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Messaggioda cantone_nordovest » 07/03/2012, 18:09

Ho sempre convintamente sostenuto la democrazia dell’alternanza - fondata su un sistema maggioritario e bipolare .

Ho cambiato idea .

Per motivi non ideologicamente astratti – bensì concreti : ciò che va bene nelle democrazie anglosassoni (Inghilterra , USA , Australia e Paesi del Commonwealth) non va bene qui da noi.

Qui da noi ritengo che due poli contrapposti servano solo a gettare fumo negli occhi degli elettori-cittadini .. a VELARE quella che è la reale “bilancia” degli interessi contrapposti : i cittadini (privati degli strumenti di conoscenza e democrazia) da una parte - la casta dall’altra

I litigi nei talk show sono ingannevoli : finita la trasmissione – vanno fuori a cena insieme ... culo e camicia

La casta nei confronti dei cittadini si comporta peggio di un potere straniero .

Tanto vale prendere atto di questa strutturale dicotomia , nella vicenda italiana : padroni e servi , casta e cittadini .

L’aspirazione dell’italiano medio è fare il salto cioè essere cooptato nella casta - o meglio : fra i servitori “intimi” della casta “ , quelli che raccolgono le briciole del piatto – ma con ciò stanno comunque meglio dei produttori indipendenti di ricchezza (destinati a essere espropriati)

Un domestico sta meglio di un mezzadro , di un artigiano o un operaio : questi ultimi stanno fuori della corte , fuori dal “cerchio magico”

Ecco perché è meglio che la casta si presenti unita (inciucio) : almeno la trasparenza dei reali interessi sociali contrapposti - è salva

In sintesi : il bipolarismo è strutturale alla società italiana , ma verte sulla dicotomia casta – cittadini e non sulle grandi ideologie destra – sinistra .

In Sicilia comanda il PUS Partito Unico Siciliano (un comitato d’affari trasversale) … in continente è lo stesso : la linea della palma avanza al nord

La politica della Grande Coalizione risponde alla realtà sociologica e quindi presenta almeno il pregio della trasparenza
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Re: W la Grosse Koalition

Messaggioda Paso » 08/03/2012, 10:57

cioè in pratica , da quanto hai scritto, la fai solo uscire dalla finestra e rientrare dalla porta.
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Re: W la Grosse Koalition

Messaggioda claudiofortis » 08/03/2012, 13:08

Grande Coalizione: grazie no! E' come dire Partito Unico.
Secondo me in Italia il problema è ben più a monte del bipolarismo o meno. L'Italia è il paese dei mille comuni, delle conventicole, delle cricche, di "ognuno per se", del più basso senso civico e di appartenenza (esclusa la tifoseria calcistica).
Basta guardare ai partiti politici percorsi da mille correnti, sottocorrenti e correnticole- e questo potrebbe anche rientrare nella normale dialettica. Invece no, si azzuffano l'una con l'altra, si sgambettano e non riescono mai ad aggregarsi attorno ad un leader (a meno che non sia il "scurr padron") o a un'idea comune.
Il bipolarismo dovrebbe aggregarsi in due macro aree: progressisti/riformisti e conservatori, ambedue dichiaratamente laiche. Ma finchè non ci sarà questo salto culturale, finchè non prevarrà il bene comune, finchè non avremo progetti politici a lungo termine dovremo accontentarci di navigare a vista, dei continui "inchini", sperando che non siano troppo vicino agli scogli come è successo negli ultimi anni. Sperando comunque sempre nella scialuppa di salvataggio del "tecnico" di turno che per fortuna in questo paese sembra non manchi.
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Re: W la Grosse Koalition

Messaggioda filippo f. » 08/03/2012, 16:44

La politica della Grande Coalizione risponde alla realtà sociologica e quindi presenta almeno il pregio della trasparenza

Non so se risponde alla realtà sociologica (pure il senso di quest’espressione andrebbe chiarito e forse, quando si guarda alle varie presunte realtà, il loro divenire continuo meriterebbe una riflessione), quello di cui sono convinto è che sia l’esatto contrario della trasparenza. Perché sotto l’ombrello(ne) della necessità si dà la stura alle più nascoste e inconfessabili operazioni di ricatto, inciucismo lobbistico ecc…ampiamente più probabili quando partiti o coalizioni limitate non si espongono e non pagano dazio.
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Re: W la Grosse Koalition

Messaggioda Paolo Barbieri » 08/03/2012, 22:04

Molto meglio una nuova LISTA DI COOPTATI con questa legge elettorale a cui affidare la prossima legislatura riformatrice.
Una NUOVA LISTA DELLA SOCIETA' CIVILE da offrire al voto di quel 90% e oltre che è nauseato dal pastrocchio e ancor di più dagli altri partiti!


Insomma anche Cantone è approdato al bipolarismo CASTA POILITICA - SOCIETA' CIVILE.

Caro Albini siamo così numerosi che dovrai assumerti l'onere di deporre la proposta "sulle ginocchia della presidenza".
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Re: W la Grosse Koalition

Messaggioda filippo f. » 09/03/2012, 18:51

Mi perdoni, Barbieri, la domanda:
Lei ha “quotato” cioè riportato uno scritto di chi? Dalle sue conclusioni sembrerebbe di Cantone_nordovest ma io non riesco a leggerlo nel post iniziale. Forse l’ha scritto in qualche altro posto? Può aiutarmi a rintracciarlo? Vorrei capire, perché il senso, discutibile la sua parte, del post introduttivo pare decisamente offrire una lettura diversa (cito ad esempio:… L’aspirazione dell’italiano medio è fare il salto cioè essere cooptato nella casta - o meglio : fra i servitori “intimi” della casta “ …. ).E se è vero, come è vero, che esiste un distacco fra classe politica attuale e cittadinanza parrebbe proprio che essere cooptati per i motivi addotti altro non sia che padella-brace.
In tutta sincerità ho l’impressione che lei voglia arruolare nelle sue fila un renitente alla leva.
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Re: W la Grosse Koalition

Messaggioda Paolo Barbieri » 09/03/2012, 22:02

In tutta sincerità ho l’impressione che lei voglia arruolare nelle sue fila un renitente alla leva.

in effetti quello che volevo arruolare era la dicotomia casta politica-società civile che da tre anni sostengo vanamente su questa piazza e quotavo, hoibò! me stesso. Gli ultimi 20 mesi sono rintracciabili nella cartella "Democrazia diretta..."
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Re: W la Grosse Koalition

Messaggioda cantone_nordovest » 11/03/2012, 18:56

Una cosa vorrei precisare : nonostante la mia conversione alla ammucchiata come il minore dei mali (la proiezione istituzionale della mentalità vassallatica quale specificità nazionale) – non intendo affatto sconfessare la mia predilezione per il sistema di voto fondato sui Collegi Uninominali

Il Collegio Uninominale viene convenzionalmente ascritto al sistema Maggioritario (contrapposto all’altra categoria del Proporzionale)

Ben raramente la stampa divulgativa fa uno step in profondità e sotto-distingue ciò che invece per me è di basilare importanza : il Maggioritario di Lista e quello Uninominale

Il maggioritario consente un maggior CONTROLLO DEMOCRATICO se parliamo di maggioritario = COLLEGIO UNINOMINALE

Infatti nei collegi uninominali il corpo elettorale è in grado di pretendere che il proprio partito di riferimento designi quale candidato un soggetto che sia localmente conosciuto e anche uno dei migliori cui può attingere e dunque , si spera , apprezzato ,

… e quando ciò non avviene la militanza/simpatizzanti del partito si incazzano e sono tentati dal votare il candidato designato da altro partito , se lo giudicano migliore del proprio : insomma , cade il diaframma della lista (dentro cui si possono mettere cani e porci , pregiudicati e corrotti) - il che rende un servizio al principio della TRASPARENZA .

Inoltre il candidato che risulterà eletto nell'uni-nominale è portato a rappresentare l'interesse del proprio collegio anzichè privilegiare quello del partito di appartenenza - il che si inquadra esattamente in una concezione federalista della rappresentanza politica

Viceversa , se parliamo di maggioritario = premio di maggioranza in un contesto di circoscrizione PLURI_NOMINALE ... ebbene allora io stesso , a questo punto , preferisco il proporzionale puro (e quindi l’inciucio) : il maggioritario di LISTA è una schifezza antidemocratica

saluti
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