Cortese Direttore Ferruccio de Bortoli
In fortuita coincidenza con il 27 gennaio 2012 giorno della memoria, credo proprio si debba sottolineare quanto sia triste questo giorno per il Corriere, e non debba essere dimenticato, se si vuole almeno tenere viva la fiammella della speranza.
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Nel testimoniare con un comunicato la sua stima ed ammirazione per il “galantuomo” Alberto Cavallari, in occasione della presentazione del libro-antologia ‘La forza di Sisifo’ che raccoglie suoi scritti, curato da Marzio Breda, il Signor Presidente della Repubblica lo ricorda…….
“..nella trincea di via Solforino, alla guida di un giornale la cui autorevolezza era stata colpita dallo scandalo della P2….”
Tanto più in un comunicato di poche righe, credo proprio che le parole siano soppesate una ad una, ed allora le propongo un’altra lettura della frase sopra riportata……. (forse con una qualche impertinenza, di certo con il permesso che mi viene dall’essere un appartenente a quel “popolo” citato dall’Art. 1 della nostra Carta)
“…alla guida di un giornale la cui autorevolezza era stata colpita dalla P2….”
È troppo svalutata nel nostro paese la parola “scandalo”, per rendere nell’immediatezza di un comunicato ufficiale e di provenienza così autorevole, la gravità della vicenda evocata, mentre il solo nome P2 di per sé rimanda (o dovrebbe rimandare) a quanto la Presidente Tina Anselmi ebbe anche a dire nel suo discorso alla Camera nella seduta del 9 gennaio 1986, riportato nel libro curato da Anna Vinci dal titolo “La P2 Nei diari segreti di Tina Anselmi”
“…la Commissione è pervenuta a definire la Loggia P2 come un’associazione avente finalità politiche; (…) Voglio qui ricordare che la connessione tra i vertici della loggia (Licio Gelli in particolare) e avvenimenti luttuosi, frutto dell’azione di ambienti eversivi, è stata, e non dalla Commissione soltanto, individuata già in relazione alla strage dell’Italicus. Voglio citare, in proposito, l’opinione del giudice istruttore di quel processo, che ebbe a definire la Loggia P2 come il più dotato arsenale di pericolosi e validi strumenti di eversione politica e morale. Ora, io credo che se dovessi definire tutto questo complesso problema e le vicende che in esso si intrecciano con termini che riassuntivamente li ricomprenda meglio non potrei fare altro se non ricorrere all’espressione coniata da un autorevole studioso, Luciano Cavalli, come titolo di una sua opera apparsa negli anni ’60: La democrazia manipolata. Perché questo, e non altro, è la Loggia P2, quale la Commissione l’ha descritta, documentata e definita nella sua relazione: un tentativo sofisticato e occulto di manipolazione della democrazia. Questo è il fenomeno con cui ci dobbiamo confrontare”.
Altro che “scandalo”!!
Una democrazia manipolata, e questo è il fenomeno con cui ancora oggi ci dobbiamo confrontare.
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Sempre di oggi è un comunicato del Cdr del Corriere che si apre così:
“Caro lettore,
siamo qui a denunciare il pericolo che tra pochi mesi il Corriere della Sera, in termini di qualità, potrebbe non essere più lo stesso quotidiano che sei abituato a leggere.”
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Ed infine, a completare l’aura di tristezza che avvolge oggi il “decano” fra i quotidiani più autorevoli del paese, cito, ad opera dell’editorialista principe Pierluigi Battista, la ……
“promozione sul campo” dell’ex Primo Ministro On. Cav. Berlusconi dott. Silvio, a “statista intero”.
Anzi, una sua metamorfosi, da sera a mattina, da «mezza cartuccia» a statista intero.
Il professor Telmo Pievani, a pagina 161 di un suo pregevole libro dal titolo “La vita inaspettata – Il fascino di una evoluzione che non ci aveva previsto”, riferendosi a chi approfittando di posizioni di potere e di visibilità diffonde menzogne sconcertanti, sostiene che a certi livelli questo è possibile solo in un “Paese malato”.
Non mi riesce di dir meglio.
Solo in un “Paese malato”, una personalità quale si è mostrata nei decenni l’On. Cav. Berlusconi dott. Silvio, può essere indicata quale “statista intero”.
Che avvenga sulla prima pagina del Corriere della Sera da Lei diretto, è persin banale dirlo, è evidentemente possibile, lecito e democratico, ma anche al pensiero che da quello stesso spazio Lei ormai dieci anni or sono, chiese INASCOLTATO, allo“statista intero”, di richiamare……..
….“i suoi pretoriani che poco onore fanno, insieme ai giacobini da strapazzo, alle Camere; ….e (di) mand(are) in ferie, ne hanno bisogno, quegli onorevoli avvocaticchi preoccupati più per i loro onorari che per le sorti del Paese.”
…aumenta la tristezza dei cittadini semplici come me, che per il “Paese malato” continuano ad attendere, dopo tante diagnosi, anche qualche terapia, prima che la prognosi più infausta, si avveri.
Con la stima e la cordialità che posso esprimerle
Vittorio Melandri
