Ecco l’energia solare appartiene alla seconda categoria, non è illimitata ma potenzialmente superiore ai fabbisogni (attuali)....Alcuni in quantità limitata rispetto al fabbisogno, altri (i beni naturali) in quantità illimitata (p.e. l'energia solare) o superiore a quella richiesta per soddisfare i bisogni (ma non è illimitata!).
Qui è necessario far chiarezza: umanità è termine polivalente. Può essere inteso (semplifico per comodità) come l’insieme di quelle caratteristiche che connotano l’uomo in senso antropo-filosofico oppure come l’insieme degli esseri umani cui penso volessi riferirti.Se ci riferiamo al "bene comune" penso dobbiamo sostituire "uomo" con "umanità" (quindi verrebbe meno il principio della soggettività).
In ogni caso la soggettività è ineliminabile in quanto la pluralità delle visioni su cosa sia l’uomo e cosa sia la società umana è dato imprescindibile e relativizzante.
Come è, a maggior ragione, inpossibile o da respingere riferirsi all’oggetto “umanità” spogliandolo (teoricamente) del soggetto uomo singolo quale componente di essa ed il cui benessere (estesamente inteso e percepito come tale) soggettivo non può essere immolato sull’altare di una costruzione ideologicamente intesa, quale che sia, fallibile di necessità a causa della sua inoggettività costitutiva.
Anche qui un aspetto problematico: non abbiamo criteri per discernere, se non a colpi d’ascia, i bisogni biologici da quelli dei quali possiamo accettare, solo per non finre per filosofeggiare sino al parossismo, la definizione di spirituali. Non se i bisogni biologici incidano sia tanto nell’insorgenza come nella strutturazione di bisogni ultra-biologici, fatto questo che mi pare di solare evidenza, ma quale metro adottiamo per stabilire che qualcosa di non strettamente materiale ha caratteristiche tali da assurgere alla dignità del necessario?Ma quali sono questi "bisogni". Sicuramente l'umanità per sopravvivere ha, come bisogno primario, di assicurarsi cibo e acqua sufficiente per tutti e un ambiente atto alla vita, ha bisogno di vestiti per coprirsi. Ma è evidente che questo rappresenta solo il minimo vitale, col comparire della "cultura" l'umanità ha sviluppato altri "bisogni", non ultimi quelli spirituali….
Mi pare in ultima analisi che prima di iniziare una discussione, intrigante senz’altro almeno dal mio punto di vista, che verte in fin dei conti sulle difficoltà del vivere, sia doveroso evitare la circolarità dell’argomentare e l’autoreferenzialità.
Temo di essere stato ermetico, ma è il meglio che so fare per limitare la lunghezza.
