Gli orrori del Novecento si ripresentano?

laddove si parla di cultura, costume, esperienze personali.

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Re: Gli orrori del Novecento si ripresentano?

Messaggioda Guido Maselli » 01/01/2012, 21:01

Hello Antoine e benvenuto.
Sono piuttosto d’accordo quando dici che in Italia gli attriti fra locali ed immigrati siano un fenomeno relativamente modesto, guardando fuori dai confini s’intende.
Tenderei a non sopravvalutare l’elemento religioso come ostacolo alle convivenze. Di fatto l’incontro (o scontro) non avviene fra culture (la religione è una componente culturale) ma fra persone in carne ed ossa.
Questa è la ragione per la quale concretissimi aspetti dello stare insieme che non richiedono speculazioni intellettualistiche sono assai più determinanti nel bene e nel male rispetto alle riflessioni “alte”.
Gli odori, l’igiene, il fracasso ecc… sono dei detonatori ben più efficaci delle pratiche religiose, delle genuflessioni verso la mecca e del canto di un muezzin.
Mai dimenticare gli aspetti pratici, in generale ci s’infischia se chi piscia in strada o ci fracassa i timpani è musulmano, cristiano, indù o ateo. E’ semplicemente un estraneo, una minaccia anche economica perché il “nostro” quartiere si degrada e negozi e case perdono valore. E’ la comunità che difende il suo status, il suo modo di stare assieme.
E’ qualcosa di vecchio quanto l’uomo non deve sorprendere né scandalizzare se non nella misura della reazione quando essa tracima in un eccesso di difesa. La misura appunto è la chiave di lettura e valutazione di quando l’inevitabile nella sua genesi diventa patologia immunitaria.
Mai dimenticare come cultura, identità, appartenenza (parole avvelenate), siano, come storia insegna, quasi sempre al servizio e copertura d’interessi molto meno nobilitanti e sub-ideologici.
Che fare? Non lo so, l’apertura all’altro non è attuabile de jure. La parola tolleranza non mi piace, è tossica. Tollerare etimologicamente significa sopportare, ha in sé il germe dell’etnocentrismo o del razzismo mascherato.
La fermezza che serve è quella di non farsi prendere da isterie quando succedono fattacci (qualunque sia il fronte di appartenenza della vittima) e considerare che arrivare ad una convivenza accettabile presenta il conto immancabilmente. Guardare alla mescolanza che verrà, prima o poi, non certo linearmente ma con alti e bassi, senza paura voltando lo sguardo all’indietro, alla storia dell’umanità che non ha visto altro sin dai primordi e che, malgrado le difficoltà e i tributi che abbiamo pagato e pagheremo, è stato e presumibilmente sarà il volano di ogni passo avanti.
Giacqui con due signore: Vittoria e Sconfitta. Entrambe fingevano.
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Re: Gli orrori del Novecento si ripresentano?

Messaggioda ferruccio levi » 02/01/2012, 14:53

Ho qualche difficoltà a seguire questi discorsi che riguardano un problema per me inesistente e del tutto inventato.

Quando individuiamo una persona la possiamo classificare in tanti modi; in base all’età, al sesso, alla professione, alla religione, ai gusti culinari e letterali, all’estetica, all’altezza, al segno zodiacale, alla lingua che parla, al posto in cui è nata; il tutto in modo del tutto arbitrario e con poche conseguenze sul risultato della classificazione.

Per me all’ultimo posto della classifica di interesse per la categoria di classificazione ci sta la religione praticata, che non influisce in alcun modo sui rapporti effettivi o potenziali che posso avere con questa persona.

Al penultimo posto ci stanno i gusti sessuali; perché non so gli altri, ma per me fra le persone con cui interagisco la percentuale di quelle con le quali ho o posso pensare di avere rapporti sessuali è piuttosto bassa.

Più importante è sicuramente la lingua parlata, sopra tutto per me che non ho troppa dimestichezza con le lingue diverse dalla mia; ma già in Europa si parlano una ventina di lingue, e il problema non è certo posto dagli “extracomunitari”, molti dei quali parlano inglese o francese sicuramente meglio di me; del resto le stesse difficoltà di comprensione le posso trovare anche frequentando le valli bergamasche, o con gli anacoluti infiniti di Paso, o coi discorsi di Benedetto non so che numero.

Anche gli odori hanno una certa importanza; ma frequentando spesso l’Alto Adige per motivi di lavoro, uno dei miei incubi era rappresentato una volta dall’arrivo alla stazione di Bolzano; nella quale nello stesso istante in cui si apriva la porta per scendere dal treno si veniva investiti da una zaffata proveniente da un chiosco di comunitarissimi wurstel e crauti sul lato opposto della piazza di stazione; zaffata che sopravanzava nettamente ed annullava l’odore del kebab proveniente da altro loculo poco lontano. Poi un giorno il chiosco dei wurstel è sparito; adesso si sente solo il kebab, molto meno invasivo e sicuramente più gradevole.

Ma perché le icone dei topic con nuovi messaggi non mi appaiono più in rosso ? capita solo a me ? ero convinto che da 3 giorni non fossero più stati postati messaggi.
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precisazioni

Messaggioda Antoine » 02/01/2012, 19:11

Non volevo dire che la religione era il punto principale, ma sono partito da quel fatto, che ha innescato una serie di pensieri, legati alla percezione degli altri.
Tuttavia credo personalmente che sottovalutate il fatto religioso.
Certo che la religione non è un punto centrale del rapporto tra le persone CHE SI CONOSCONO, e in questo condivido che sono gli altri aspetti che sono prevalenti.
Ma la religione c'entra quando occupa una buona parte dello spazio pubblico, che dovrebbe essere laico. Non conosco nessun altro paese europeo dove nei giornali al quotidiano vengono espressi i pareri dei vescovi su ogni aspetto politico, dove la chiesa è presente in ogni dibattito, al punto che tutti da destra a sinistra mettono in avanti che “questo fa parte della nostra cultura", e eccezioni sono rarissime e spesso estreme.
Sul fatto religioso ci sono comunque delle particolarità molto italiane, dei quali chi è di cultura cattolica non ha nessuna percezione, tanta gente comune non ha nessun idea di cosè il “protestante”per esempio; di educazione protestante mi sono state rivolte delle domande “incredibili” ;) credete nello stesso dio? credete a jesu? Sintomi gravi di ignoranza dell'altro, pure vicino, che non si incontrano nei paesi più misti.

Mi sono allungato sulla religione per spiegarmi, ma ripetto anchio non lo considero come centrale nei rapporti interpersonali, condividere tempo e pasti porta molto di più.

Per la tolleranza, certo non è il massimo tollerare, ma bisogna pure cominciare da qualche parte, finchè non si conosce mi sembra difficile chiedere di più.
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Re: Gli orrori del Novecento si ripresentano?

Messaggioda albertosorvillo » 02/01/2012, 22:38

finchè non si conosce mi sembra difficile chiedere di più.

Funziona in due sensi.
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Re: Gli orrori del Novecento si ripresentano?

Messaggioda Antoine » 03/01/2012, 0:11

Be! siamo a un buon punto se si chiede agli immigrati di tollerare gli italiani :mrgreen:
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Re: Gli orrori del Novecento si ripresentano?

Messaggioda ferruccio levi » 03/01/2012, 12:52

Per chi non le conoscesse, qui si possono trovare due inni a qualcosa di più della "tolleranza" religiosa, opere del grande Hundertwasser

http://www.leninimports.com/hundertwass ... ag_new.jpg

http://www.hundertwasser.at/english/oeu ... arbara.php
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Re: Gli orrori del Novecento si ripresentano?

Messaggioda albertosorvillo » 06/01/2012, 9:50

Friensreich Hundertwasser

CHE TUTTO SIA RICOPERTO DI VEGETAZIONE

Perché ricoprire i muri di vegetazione è considerato un delitto? È una cosa da guardare invece con favore perché non danneggia nessuno. Non comporta alcun danno a un anonimo padrone di casa o a una cooperativa. L’importante è chiedere il consenso degli altri inquilini. Leggi e disposizioni rivelatesi dannose o che lo sono diventate in un secondo tempo (non essendo adeguate al cambiamenti nella struttura sociale, alle nuove emergenze ambientali e al nuovi presupposti, cognizioni e obiettivi della nostra civiltà) sono da respingere, in attesa di nuove leggi e normative che tengano conto della situazione attuale. Si veda, per esempio, l’atteggiamento tollerante delle autorità nei confronti di chi fa il bagno nudo. Viviamo in uno stato d’emergenza in cui si deve comunque dare la precedenza alla vegetazione piuttosto che alle normative. Se 1 muri vengono ricoperti di vegetazione chi ne trae giovamento, chi viene danneggiato?anche il vicino di casa che abita al piano di sopra ottiene un vantaggio come beneficiario inconsapevole della vegetazione: 1 con l’arricchimento di ossigeno nell’aria che respira. 2 con la riduzione della polvere; le piante fissano la polvere che viene poi lavata dalla pioggia, agendo come un silenzioso aspirapolvere. 3 con la riduzione dell’inquinamento acustico; le piante attutiscono i rumori e gli effetti sonori. 4 con un miglioramento climatico mediante la riduzione dell’effetto serra nelle immediate vicinanze; gli sbalzi caldo/freddo vengono attenuati. 5 persino gli accusatori più accaniti non possono considerare le farfalle come parassiti dannosi. 6 la superficie esterna delle abitazioni di chi al contrario può essere tranquillamente lasciata così com’è; questo rientra nel suo diritto della finestra. 7 così come fa parte del proprio diritto opporsi al verde, non ci si può opporre se il proprio vicino decide di ricoprire di verde il muro esterno della casa in corrispondenza con la propria abitazione.

Friedensreich Hundertwasser
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Re: Gli orrori del Novecento si ripresentano?

Messaggioda claudiofortis » 13/01/2012, 20:15

Cari amici,
da un pò di tempo ho preso l'abitudine di annotare argomenti, che mi vengono in mente o suggeriti dalle letture, che ritengo possano essere oggetto di interesse e discussione da parte del Circolo (una specie di promemoria). Fra questi avevo citato, nel mio breve commento all'ultima lettera al Circolo di Allegra, il "Bene comune" che mi era stato suggerito da un recente articolo letto (non ricordo bene, sic!) su La Repubblica o L'Espresso. Giustamente Allegra mi ha ricordato che quando si propongono nuovi argomenti di discussione andrebbero motivati...ci provo.

Partirei dal concetto di "bene comune" definendo prima di tutto cosa si intende per "bene" almeno in campo economico. L'Enciclopedia UTET definisce beni "tutto ciò che è giudicato atto a soddisfare un bisogno dell'uomo e quindi è reputato, anche solo in senso soggettivo, utile." Una caratteristica dei beni è di essere disponibili. Alcuni in quantità limitata rispetto al fabbisogno, altri (i beni naturali) in quantità illimitata (p.e. l'energia solare) o superiore a quella richiesta per soddisfare i bisogni (ma non è illimitata!). Bene è quindi quel "quid" che può servire a soddisfareun bisogno dell'uomo.

Ci sono Beni diretti o di consumo, che presentano utilità immediata, ma hanno durata limitata, e B. indiretti, impiegati per produrre i B. diretti. Ci sono B. materiali e B. immateriali come i servizi rappresentati dalle prestazioni personali, ma ci sono anche B. spirituali come la creazione artistica o tecnica.

Se ci riferiamo al "bene comune" penso dobbiamo sostituire "uomo" con "umanità" (quindi verrebbe meno il principio della soggettività). E qui mi chiedo se non sia giunto il momento di allargare il campo non solo all'umanità, ma ad ogni essere vivente e non solo. "Beni comuni" sarebbero quindi quelli atti a soddisfare i bisogni dell'umanità (e non solo) e pertanto utili all'umanità (ma non solo).

Ma quali sono questi "bisogni". Sicuramente l'umanità per sopravvivere ha, come bisogno primario, di assicurarsi cibo e acqua sufficiente per tutti e un ambiente atto alla vita, ha bisogno di vestiti per coprirsi. Ma è evidente che questo rappresenta solo il minimo vitale, col comparire della "cultura" l'umanità ha sviluppato altri "bisogni", non ultimi quelli spirituali. E' anche evidente che questi "bisogni" non sono gli stessi per tutte le società, e nell'epoca della globalizzazione, non possiamo limitarci a considerare solo i nostri "bisogni", non fosse altro perchè "l'Occidente" sta diventando sempre più minoranza.

Mi rendo conto che il discorso si sta allargando molto e che in questo momento particolare sarebbe forse più utile parlare dei nostri bisogni.

Mi fermerei qui ripromettendomi di elaborare un mio pensiero e di sottoporvelo più avanti e soprattutto di stimolare una discussione.

Grazie a tutti CF
claudiofortis
 
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Re: Gli orrori del Novecento si ripresentano?

Messaggioda ferruccio levi » 13/01/2012, 20:28

OK ma evitiamo per il futuro di usare l'abbreviazione B. che è destinata ad altro; e che sopra tutto davanti a "spirituale" stona.
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Re: Gli orrori del Novecento si ripresentano?

Messaggioda daniloalbini » 13/01/2012, 20:36

Ciao Fortis, ben arrivato.
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