DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda Paolo Barbieri » 14/04/2011, 13:51

Da Saviano
Le elezioni sono alle porte, si dice, e a me sembra una minaccia più che una liberazione, ....
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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda Paolo Barbieri » 22/05/2011, 10:35

Ogni volta che mi capita di cogliere l'immagine di una piazza invasa da cittadinanza che dimostra, protesta, chiede una migliore attività di governo, non posso non pensare a quale maggior forza, vigore, convinzione, entusiamo e aspettative di successo avrebbe, se le bandiere innalzate mostrassero un

decalogo di proposte di legge, presentate nel solco costituzionale dell'articolo 71, nella consapevolezza della sovranità della propria volontà collettiva.

E continuo a domandarmi perchè non succeda. E nonostante gli sforzi di Guido e altri volenterosi non trovo risposte sufficienti e convincenti.

Un vero peccato rinunciare a questa possibilità di protagonismo efficace per continuare nella tradizione...
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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda albertosorvillo » 22/05/2011, 16:02

Che ne pensa Barbieri delle virtù della mitragliatrice?
Ci si arriverà?
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cosa pensa PB dei veri poteri forti truffademocrazia?

Messaggioda Paso » 22/05/2011, 23:30

Si terrà dal 9 al 12 giugno a St.Moritz, in Svizzera, la riunione del gruppo Bilderberg, il conclave che ogni anno, dal 1954, raccoglie l'élite economica, politica e militare occidentale per discutere a porte chiuse, nella massima riservatezza, dei principali problemi globali del momento e delle politiche da promuovere nelle sedi internazionali ufficiali (Ue, Fmi, G8, G20, ecc).


Finora non sono filtrate indiscrezioni sui temi dell'incontro a San Morizt. Ma, visti gli ordini del giorno dei passati meeting, è facile immaginare che si parlerà di guerra in Libia e di rivoluzione in Siria, di Afghanistan e Pakistan, di crisi economica e prezzo del petrolio e, se non sarà già stata decisa, della successione di Strauss-Kahn alla guida del Fondo monetario internazionale.

I Giovani socialisti grigionesi hanno già presentato alle autorità cantonali la richiesta di tenere una manifestazione anti-Bilderberg l'11 giugno a St. Moritz, all'insegna dello slogan 'L'essere umano prima del mercato - Osare più democrazia". Ma, viste le rigidissime misure di sicurezza solitamente adottate in occasione di questi summit, è difficile che la protesta verrà autorizzata.


A parte questo, l'unica voce critica alzatasi contro il summit globalista è quella di Dominique Baettig, parlamentare della destra nazionalista dell'Udc-Svp (quella delle campagne xenofobe contro i minareti e contro gli immigrati italiani), lo stesso personaggio che a febbraio costrinse Bush ad annullare la sua visita in Svizzera dopo aver chiesto al governo elvetico di arrestare l'ex presidente Usa per crimini di guerra.

suvrettaBaettig ha scritto una lettera al Dipartimento federale di giustizia e polizia, stigmatizzando anche stavolta il fatto che diversi partecipanti all'incontro - dallo stesso George Bush, al suo ex vice Dick Cheney all'inossidabile Henry Kissinger - sono responsabili di crimini di guerra e contro l'umanità, e denunciando quelli che, a suo dire, sono gli obiettivi dell'élite riunita dal Bilderberg.

''Questo discreto ma influente gruppo promuove un modello sociale ultraliberista con una moneta unica mondiale e l'Fmi come tesoriere'' - scrive Baettig - ''gioca con le paure globalizzate, manipolando i mass media controllati, per imporre terapie d'urto dagli effetti sociali devastanti'' che ''favoriscono l'indebitamento degli Stati nei confronti delle banche''.
''Privatizzano eserciti e polizie, pianificano azioni contro Stati sovrani'' e ''programmano la fine della democrazia, con lo spostamento del potere dagli Stati a istituzioni sovranazionali non elette''.


Se queste innegabili tendenze globali siano o meno frutto di decisioni prese a tavolino durante gli incontri del Bilderberg lo sa solo chi vi prende parte. Da quando questa organizzazione privata, lo scorso anno, ha deciso di uscire dall'ombra con la pubblicazione di un sito web ufficiale si conoscono i nomi dei partecipanti* e gli ordini del giorno, ma non le decisioni prese: quelle rimangono coperte dal massimo riserbo.

* Le personalità italiane che, secondo le liste ufficiali, hanno partecipato agli ultimi incontri del Bilderberg sono Mario Draghi, Romano Prodi, Mario Monti, Paolo Scaroni, Tommaso Padoa-Schioppa, Joahn Elkann, Franco Bernabè, Domenico Siniscalco, Fulvio Conti e Gianfelice Rocca.

http://it.peacereporter.net/articolo/28517/In+Svizzera+il+conclave+dei+potenti.
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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda Guido Maselli » 23/05/2011, 9:29

E continuo a domandarmi perchè non succeda. E nonostante gli sforzi di Guido e altri volenterosi non trovo risposte sufficienti e convincenti.

E' che la risposta è dentro di te ma, come diceva Quelo-Guzzanti, è sbagliata :lol:
Giacqui con due signore: Vittoria e Sconfitta. Entrambe fingevano.
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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda Paolo Barbieri » 24/05/2011, 16:18

>----Messaggio originale----
>Da: primapagina@rai.it
>Data: 24/05/2011 10.05
>A: <paolobrigola@libero.it>
>Ogg: R: a proposito di referendum...propositivo
>
>Gentile ascoltatore, grazie per la sua mail che abbiamo girato al giornalista
e che abbiamo pubblicato sul nostro sito http://www.priapagina.rai.it . Cordiali
saluti

La Spezia 24 05 11
>
>Gentile redazione
>
>Ieri il giornalista ospite nelle sue risposte ha evidenziato come in Italia
manchi il referendum propositivo. Ed è esatto.
>Esistono però norme nella Costituzione che, se abbinate, possono configurare
addirittura un REFERENDUM PROPOSITIVO-IMPOSITIVO. E sono l'art. 71, proposta
di legge di iniziativa popolare, e l'art.1, che sancisce come la volontà
popolare sia sovrana.
>Allora se una proposta di legge di iniziativa popolare o meglio un decalogo
di proposte presentate alle camere secondo norma dai promotori, almeno 50 mila
firme di elettori, ottenesse il supporto di 10/15 milioni di firme raccolte
nella forma semplice della petizione popolare, anch'essa regolata in
costituzione, assurgerebbe di fatto ad un ruolo di REFERENDUM IMPOSITIVO.
>
> Per i seguenti motivi:
>
>per gli articoli Cost. 71 e soprattutto con l'autorevolezza del n.1
>
>perchè la "maggioranza" che sostiene il governo in senato rappresenta oggi
meno di 15 milioni di voti validamente espressi
>
>perchè un parlamento "democraticamente eletto" non può far finta di nulla,
nascondere, insabbiare tanta volontà popolare chiaramente espressa in
consonanza con la Costituzione.
>
>perchè il decalogo si comporrebbe delle 10 leggi più attese dalla
cittadinanza e sempre promesse e mai attuate dai parlamenti (elettorale,
fiscasle, giustizia, provincie e microcomuni, numero e stipendi parlamentari,
ecc.)
>
>Io mi domando, e non trovo risposte esaustive, perchè questa via di
democrazia diretta, questa via diretta alle riforme a misura di cittadinanza,
venga colpevolmente trascurata dalle più raffinate elites della Società
Civile.
>
>e non mi si dica che 15 milioni sono un'utopia: la fiducia nella politica è
scesa al 7,7%, i simpatizzanti pdiellini in pochi gg ne hanno raccolte 10
milioni, per nulla, per nulla!
>
>Paolo Barbieri 0187 980368 3284866424

>--------------------------------------------------------
>Oh Guido, delle 2 l'una: o a Prima Pagina non sanno cosa pubblicare e sbagliano come me o la "cosa" è meritevole di un minimo di considerazione. Ma sarà senz'altro la prima! Aspettiamo, se mai verrà, la risposta del giornalista. Però non mi hanno mandato in diretta: al telefono mi ha risposto un incerto"Guido" :lol: !
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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda Paolo Barbieri » 14/06/2011, 18:03

In questo tonico momento postreferendario,IN QUESTO PROFLUVIO PIROTECNICO DI DEMOCRAZIA DIRETTA, DI POPOLO CHE RIPRENDE NELLE SUE PROPRIE MANI IL FUTURO SUO, (28 milioni al voto per tornare indietro non per avanzare) mi aspettavo un qualche anche minimo accenno, un piccolo richiamo, un microscopico riferimento!

In mancanza chiedo umilmente a Sua Eminenza il Moderatore (ma solo quale balsamo per la mia malattia monomaniacale), una augusta prolusione su: DEMOCRAZIA DIRETTA: TRA REFERENDUM E PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE (e quant'altro la sua saggezza e la sua benevolenza gli possano suggerire

Sperando possa giovare alla mia salute, ringrazio anticipatamente coloro che volessero contribuire!
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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda paolo mit » 14/06/2011, 18:25

Quello che ho scoperto, ma di cui chiedo conferma, è che c'è diversità tra i due tipi di democrazia diretta.
Quella abrogativa cancella, e non è possibile sgattaiolare, una legge che ha completamente terminato il suo iter burocratico ed è già effettiva. Quella propositiva inizia l'iter burocratico che necessita ancora di tutti i passaggi. Tutti, ma proprio tutti, ad iniziare dall'essere tirata fuori dal cassetto dove giacerebbe in buona compagnia (mi risulta che ce ne siano in attesa due o tre ed una proprio relativa alla composizione del Parlamento).
Questo dubbio, che so essere già stato espresso, non dovrebbe comunque impedirne la proposizione, ma certo, con questo Parlamento, toglie un po' di mordente.
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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda Paolo Barbieri » 14/06/2011, 23:15

Caro Paolo,
se non ricordo male, alcuni mesi fà ti mandai la mia proposta integrale. Le obiezioni che poni, sono già considerate e, dal mio punto di vista, superabili. Non so se l'hai letta o se l'hai cestinata a prescindere. Se credi io sono ancora in possesso dell'originale. E pronto a reinviartelo.

Paolo B.
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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda paolo mit » 15/06/2011, 1:05

Caro Paolo, ricordi benissimo.
Infatti la lessi ed anche allora avevo gli stessi dubbi di adesso. Mi ricordo, e confermo ora, che la proposta di legge era ottimamente articolata e giustamente ridotta a pochi punti chiaramente espressi. Ma più che firmarla temo, nonostante il tuo ottimismo, che non si possa fare molto altro dato che mi sembra di capire che è già stata proposta a livelli decisamente alti che l'hanno giustamente apprezzata, ma che si sono limitati a quello, forse ben sapendo come stanno le cose in Parlamento.
Ma dimmi: cosa ti fa supporre che "Le obiezioni che pon[go], sono già considerate e, dal [tu]o punto di vista, superabili". Se così fosse sarebbe un terzo schiaffo non al governo Berlusconi, ma all'intera Nomenclatura.
Per ora buona notte, Paolo M.
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