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LeG, la nostra politica

La Costituzione degli sherpa
La Presidenza di LeG
27 aprile 2012
Apprendiamo da una intervista all’Unità dell’on. Luciano Violante che “entro maggio ci sarà il voto del senato sulla riforma costituzionale”, che gli stessi autori chiamano “riforma degli sherpa”: di coloro cioè che avrebbero molto faticato per consentire alle vecchie istituzioni italiane di raggiungere vette di modernità e democrazia mai raggiunte prima.

I partiti sono essenziali ma se non cambiano vincerà la demagogia
Intervista a Gustavo Zagrebelsky
18 aprile 2012
Un tempo, quando scoppiava uno scandalo in un partito, gli altri quasi si rallegravano. Oggi non è più così. Ora ogni scandalo, per l’opinione pubblica, riguarda l’intero sistema politico. Tutti uguali! Ciò che succede in un partito, è imputato a tutti i partiti. Una specie di responsabilità oggettiva di sistema. Nessuno è immune dal discredito.

La testa sotto la sabbia
Elisabetta Rubini
17 aprile 2012
La nostra posizione non ha nulla di “odierno”, è anzi antica, risale alla nascita della nostra associazione e ne costituisce un aspetto fondante. Né certamente siamo in questo “conformisti”, poiché da anni ululiamo alla luna su questi temi, come dimostra il fatto che i partiti, incluso il PD, ben poco ascolto hanno dato alle nostre preoccupazioni e richieste di rinnovamento.

Dopo la frana, chi vincerà la partita?
Presidenza di LeG
12 aprile 2012
Il problema del finanziamento pubblico ai partiti sta sollevando la rabbia dei cittadini chiamati a sacrifici umanamente intollerabili. E dopo la rabbia, dopo la irresponsabile soddisfazione degli agitatori di popolo, cosa ci aspetta?

Il rinnovamento dei partiti passa per nuove regole sul finanziamento
Intervista a Sandra Bonsanti
6 aprile 2012
Sono trent’anni che in Italia parliamo di finanziamento pubblico dei partiti. Non voglio dire che questa sia l’ultima occasione però il rischio, se il problema non viene affrontato, può essere molto serio.

Politica corrotta: sei punti per ripartire
Sandra Bonsanti
5 aprle 2012
Oggi si scopre che dietro al mancato rinnovamento dei partiti c’è una questione di soldi. Noi di LeG lo abbiamo detto e denunciato da anni, a costo di sentirci dire che siamo antipolitica. Ma meglio tardi che mai.

Riforme: un pasticcio colossale
Presidenza di LeG
28 marzo 2012
In questa fase, nella quale manca ancora la possibilità di conoscere elementi fondamentali delle intese in campo sulle riforme, la presidenza di LeG giudica “un pasticcio colossale” le ipotesi prospettate e ritiene che sarebbe nell’interesse delle parti coinvolte spiegare al più presto cosa vogliono ottenere e dove vogliono davvero arrivare.

Dipende da noi: la nostra strada
Sandra Bonsanti
19 marzo 2012
In un momento così incerto, in cui la disaffezione va studiata e conosciuta, non certo sollecitata e incoraggiata, LeG ha scelto la strada meno “popolare” ma la più lungimirante.

Perché siamo qui
Sandra Bonsanti
13 marzo 2012
Ma rifiutiamo indignati che ci si chiami l’antipolitica. C’è un sentore di vecchio stalinismo, il ricordo di anatemi lanciati contro il dissenso (e noi non dissentiamo, oggi), di poco liberale, di nostalgico e patetico.Troppo facile, appiccicare etichette, e lanciare scomuniche. E soprattutto, con noi non funzionerà mai.

Sull’orlo delle due crisi
Sandra Bonsanti
15 febbraio 2012
Il distacco tra cittadini e partiti non era mai stato tanto profondo quanto lo è oggi. La politica non è mai stata così disarmata di fronte a queste gravi emergenze e come sta accadendo nel Pd sul caso delle primarie, si cerca di ridurre il tutto a incidenti “locali”.

Se pare un sogno
Sandra Bonsanti
6 febbraio 2012
Dall’ascolto del territorio dovrebbero nascere anche le scelte dei candidati al Parlamento: competenza, dirittura morale, giovani e donne. E sarà sempre il territorio a deciderne l’eventuale ricandidatura.
Il partito nuovo dovrà avere a rotazione dei segretari responsabili: durano un anno o poco più e sono affiancati da una direzione. Nessuna struttura di vertice radicalizzata.

Qesti partiti: la misura è colma
1 febbraio 2012
Oggi non si tratta più soltanto di rinnovare, non bastano le pur insostituibili facce nuove, serve qualcosa di molto più profondo e radicale, serve inventare partiti vicini ai cittadini, ai loro drammatici bisogni, alle loro sacrosante aspirazioni. Servono partiti case di vetro nella gestione dei propri fondi, serve ripensare il finanziamento pubblico, serve una reale apertura alla società civile. Serve ancora e soprattutto una nuova legge elettorale.

Partiti e democrazia
Sandra Bonsanti
9 gennaio 2012
Ma democrazia senza questi partiti? E’ una domanda davvero difficile. Speriamo che ci siano ancora le energie in questa classe politica per rendersi conto della situazione a cui siamo arrivati: si attrezzino a diventare qualcosa di diverso da macchine fini a se stesse, a ritrovare un rapporto con i cittadini delusi, a mostrare che non esistono solo per mantenere e trasmettersi il potere.

Grandi riforme: non con questo Parlamento
Presidenza di LeG
28 dicembre 2011
Il tempo comunque stringe, quindi i passi secondo LeG dovrebbero essere questi: l’attuale parlamento si dedichi con serietà a varare una nuova legge elettorale realmente rappresentativa della volontà dei cittadini, con questa nuova legge si vada a elezioni, e il futuro parlamento si occupi di varare con altrettanta serietà nell’interesse di tutto il Paese di preparare il rinnovameneto di quelle parti della Costituzione che fossero ritenute necessarie.

Corruzione: subito le convenzioni
19 dicembre 2011
Libertà e Giustizia lancia un appello a tutte le forze politiche presenti in Parlamento affinché si impegnino a ratificare le convenzioni internazionali firmate dall’Italia in materia di corruzione, dotando così il nostro Paese di adeguati strumenti per la lotta contro questo fenomeno.

Il fallimento della politica
Sandra Bonsanti
14 novembre 2011
Nessuno esce vincitore. Ma quello che a me sembra certo è che la politica in senso generale, la politica nel senso “alto” che tutti vorremmo che avesse, esce perdente. Questa situazione che stiamo vivendo certifica il fallimento totale della politica e dei politici di questi anni a cominciare dal presunto bipolarismo che si presenta alle consultazioni con un numero di gruppi e formazioni politiche mai visti prima, secondo i ricordi dei più antichi cronisti parlamentari.

Il gioco è finito
Sandra Bonsanti
2 novembre 2011
Potremmo divertirci a elencare i giochi e i ritardi di tutta la classe dirigente italiana. Ma il gioco è finito per tutti, anche per noi della società civile che lo denunciavamo. Ora non dobbiamo soltanto uscire dal pantano, smuovere le acque. Ora dobbiamo uscire dal disastro, dalla povertà, dalla miseria, dalla disoccupazione dei figli.

Il vuoto che resta da colmare
Gustavo Zagrebelsky
11 ottobre 2011
Questa nostra piazza non ci dicano che è una piazza anti-politica o a-politica è una piazza se volete pre-politica, perché da qui nasce una domanda ai partiti, ai nostri partiti di riferimento, quali che essi siano, affinché recuperino la loro funzione politica, ciò vuol dire smetterla sulle divisione di tipo personale, di corrente, di interesse.

Salta tutto
Sandra Bonsanti
21 luglio 2011
Ci aspettano giorni da brivido, sull’orlo del caos. Era questa dunque la fine temuta e prevista di questa fase tragica della storia italiana. Non ci sono scuse per chi non ha saputo evitare lo sfascio, e non c’è sollievo per coloro che avevano previsto quasi tutto.

Legge elettorale: trattare subito con la maggioranza
Sandra Bonsanti
12 luglio 2011
Una legge di due articoli per tornare a una legge elettorale costituzionale e abbastanza rispettosa della volontà popolare. Non si stanca di chiederlo Gustavo Zagrebelsky.

Rivoluzione mite: l’impegno della società civile
Sandra Bonsanti
30 giugno 2011
C’è prima di tutto una questione di priorità: la costruzione di una cultura politica che sia diametralmente opposta a quella di Berlusconi. Trasparenza e legalità innanzitutto, ma anche autorevolezza e non populismo, Costituzione e diritti, autonomia della magistratura, uguaglianza, bene pubblico e libera e completa informazione.

Elezioni, i nove perché di LeG
Presidenza di LeG
16 febbraio 2011
Libertà e Giustizia chiede oggi: ELEZIONI. E invita i cittadini elettori, i soci e tutti coloro che in questi anni ci hanno seguito con il loro sostegno prezioso a esercitare al massimo il loro senso di RESPONSABILITA’ e vigilanza: Noi siamo e restiamo sempre dalla parte delle istituzioni e delle procedure previste dai padri costituenti.

Il mondo ci guarda
Sandra Bonsanti
12 febbraio 2011
Non parliamo solo per noi, non scendiamo in piazza donne e uomini di diverse generazioni solo per sentirci meglio, più forti, più vicini. Scendiamo in piazza perché il silenzio è diventato un disonore, una macchia da cui dobbiamo assolutamente liberarci. Forse non tutti sono stati in silenzio, negli anni in cui il crepuscolo diventava la notte fonda.

Palasharp, la nostra promessa
Sandra Bonsanti
8 febbraio 2011
Insieme al Grazie che rivolgo a tutti, a nome di tutta l’associazione, dunque, una promessa: ci siamo, saremo nelle piazze a dimostrare, ci faremo sentire e conteremo e peseremo sulle scelte della politica. Perché non rinunceremo mai a un’Italia Libera e Giusta.

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5 interventi a “LeG, la nostra politica”

  1. Vicky scrive:

    Rivoluzione

  2. cacaturo scrive:

    Ma il simbolo che usate per liberta e giustizia è per caso una menorah mascherata ?

  3. corrado stefanini scrive:

    sembra incredibile, ma il Cav è ben vivo e vegeto, e rompendo ogni qualsiasi equilibrio,logica,interesse nazionale, ritorna in campo…poichè lo stesso Berlusconi, spesso ripete, che in molti lo richiamano e che . i suoi ci credono ,quasi ipnotizzati al suo comando, potrebbe essere interessante , raccogliere firme su un manifesto, che non solo invita il grande personaggio a riposarsi, ma anche a porre nella massima evidenza le enormi contraddizioni del partito- –sudditi non uomini pensanti–cordiali saluti
    corrado stefanini

  4. antonio palese scrive:

    LA REPUBBLICA DEL PRIVILEGIO E DEL MALAFFARE
    “Lo Stato siamo tutti noi” Accesso vietato ai non addetti ai lavori
    “Il lavoro non è un diritto” E’ un privilegio

    Si accettano domande di giustizia

    Il signor D. M. chiedeva al Tribunale ordinario la condanna del proprio datore di lavoro al risarcimento del danno per asserita dequalificazione. Il Tribunale dichiarava il proprio difetto di giurisdizione e la decisione era confermata dalla Corte d’Appello. Il ricorso per cassazione del lavoratore era accolto dalla Suprema Corte, che stabiliva la giurisdizione del giudice ordinario e rinviava la causa dinanzi al Tribunale (59). Sette anni spesi per individuare il giudice competente! Avvertimento: stai attento, suddito, la domanda di giustizia può trasformarsi in un boomerang!

    E perché non coinvolgere anche il giudice contabile nella contesa fra giudice ordinario e giudice amministrativo? Ecco fatto. I signori F.A. e C.L. ricorrevano alla Corte dei Conti per l’annullamento dei provvedimenti dell’Istituto, di cui erano dipendenti, con i quali erano stati sospesi i contributi a favore dell’INPS. La Corte dichiarava il proprio difetto di giurisdizione e i ricorrenti proponevano lo stesso giudizio dinanzi al Tribunale del Lavoro, che, a sua volta, dichiarava il proprio difetto di giurisdizione, ritenendo sussistere la giurisdizione del giudice amministrativo. Riassunta la causa dinanzi a questo giudice, i ricorrenti proponevano regolamento di giurisdizione dinanzi alla Cassazione, che dichiarava la giurisdizione del giudice ordinario (64). Circa otto anni soltanto per individuare il giudice competente!
    E lo stesso giro toccava a 27 dipendenti di un Comune. Dopo il difetto di giurisdizione dichiarato dalla Corte dei Conti e dal Tribunale ordinario, la Cassazione dichiarava la giurisdizione del giudice amministrativo (65).

    3 ottobre 2012

  5. Giuseppe scrive:

    Salve, sono un ragazzo di 28 anni e scrivo perchè ci sarebbero a mio avviso 3 piccolissimi passi da fare per risollevare l’economia del nostro Paese e ristabilire almeno in parte un’equa giustizia sociale:
    1) Introduzione di una patrimoniale alla francese e rivisione dell’Irpef aumentando l’aliquota per i redditi personali superiori a 300.000 €
    2) Abolizione della legge Merlin (legalizzazione e regolamentazione della prostituzione)
    3) Dimezzamento del numero dei parlamentari ed abolizione immediata dei consigli provinciali