bene. voltremont aveva detto di avere messo in sicurezza i conti dello stato.
ma evidentemente i mercati non ne erano troppo convinti: infatti da quella dichiarazione sono passate, in pochi mesi, quattro manovre finanziarie che hanno pesato parecchio sulle spalle dei cittadini che pagano le tasse. sugli evasori, ovviamente, niente.
ma i mercati ci chiedevano ben altro: infatti le manovre non bastavano, perché lo spread aumentava, perché la borsa precipitava, perché i tassi di interesse sui nostri bond aumentavano.
e allora abbiamo colpito le pensioni. basta pensioni di anzianità, lacrimava la coccodrilla; si va in pensione tutti più tardi e con meno soldi, aggiungeva la coccodrilla asciugando una lacrimuccia nel fularino di hermès, mentre chiedeva dei sacrifici ai soliti noti. già, perché nel frattempo avvocati, farmacisti, tassisti e non so quali altri lobbisti si vedevano riconoscere buone ragioni per non sacrificare ulteriormente i loro introiti a favore dello stato e della collettività, o forse per non far troppo lacrimare elsuccia nostra.
e poi la flessibilità: perché bisogna fare come i danesi, certamente senza pagare come lo stato danese perché noi non possiamo, ma la ricetta è quella: voi licenziate, noi paghiamo, magari tre o quattro anni dopo, ma fidatevi, che noi pagheremo: ve lo dice il professor full-monti, ve lo conferma lacrima-christi fornero: un giorno o l'altro lo stato pagherà.
perché ce lo chiedono i mercati, come dice la fiorella kostoris padoa-schioppa, quella che sosteneva che il pil diminuiva per colpa dei ponti indotti dalle festività che cadevano di giovedì.
io osservo oggi che, alla faccia delle lezioni del professor full-monti e delle lacrime della fularina elsa, lo spread è rimasto quello di dicembre, la borsa continua a cadere e gli interessi sono sempre alti.
ma non è che questi scienziati ci hanno dato una cura sbagliata, non è che i problemi fossero altri, e non le pensioni, la libertà di licenziare e le tasse?
non è che sarebbe il caso di fermarsi un attimo e di meditarci su?
