Hello Antoine e benvenuto.
Sono piuttosto d’accordo quando dici che in Italia gli attriti fra locali ed immigrati siano un fenomeno relativamente modesto, guardando fuori dai confini s’intende.
Tenderei a non sopravvalutare l’elemento religioso come ostacolo alle convivenze. Di fatto l’incontro (o scontro) non avviene fra culture (la religione è una componente culturale) ma fra persone in carne ed ossa.
Questa è la ragione per la quale concretissimi aspetti dello stare insieme che non richiedono speculazioni intellettualistiche sono assai più determinanti nel bene e nel male rispetto alle riflessioni “alte”.
Gli odori, l’igiene, il fracasso ecc… sono dei detonatori ben più efficaci delle pratiche religiose, delle genuflessioni verso la mecca e del canto di un muezzin.
Mai dimenticare gli aspetti pratici, in generale ci s’infischia se chi piscia in strada o ci fracassa i timpani è musulmano, cristiano, indù o ateo. E’ semplicemente un estraneo, una minaccia anche economica perché il “nostro” quartiere si degrada e negozi e case perdono valore. E’ la comunità che difende il suo status, il suo modo di stare assieme.
E’ qualcosa di vecchio quanto l’uomo non deve sorprendere né scandalizzare se non nella misura della reazione quando essa tracima in un eccesso di difesa. La misura appunto è la chiave di lettura e valutazione di quando l’inevitabile nella sua genesi diventa patologia immunitaria.
Mai dimenticare come cultura, identità, appartenenza (parole avvelenate), siano, come storia insegna, quasi sempre al servizio e copertura d’interessi molto meno nobilitanti e sub-ideologici.
Che fare? Non lo so, l’apertura all’altro non è attuabile de jure. La parola tolleranza non mi piace, è tossica. Tollerare etimologicamente significa sopportare, ha in sé il germe dell’etnocentrismo o del razzismo mascherato.
La fermezza che serve è quella di non farsi prendere da isterie quando succedono fattacci (qualunque sia il fronte di appartenenza della vittima) e considerare che arrivare ad una convivenza accettabile presenta il conto immancabilmente. Guardare alla mescolanza che verrà, prima o poi, non certo linearmente ma con alti e bassi, senza paura voltando lo sguardo all’indietro, alla storia dell’umanità che non ha visto altro sin dai primordi e che, malgrado le difficoltà e i tributi che abbiamo pagato e pagheremo, è stato e presumibilmente sarà il volano di ogni passo avanti.
