi i partiti si giocano davvero l’ultima chance di legittimazione. Il sondaggio di Ilvo Diamanti ci ricorda quanto profondo sia oggi il distacco tra cittadini e la politica al punto che ci si chiede se possa esserci democrazia senza partiti.
Probabilmente no. Ma democrazia senza questi partiti?
E’ una domanda davvero difficile. Speriamo che ci siano ancora le energie in questa classe politica per rendersi conto della situazione a cui siamo arrivati: si attrezzino a diventare qualcosa di diverso da macchine fini a se stesse, a ritrovare un rapporto con i cittadini delusi, a mostrare che non esistono solo per mantenere e trasmettersi il potere.

Per non perdere il filo degli eventi e delle riflessioni, LeG offre questa sezione del sito che comprende in ordine cronologico:

  • la rassegna stampa degli articoli che meglio descrivono la cronaca e il dibattito politico sulle riforme -  clicca qui
  • documenti, appelli e proposte di Libertà e Giustizia - clicca qui

5 commenti

  • Mai più con la vecchia gestione della politica, a partire dalla legge elettorale frutto di commistioni pdielline e leghiste

  • Sono completamente d’accordo con la nota che precede. Purtroppo la classe politica che ha portato l’Italia al fallimento per mancanza di competenza, di rigore, di etica di senso civico, di spirito di servizio ed accampando invece la pretesa di servirsi dei beni di tutti per arricchimenti personali, accarezzando o tollerando la corruzione in ogni ambito pubblico, mancando di trasparenza ed omettendo la lotta agli evasori, parassiti e ladri di ogni genere, non ha più alcuna vera legittimazione a riproporsi. E’ principalmente un problema della destra e di larghe falde del centro ma è purtroppo (lo dico con sgomento) anche un problema della sinistra sia moderata che ex comunista. Occorre allora che i partiti scendano dal piedistallo. Non possono più presentarsi con le solite approssimazioni e massimalismi. Occorre un progetto chiaro e rispondente alla realtà ed alle necessità fondamentali di tutti ed occorrono persone nuove ma soprattutto competenti, pulite, affidabili, fortemente motivate alla realizzazione della giustizia sociale.

  • Carissimi, sono iscritto da diversi anni. Ho partecipato , e sono intervenuto, a Milano anche alla vostra ultima Assemblea. Sono un ordinario di Geografia politica. Ho insegnato a Palermo, a Messina, a Trieste, alla Iulm.
    Sono stato Presidente della Sicilia, chiamato a presiedere per la prima volta un governo con i comunisti, nel ’92, dopo le stragi di Capaci e di via D’amelio.
    Domani 15 maggio è l’anniversario della fondazione dell’autonomia Siciliana: avvenne nel 47…ho un piccolo saggio, diciamo di analisi critica, già pubblicato a Palermo, nella rivista Segno, una rivista di cattolici “adulti” che si pubblica da oltre 40 anni. Posso spedirlo? Vi chiamerò più tardi. Grazie, Giuseppe Campione

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