Da «mezza cartuccia» a statista intero

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Da «mezza cartuccia» a statista intero

Messaggioda Vittorio Melandri » 27/01/2012, 13:25

Cortese Direttore Ferruccio de Bortoli

In fortuita coincidenza con il 27 gennaio 2012 giorno della memoria, credo proprio si debba sottolineare quanto sia triste questo giorno per il Corriere, e non debba essere dimenticato, se si vuole almeno tenere viva la fiammella della speranza.

(1)

Nel testimoniare con un comunicato la sua stima ed ammirazione per il “galantuomo” Alberto Cavallari, in occasione della presentazione del libro-antologia ‘La forza di Sisifo’ che raccoglie suoi scritti, curato da Marzio Breda, il Signor Presidente della Repubblica lo ricorda…….

“..nella trincea di via Solforino, alla guida di un giornale la cui autorevolezza era stata colpita dallo scandalo della P2….”

Tanto più in un comunicato di poche righe, credo proprio che le parole siano soppesate una ad una, ed allora le propongo un’altra lettura della frase sopra riportata……. (forse con una qualche impertinenza, di certo con il permesso che mi viene dall’essere un appartenente a quel “popolo” citato dall’Art. 1 della nostra Carta)

“…alla guida di un giornale la cui autorevolezza era stata colpita dalla P2….”

È troppo svalutata nel nostro paese la parola “scandalo”, per rendere nell’immediatezza di un comunicato ufficiale e di provenienza così autorevole, la gravità della vicenda evocata, mentre il solo nome P2 di per sé rimanda (o dovrebbe rimandare) a quanto la Presidente Tina Anselmi ebbe anche a dire nel suo discorso alla Camera nella seduta del 9 gennaio 1986, riportato nel libro curato da Anna Vinci dal titolo “La P2 Nei diari segreti di Tina Anselmi”

“…la Commissione è pervenuta a definire la Loggia P2 come un’associazione avente finalità politiche; (…) Voglio qui ricordare che la connessione tra i vertici della loggia (Licio Gelli in particolare) e avvenimenti luttuosi, frutto dell’azione di ambienti eversivi, è stata, e non dalla Commissione soltanto, individuata già in relazione alla strage dell’Italicus. Voglio citare, in proposito, l’opinione del giudice istruttore di quel processo, che ebbe a definire la Loggia P2 come il più dotato arsenale di pericolosi e validi strumenti di eversione politica e morale. Ora, io credo che se dovessi definire tutto questo complesso problema e le vicende che in esso si intrecciano con termini che riassuntivamente li ricomprenda meglio non potrei fare altro se non ricorrere all’espressione coniata da un autorevole studioso, Luciano Cavalli, come titolo di una sua opera apparsa negli anni ’60: La democrazia manipolata. Perché questo, e non altro, è la Loggia P2, quale la Commissione l’ha descritta, documentata e definita nella sua relazione: un tentativo sofisticato e occulto di manipolazione della democrazia. Questo è il fenomeno con cui ci dobbiamo confrontare”.

Altro che “scandalo”!!

Una democrazia manipolata, e questo è il fenomeno con cui ancora oggi ci dobbiamo confrontare.

(2)

Sempre di oggi è un comunicato del Cdr del Corriere che si apre così:

“Caro lettore,
siamo qui a denunciare il pericolo che tra pochi mesi il Corriere della Sera, in termini di qualità, potrebbe non essere più lo stesso quotidiano che sei abituato a leggere.”


(3)

Ed infine, a completare l’aura di tristezza che avvolge oggi il “decano” fra i quotidiani più autorevoli del paese, cito, ad opera dell’editorialista principe Pierluigi Battista, la ……

“promozione sul campo” dell’ex Primo Ministro On. Cav. Berlusconi dott. Silvio, a “statista intero”.

Anzi, una sua metamorfosi, da sera a mattina, da «mezza cartuccia» a statista intero.

Il professor Telmo Pievani, a pagina 161 di un suo pregevole libro dal titolo “La vita inaspettata – Il fascino di una evoluzione che non ci aveva previsto”, riferendosi a chi approfittando di posizioni di potere e di visibilità diffonde menzogne sconcertanti, sostiene che a certi livelli questo è possibile solo in un “Paese malato”.

Non mi riesce di dir meglio.

Solo in un “Paese malato”, una personalità quale si è mostrata nei decenni l’On. Cav. Berlusconi dott. Silvio, può essere indicata quale “statista intero”.


Che avvenga sulla prima pagina del Corriere della Sera da Lei diretto, è persin banale dirlo, è evidentemente possibile, lecito e democratico, ma anche al pensiero che da quello stesso spazio Lei ormai dieci anni or sono, chiese INASCOLTATO, allo“statista intero”, di richiamare……..

….“i suoi pretoriani che poco onore fanno, insieme ai giacobini da strapazzo, alle Camere; ….e (di) mand(are) in ferie, ne hanno bisogno, quegli onorevoli avvocaticchi preoccupati più per i loro onorari che per le sorti del Paese.”

…aumenta la tristezza dei cittadini semplici come me, che per il “Paese malato” continuano ad attendere, dopo tante diagnosi, anche qualche terapia, prima che la prognosi più infausta, si avveri.

Con la stima e la cordialità che posso esprimerle

Vittorio Melandri
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Re: Da «mezza cartuccia» a statista intero

Messaggioda guidolena » 27/01/2012, 19:18

Cosa posso rispndere ad una sintesi così documentata con la prosa scarna ma efficace dell'amico Vittorio? Questo paese è malato e noi che ne facciamo parte sentiamo tutto lo sconforto dell'incurabilità...dell'impotenza...dell'ineluttabilità della rassegnazione: Il Corsera
è da sempre , amio parere,il più "gattopardesco" di tutti i grandi giornali nazionali; forse PG
s'aspetta un futuro dalla restaurazione berlusconiana? il Cavaliere è sempre stato generoso
con i suoi scherani. a denti stretti e naso chiuso una disperata speranza forse ce la darà
proprio Monti con le sue fuminee riforme??? perchè indietro sarebbe difficile tornare...
Un caro saluto
guidolena
 
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Re: Da «mezza cartuccia» a statista intero

Messaggioda Vittorio Melandri » 28/01/2012, 10:16

Caro Guido

innanzi tutto ricambio il tuo caro saluto con uno altrettanto caro.

Aggiungo che di Pigi e del "cerchiobottismo" del Corriere, quello che mi spaventa di più è la capacità di "rappresentare" non già gli interessi di Berlusconi, ma quelli molto più diffusi del "berlusconismo".

Agli ottimisti, anche a quelli più responsabilmente ottimisti con la volontà, con il loro spendersi a sostegno del "galantuomo" Monti e del suo mentore, "galantuomo" Napolitano, mi ostino a ricordare che tanto più ci si considera ottimisti, tanto più si ha il dovere verso sé stessi innanzi tutto, di praticare il "pessimismo della ragione", quello che illumina il "reale" che ottimisticamente si crede di riuscire a modificare.

Bene se non si ha la capacità di scorgere il "Paese malato" nel quale stiamo vivendo, e di più, se non si ha la capacità di cogliere che la malattia non si chiama spread, o default, o altre pur sinistre parole gravide di drammatiche conseguenze economiche, che in realtà sono tutte nomi di sintomi, e non di cause, ma si chiama, appunto "democrazia manipolata", dalla corruzione, dalla politica pavida vigliacca, dalla economia violenta ed esosa, dalle mafie di tutti i tipi, dalla ignoranza del popolo sovrano ..... se non si ha la capacità di esercitare questa osservazione, non c'è ottimismo della volontà che possa cambiare la deriva della nave Italia, ed è solo questione di tempo ma gli scogli destinati a squarciare la carena sono sulla rotta.

vittorio

P.S. Il carattere grande è per un "inchino" a Guido
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Re: Da «mezza cartuccia» a statista intero

Messaggioda guidolena » 31/01/2012, 19:25

[b]GRAZJE DELL'INCHINO CARO VITTORIO, MA NOI ABBIAMO SEMPRE KA SCHIENA DRITTA!!
E GNI INCHINI NAUTICI SONO UNA NOVITA' PERICOLOSA....DI TUTTI I MALI DI QUESTO PAESE CHE TU HAI ELENCATI TROVO CHE L'ULTIMO -L'IGNORANZA- SIA IL PEGGIORE--
IL PIù GRAVE PERCHE' E LA CAUSA PRIM DI TUTTI GLI ALTRI...E LA MANCATA COSTRUZIONE DELLA SOCIETA LAICA ,DEMOCRATICA E PROGRESSISTA....TUTTO IL RESTO E' ....NOIA-
CON SEMPRE GRANDE SIMPATIA
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Re: Da «mezza cartuccia» a statista intero

Messaggioda Paolo Barbieri » 31/01/2012, 21:56

Ma davvero su questa piazza c'è qualcuno incapace
di scorgere il "Paese malato" nel quale stiamo vivendo, e di più, se non si ha la capacità di cogliere che la malattia ......
,

c'è qualcuno così fuori dalla realtà?

Ma una volta vista e valutata la situazione non ci si puo fermare "sul tacito veron seduto ti guardo e piango Paese mio". E per uscire dalla fogna paludosa, a me sta bene un qualunque dignitoso Caronte, capitato lì pure per caso, si chiamasse Monti o Tacher, mille e mille volte meglio di tutta la vergognosa banda bassotti! Un Caronte dignitoso col quale, una volta sulla terra ferma, ingaggiare dignitose, strenue e infernali battaglie politiche. Guardando sempre all'indietro è difficile trovare la via per uscire dal Paese malato.
RIVOLUZIONE MITE: DEMOCRAZIA DIRETTA - USO ESTREMO ARTICOLO 71 - DECALOGO RIFORME - Un Popolo UNITO (solo così sovrano) lo può fare. Nella Carta c'è tutto.
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Re: Da «mezza cartuccia» a statista intero

Messaggioda Paolo Barbieri » 31/01/2012, 22:01

e per concludere con la Concordia ... De Falco disse: Salga a bordo C... !
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Un "TAUTOOSSIMORO"

Messaggioda Vittorio Melandri » 01/02/2012, 11:50

Caro Paolo

Sono sicuro che conosci il significato del neologismo “stagflazione” termine che somma insieme il riferirsi a due situazioni economiche, stagnazione e inflazione, che di norma si elidono, dove c’è una non c’è l’altra.

Quando però per particolari circostanze coesistono, quello che ne emerge è il quadro economico più disastrato.

Ebbene dopo aver letto per diverso tempo la tua passione, ben leggibile e nobilmente leggibile, nella costanza con cui sostieni “l’uso estremo dell’Art. 71” che ormai sintetizzi nella tua “firma”…..

RIVOLUZIONE MITE: DEMOCRAZIA DIRETTA - USO ESTREMO ARTICOLO 71 - DECALOGO RIFORME - Un Popolo UNITO (solo così sovrano) lo può fare. Nella Carta c’è tutto.

…. Sono stato colpito dal fatto che anche tu metti insieme due categorie che di solito insieme non stanno.

Mi spiego.

Se dico che la “neve è bianca” formulo un pensiero tautologico, tanto è evidente quanto asserito.

Se dico che la “neve è nera” formulo invece un ossimoro, perché è altrettanto evidente che quanto asserito non sta insieme.

Ebbene tu con la formula “uso estremo dell’Art. 71 – nella Carta c’è tutto” formuli un “tautoossimoro”.

È tautologico dire che l’Art. 71 della Carta va usato, in tanti (anch’io fra questi) fra chi dissente dalla tua ossessione, non solo ne ha convenuto, ma ha ricordato le molte volte in cui appunto l’Art. 71 è stato usato; salvo doverne purtroppo registrare anche i moltissimi “fallimenti”.

È invece un cadere nell’ossimoro sostenere che nella Carta c’è tutto, compreso un uso estremo dei suoi articoli.

La Corte Costituzionale non a caso prevista dalla Carta al TITOLO VI -GARANZIE COSTITUZIONALI, nella Sezione I, all’Art. 134. comma primo, è investita infatti dell’obbligo di giudicare....

“sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni….”

Detto in altro modo, è compito della Corte proprio impedire l’uso estremo di tutti i suoi articoli, 71 compreso. (Nota bene: la Corte voluta dalla Carta del ’48, è stata varata solo nel 1956.)

Sarò ottuso, ma continuo a pensare che per “salire a bordo …. c a z z o, occorre con un occhio guardare indietro e con l’altro guardare avanti” diversamente si cade in mare, oppure si fa la ruota come i pavoni, o di scorta in genere sgonfia come sulle auto, sempre a rimorchio, a seconda dei gusti, degli Schettino o dei De Falco.

Se poi, per rimanere alla “metafora Concordia”, si vuole impedire ad un “passeggero di scendere”, da una nave che sta affondando, credo che aiuti a disobbedire un uso niente affatto estremo della Costituzione, che all’Art. 21 riconoscendo la libertà di parola, non la vincola ad alcun comando, manco a quello di salire a bordo c a z z o, di una nave che fa acqua da tutte le parti.

vittorio
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Re: Da «mezza cartuccia» a statista intero

Messaggioda Guido Maselli » 01/02/2012, 14:33

Probabilmente non ho colto bene il senso del messaggio, Vittorio, perché per esser sostanzialmente d’accordo con Paolo (tredicesimo apostolo della democrazia, dal quale mi separa un abisso non etico ma pragmatico e anche in parte ideologico) qualcosa ci deve essere.
Penso che Paolo abbia ragione nel sostenere che nella carta c’è tutto. Il tuo richiamo all’art. 134 non è pertinente nell’ipotesi “barberiana”. La corte è certo chiamata, obbligata a decidere della costituzionalità delle leggi (ricordiamo sempre: non d’iniziativa ma deve essere adita da un soggetto legittimato a farlo, vedi impossibilità pratica di pronuncia sulla legge elettorale) ma –qui sta il cuore della questione- decide su leggi ordinarie, solo su leggi ordinarie. Se una proposta di legge modifica la costituzione stessa (e mi pare che l’uso estremo ecc. configuri, qualora accolto, una vera e propria revisione costituzionale) la consulta non può mettere becco né prima né dopo.
Il contrario sarebbe un ossimoro di fatto o no: dire che qualcosa è incostituzionale quando la nuova costiuzione lo contempla?
In fin dei conti l’uso estremo si delinea come una pressione democratica per spingere il potere legislativo a far leggi e il potere legislativo è sovrano anche in tema di revisione della carta. Non è un caso se, in tema di proposte di legge, quali che siano,il vaglio di legittimità (formale) spetta solo alla cassazione.
Giacqui con due signore: Vittoria e Sconfitta. Entrambe fingevano.
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Uso estremo

Messaggioda Vittorio Melandri » 01/02/2012, 16:56

No Guido, non è in gioco il senso del mio messaggio, ma l'interpretazione di quelli di Paolo.

Io ho sempre capito che per "uso estremo" dell'Art 71 Paolo intenda che una proposta di legge formulata in base al suo dettato, una volta sostenuta da milioni di firme di cittadini e non solo dalle migliaia comunque necessarie e bastanti, OBBLIGHI di fatto il Parlamento a mettere all'ordine del giorno detta proposta e trasformarla in legge.

Ergo, conclude da sempre Paolo, perché chi può, come ad esempio L&G e le persone virtuose che da queste parti si aggirano, non "salgono a bordo ...c...." della sua proposta di uso "estremo" e costringono così il Parlamento anche a riformare sé stesso?

Certo che, come dici, non è incostituzionale cambiare le leggi, compresa la prima legge, quella Costituzione che, a parte la forma Repubblicana, prevede essa stessa le modalità (Art. 138) per introdurre cambiamenti, e l'Art. 71 nell'indicare le modalità con cui il popolo può farsi direttamente promotore di proposte di legge non pone limiti alla tipologia delle stesse, ergo si possono anche formulare proposte di legge costituzionali.......

.... ma poi, una volta che la proposta di legge è depositata, il Parlamento torna sovrano e legifera in base alla Costituzione com'è, non in base alla Costituzione estrema, con le leggi in vigore, e con i suoi regolamenti interni, diversi per ogni ramo del Parlamento stesso, ed in base a tutto questo, a tutt'oggi, non ci sono milioni e milioni di firme che bastino a virare l'uso della Costituzione, Art. 71 compreso, in un uso "estremo".

vittorio

P.S.

Qui mi tiro addosso altro, ma credo Guido, che l'attitudine a farvi le pulci sulle virgole, sui punti e virgola, sui punti, e sui doppi punti, che tu e Plinio avete "alimentato" in tanti anni di frequentazione del forum, vi porti, qualche volta almeno, a scorgere nelle argomentazioni degli altri, prima che torti o ragioni, ovviamente sempre possibili, quello che più amate ..... qualcosa da vivisezionare con voluttà.

Per fortuna nostra, dopo che a suo tempo il dott. Aldo Braibanti mio conterraneo (Provincia di Piacenza) fu di fatto "perseguitato legalmente", il reato di plagio è stato cassato dai codici italiani, diversamente con due "giudici" come voi.... molte teste sarebbero saltate in questi anni, anche per aver copiato e incollato una virgola, figuriamoci una frase intera, sempre che ovviamente la stessa fosse ricaduta sotto la vostra attenzione ..... voluttuosa.
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Re: Da «mezza cartuccia» a statista intero

Messaggioda Paolo Barbieri » 01/02/2012, 17:23

.... ma poi, una volta che la proposta di legge è depositata, il Parlamento torna sovrano e legifera in base alla Costituzione com'è, non in base alla Costituzione estrema, con le leggi in vigore, e con i suoi regolamenti interni, diversi per ogni ramo del Parlamento stesso, ed in base a tutto questo, a tutt'oggi, non ci sono milioni e milioni di firme che bastino a virare l'uso della Costituzione, Art. 71 compreso, in un uso "estremo".


Ma come puo un Parlamento eletto dal popolo ignorare la volontà costituzionalmente espressa dal Popolo Sovrano (popolo non 4 gatti)? Come puo far finta di nulla rispetto a questioni promesse da decenni e più che mai all'ordine del giorno? E' democraticamente, politicamente e logicamente impraticabile! Ma se la "casta" oserà tanto, allora quel famoso popolo scenderà costituzionalmente (art. 40) in piazza unito, non diviso in mille micromanifestazioni, è imporrà la propria volontà. Scusa Vittorio, ma è lapalissiano come è lapalissiano che solo se le chiederà la cittadinanza le riforme si faranno, legge elettorale compresa, altrimente il ricatto e le convenienze le impediranno anche a questo governo dei migliori, esposto ad ogni ricatto.

Se non si esporrà la cittadinanza non si faranno riforme significative.
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