gioe e dolori di comunicare in un forum

laddove si parla di ciò che è buono o cattivo del nostro forum.

Moderatore: daniloalbini

Regole del forum
Le finalità di questo forum sono quelle di LeG.
La regola prima è quella sottoscritta con l'iscrizione allo stesso, le successive sono date dal civismo dei partecipanti stessi.
Le caratteristiche dell' intervento sono fissate dal moderatore di turno che, nel mio caso, sono:
fatevi leggere anche dal primo che capita qui per sbaglio, non citate troppo gli altri citate il vostro pensiero, rispettate i temi, non aprite cartelle doppie, poche arlecchinate grafiche ed ogni tanto ridete. Chiamasi fruibilità per tutti, scriventi e lettori.

Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda plinio designori » 02/09/2011, 8:10

eh, ma prendere in mano il forum è mica come dirlo.
significa che quando non scrive nessuno, bisogna continuare a scrivere e trovare degli argomenti e dei modi interessanti, perché la gente abbia voglia di leggere e soprattutto di rispondere.
significa che quando la gente scrive bisogna rispondergli a tono anche quando non ci piace quello che leggiamo, in modo che la discussione prosegua e non sia troncata. del tipo:
"piantala di dire scemenze" (eufemismo)
"no guarda che le scemenze le dici tu, e lasciami parlare, idiota!" (ari-eufemismo)
che è entrare nella logica perdente-perdente.

il forum non è solo il luogo dove si esprimono le proprie idee, è il luogo dove si vanno a leggere e commentare le idee degli altri, altrimenti sarebbe un blog.
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda Paso » 02/09/2011, 10:00

ciao Plinio ..prima di esaminare le impressioni/ricostruzioni che hai esposto del tutto legittimamente in base a un tuo e solo tuo vissuto sacrosanto, vorrei prenderla alla larga con qualche domanda. In sintesi ti poni il problema della socializzazione intersecazione relazione di teste che si mettono sulla tastiera per esprimere il loro pensiero , ergo si entra inesorabilmente nel confronto del "COME" farlo , a maggior ragione per non ripetere nel media web, le risse sottilmente spacciate da tutti ( i rissosi falsamente e con ipocrisia ) come liebrta e democrazia .
Non c'entrano a questo livello i vari strumenti meno o piu dialogici di chat o blog o forum o commenti ad aritcoli , ma più semplicmente c'entra IL COME mi pongo e relaziono.
Su questo come in piu persone,hanno chiesto quale fosse quello vigente oltre l'anarcoide bastonata,derisione, bersagliamento al malcapitato di turno :perche scriveva troppo poco, troppo lungo, troppo "meridionale", troppo laico, troppo pratico, troppo intellettuale, etc etc per tutti i gusti ...ovviamente senza rendersi conto della modalità scelta, consapevolemente o incosciamente, per prendere a cazzotti l'altro , anche semplcimente vivisezionando in modo intellettualistico l'altrui pensiero, g(i)usto er il gusto di farlo.Oppure riproponendo ciclicamente come il prezzemolo, vedi l'ultimo esempio dulle pensioni,la sua paura islam, che poteva esporre semplicmente mano nell amano , perchè ognuno ha dentro sè della paure mostruose, ma c'è modo e modo, appunto coe rivendichi nell anatura sociale di un forum, di mettersi in relazione con la propria paura e il racconto agli altri. Cosi come c'è modo odo di fare l'erudito uno e trino di qualcunaltro e potrei andare avanti.

il vero problema esposto direttamnete o indirettamente da tutti coloro che hanno abbandonato questo tavolo (dove se ti va bene passa qualcuno a fare cucù per mandarti affanculo facendo " comunella" dopo una vita che non lasciava un commento IN TEMA ) è se questa è libertà e se questa è partecipazione ... cosa che non può essere, a meno che sei fatto strafatto di omologazione che ti fa inneggiare- nel caso del contesto in cui ci troviamo ( ma trasferiscilo a tutti i luoghi da gregge)-alle fregnacce spacciate in home come le varie cassandrate e ultime chiamate , rilevate anche da te in ogni loro contraddizione( è un eufemismo, perchè sono veri e propri populismi per fare marketing dell'indignazione civile , con cui peraltro la salute progettuale del paese se ne fa come il due di picche a scala quaranta).

"Libertà è partecipazione" era una canzone bellissima del signor G ma ormai è uno slogan per annichilire l'individuo e il nudismo anima.le nelel relazioni fra gli uomini, vedi quelle in questo forum dove non si è voluto prendersi per mano ,uno a uno , per fare l'unioca cosa che dovevamo fare e dipendeva da noi fare :FARE BASE,
BALUARDO
ANTI
SOFISTICAZIONI
ELUSIVE

per prime ,le sofisticazioni, portate avanti proprio da quella parte ( intellettuali di 'sta minchia) che dice a parole di essere dalla parte degli oppressi o dominati, o umili!!!

libertà è partecipazione è ridotto a uno slogan che può far comodo solo ai vari iperfobici, altro che confronto di idee in nome del quale poi si bastonano tutti quelli che volevano appunto portarle.E' uno slogan per portare nel gregge e poi tosare, per far lana ,peraltro questioni di lana caprina, .In realtà la condizione di libertà, l'essere libero,presuppone necessariamente la possibilità di scegliere, quindi di scegliere anche tra "partecipare" e "non partecipare".

MA Dipende da quello a cui "devo" partecipare, domanda mitica su cui ripetutamente e recidivamente , non è stata data risposta( non a me, a tutti coloro che l'hanno posta) ....inoltre in attesa, di ultima chiamata in ultia chiamata, non si è stati capaci di fare IN TEMA , conversazioni veramente libere , ergo prive dei soliti tormentoni clericali islamofobici e multifobici alla magister lena e tutto il cucuzzaro egocratico di simili interferenze, che ogni volta con "fiumi di parole" non è stato possibile spegnere , nè con dolcezza musicale , nè con altri metodi più fermi. L'anarcoide italiano HA VINTO anche in questo luogo, nonostante tanti si siano spesi perchè tutto ciò fosse fermato per tempo.
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Se vai con lo zoppo...

Messaggioda Marco D. » 03/09/2011, 3:17

Rispetto a Paso volo sempre basso: la mancanza di simmetria. In parte, nel mio piccolo, ho risolto il problema.

(Non capisco poi perchè dovrebbe essere un guaio se nessuno vi scrive per alcuni giorni o a fiammate durante le iniziative di LeG, o in momenti salienti come le elezioni. Lo trovo fisiologico.)
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda plinio designori » 03/09/2011, 10:20

"Non capisco poi perchè dovrebbe essere un guaio se nessuno vi scrive per alcuni giorni "

semplice. il forum è un luogo dove si dovrebbe discutere: se nessuno discute, perde la sua funzione.
fisiologico non è il silenzio, ma è il fatto che ci siano momenti in cui si scrive molto e momenti in cui si scrive poco.
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda Marco D. » 04/09/2011, 0:01

Su questo non siamo d'accordo,perchè a mio modo di vedere non si tratta, che ne so, del meteo, dove ogni giorno c'è l' esigenza di riportare una qualche valutazione
seppur nella ciclicità. Per me i tempi sono più lunghi.

A rendermi vagamente intrattabile è la mancanza di bilanciamento nel forum, dove un senatore si permette di scrivere:
ecco: questo è un esempio del perché io non ho più voglia di scrivere su questo forum.
quando leggo delle cazzate come quelle scritte qui sopra, mi tasto per vedere se ci sono. ma come si fa a dire che mantenere dei comuni con meno di 1000 abitanti significa difendere la democrazia?
ma per piacere!
ma lo sapete o no che in italia esistono dei comuni che hanno meno abitanti di un condominio di medie dimensioni? e mantenerli sarebbe democrazia?
ma ci stiamo prendendo per il culo, o cosa?
eccheccavoli!

E bada bene, plinio, che nel merito del problema ti dò ragione.

Si può criticare come scrive un membro del forum? Sì? Bene, allora vale però per tutti. Io trovo che a partire dal nickname, lectiones, quello che scrive
celestino ferraro sia risibile: auliche sciocchezze degne di un tuttologo da settimana enigmistica. (Eh, siamo in molti noi tuttologi.)
Se invece è giudicato un comportamento inutile e dannoso alla discussione, allora la mia personale valutazione continuerò ad averla,
temperandola magari nel tempo dalla conoscenza della persona, ma la dovrò tenere per me.

C'è a chi piace tirare di fioretto o di sciabola... personalmente non a me che ho paura di tagliarmi. Unica eccezione adesso, dove
a distanza di un anno ho pure ricevuto lo sfottente messaggio di tale Vincentcnbre.
I miei consigli sono: un buon filtro, un'area riservata agli associati se necessario, una regolata psicoanalitica a chi la propone per gli altri.

Non dico che non ci si legga più, ma non a breve. Bye.
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda Guido Maselli » 04/09/2011, 15:48

Ritorna ciclica la questione del come tenere in vita questo spazio. Ciascuno ha le proprie sensibilità e le proprie idee, tutti siamo convinti delle nostre ragioni. E fisiologico direi. Non credo a regole stringenti, servirebbe più che un volenteroso ed abile moderatore un onnipresente ed un poco tirannico sorvegliante stante la discrezionalità dei suoi interventi (scivolosa è la materia).
Alcuni principi ispiratori (non imponibili purtroppo o per fortuna) tuttavia dovrebbero essere salvaguardati dall’intelligenza dei partecipanti, in ordine sparso:
il forum è discussione, chi posta e fugge è scorretto (esibizionismo sovente ingiustificato)
la polemica ci sta eccome, anche aspra. Se qualcuno si esprime definendo (esempio paradigmatico) cazzata l’intervento di un altro quest’ultimo ha da prendere e portare a casa e replicare se ha voglia e argomenti.
Se fa l’offeso (corolla o pistillo che sia) si dedichi ad attività più rilassanti.
Leggo spesso e partecipo raramente ad altri forum di livello ove accademici infervorati si scambiano cortesie che qui desterebbero reazioni isteriche. Tutto si ricompone in breve, l’intelligenza, quella vera e non di facciata, consente questo ed altro. Non voglio sostenere che il linguaggio greve debba essere la regola ma vivaddio a volte mi pare che taluni/e si considerino tanto, troppo centrali da ritenere che la propria permalosità abbia un qualche senso allargato. Ipertrofie dell’ego.
Si aprono cartelle presunte tematiche (troppe a mio parere) e non si rispettano gli argomenti, è arcinoto.
Un OT è sicuramente concesso, è il prezzo da pagare alla proliferazione dei threads, ma l’impressione (più che un’impressione in verità) è che ciò avvenga scientemente, per essere letti all’interno di discussioni più ampie. Raramente si leggono due parole di scusa per il fuori tema, non va bene (sia chiaro non scaglio nessuna prima pietra).
Ultima ma non meno importante: il forum è uno spazio all’interno di LeG. Da sempre sostengo, anzi auspico interventi esterni anche in contrasto con le idee dell’associazione. Ma da qui ad invadere casa altrui il passo è troppo lungo per la normale educazione ed una sana dialettica.
Chi è portatore di ideologia e visioni antitetiche, quali che sia la loro direzione, dovrebbe avere il buon senso e la creanza di non martellare il sito sia pure profittando della pigrizia dei soci scriventi. Non avviene, così come c’è chi non riesce a trattenere la diarrea verbale. Entrambe le cose segnale di pessima creanza.
Per un certo tempo ho scritto, per quel poco di cui son capace, per spirito associativo e per la tristezza provocata dall’illanguidimento di questo spazio. Ora, per usare un’espressione chic, mi sono rotto e passo ad altri il testimone.
Non sarà per sempre per carità, spero in una più respirabile (per me e per LeG) aria.
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda plinio designori » 04/09/2011, 18:10

mi permetto di aggiungere qualche personalissima considerazione.
premetto che io sto scrivendo su questo forum unicamente per spirito di servizio: come ho già detto in altre occasioni, mi sento abbastanza estraneo sia a molti degli argomenti trattati, sia al modo in cui sono trattati; quindi aspetto solo che il forum prenda una certa consistenza o che si spenga naturalmente, per uscire dalla stessa porta di guido maselli.

bene. ovvio che ciascuno scrive con i propri tempi; io mi riferivo alla volontà di “prendere in mano” il forum; se c’è effettivamente questa volontà, allora è necessario uno sforzo intellettuale per comunicare anche nel silenzio, anche quando la comunicazione non rientra nei ritmi fisiologici personali.

le modalità di comunicazione. credo di avere il diritto di dire a qualcuno “stai dicendo delle cazzate”, ma non certo di dire “tu sei un cazzone”: la differenza c’è e non è da poco. il giudizio sulle parole o sui concetti espressi prescinde da quello sulla persona.
quindi sì alle critiche – anche dure – alle parole, no agli insulti personali. so che il pio moderatore non condivide, ma resto della mia idea.

per dire: anche carlin petrini, in merito alla soppressione dei piccoli comuni, ha sparato cazzate monumentali. quando parla di gastronomia e di gusto, carlin petrini è un’autorità: purché si limiti a quello, quando invade altri campi, spesso e volentieri inciampa, per così dire; è un po’ la prova vivente del detto popolare: ofellé fa el to mesté.
e poi, che volete farci, le cazzate che arrivano dalla mia parte mi colpiscono di più di quelle che arrivano dalla parte avversa; sono fatto così.

ma non è mica necessario che tutti approvino il mio modo di scrivere o di comunicare; si può criticare, ci si può rivolgere al pio moderatore affinché prenda dei provvedimenti, qualora si ritenga che io abbia passato il limite. dove sta il problema?
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chiedo venia

Messaggioda daniloalbini » 05/09/2011, 9:05

Chiedo venia, questa estate ho trascurato il mio impegno qui: vari i motivi , alcuni dicibili altri meno. Media finale: non li dico, concedetemi la vostra comprensione al buio.

Questo forum ha dieci anni e, nel tempo, almeno , dico almeno, mille iscrizioni valide , migliaia di interventi, decine e decine di migliaia di letture.

Il momento in cui è stato più vicino ad incidere nella vita di LeG è dell'anno scorso dopo una improvvida chiusura.

Canali di comunicazione aperti, indirizzi a disposizione , spazi sul sito nazionale , rappresentante nel consiglio di direzione , questo era a disposizione del forum. L'abbiamo mancato: un flop della madonna.

Da qui il crepuscolo? Non saprei il forum ne ha visti tanti. Mi rimane netta l'impressione di essermi dimenticato di scrivere la prima delle prime regole : la botte da il vino che ha.

Che detto in termini più semplici e brutali intende: se spazi liberi di libero pensiero ( difesi, garantiti ed ottenuti dal vostro amministratore, io nella fattispecie) sono ingrigiti dall'incapacità di scrivere per gli altri ed ascoltare gli altri, dall'incapacità di sfida del nuovo e dalla rassegnazione al vecchio, dalla totale incomprensione di un mezzo a disposizione, e bè di cosa ci stupiamo?

Dirò una cosa totalmente scorretta: quando abbandonate il forum, pensate per un momento agli altri, a chi vi ha letto e seguito, anche per un momento solo, anche per una volta sola. E' un egoismo triste.
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda Guido Maselli » 05/09/2011, 18:17

Dirò una cosa totalmente scorretta: quando abbandonate il forum, pensate per un momento agli altri, a chi vi ha letto e seguito, anche per un momento solo, anche per una volta sola. E' un egoismo triste.

No non è scorretta ma peggio: ricattatoria, ti fa sentire come chi abbandona il cane in autostrada.
E via! Qualunque cosa si faccia ci sarà sempre qualcuno cui questo qualcosa dispiacerà e di contro chi sarà contento (i più se ne fregheranno ed hanno tutta la mia comprensione), non nascondiamocelo, c’est la vie. D’altronde se finiscono gli amori figuriamoci le dedizioni al dialogo on line.
Nelle coppie si dice prima di mollarsi: “caro/a ho bisogno di una pausa di riflessione”.
Per quanto mi riguarda è proprio così, ho bisogno di ritrovare un minimo di spirito partecipativo e d’ispirazione (la parola è esagerata lo so ma non ne ho altre sottomano) ma non è una chiusura.
Prima salvo il mondo, poi mi farò vivo.
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda plinio designori » 05/09/2011, 20:54

"Prima salvo il mondo, poi mi farò vivo"
azz, maselli! non ti preoccupare: prenditi pure il tuo tempo e non ti preoccupare di noi. quando hai fatto, c'è un bicchiere che ti aspetta.
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