Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

laddove si parla di cultura, costume, esperienze personali.

Moderatore: daniloalbini

Regole del forum
Le finalità di questo forum sono quelle di LeG.
La regola prima è quella sottoscritta con l'iscrizione allo stesso, le successive sono date dal civismo dei partecipanti stessi.
Le caratteristiche dell' intervento sono fissate dal moderatore di turno che, nel mio caso, sono:
fatevi leggere anche dal primo che capita qui per sbaglio, non citate troppo gli altri citate il vostro pensiero, rispettate i temi, non aprite cartelle doppie, poche arlecchinate grafiche ed ogni tanto ridete. Chiamasi fruibilità per tutti, scriventi e lettori.

Re: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Messaggioda Elio Miccichè » 07/12/2011, 15:42

Correggo un lapsus del precedente post: tra le interlocutrici c'era soprattutto Gilda.

«Desidero ringraziare Gilda per avere aperto una cartella sulle donne. Dal suo incipit è scaturito un dibattito che ha aperto ampi scenari di conoscenza ...
… Una delle frasi più toccanti porta la firma di Gilda, da una citazione: «il mondo non è ancora né delle donne né degli uomini, ma solo di coloro che sanno attendere con rispetto il cammino lento della vita senza prevaricazioni e inutili scappatoie…».
Il riferimento è ai «poveri di spirito, coloro che attraverso un costante impegno riescono a svuotarsi del già dato, per acquisire con occhi innocenti le parole dello scandalo».
Riletto a fine dibattito, il pensiero si riveste di luce nuova, facendo capire alcuni concetti fondamentali. Per cancellare quattro mila anni di cultura maschilista non esistono scorciatoie ma occorre il tempo lento della vita, nostra e delle future generazioni, per disincrostare il pensiero unico dominante che ha fatto vedere il mondo attraverso lenti colorate.
Le donne sono state rassicurate, e anche gli uomini pensanti e in buona fede, che le lenti erano
neutre, date e non imposte.
Mi chiedo fin dove si può spingere all’indietro il processo di decostruzione del già dato e a
cosa mira la nostra mente una volta liberata e rigenerata.
In altri termini, se a forza di togliere le incrostazioni del pensiero maschilista, c’è la possibilità che la mente intercetti il pensiero di una cultura pregressa. Se sì, in che misura. E infine, quale sarà lo scenario futuro, se in qualche modo possa avere collegamenti con quella cultura.
I sottostanti paragrafi su Tiresia e sul Figlio prodigo di Rembrandt forniscono la risposta senza
bisogno di ulteriori commenti.

La domanda è funzionale all’auspicato cammino delle donne verso una società intersoggettiva in cui «le due parti devono, dovrebbero mescolarsi ed interagire diventando speculari... mano destra e sinistra» (Gilda, da Irigaray). Ebbene, ancorandomi alla “lezione” di Gilda sulle funzioni del conoscere e del pensare, provo a formulare una ipotesi di scenario futuro, conscio che resterà – parafrasando Gilda - nel mondo dei pensabili, valendo da stimolo per
conoscenze future.
Lo spunto mi è stato offerto da due letture pregresse venute alla mente in relazione alle ricerche e agli studi odierni sul tema del femminismo. La prima si riferisce alla leggenda di Tiresia (Ovidio, Metamorfosi 3, in J. Campbell, Mitologia occidentale). La seconda è una meditazione sul “Figlio prodigo”, opera della maturità di Rembrandt (Henri J.M.
Nouwen, L’abbraccio benedicente).
Elio Miccichè
 
Messaggi: 136
Iscritto il: 18/06/2010, 16:39

Re: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Messaggioda Elio Miccichè » 07/12/2011, 15:43

Tiresia
Il saggio Tiresia, era stato accecato da Era per ripicca. Poiché Zeus ne era stato la causa involontaria, fu gratificato del dono di indovino. Zeus sosteneva che le donne traevano più piacere degli uomini nel fare l’amore. Poiché la consorte non era d’accordo, la coppia si rivolse a Tiresia che aveva sperimentato entrambi i lati dell’amore. Egli era stato tramutato in donna per avere disturbato con il suo bastone due immensi serpenti mentre si accoppiavano. Avendoli
rivisti all’ottavo anno, ripeté l’esperimento ritornando uomo.

La leggenda è ricca di simbolismi che rimandano ai miti della concezione arcaica (i serpenti) in un contesto narrativo di età patriarcale (Zeus ed Era). Tiresia vagava nel bosco mentre rifletteva sulla forza creatrice che agisce nella coppia di opposti (maschile/femminile, vita/morte) espressa simbolicamente dai serpenti che si accoppiano. Il suo impulsivo colpo di bastone lo pose in mezzo ai due, come l’asta centrale (asse del mondo) di cui ho già parlato. Quindi fu proiettato sull’ altro lato per sette anni, un lato di cui in precedenza non
aveva nessuna conoscenza.
Poi, a ragion veduta, toccò di nuovo il simbolo vivente dei due che sono uno e, ritornato, nella sua precedente forma, fu da quel momento colui che aveva conoscenza di entrambi i lati: una conoscenza superiore a quella di Zeus, che era semplicemente maschile, e a quella
della sua consorte, che era soltanto femminile.

Figlio prodigo
La scena mostra il figlio di spalle, inginocchiato con il capo sul grembo del padre.
E questi con le mani poggiate in un intenso abbraccio sulle spalle del figlio. Le mani sono molto diverse tra loro. La mano sinistra è aperta, forte e muscolosa, è una mano che sembra sorreggere mentre stringe con energia. La mano destra è raffinata, delicata e molto tenera. Le
dita sono ravvicinate e hanno aspetto elegante.
Posata dolcemente sulle spalle del figlio, vuole carezzare, offrire conforto e consolazione. E’una
mano di madre.

E’ sorprendente come la coppia di opposti dell’età arcaica (Tiresia) trovi riscontro in questo quadro moderno nella figura del padre che, come sappiamo dalla parabola, simboleggia Dio. Il dio maschilista, lo Yahweh biblico della cultura patriarcale, della religione che aveva messo al suo servizio la filosofia e la teologia, mentre legislatori, preti, filosofi scrittori e dotti si accanivano a dimostrare che la condizione subordinata della donna era voluta in cielo e utile in terra. Ebbene, questo dio che si era liberato del suo essere femminile, alla fine del ventesimo secolo ha cominciato a far capolino nel magistero della chiesa in forma duale. Il quadro di Rembrandt ne offre un sorprendente esempio, con quattrocento anni di anticipo!

E tornano in mente le parole di Gilda: «le due parti devono, dovrebbero mescolarsi ed interagire diventando speculari... mano destra e sinistra».
Chissà se la nascita di un pensiero femminile, a contatto con quello maschile, farà emergere in un prossimo futuro una nuova umanità il cui pensiero abbia consistenti tracce dell'uno e dell'altro genere, facendone dei lontani parenti del saggio Tiresia e, per i credenti, l’emanazione duale del Padre che sta nei cieli».
Elio Miccichè
 
Messaggi: 136
Iscritto il: 18/06/2010, 16:39

Re: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Messaggioda Paso » 07/12/2011, 18:30

per Elio-hai usato una bella parola,è nelle mie speranze che sorga veramente prima o poi, anche se non la vivrò, una umanità composta da ogni sua unità con la mano tanto a se stesso come all'altro, sulla coscienza, fatta di parola nella carne dei fatti e delle azioni/comportamenti, fratellanza 24 ore su 24 senza costringere nessun altro essere vivente a reagire ad alcun tipo abuso . Grazie di aver ricordato la parola chiave. Un vero peccato non aver piu tutte le pagine notevolissime di questo forum fino alla precedente versione di un anno fa , in cui leggevo forumiste/i di coscienza puntigliosa, senza finzioni e di grande arricchimento , che come altri libri e vite hanno dato molto alla mia e a cui sono molto riconoscente.
Paso
 
Messaggi: 477
Iscritto il: 08/10/2010, 18:57

Re: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Messaggioda Guido Maselli » 07/12/2011, 19:46

Et violà ecco un fulgido esempio:
Immagine
"Togliete i libri alle donne e torneranno a fare figli"
Si chiama Camillo Langone e scrive libri spaziando dal porno al teocon con profondità pari al suo sguerdo scilipotico.
Probabilmente di madre perennemente incinta.
Giacqui con due signore: Vittoria e Sconfitta. Entrambe fingevano.
Avatar utente
Guido Maselli
 
Messaggi: 607
Iscritto il: 07/06/2010, 23:01

Re: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Messaggioda plinio designori » 08/12/2011, 0:34

credo che elio non mi perdonerà questa puntualizzazione, ma amicus elius sed magis amica veritas.

e allora prendiamo la frase che ci ha scritto elio:

Una delle frasi più toccanti porta la firma di Gilda, da una citazione: «il mondo non è ancora né delle donne né degli uomini, ma solo di coloro che sanno attendere con rispetto il cammino lento della vita senza prevaricazioni e inutili scappatoie…».
Il riferimento è ai «poveri di spirito, coloro che attraverso un costante impegno riescono a svuotarsi del già dato, per acquisire con occhi innocenti le parole dello scandalo».



no, elio, mi dispiace: il riferimento non è ai poveri di spirito, il riferimento è ad una campagna dell’avvenire contro la pillola ru486. ecco l’articolo completo.

« Il mondo è delle donne». Parola del sociologo francese Alain Touraine che in un recente studio, da poco in libreria, offre un accurato resoconto sulla condizione attuale della donna attraverso una serie di sondaggi e di interviste finalizzate a cogliere gli esiti del femminismo europeo in piena epoca globalizzata. Alla domanda su che cosa significhi oggi conquistare la propria identità, la risposta – così si dice – è unanime: 'Io sono una donna, costruisco me stessa in quanto donna attraverso la mia sessualità'.
Dopo un secolo di conquiste dei diritti civili e di rivendicazioni sociali, lo slogan di un certo femminismo non pare cambiato: il corpo è mio, lo gestisco come meglio credo, e solo in questo modo esprimo la mia identità. Se sorgono problemi, sono sempre io che decido.
In questo scenario è facile comprendere come per quel femminismo divenga istintivamente più facile accettare – dietro l’innocua etichettatura linguistico-matematica Ru486 – risolvere e realizzare un proprio asserito «diritto», passando attraverso l’assunzione di due pillole e un bicchiere d’acqua. Ancora più semplice e sbrigativo del dramma dell’aborto chirurgico.
Se le cose stanno così questo femminismo continua suo malgrado a lavorare contro le donne, la cui dignità, ricondotta sul binario dell’utilizzo strumentale del proprio corpo, sembra beffardamente ripercorrere la strada del maschilismo più hard, quello che continua a vedere la donna come strumento sessuale.
Che non sia invece giunto il momento, da parte delle donne, di immaginare una nuova strategia culturale, in grado di porre mano alla ristrutturazione della simbolica del corpo, come luogo in cui si celebra la verità della carne? Proviamo a pensare in concreto a una giovane donna, decisa ad abortire e che, giunta in ospedale e attraverso una prassi fredda e consolidata, viene invitata a bere un sorso d’acqua e il concentrato chimico abortivo. Dopo può andare a casa e tornare dopo due giorni per completare il protocollo. Segno ulteriore del paradigma funzionalistico e spersonalizzante della prassi medico-ospedaliera, tale strumento non abbisogna neppure di quelle pratiche di assistenza medico- psicologica, spesso disattese, ma di cui parla la 194... Tutto avviene così in tempi abbreviati, in modo tale che il 'problema' possa infine sciogliersi nella solitudine e nell’indifferenza.
Oltre i pericoli concreti per la sua salute, a opera di un mezzo chimico che comunque è sempre segnale di violenza sul proprio corpo, quella giovane donna sarà progressivamente soggetta – perché non dirlo? – all’oscuramento della voce della sua carne. Che non significa soltanto, come in ogni aborto, lo spegnimento di una vita nascente – il che è drammaticamente tanto, tutto – ma anche la sordità al linguaggio del proprio corpo, che, in armonia con la propria mente e con il proprio cuore, è intenzionalmente orientato a farsi strumento di comunicazione e di potenziamento delle relazioni umane.
Vera metafora sociale, il nostro corpo, che va ascoltato, accolto, difeso, esprime sempre ospitalità, volontà di accogliere la voce dell’altro, desiderio di relazioni appaganti, tensione e apertura alle manifestazioni della vita, che non possono essere comandate secondo la misura del nostro arbitrio. Con buona pace di Alain Touraine, il mondo non è ancora né delle donne né degli uomini, ma solo di coloro che sanno attendere con rispetto il cammino lento della vita senza prevaricazioni e inutili scappatoie.


paola ricci sindoni su l'avvenire: la vita senza scappatoie

ed era pure facile trovarlo, bastava andare su google, proprio come faceva gilda, la nostra lady copia-e-incolla.
don't cry for us, coccodrilla! ci pensiamo già noi
Avatar utente
plinio designori
 
Messaggi: 452
Iscritto il: 27/01/2011, 22:44

Re: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Messaggioda Elio Miccichè » 08/12/2011, 13:06

Perdonare Plinio per la puntualizzazione? Non mi ha mica insultato o umiliato. Semmai dovrebbe riflettere sull’iter di una risposta che rimanda alla frase di Carla: “Noi donne non amiamo le sterili diatribe che spesso scaturiscono da una scarsa lettura dei contenuti ai quali invece di rispondervi con adeguate adesioni o contrapposizioni si dedica davvero troppa poca attenzione. Preferendo, di norma, attaccarsi a pagliuzze del linguaggio per attaccare in modo spesso virulento lo scrivente”.

Mi spiego. Plinio, io trovo legittima la tua osservazione nel rispetto della verità. Ma il tema era incentrato sul FEMMINISMO (adeguata adesione o contrapposizione) e non su Gilda (pagliuzza). Nel rispondere a Carla io ho riportato un brano che, a prescindere dall’autore, mi ha permesso di elaborare una risposta originale ed esaustiva. Che sarebbe rimasta egualmente valida anche se la frase fosse stata scritta dal più insignificante degli esseri umani. Insomma, Plinio, l'autore/pagliuzza è marginale rispetto alla centralità del tema.

Dirai, non dovevo evidenziarlo? Certo che sì, ma senza l'astio che emerge nello svilire l'originale accostamento di Gilda ai poveri di spirito ("elio, mi dispiace: il riferimento non è ai poveri di spirito").

Elio Miccichè

P.S.
Sono andato a rivedermi il testo del dibattito. Gilda ha omesso di mettere tra parentesi l’autore della frase. Senza entrare nel merito di precedenti omissioni, Gilda ha dato un contributo fondamentale a quel dibattito. Spesso ha riportato il pensiero di molti autori, tra i quali Touraine, Irigaray, Badinter, Sarubi, articolandone il pensiero in modo originale.
Gilda è stata una perdita per il forum, come testa pensante e come donna. La diversità è un valore aggiunto che noi sappiamo declinare solo al maschile. Basta consultare l'elenco degli iscritti: su 414 utenti, a parte la pletora di indecifrabili nick e diversi duplicati, risultano iscritte 42 donne di cui solamente 15 hanno partecipato al dibattito con una media di 2-3 interventi cadauno.
Elio Miccichè
 
Messaggi: 136
Iscritto il: 18/06/2010, 16:39

Re: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Messaggioda plinio designori » 08/12/2011, 19:25

è che l’articolo in questione, a leggerlo bene, contiene una forte violenza proprio nei confronti delle donne. esaminiamolo da vicino, incomincia con questa asserzione del tutto arbitraria:

Alla domanda su che cosa significhi oggi conquistare la propria identità, la risposta – così si dice – è unanime: 'Io sono una donna, costruisco me stessa in quanto donna attraverso la mia sessualità'.

fortemente riduttiva nei confronti di una persona. ditemi voi chi pensa di costruire sé stesso, la propria identità attraverso la sessualità. magari, anzi senz’altro, la sessualità sarà una componente anche importante della crescita di una persona, ma non potrà mai in alcun modo essere l’unica o quella fondamentale. il fatto di ridurre una persona o di ritenere che una persona riduca sé stessa alla sola sessualità è, a mio parere, una degradazione. in questo caso una degradazione del genere.

ma andiamo avanti. attribure ad un “certo femminismo” uno slogan come:

il corpo è mio, lo gestisco come meglio credo, e solo in questo modo esprimo la mia identità

è un’operazione altrettanto violenta seppure in modo forse più subdolo, in quanto parte da una affermazione di un’evidenza lapalissiana: il corpo è mio e lo gestisco come meglio credo. ma quel “e solo in quel modo esprimo la mia identità” è un’ignobile falsificazione. l’identità non si esprime unicamente attraverso la gestione del proprio corpo, anche volendo trascurare gli evidenti sottintesi sessuali, e sicuramente non è questa la convinzione delle femministe, come carla ci potrebbe insegnare.

lo sproloquio successivo sulla pillola ru486 si può ridurre sostanzialmente a poche frasi: “brutta troia, hai voluto scopare e adesso vuoi liberarti del figlio che hai concepito? e magari pretenderesti di farlo pure senza soffrire? ennò cara mia, troppo comodo! innanzitutto devi rendere conto a noi, che procureremo di farti sentire in colpa e sporca il più possibile anche se non sarà mai abbastanza. e poi, se proprio ci tieni, abortisci pure, ma soffrendo. così impari”.

ecco: il fastidio nasce da qui, dall’avere preso una frase da un contesto estremamente violento e degradante per le donne, ed averla fatta passare per qualcosa di diverso.
don't cry for us, coccodrilla! ci pensiamo già noi
Avatar utente
plinio designori
 
Messaggi: 452
Iscritto il: 27/01/2011, 22:44

Re: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Messaggioda daniloalbini » 10/12/2011, 8:31

Insomma discutendo discutendo siamo riusciti ad uscire dallo stereotipo :" essendo la giornate della violenza sulle donne tutti a piangere ", che abbiamo già un calendario annuale di pianto cui manca solo la giornata del recupero degli opposum impasticcati e quella dei mariti separati che dormono in macchina. E su questa ultima sì che piangerei. Ma.

Ma stando al nostro piccolo una precisazione la farei per tranquillizzare il MelaindignatoVittorio.
In LeG cinque posti di potere effettivo su sei sono figure femminili (giusto quanto ricorda all'inizio), figure femminili che nell'ultima riunione nazionale dei soci hanno messo in riga settanta uomini arrivati da ogni parte d'Italia con patetici pro memoria per cambiare qualcosa. Mezz'oretta in tutto tanto per ascoltare ed alla fine si fà come diciamo noi, cioè loro.
E' difficile Mela che in LeG si avverta molto la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Pertanto e comprensibilmente , direi.

Infine una parola sul rapporto donne - forum. Pur apprezzando molto le motivazioni di Miccichè in proposito continuo a pensare che se su questo forum scrivesse un bello ed impossibile od un maudit d'alta società avremmo la fila femminile per partecipare.

Scrivendo qui invece dei masticatori di dubbi che in proposito , solo in proposito sia chiaro, non fanno sconti di nessun genere a nessun genere (modesto gioco di parole) all'altro genere appaiono grigi parolai o come molto più elegantemente detto da Carla: “Noi donne non amiamo le sterili diatribe ".

La sommessa domanda finale, ma così per chiacchierare non per litigare, è : "ma chi sbaglia salotto?"
Avatar utente
daniloalbini
 
Messaggi: 333
Iscritto il: 04/06/2010, 10:20

Re: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Messaggioda lectiones » 12/12/2011, 16:30

E' il salotto che sbaglia donna, la donna è quella che è, è il maschio che la vorrebbe ADAMITICA, non EVITICA.
lectiones
 
Messaggi: 343
Iscritto il: 26/07/2010, 16:28

Re: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Messaggioda biffo45 » 05/02/2012, 12:44

Ricordiamoci,però, anche delle violenze, più psichiche che fisiche, meno visibili, quindi, ma altrettanto, se non maggiormente, micidiali, perpetrate da parecchie donne contro noi, poveri rappresentanti del cosiddetto sesso forte. Ne ho avuto esperienza diretta anch'io, per anni, e, come diceva Francesca da Rimini, "il modo ancor m'offende".
biffo45
 
Messaggi: 13
Iscritto il: 01/02/2012, 18:24

Precedente

Torna a Altrove vi è pure un mondo

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 3 ospiti

cron