la libertà è partecipazione

Il Circolo di Milano ha deciso di aprire qui a tutti i Soci e simpatizzanti uno spazio per raccogliere osservazioni e proposte sui vari argomenti tematici relativi alla vita della città.

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la libertà è partecipazione

Messaggioda plinio designori » 02/02/2012, 13:02

cosa c’entra giorgio gaber con il circolo di milano?

vediamo. nel mese di ottobre un internauta che avesse avuto l’ardire di soffermarsi sul sito del nostro circolo avrebbe potuto leggere queste parole, scritte dal responsabile dell’osservatorio “urbanistica e ambiente”:


“In estrema sintesi, credo che lo sfondo generale sia quello ineludibile della problematizzazione del rapporto istituzioni-società; che il fondale specifico sia costituito dalla volontà di costruire un progetto di cittadinanza inclusivo; che la sua, non facile, realizzazione passi per la costruzione di un progetto di governance; che ciò, per la sua natura negoziale e multifattoriale, presupponga la definizione e assunzione di pratiche di costruzione condivisa delle decisioni; dunque di pratiche di democrazia tendenzialmente partecipativo-deliberativa; che ciò sia terreno essenziale per misurare volontà e capacità di autoriforma dei partiti.”

al di là del linguaggio un po’ compiaciuto e non sempre facile da decodificare, il tema posto all’attenzione dei lettori era quello della democrazia partecipativa, tema importante in un mondo in cui gli strumenti di comunicazione favoriscono sempre di più l’interconnessione tra le persone, e conseguentemente la possibilità di scambio di idee, opinioni, notizie.
ottima cosa la democrazia partecipativa, forse ancora meglio della democrazia diretta tanto cara al nostro amico di tastiera paolo barbieri, ma poi questa forma di interazione tra istituzioni e cittadini, tra rappresentanti e rappresentati, bisogna in qualche modo praticarla. e qui nasce la domanda delle cento pistole: “come?”
perché fino a quando si parla di princìpi e di fondali siamo tutti d’accordo, ma quando si tratta di passare dagli scenari, più o meno suggestivi, ai fatti, allora incominciano i distinguo e, ahimé, i dolori.

io credo che i principi vanno messi in pratica subito, là dove si può e là dove si ha la possibilità di farlo, non importa quanto grande e significativo sia il contesto nel quale si opera.

e quindi immagino che chi scrive di “costruzione condivisa delle decisioni”, nel momento in cui si trova a coordinare qualcosa o qualcuno, metta immediatamente in pratica questo principio che afferma essere sacrosanto, si trattasse pure di coordinare un cineforum o una società sportiva amatoriale.

ma nel momento in cui ci si trova a far parte del coordinamento di un circolo importante di un’associazione come libertà e giustizia, allora si ha l’occasione ideale per mettere in pratica quel principio e dimostrarne con i fatti la validità, proprio in un contesto culturalmente e politicamente pronto e preparato ad accogliere istanze di questo tipo.

il che è esattamente ciò che è mancato in questi mesi all’attività del gruppo di coordinamento del circolo.

(segue)
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Re: la libertà è partecipazione

Messaggioda plinio designori » 02/02/2012, 13:03

(seconda parte)

io parlo da miles simplicius, come so di essere, senza particolari velleità o capacità per aspirare ad incarichi più prestigiosi nell’ambito della associazione, e dico che, da miles simplicius, ho verificato una certa distanza tra il gruppo di coordinamento e i soci, distanza che si manifesta sotto forma di scarsità di comunicazione e di non coinvolgimento dei soci-peones nel processo di definizione di obiettivi e attività. cose che mi sarebbero piaciute, non tanto per assurgere ad un ruolo di mosca cocchiera, quanto per sentirmi parte di un progetto condiviso, in quanto persona e non in quanto tessera.

parlare e stabilire dei principi è facile, operare in modo coerente presenta delle difficoltà, me ne rendo ben conto: ma operare in conformità ai principi è l’unico modo per guadagnare una credibilità nel momento in cui questi principi vengono proposti all’attenzione di un pubblico più vasto.

in questo senso il peggio è stato raggiunto in questi giorni, lo dico con estremo rammarico, soprattutto perché nessuno ha dimostrato la capacità di percepire le reazioni di chi – socio di questo circolo – legge quanto in evidenza sul sito del circolo di milano. e se manca questa sensibilità, vedo difficile la possibilità di influire consapevolmente, per lo meno in quanto circolo milanese di l&g, nel contesto della nostra città e della nostra associazione.

già dichiarare che il sito è fermo causa dimissioni del coordinatore è un errore di comunicazione che non posso non definire grossolano. mi spiego: chi ha scritto una cosa del genere ha comunicato che, senza coordinatore, il circolo di milano non è in grado di formulare delle proposte o di elaborare delle idee e di presentarle all’attenzione dei soci e dei simpatizzanti. forse il circolo di milano è strutturato come (esagero volutamente) un soviet, che senza il commissario del popolo non è in grado né di parlare né di agire? io sinceramente non lo credo, ma questo è ciò che è stato comunicato.
non solo: ciò che si legge è che non c’è nessun socio che si sia prestato ad occuparsi, quanto meno per un periodo di tempo limitato, alla gestione di un sito, che pure è stato voluto da qualcuno e pure ha un costo per l’associazione. o forse il gruppo di coordinamento non ha mai pensato di chiedere a qualche socio se avesse voglia di prendersi questo incarico.
(non pensate a me: io faccio il miles simplicius, al massimo potrei essere il braccio operativo di qualcuno).

ma non basta. quando un socio, o simpatizzante, si presenta sul sito e chiede le motivazioni delle dimissioni del coordinatore, la domanda rimane senza risposta. e coloro che non rispondono a queste più che legittime domande sarebbero le persone che propugnano una democrazia partecipativa? fate attenzione, per favore: non è così che si guadagna in credibilità e non è così che si motivano le persone ad aderire ad una associazione e ad un circolo. questo mi sembra debba essere evidente a chiunque.

mi auguro che quanto segnalato finora sia da attribuirsi esclusivamente ad un difetto di capacità di comunicazione più che ad una scarsa sensibilità nei confronti dei soci e dei simpatizzanti, e mi auguro che chi-di-dovere, se ha la pazienza di leggere anche il forum e la voglia di confrontarsi con tutti, ponga al più presto rimedio a questo stato di cose.

vi prego: togliete al più presto quella dichiarazione sul sito fermo e rispondete subito alla domanda di renato frabasile. credo che noi soci milanesi abbiamo diritto di sapere perché il coordinatore del nostro circolo si è dimesso.


e rendetevi anche conto che oggi il sito del circolo di milano non è un bel vedere.
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Re: la libertà è partecipazione

Messaggioda plinio designori » 02/02/2012, 22:33

un ringraziameto doveroso al coordinatore del circolo di milano, che ha risposto alla domanda del socio.
almeno un punto è chiarito, e le parole del coordinatore non possono non trovarmi d'accordo. a questo punto io credo che non si possa non rivolgersi ai soci per chiedere se ci sono persone disponibili ad impegnarsi per il funzionamento del circolo.
nella speranza che, nel caso, qualcuno possa magari pensare di tornare sulle proprie decisioni.
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