Dalla parte del comandante Schettino

laddove si parla di cultura, costume, esperienze personali.

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Dalla parte del comandante Schettino

Messaggioda Vittorio Melandri » 18/01/2012, 17:06

Chiarisco subito che il titolo che ho dato al post è volutamente provocatorio, ma spero che la provocazione sia proprio intesa nel modo giusto.


L’immagine della Concordia “spiaggiata” a pochi metri dall’Isola del Giglio, sprigiona di ora in ora una crescente forza evocativa e si impone all’attenzione del mondo intero. “Una delle immagini più impressionanti degli ultimi tempi”, come è stata autorevolmente definita sulla prima pagina de la Repubblica da Michele Serra.

A mano a mano che all’immagine si aggiungono descrizioni relative alla sequenza degli eventi che l’ha prodotta, vien quasi di tirare un sospiro di sollievo, potendo sin qui registrare un bilancio (aridamente numerico) delle vittime, che appare “modesto”, rispetto a quello che avrebbe potuto essere determinato dalla sciagurata sequenza, sequenza che sulla prima pagina del Corriere della Sera, merita tutte quante le puntuali ed inequivocabili parole di un suo editorialista principe, Pierluigi Battista:

“Al di là del profilo penale che verrà confermato della indagini sulla tragedia del Giglio, c’è un profilo umano e morale che lascia sgomenti e che non permette soluzioni accomodanti.”

È dopo aver letto queste parole, che sono stato sopraffatto da una immagine molto meno evocativa, della Concordia “spiaggiata”, perché è una immagine che ciascuno di noi deve ricostruire nella propria mente, perché non è disponibile in una versione fotografica.

Mi riferisco all’immagine dell’Italia “spiaggiata” ai piedi della criminalità, organizzata sotto i diversi nomi di ’Ndrangheta, Camorra, Cosa Nostra e di altre mafie ancora, “immagine” che da ultimo ci è stata drammaticamente proposta con il suo lavoro da Riccardo Iacona proprio nella serata della domenica successiva al disastro della Concordia.

“Come mai la politica al nord si lascia infiltrare così facilmente dalla mafia?”

Se lo chiede Iacona all’inizio della prima puntata di questa nuova serie di “Presadiretta”.

E quello che lascia sgomenti, è il “profilo umano e morale” dei politici, sia di destra che di centro che di sinistra, che si mostrano sempre stupiti per aver stretto la mano a fior di mafiosi, ’ndranghetisti, e camorristi, tutti incontrati solo perché “questa è la politica bellezza”.

Così come la Concordia spiaggiata non (dovrebbe) permette(re) soluzioni accomodanti, anche l’Italia spiaggiata, ben prima e ben più dell’Italia declassata nel rating e affannata dallo spread, non dovrebbe permettere a nessun politico di cavarsela come sempre se la cavano, e senza che mai venga affermato che il loro profilo umano e morale non permette soluzioni accomodanti, prevalendo sempre ovviamente, la democratica “presunzione di innocenza”.

Ma so bene che le mie sono parole al vento, che lasciano solo “una gran voglia di pioggia”.


Ma l’immagine della Concordia “spiaggiata”, e tutto quello che ne continua ad eruttare, sospinto dalle drammatiche conseguenze avvertite in tutte le parti della nostra società, a mio parere dimostra, e non ce n’era davvero bisogno, che ad essere “spiaggiata” da tempo è appunto l’intera nostra società, fatta di “buoni” e di “cattivi”, molto diversi gli uni dagli altri, ma tutti “naufraghi” nello stesso mare di incuria, di cattiveria e di irresponsabilità e colpe che sono sempre quelle degli altri.

La corsa a schierarsi in scia al capitano De Falco, per meglio vomitare improperi all’indirizzo del comandante Schettino, ne è l’ultima clamorosa evidenza.

Da una parte il “bullo impomatato” che dopo aver sbagliato l’ “inchino”, ha pure abbandonato la nave e dato la peggior prova di sé, nemmeno recuperando un briciolo di consapevolezza, (nonostante De Falco gli ricordasse, “guardi che la sto registrando”), che ormai era sotto gli occhi di tutto il mondo.

Dall’altra “una persona al lavoro” che mostrava tutta la propria determinazione e senso di responsabilità facendo tutto quello che era in suo potere, compreso un umanissimo sbottare, fissato per sempre in quel “vada a bordo cazzo”, subito adottato, ma lungi dall’essere sottolineato nella sua componente di disperazione.

Mi piace credere che in circostanze analoghe sarei il De Falco e non lo Schettino, ma quello di cui abbiamo più bisogno in questo disgraziato paese dove gli “inchini” di tutti i tipi si scopiazzano e si negano con la stessa stolta prontezza, è chiedersi davvero, anche “mutatis mutandis”, in mutate e meno drammatiche circostanze, ...........“ma io come mi sarei comportato?”

Facile “mettersi dalla parte” del capitano De Falco, ma è indispensabile anche “mettersi dalla parte” del comandante Schettino, tanto più se ci si vuole illudere che noi mai e poi mai avremmo fatto come lui.

Parafrasando Gherardo Colombo (Il perdono responsabile), penso che anche la più scontata condanna debba essere responsabile, se vogliamo che serva non solo a punire un colpevole ma anche ad imparare dagli errori compiuti.

La pietà nello sguardo con cui osserviamo le colpe più gravi, non contrasta con la più dura delle condanne, ma né è il necessario complemento, se vogliamo che la condanna sia giusta per il condannato, ma, nei suoi effetti, anche per la società che non può comodamente dimenticarsi di averlo comunque espresso.

vittorio
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sempre detto

Messaggioda daniloalbini » 18/01/2012, 18:37

sempre detto


Sempre detto che quando il Melandri va via di suo è fascinoso.

In questo intervento lo è non tanto per la metafora dell'Italia spiaggiata ( dall' Unità siamo stati una bagnarola in mezzo agli scogli,altro che nave da crociera di, finto, lusso) quanto per le denuncia, giusta denuncia, nel contesto acuta denuncia, di un troppo facile manicheismo.

Tanto più fascinoso, l'intervento, perchè permette una successiva riflessione: la piantassimo di discutere di buoni o cattivi e discutessimo invece di capaci od incapaci forse avremmo giudizi più amari ma più equi nel vivere sociale.

La deriva concettuale della sinistra , di cui questo forum è un piccolo specchio, è nella confusione tra le parti di cui sopra.

Arrivasse uno a dirmi: quello è una carogna ma è utile alla comunità avrei già più speranze in un panorama di decrepite divisioni ideologiche. ( vero Melandri?)
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Re: Dalla parte del comandante Schettino

Messaggioda plinio designori » 18/01/2012, 19:42

non sono d'accordo.
essere comandante di una nave comporta dei doveri e delle responsabilità, e non ha molto senso chiedersi come ci saremmo comportati noi al posto di schettino. ha senso, invece, chiedersi come si doveva comportare il comandante di una nave, responsabile della nave e della vita e della salute di tutti i suoi occupanti.
primo: non fare incagliare la nave
secondo: commesso l'errore, doveva subito assumersene la responsabilità e - incurante delle conseguenze per la propria carriera - prendere tutte le misure opportune per l'abbandono della nave in condizioni di ordine e sicurezza
terzo: dirigere le operazioni di evacuazione fino al momento in cui l'ultimo passeggero o membro dell'equipaggio non era giunto sano e salvo a terra
quarto: prestare la massima collaborazione ai soccorritori, per garantire che la nave non costituisse un pericolo per l'ambiente, per gli altri natanti e per le persone.

invece niente di tutto ciò. per colpa dell'inettitudine al comando e della codardia dello schettino dobbiamo oggi contare decine di morti su una nave che si è incagliata a pochi metri dalla riva di un'isola del mediterraneo.
per contro, il comandante de falco è una persona che ha semplicemente fatto il suo dovere: non consideriamolo un eroe.
però non mi spiace affatto non provare nessuna pietà per il comandante schettino: piuttosto gli auguro, ora che si trova in casa sua e ha a disposizione tutto l'occorrente, di riuscire a prendere quella decisione che gli permetterebbe di recuperare, almeno in parte, l'onore perduto, e che avrebbe dovuto prendere nel momento in cui ha abbandonato la nave.

poi potremo fare tutti i discorsi che vogliamo sulle modalità di selezione dei comandanti di navi.
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GLI INCHINI

Messaggioda Vittorio Melandri » 19/01/2012, 10:10

Non sono d’accordo…. non ha molto senso chiedersi come ci saremmo comportati noi al posto di Schettino. Parole di Plinio.

Or bene se Plinio non è d’accordo con me, a me capita invece di essere d’accordo con lui….

E senza nemmeno chiedermelo “io so”…. che …..


…. il comandante di una nave, responsabile della nave e della vita e della salute di tutti i suoi occupanti.
primo: non fare incagliare la nave
secondo: commesso l’errore, doveva subito assumersene la responsabilità e - incurante delle conseguenze per la propria carriera - prendere tutte le misure opportune per l'abbandono della nave in condizioni di ordine e sicurezza
terzo: dirigere le operazioni di evacuazione fino al momento in cui l’ultimo passeggero o membro dell’equipaggio non era giunto sano e salvo a terra
quarto: prestare la massima collaborazione ai soccorritori, per garantire che la nave non costituisse un pericolo per l'ambiente, per gli altri natanti e per le persone.
Altre parole di Plinio.

Or ri-bene resta il fatto che ci troviamo dinnanzi ad un accaduto completamente opposto a quello che è giusto aspettarsi, la mia “provocazione” mirava a non liquidare l’accaduto con la, per certi versi consolante, condanna del reprobo, e coglierne motivo per continuare ad osservarne le proiezioni che, purtroppo, almeno a mio parere, vanno ben al di là del drammatico accadimento del Giglio.

Quanti “inchini” folli si verificano ogni giorno senza che le conseguenze si riverbino direttamente su vite umane, salvo falcidiarne a bizzeffe senza che nemmeno ce ne accorgiamo?

E non parlo solo degli "inchini" delle navi da crociera.

Anche se rimanendo ancora per un attimo allo stesso “inchino” della Concordia al Giglio, sarebbe stato sicuramente meno omicida se la chiglia della nave fosse passata 10 metri più in là ......... ma sarebbe stato meno folle?

E quanti, pur sapendo della follia avrebbero comunque applaudito entusiasti?, ed oggi sono fra gli implacabili censori dello Schettino, intanto che omaggiano consapevolmente decine, centinaia, migliaia, di altri “Schettino” che continuano a fare carriera?

Quanto alla pietà che evocavo, non era quella “riservata” al comandante Schettino ma a mio parere è quella da tenere sempre all’erta nel nostro sguardo, per renderlo più vigile e acuto di quanto si creda possa essere, se lasciato in compagnia della nostra (questa sì sempre presunta) implacabile certezza di sapere come noi giustamente ci comporteremmo.

Auto denuncio infine una ultima mia superba presunzione, quella di credere di aver proposto una riflessione che metteva nel mirino “ben altro” (roba da Veltroni per intenderci) che una discussione sulla modalità di selezione dei comandanti di navi.

Resta, davvero infine, per me da sottolineare che da moltissimo tempo è nella mia disponibilità la conoscenza-convinzione che se si vuole mirare al sole e c’è chi risponde dalla luna, è la mira sbagliata, non la risposta.

Sorry.

vittorio
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P.S.

Messaggioda Vittorio Melandri » 19/01/2012, 10:31

E a dimostrazione di quanto “gnucco” sia…… aggiungo che continuo a non capire la ragione per cui il mio post, pubblicato da me in “Taccuino d’inverno - laddove si parla di attualità politica” sia stato spostato in “Altrove vi è pure un mondo - laddove si parla di cultura, costume, esperienze personali”.

Ovviamente so bene che tutto è cultura e costume ed esperienza personale, ma se il caso “Costa Concordia – Schettino – Isola del Giglio – Capitano De Falco – Mondo che ci guarda” non rientra nell’attualità politica, vuol proprio dire che mi devo rassegnare a confinarmi nelle schiere di……….
….quelli che … per dirla in piacentino…

vö drizzä ill camb ai can, as fagga prima drizzä i sarei…

Tradotto

Chi vuol drizzare le gambe ai cani si faccia prima raddrizzare il cervello

ri-ri-sorry
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Re: Dalla parte del comandante Schettino

Messaggioda plinio designori » 19/01/2012, 11:30

riflessione più ampia, quindi, quella di vittorio.
cosa si chiede oggi al comandante di una nave da crociera? è più importante mostrare la nave nel suo splendore a coloro che stanno a terra o è più importante l'attenzione alle normative e ai regolamenti, è più importante una certa brillantezza nelle sale o l'attitudine al comando?
temo di conoscere quale sia la risposta che darebbe l'amministratore delegato di una compagnia di crociere, che è una risposta che va bene e crea "valore per gli azionisti" fino a quando va tutto bene, ma appena qualcosa va storto, il mercato è - al solito - impietoso, e le compagnie di assicurazione lo sono ancora di più, con risultati che per gli azionisti di quella compagnia saranno ancora più catastrofici.
ma il mercato (e le compagnie di assicurazione) entra in azione quando i morti ci sono già stati, e la cosa non va mica tanto bene. eppure ci sarebbe un'autorità preposta a fare rispettare le regole, ci sarebbe chi ha il potere di vietare e, eventualmente,sanzionare coloro (comandanti e armatori) che le trasgrediscono, mettendo così a repentaglio vite umane e ambiente. e chi sarebbe questa autorità? ma proprio la guardia costiera del comandante (ma a me sembrava capitano di corvetta, lasagna senza spaghetto) de falco, che dovrebbe intervenire laddove si constatano violazioni.

quanto a chi guarda, beh! ve la ricordate, in amarcord, la scena del passaggio del rex? vedere passare una nave illuminata è sempre uno spettacolo che dà emozione in tutti coloro che lo guardano, e che magari non si rendono conto di quanto e se sia pericoloso il passaggio sottocosta di una nave di quelle dimensioni. per loro vale l'emozione, e non è poi sbagliato che sia così: sta ad altri il dovere di controllare.

noi cosa avremmo fatto al posto del comandante schettino? beh: innanzitutto dovremmo parlare di un noi che a vent'anni si è imbarcato come allievo ufficiale di coperta, che ha "solcato i sette mari" come attestato dal libretto di navigazione, che ha avuto esperienze di comando. siamo in queste condizioni?

e poi, via, vittorio! se metti un titolo provocatorio, non ti aspetti che qualcuno risponda alla provocazione?
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Re: Dalla parte del comandante Schettino

Messaggioda Guido Maselli » 19/01/2012, 16:57

Se devo dire la mia, confesso di non aver nulla da aggiungere nello specifico della vicenda.
Piuttosto: alla sin troppo appariscente metafora della nave semi-affondata=Italia, mi se ne materializza un’altra che travalica ogni confine geografico, ogni perimetro ideologico o contrapposizione. Metafora che trascura, in quanto irrilevante, l’indagine su di sé e sul proprio ipotetico comportamento.
Quella della nave dell’umanità nella società dello spettacolo, spogliata dalla cellofanatura del virtuale e dell’artificiale di fronte al reale.
L’uomo moderno (o tardo moderno o post moderno fate voi) da molti decenni (fortunatamente?) sgravato quasi del tutto da affanni e allontanato dal fronte del pericolo grazie al suo ingegno, costretto alla simulazione di esso come eventualità possibile ma non probabile, disabituato a guardare in faccia alla morte se non con come a qualcosa che appartiene ad altri lontano dal nostro sguardo o a noi stessi come evento rimosso, come reagisce?
Ciak non si gira, non è una fiction, il videogame ha una grafica diversa, i suoni e le urla non sono gli stessi, si avvertono odori inimmaginati, non si può resettare e si è soli con la propria angoscia, con il panico dell’impotenza e il senso della propria inadeguatezza.
Certo non tutti sono Schettino e lungi da me ogni volontà giustificatoria, molti avrebbero tenuto ben altro comportamento, lo vogliamo credere.
Ma attorno ad ogni Schettino esiste un mondo che gradatamente, per una pluralità di cause, ha concorso a far sì che fronteggiare con responsabilità eventi che sanno di morte sia diventato via via più raro.
E’ il rovescio della medaglia della lunga pace e del benessere: un respiro umano asfittico.
Giacqui con due signore: Vittoria e Sconfitta. Entrambe fingevano.
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Re: Dalla parte del comandante Schettino

Messaggioda biffo45 » 05/02/2012, 12:27

Capitan Schettino era in preda a bollori sensuali e sessuai, provocati dalla presenza della moldava slavata, emanante feromoni in sovrabbondanza, quella che era "amica" di tutti, sulla nave, da anni; se l'è sempre tenuta accanto, sia sulla nave che sulla scialuppa e poi a terra; è lei che gli ha messo al sicuro il PC. Capitan Schettino, data l'etnìa cui appartiene, fa parte della fauna del tipico smargiasso, spaccone e gradasso, tipico della costiera sorrentina, di quelli che devono fare colpo "su i femmene", ad ogni costo. Eppure, Sant'Iddio, ha una moglie di una bellezza straordinaria! Va bene che esistono i detti "Toujours perdrix!", così come Piove sul bagnato e C'è sempre pane in abbomdanza per chi non ha denti". Per testimonianza indiretta di parenti ed amici, che hanno partecipato a varie crociere, gli equipaggi di quelle mega-navi mostruose, sono tutti da vetrina e da parata, per sollazzare i sensi dei turisti, ma scarseggiano di vere e profonde qualità marinare. Infine, ho letto e sentito che, da qualche tempo, i soliti radical-chic di gauche schifiltosa, raffinata e di nicchia, i soliti noti intellettualoidi di sinistra snob, ora si schierano a difesa di Schettino, loro, che non hanno mai provato quanto sopportato da chi era sulla "Concordia", ma hanno i piedini delicati ben all'asciutto. Non si rischia, per fare lo sbruffone, la vita di 4500 persone; gli inchini, anche se imposti dall'armatore, si eseguono a debita distanza e con le dovute precauzioni
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