gioe e dolori di comunicare in un forum

laddove si parla di ciò che è buono o cattivo del nostro forum.

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fatevi leggere anche dal primo che capita qui per sbaglio, non citate troppo gli altri citate il vostro pensiero, rispettate i temi, non aprite cartelle doppie, poche arlecchinate grafiche ed ogni tanto ridete. Chiamasi fruibilità per tutti, scriventi e lettori.

Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda carla » 17/03/2012, 19:12

convengo con Plinio che di questo si dovrebbe parlare in uno spezzone a parte a disposizione dei soli soci.
per chi come me, che mi sposto fra tre giorni a camporosso, è lontano dalla possibiltà di incontri diretti l'unica possibilità di porre critiche costruttive sarebbe ideale uno spazio dedicato
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda Paolo Barbieri » 18/03/2012, 9:47

Dopo 10 anni di "sussurri e (s)grida" da parte di LeG ai partiti e alla politica, vista la situazione via via emergente, c'è da sperare che non venga indagata/incriminata per complicità o per induzione al delitto.

Per quel che riguarda "lo spazio dedicato" alla critica costruttiva riservato ai soci, nell'era del "sempre connesso" sembrerebbe davvero non impossibile coinvolgere gli iscritti, anche attraverso la rete territoriale dei circoli, nella determinazione di tattiche e strategie le più avvertite e coinvolgenti.
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda Gina Botta » 18/03/2012, 12:43

Scusate, non ho capito: le discussioni scabrose si fanno in privato (della serie: i panni sporchi...), cosi' quelli di fuori non lo sanno e si iscrivono, diventano soci, accedono alle discusisoni private e ... dopo un po' se ne vanno (ma intanto hanno lasciato la "quota") ... funzionerebbe cosi'?
:shock: :shock: :shock:
per fortuna non mi sono iscritta, appena in tempo...
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda Paso » 18/03/2012, 13:43

GINA BOTTA
se ti puo consolare,e scherzo con questo verbo, io mi sono iscritta , per un anno..poi ho capito di che "bandiera" si trattava e sono rimasta solo su questo forum, di tanto in tanto, come dissenso profondo alle logiche da parrocchiette di tanti scenari della mitica societa civile ....vertici scollatidalle basi come al solito , ma anche base composta da elementi senza denominatori comuni, consapevolezze comuni, beni comuni da custodire,et cetera et cetera....una parrocchietta come tante dell sinistra che non è piu sinistra.

le risposte che ti sono state date sono tipiche di chi parla di tessuto sociale, ma poi invece ha bisogno di "appartenere" ad un marchio, una tessera, un gruppo, per escludere tutto il resto. Un po' come al suo interno i vertici escludono la base, anche perchè dalla stessa base che si lamenta vengono adorati i rispettivi veritici come idoli.
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda plinio designori » 18/03/2012, 14:10

la mia proposta era quella di creare un filo che contenesse gli interventi nei quali si parla della nostra associazione. certamente non di spostare cervelloticamente il tutto in un filo nel quale si parla di gioie e dolori di comunicare in un forum, e altrettanto certamente di parlare in presenza di tutti e sollecitando il contributo di tutti, soci e no.

è evidente che esistono dei problemi, ma è altrettando evidente che l'associazione è viva e consapevole dei problemi e delle difficoltà alle quali sta andando incontro tutta la società italiana. qualcuno potrebbe chiamare tutto ciò dialettica democratica.

quanto poi alle parrocchiette, devo dire che trovo un po' eccessivo il livore di paso nei nostri confronti: non è colpa nostra se non tutti la pensano come lei.
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda Paso » 18/03/2012, 15:24

Caro Plinio, capito quale è il tuo stile non mi perdo piu a capire il tuo bisogno di farmi passare per una che ama il suoi pensieri annulando i pensieri altrui. Me ne hai gia dette cosi tante che ora finalmente mi entrano da una parte ed escono dall'altra. Cosa che non potevo adottare rileggendo Gina Botta . Ad un suo primo intevrento ( quello spostato in questa cartella) sono stata " muta " , cosi come richiesto per quieto vivere ..al successivo accerchiamento sulle domande da lei poste, non potevo fare come le tre scimiette. Questa vetrina è aperta al mondo, iscritto o non iscritto. Se volete fare gruppo ci riuscite benissimo, infatti tutti coloro "diversi" da un certo apparocchiamento, sono " tenuti a vista".
Visto che ami la dialettica e i suoi contrappesi, potrai sicuramente capire, compresa l'autoregolazione necessaria alla non dominanza di alcuno su altri.
ti saluto.
r
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda plinio designori » 18/03/2012, 15:40

non era certo per fare polemica, né per accusare qualcuno di chissà cosa, solo che queste parole

le risposte che ti sono state date sono tipiche di chi parla di tessuto sociale, ma poi invece ha bisogno di "appartenere" ad un marchio, una tessera, un gruppo, per escludere tutto il resto. Un po' come al suo interno i vertici escludono la base, anche perchè dalla stessa base che si lamenta vengono adorati i rispettivi veritici come idoli.


sono del tutto gratuite, prive di riferimenti con la realtà e dimostrano solo una conoscenza estremamente superficiale e dell'associazione e dei suoi iscritti. con buona pace di paso, io non ho bisogno di nessun marchio, né di appartenere ad un qualsivoglia branco, né ho atteggiamenti o culti di latrìa nei confronti della direzione di libertà e giustizia e dei suoi componenti. questo credo che sia condiviso dalla stragrande maggioranza dei soci, ed appare chiarissimo come questo sia condiviso da tutti i partecipanti a questo forum.
io interpreto l'atteggiamento di paso come frutto di un livore che, al mio stato di conoscenza, mi appare del tutto immotivato.
può darsi che io mi sbagli e che esistano delle motivazioni serie: allora è il momento di tirarle fuori. altrimenti invito ad una discussione serena, anche nel contrasto di opinioni, ma senza appiccicare etichette agli altri.
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda Paso » 18/03/2012, 17:38

Ciao Gina Botta,
so che come me non hai interesse alcuno a manipolare quanto da me detto , che lungi da me era o ed è dare un 'esclusiva di parrocchismo a questa o quell'associazione della c.d. societa civile.

le mie parole, peraltro serene, le puoi trovare meglio esposte in tutti coloro che meglio di me, hanno evidenziato un modo italiano di essere "campanile" sia nelle forme parapolitiche associazionisti che partitiche strictu sensu...giovannino guareschi uno per tutti

il bisogno di portare/identificarsi con una bandiera è sempre triste.... chi non vuole appartenere a qualcosa che si scolla fra teoria e pratica di quella stoffa, porta nella sua semplice esperienza di vita di uomo o donna, solo/a, qualcosa che vieppiù si è fatto meno autentico , pieno di compromessi e protagonismi nelle forme associative diverse, oppure tutto cioò viene scritto, come autori/autrici più conosciuti , nei romanzi, nel giornalismo, nel cinema, nell'arte,

Corrisponde a questo modo di fare campanili ( piu o meno laici, piu o meno religiosi) una caratteristica su cui peraltro hanno puntato e puntano i poteri forti antiuomo, sapendo di popoli latini come il nostro, per lo piu ammalati di indivualismo dove il bene superiore di volta in volta in ballo , viene meno dentro tremila giri di parole e propagande.

C'è anche da dire che una volta preso piede l'impero mediatico , questo si è trasferito e ha trasferito le sue regole dell'apparire, slooganare, palchizzare , et cetera et cetera, anche nella vita degli italiani, formando antisistema perfettamente speculare al sistema,. Fai che tutto cambi perchè nulla cambi. Infatti il dissenso fattivo non si è mai organizzato e più ha saturato il mercato " civile" con i vari strumenti dell'impero mediatico ( es. appellifici, palchi, eventi) più ha perso credibilità ...credibilità famosa che è l' immagine sostanziale di voler incidere sulla famosa realtà (orrenda, data dalla nostra storia altrettanto orripilante) .

Non entro nel merito "partitico" /ideologico dell'area da cui si genera questa specifica associazione, ergo leg, perchè ovviamente mi sarebbe troppo facile sia sparare sul pd, sia su chi volendonsene distanziare, ne replica i balletti (culturali comportamentali al di là che si ripeta che questa associazione non ha nulla a che fare col partito)
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda Paolo Barbieri » 18/03/2012, 18:56

Appunto: tremila giri di parole...chiarissimi!
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda Gina Botta » 27/03/2012, 23:57

Cara Paso, ti ringrazio per la dettagliata esposizione.
In realtà credo che il vizio che tu attribuisci a questa e ad altre associazioni della c.d. società civile, siano non altro che lo specchio di noi italiani, della nostra necessità di ribellarci, ma nel contempo di allinearci, perchè pensare con la propria testa costa fatica e quindi non puo' durare a lungo.
Cio' non toglie che una via la si debba pure trovare, possiamo forse continuare in questo modo?
Ho esordito in questo forum annunciando la mia "non partecipazione" all'ennesimo appello, troppo uguale agli altri e troppo inutile. Non ho cambiato idea, confermo quanto detto, ma cmq è evidente che, in un modo o nell'altro, non andiamo da nessuna parte. Intanto i partiti, all'ombra del "tecnico", approfittano per farsi togliere le castagne dal fuoco e per pianificare il sistema che li terrà in vita in eterno, attraverso una legge elettorale che rafforzi il loro potere e diminuisca le chances per chiunque altro per accedere alla stanza dei bottoni.
Ma la mia domanda è sempre la stessa: che fare? il buon Paolo Barbieri continua a spingere la sua rivoluzione mite a suon di proposte di legge popolari sostenute da milioni di firme; altri vedono nei partiti attuali (leggi PD) un buon metodo per arrivare all'obiettivo (in buona fede) e non vogliono disturbare. Altri ancora sono superiori e non si sporcano le mani con la politica, basta "enunciare" ed " appellare". Ma alla fine, siamo sempre al punto di partenza.
Non ho una ricetta, una mia proposta concreta, se non quella che ho già fatto qui: se è necessario un partito per attuare concretamente l'azione politica in cui si crede, se i partiti attuali sono castelli arroccati inespugnabili da semplici onesti cittadini ... beh, semplice, facciamone un altro, uno nostro, nuovo e basato sui principi che vorremo dargli, usando magari l'esperienza fatta da altri per evitare gli stessi errori, per evitare le buche ed arrivare prima all'obiettivo.
Ma mi rendo conto che tutto cio' non sia banale, non lo posso fare io da sola, e se trovo altri ci si metterebbe a discutere sul chi, sul cosa, sul come ... e saremmo al punto di partenza, esattamente il "qui" e "ora" che leggiamo nei post di questo forum ...
Forse, alla fine, è meglio andare al mare e goderci quel che ci resta di questo nostro povero Paese ...
In amicizia
Gina
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