gioe e dolori di comunicare in un forum

laddove si parla di ciò che è buono o cattivo del nostro forum.

Moderatore: daniloalbini

Regole del forum
Le finalità di questo forum sono quelle di LeG.
La regola prima è quella sottoscritta con l'iscrizione allo stesso, le successive sono date dal civismo dei partecipanti stessi.
Le caratteristiche dell' intervento sono fissate dal moderatore di turno che, nel mio caso, sono:
fatevi leggere anche dal primo che capita qui per sbaglio, non citate troppo gli altri citate il vostro pensiero, rispettate i temi, non aprite cartelle doppie, poche arlecchinate grafiche ed ogni tanto ridete. Chiamasi fruibilità per tutti, scriventi e lettori.

gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda plinio designori » 25/08/2010, 10:01

in un forum la comunicazione è (deve essere) pluridirezionale: è solo questa modalità, infatti, che consente l’arricchimento dei partecipanti, e che dà un senso all’esistenza di una piazza dove si scambiano idee attraverso la discussione.
ciascuno dei partecipanti è portatore di idee, originali o acquisite tramite la lettura e fatte proprie per intima convinzione; ciascuno di noi, nel partecipare al forum, comunica queste idee e si confronta con le idee comunicate dagli altri.
regola non scritta ma tacitamente accettata da tutti coloro che si trovano in piazza, è che tutte le comunicazioni abbiano pari dignità, che il disaccordo comporti il confronto, magari anche serrato, ma non la delegittimazione dell’interlocutore. in questo caso necessariamente la piazza chiude, o quanto meno si divide tra interlocutori legittimati (da chi?) e resto del mondo: questa non è una mia convinzione, questo è ciò che accade, come si può facilmente riscontrabile navigando in rete.

esistono anche delle regole codificate, che hanno la finalità di rendere possibile la libera circolazione delle idee e garantire la fruibilità dei contributi di tutti i partecipanti; ed esistono delle regole che i partecipanti ad una certa discussione si possono dare, valide solo all’interno di quella discussione, e che hanno la finalità di facilitare la reciproca comprensione, magari attraverso la condivisione di un ordine e di un metodo.
ma, a quanto mi risulta, non è corretto che si stabiliscano delle regole che codifichino cosa si può e cosa non si può dire all’interno di una discussione, purché, ovviamente, si rimanga dentro i confini della tematica e del rispetto reciproco.
chi imposta una discussione, ne è naturalmente il dominus e ha tutto il diritto di pretendere di non essere disturbato da interventi fuori tema o che ne turbino il regolare svolgimento; ha anche il diritto di proporre un metodo, ma non quello di classificare gli interventi in buoni e cattivi, adeguati o inadeguati, a seconda che rispondano o meno a certi criteri da lui arbitrariamente stabiliti.

c’è chi affronta un argomento in modo ideologico e chi lo affronta in modo pragmatico: entrambe le modalità hanno (devono avere) pari dignità, e se risulta difficile conciliarle all’interno di una discussione, è responsabilità degli interlocutori (di tutti indistintamente) operare in modo che il confronto non risulti sterile e che chi legge, anche senza partecipare attivamente, possa formarsi un’opinione. ma non si dà (non si può dare) che chi affronta una tematica in termini ideologici non solo rifiuti il confronto, ma addirittura arrivi a delegittimare gli interlocutori che la affrontano in termini pragmatici. e viceversa, ovviamente.
è del tutto legittimo e rispettabile non adeguarsi a questa modalità di discussione, ma in questo caso la rete offre altre tipologie di comunicazione per esprimersi, tipicamente il blog.

chiedo scusa per avere tediato gli amici della piazza, ma ho ritenuto doveroso comunicare queste riflessioni, che stanno alla base della risposta che ho dato ad elio micciché in altra sezione.
e naturalmente quella che ho esposto non è la verità, è la mia opinione.
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda pasolinante » 25/08/2010, 22:34

Sono rimasta interdetta dai MODI che anche in questo luogo della rete vengono usati a livello UMANO, prima che politico, per DIFENDERSI

sempre in gioco quel rapporto di FORZA nell' uso delle parole ,belle tecniche , stile " è andata sempre cosi il mondo , svegliarsi !"
e il bello che se si fanno discorsi su come organizzarsi per darsi regole minime, possono anche dirti che sei un animo troppo sensibile o appunto come un po' recita il titolo di questa cartella : "che ci vogliamo fa'? è internet bellezza!"

i battibecchi "sottili sottili sottili" che sanno scendere , ovviamente "sul piano personale" come se l'altro AVESSE ABUSATO DI QUESTO SPAZIO,FACENDO SUO QUESTO LUOGO ( nel caso di oggi Miccichè , nel caso di giorni fa io, eccetera eccetera tanti esempi di paroline sottili sottili usate NON SUGLI ARGOMENTI, ma per DIRE CHE L'ALTRO E ' STATO CATTIVO), tutto mi sta diventando semplicmente imbarazzanti, mi faccio pensa da sola mentre scrivo

mi sa che oltre dall'homepage davvero nn serve a nulla nemmeno stare qua e possono starci i veterani con lo stomaco forte , a scambiarsi quattro chiacchiere on off del pc , una botta e via

la cosa piu dolorosa è che tutto o sia ineliminabile , non ci si frena prima, non si cerca di dire all'altro che "questa è mia opinione e partanto me la tengo stretta", non si cerca di proporre progetti su cui ognuno ha il suo compito e si lavora insieme , nulla di sviluppo della coralita e tutto come richiedono i tempi


credo che qui come altrove come nella storia o nella vita , valga solo la legge del piu forte , senza alcun correttivo possibile, alcuna gentilezza d'animo perche non c'è alcuna intenzione di risolvere da parte di ognuno l'accozzaglia disomogenea che siamo

varie sono le cose amare, una delle quali è vedere morire immediatamente il dibattito , fino a pochi passi prima alimentato da questa o quella battuta. Vederlo morire solo perchè si è introdotta una possibilità progettuale "d'assieme" che sarebbe il punto e desiderio qualificante ,
triste vedere che anche questo luogo sia come uno dei tanti del cazzeggio passatempo della rete

ognuno qui è in uno stato d'anarchia, abbandonato a se stesso, con qualche anima rara piu simile, come intensità di passione politica e delicatezza umana, altri piu tecnici e professionali ma chiusi nel loro on off del pc , e per il resto guai a sconvolgere l'anarchia , da quello di un cazzeggio a quello di convizioni opinioni del tutto radicate senza possibilità di lavoro d'insieme, che peraltro sarebbe anche un pizzico piu gratificante perche darebbe regole ABC comuni da condividere , sotto le quali mai scendere ai piani personale

mi sono fatta anche questa situazione/ domanda/ risposta, del tutto angosciante ma cosi è ed è "bestiale" perche senza soluzione:

se a chi ho chiesto cosa ne pensasse su argomenti specifici , nei vari giorni ed anche stamane , ricordassi se può fornirmele, potrebbe del tutto rispondermi : "non sono caxxi tuoi , se ti rispondo o meno" e dovrei dargli anche ragione,perche secondo la logica dell'anarchia sarebbe proprio cosi
(uso il termine anarchia = assenza di regole)

paradossalmente però avrebbe anche ragione chi mi pizzicasse in una dimenticanza, del tutto involontaria, se non avessi scorso come faccio ogni sera, i suo rivolgermi una riflessione o una domanda o una precisazione o un riferimento specifico et simili

tutto e il contrario di tutto può e deve valere perche la legge del piu forte sia sempre ben chiara ed è quella che il piu forte ha sempre ragione;
e chi è il piu forte in un contesto del genere fatto solo di parole ?
colui che le sa usare un po' come feltripensiero dominante e trasversale , scendendo sul personale e diminuendo il valore persona di chi non è allineato (all'anarchia), oppure piu semplicemnete ingnorando , nell'indifferenza piu assoluta
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C'è poco da fare

Messaggioda daniloalbini » 26/08/2010, 9:30

C’è poco da fare. Quando la Paso si lamenta mi rapisce. E siccome si lamenta sempre mi rapisce sempre.

Ciò detto e malgrado il rapimento devo una precisazione operativa , che essendo giunta alla terza edizione mi impegnerò a spiegare ancora meglio.

Fate una operazione che non avete mai fatto: andate sul nostro sito in alto a destra, trovate la casella : “ le persone” , se vi cliccate sopra compiaono I visi di tutte le persone che contano in LeG.

Se trovate la faccia di uno del forum vi regalo una bambolina Lenci in costume ungherese.

Ciò significa che siamo figli di un dio minore.

Ora , prima di dire “proponiamo questo” e cadere in depressione perchè LeG non scatta all’unisono, vediamo di partecipare alla bella chiacchierata prevista da LeG per tutta la sua piattaforma Web ( in cui ci siamo anche noi, maledizione) in Settembre. e di farci riconoscere parità di ascolto.

Forse dopo tutto sarà più facile nel bene o giustificato nel male lamentazioni comprese.
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda pasolinante » 26/08/2010, 9:42

ciao Danilo,
la proposta AD ESEMPIO ultima ( ma uguale a tutte le altre precedenti) non era a LeG , ma ai singoli che transitano numerosi o non numerosi in quest spazio- prima ci si rivolge agli umani a fianco, poi se questi umani a fianco, nel dibattito o simposio , desiderano fare qualcosa insieme, si passa al livello successivo ...anche perche qui nel lato migliore dell' "anarchia", si può solo costruire dal basso al basso , poi semmai dal basso all'alto. Ovviamente per fare il primo livello ( ripeto dal basso al abasso) devo avere come minimo denominatore comune, delel consapevolezze di motivazione a sentire " il collettivo" altrimenti sarei solo autistico o autistica e ognuno parlerebbe da solo

quindi non capisco purtroppo e me ne dispaccio il sens del tuo intervento , tranne quello forse di "metterci come minimo la faccia" ognuno di noi .
è questo il minimo denominatore comune che richiedi?
io non ho problemi a mostrare il mio volto, mi sono addirittura chiesta davanti a voi, se ussate tutti i mezzi per fare insieme e vedervi fuori , qui , e in ogni dimensione della comunicazione e del fare insieme

attendo istruzioni piu chiare delle " regole " su cui si regge questo luogo o metaluogo o spazio per essere COSTRUTTIVI, perche quel "lamento" è per l'ennessima volta richiesta del "COME"

buona giornata e grazie del tuo volere fare "ferenza differenza" :-)
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda plinio designori » 26/08/2010, 12:10

si sta ragionando sul come ci si confronta all’interno di un forum, su regole scritte e non scritte. qualcuno (pasolinante, per non far nomi) ha creduto di vedere una forma di prevaricazione in una mia risposta data ad elio; io avevo iniziato questo topic proprio per cercare di evitare un equivoco di questo tipo, ma vedo che non sono stato molto bravo. e allora, giocoforza, ritorno sull’argomento sperando di riuscire a spiegarmi un po’ meglio di quanto ho fatto prima.

premesso che qui non ci sono buoni e cattivi, né esistono pagelle, occorre soffermarsi un secondo sul rapporto che si viene ad instaurare nella piazza.
qui scrivono persone che hanno storie ed esperienze molto diverse tra di loro, che hanno modalità diverse di affrontare le tematiche, che nella loro mente hanno esigenze e interessi del tutto eterogenei; in prima battuta ciò che accomuna tutti i partecipanti è soltanto la volontà di discutere e di confrontarsi.
poi si possono trovare altre cose che ci accomunano, ma questo, che tra parentesi è ciò che tutti noi auspichiamo, si può fare soltanto attraverso il confronto sulle singole tematiche.

e il confronto può essere ricco e fecondo soltanto se ognuno dei partecipanti è libero di esprimersi anche in contrasto o in contraddittorio con gli altri; in caso contrario la piazza è destinata a restringersi e a morire di omologazione.
non si tratta, quindi, di buoni e cattivi, ma di capire che non ha molto senso pretendere di assegnare un bollino blu alle argomentazioni degli altri: se ragioni come dico io, allora continuiamo a discutere, altrimenti ciccia! non è così che si può costruire un dibattito, figuriamoci un forum.

la progettualità è una gran bella cosa, anche se non così semplice da realizzare; soprattutto la progettualità non nasce per partenogenesi, ma deve essere costruita, anch’essa, attraverso il confronto. a meno che per progettualità non si intenda omologazione all’idea di un forumista o di un gruppo di forumisti, o ad un partito, o alle idee correnti di moda nei circoli radical-chic o sul web. qualche anno fa su questo forum andava per la maggiore il partito democratico, che raccoglieva plauso e consensi; le poche voci discordi venivano tacciate via via di immobilismo pantofolaio, grilloparlantismo, menscevichismo e anche peggio. anche allora gli ultrà del partito democratico rivendicavano la loro capacità di progettualità in contrasto con il cazzeggio vagamente masturbatorio dei dissidenti. e non è stato facile, in quel momento, rivendicare il diritto ad esprimere il dissenso senza per questo ricevere insulti, ma è stato importante; ed è stato importante che questo diritto sia stato in qualche modo difeso, anche se non sempre con la puntualità che sarebbe stata auspicabile.

sì quindi alla progettualità, ma non a scapito della libertà di espressione; non se la progettualità mi rende sordo alle argomentazioni degli altri.

rivendicare con decisione il diritto a portare le proprie argomentazioni anche quando non incontrano il favore della maggioranza dei forumisti non può essere confuso con la volontà di imporre la legge del più forte, o di spostare il dibattito dalla tematica alla relazione o, ancora peggio, agli individui.

come ho già detto, questo è un mio parere, non la verità scritta sulla pietra. spero soltanto di averlo espresso in modo comprensibile, e ringrazio pasolinante per avermi dato l’occasione di chiarirlo meglio.
plinio designori
 

Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda pasolinante » 26/08/2010, 19:16

Plinio , premesso che non ho messo "cattivo" con le virgolette , e cio che volevo significare era e rimane in cio che ho scritto cioè mi p evidente che non c'è buono e cattivo perche se dico anarchia , uno può essere tutto e il contrari di tutto e nel tu ocomportamento di ieri , non cera " sporco brutto e cattivo" ,; c'era come ho detto una discesa sul piano personale , cioe dicendo al mondo come sb : "elio fa uso criminoso" ( sto esagenrado ma quello era il ditino puntato, cosi come tu ora potrai vedere nuovamente il mio che si ribellerà sempre a questi "modi" ...perche dire "questo non è il suo blog" , è esprimere giudizi sulla persona e non sugli argomenti....

ma andiamo al punto secco che è quello su cui spero nella risposta di Danilo,

mi è molto chiaro che se gli argomenti interessano bene , altrimenti il mondo è grande e pedalare e questa è solo associazione culturale e questo è uno spazio non meglio identificato di libero dibattito...ripeto pero che ho bisogno di sapere quali sono le regole CHIARE:
. cosa si significava quell'utleriore intervento del mdoeratore Danilo?
. quali sono le dientità che questo gruppo si è dato
. cosa si prende dalla storia migliore di questo gruppo? dove ha funzionato e perche ...dove non ha funzionato e perche
. come devo vivermi questo spazio se ho senso di cazzeggio?
prima di abbandonarlo definitivamente , vorrei essere chiara dentro me per questa scelta e averne quindi lumi.

grazie del tuo rimanere sugli argomenti , i quali in parte mi stanno facendo intuire cose, ma in alcune pieghe posso solo fare deduzioni o interpretazioni rischiose ...aspetto con pazienza che qualcuno o anche tu me le spiegate un po' più pane al pane vivno al vino e perdonami ,visto il mio lessico molto terra terra
ciao e grazie
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda Lia Nesler » 26/08/2010, 20:22

Apprezzo molto l'idea di confrontarsi un po' sulle modalità di comunicazione dentro i forum. Anch'io mi sono fatta delle idee, che dopo vi esporrò.
Prima vorrei dirvi che in questo momento sto applicando il mio sistema "rigenerante", quello che mi permette di sedimentare certi sentimenti negativi (stanchezza, delusione, anche rabbia qualche volta) che si presentano periodicamente quando le nostre discussioni, invece di concludersi, muoiono troncate di netto, rimangono lì come mutilate. La medicina è stare fuori per un po' riflettere, rileggersi, cercare cosa non è andato per il suo verso. Per questo non mi avete sentita in questi giorni.

Un forum dunque è un luogo di discussione e confronto, dove si incontrano/scontano idee e soprattutto modalità comunicative profondamente diverse. Dove soprattutto si incontrano/scontrano obiettivi e motivazioni diverse. Chi cerca uno spazio per due chiacchiere tranquille, senza troppo impegno, chi invece ha voglia di misurare la propria abilità dialettica, chi cerca di confrontarsi per comprendere meglio una realtà complessa e confusa, chi desidera incidere su questa reatà attraverso la costruzione di progetti comuni. Tante diversità.
Mettiamo poi che il contesto non aiuta: siamo sempre più affannati e disperati di fronte a ciò che accade nel nostro Paese. Mettiamo che siamo davvero troppo pochi e che frequantare il forum diventa assai impegnativo, e che un bel gruppo proviene dal forum precedente e porta con sè antiche incomprensioni, mettiamo che ogni tanto queste incomprensioni si ripresentano, sempre con le stesse modalità. Mettiamo anche la scarsità di presenze femminili, mettiamo l'assenza di regole condivise. Non sto parlando di un decalogo scritto, per carità, parlo di regole nate dall'esperienza e dal confronto, interiorizzate e rispettate. Tutte le situazioni calde che abbiamo passato non ci hanno insegnato dove sbagliamo e perchè.

Voi avete scritto quali sono secondo voi i difetti da sanare.
Rosanna pensa che qui viga la legge del più forte. Non so, forse in parte è così. Lo dimostrerebbe il fatto che qualcuno ogni tanto ha bisogno di "rigenerarsi", che altri lasciano il forum, ma soprattutto che molti si iscrivono e pochissimi scrivono. Perchè? La risposta che io mi do, e che vi prego di valutare è questa: perchè il forum non è un posto accogliente. Perchè raramente succede di sentirsi ascoltati davvero.
Io mi sento ascoltata davvero quando il mio interlocutore prende in esame soprattutto la sostanza di quello dico, e non va a fare le pulci su questioni marginali, quando cerca di aggiungere e costruire insieme a me. Quando mi pone delle domande e risponde alle mie. Questo però mi succede raramente.
Io credo che non fornire la risposta a chi te la chiede in modo garbato, sia la prima forma di rispetto verso l'interlocutore. Se non c'è la risposta non è possibile il riadattamento dell'idea e la prosecuzione del discorso. Ora, se proviamo a leggere le nostre discussioni, scopriamo un'infinità di domande che sono rimaste lì in sospeso. E mi iscrivo immediatamente nell'elenco dei peccatori.

Plinio descrive una contrapposizione tra elementi che fanno discorsi "ideologici" ed elementi che fanno discorsi "pragmatici". Ecco su questo credo che ci dovremo confrontare bene, perchè sospetto che da quest'idea nascano una bella fetta di incomprensioni. Mi sembra di capire che gli ideologici sarebbero quelli che fanno affermazioni di principio dettate da una loro adesione a qualche "fede" e che non si mostrano disponibili a mettere in discussione queste loro certezze. Mentre i pragmatici sarebbero quelli che, lungi dal farsi condizionare dalle fedi, guardano in faccia la realtà e la descivono. Su questo vorrei porvi qualche domanda.
Siamo sicuri che questo tipo di classificazione non nasca più da preconcetti e vecchie incomprensioni, più che da situazioni reali? Siamo sicuri di conoscerci così bene? Siamo sicuri che queste due categorie possano contenerci e descriverci? Siamo sicuri che l'approccio pragmatico sia sempre il migliore? Siamo sicuri di non confondere ideologia con progetto, con ideale?

Quello che dice Plinio sulla difficoltà di costruire qualcosa insieme, lo condivido pienamente. Già é difficile fare una cosa simile in una stanza, guardando in faccia le persone, avendo la possibilità di dialogare in modo diretto, figurarsi in un forum.
Tuttavia come sapete anch'io appartengo alla categoria di quelli che non si accontentano della discussione, ma aspirano alla costruzione collettiva di qualcosa. Non so se lo ricordate, ma circa un anno fa, quando entrai nel forum, questa fu la prima cosa che vi proposi. Dunque ho apprezzato tantissimo l'arrivo di altri che la pensano così.
Individuare il progetto è la cosa più semplice, la difficoltà ancora una volta è arrivare ad una condivisione dei fondamenti, delle idee che sottendono e sostengono il lavoro. Quella che Rosanna chiama fare base.

Mi fermo qui, sperando di essere utile almeno un po'.
Vi saluto tutti. Lia
Lia Nesler
 
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda plinio designori » 26/08/2010, 21:56

ho aperto questo filo di forum anche per separare la diatriba tra due persone da una riflessione sulle modalità di comunicazione all’interno di un forum. può anche essere che all’interno della diatriba il mio intervento la non sia piaciuto a qualcuno, e sono pronto a discuterne: esaminiamo pure ragioni e torti, se può essere di qualche interesse, ma – se non vi dispiace – in un'altra sede.

anche perché qui vedo che avete tirato fuori talmente tanti argomenti, e talmente interessanti, che non so se riusciamo ad esaminarli tutti.

naturalmente non sono in grado di rispondere ai quesiti rivolti a danilo, ma vorrei aggiungere una mia piccola osservazione. non credo che l’atteggiamento generale dei forumisti sia del tipo “se l’argomento interessa, bene: altrimenti la rete è grande”; credo che invece ci sia apertura per qualsiasi argomento si ritenga di affrontare, e che l’unico limite alla proposta di nuovi argomenti sia nell’effettiva novità, e che questo limite discenda unicamente dalla necessità di mantenere un minimo di ordine all’interno delle discussioni e della piazza. altra cosa è il numero di letture e di risposte che una proposta ottiene; ma questo può avere mille cause, tra cui l’impreparazione degli interlocutori, un sostanziale accordo di tutti sulle tesi presentate, oppure la natura stessa dell’intervento, che è completo in sé stesso, e rimane come testimonianza.

sull’intervento di lia, la prima osservazione che mi viene da fare è come sia difficile, a volte, esporre compiutamente il proprio pensiero. io ho parlato di due diverse modalità di affrontare una tematica, sottolineandone la difficoltà di conciliazione. ma non mi è mai passato per la mente di attribuire una connotazione negativa all’una piuttosto che positiva all’altra. sono solo due diverse modalità: da una parte c’è chi parte da un sistema di assiomi e ne trae delle conclusioni di tipo logico-deduttivo (generalizzo, ovviamente), dall’altra c’è chi parte dagli obiettivi che intende raggiungere per pervenire alla definizione degli strumenti adeguati, tenendo conto dei vincoli del sistema.
entrambe le metodologie hanno una loro validità intrinseca: la difficoltà consiste nel farle parlare tra di loro. non ho mai pensato che chi affronta un tema in ottica ideologica abbia, solo per questo, certezze incrollabili; e d’altra parta l’orientamento al problem solving rischia di essere generatore di problemi piuttosto che di soluzioni. massima apertura, quindi, senza escludere aprioristicamente alcun tipo di approccio.
lia aveva capito tutt'altro, come è normale che succeda: la prossima volta proverò a spiegarmi meglio.

per il momento mi fermo qui, un po’ per non tediare i miei interlocutori, molto per rimanere entro i limiti tracciati dall’ineffabile spia papista.
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda Paolo Barbieri » 26/08/2010, 22:20

Concordo sul poco accogliente di Lia e individuo il "respingimento" degli iscritti che non scrivono o della toccata e fuga di tanti altri, a mio giudizio per quel che vale, nei seguenti:

- il linguaggio dei più assidui frequentatori non è semplice e facile, pare codificato ad uso e consumo dei pochi eletti del "giro"

- la lunghezza degli interventi, anche infarciti di tanta roba superflua, rende difficile la sintesi mnemonica e le risposte puntuali e per sfinimento si passa al successivo

- chi si iscrive a L&G per estrema volontà di partecipare in qualche modo alla resistenza a b. e alla casta, magari attirato dal prestigio delle insegne e dei vertici, magari sperando in qualche modo di poter leggere e interloquire con quelli, ben presto si rende conto della loro lontananza dal forum. Lontananza comprensibile e scusabile, ma comunque spiacevole.

- chi si iscrive a L&G per estrema volontà di partecipare in qualche modo alla resistenza a b. e alla casta, non trova nel forum discussi gli argomenti che hanno motivato la sua iscrizione.

democraia diretta con l'uso estremo dell'articolo 71, contro la casta, per le riforme.
RIVOLUZIONE MITE: DEMOCRAZIA DIRETTA - USO ESTREMO ARTICOLO 71 - DECALOGO RIFORME - Un Popolo UNITO (solo così sovrano) lo può fare. Nella Carta c'è tutto.
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Re: gioe e dolori di comunicare in un forum

Messaggioda Marco D. » 26/08/2010, 23:39

Nella mia esperienza ho incontrato forum dalle regole ferree, con più moderatori che internauti, con un formalismo rigido
per quello che concerne l'OT quanto per i richiami agli utenti (avvisi in progressione verdi-gialli-rossi) e altro ancora.
Osservo che questo è utile in talune circostanze: se l'utenza sono accaniti gamers adolescenti, quanto spazio credete sia saggio lasciare all'invettiva e alla provocazione, prima che il tutto degeneri? Inizialmente potete perciò immaginare la mia sorpresa, nel vedere come i cosiddetti "flame" qui fossero curiosamente tollerati, con il rischio di rissa da villaggio di Asterix nel migliore dei casi!
Sinceramente non ho ancora capito se questo bel margine di manovra sia un vantaggio o uno svantaggio...

plinio designori ha scritto:
“se l’argomento interessa, bene: altrimenti la rete è grande”

Com'è già giustamente stato scritto non tutti gli utenti vengono qui con lo stesso proposito.
Se il proponimento è cercare qualcosa o costruire un qualcosa, non ci si deve nè stupire, nè offendere quando il viandante, fallito
il suo proposito, lascia la taverna alla ricerca di ciò che non ha trovato in quel contesto.
Taluni altrettanto legittimamente giungono a questo ritrovo, si siedono attrono al caminetto e, fumando la pipa, si scambiano racconti sulle ultime notizie dal regno
di B. Personalmene vorrei provare a dare una dimensione temporanea, finalizzata al raggiungimento di un qualcosa, il mio impegno in questo spazio.
(Non precludendomi comunque la possibilità di chiedervi una sedia a dondolo accanto al fuoco, per quando sarò dell'umore giusto per discutere per
il piacere del discutere.)

Paolo Barbieri ha scritto:
magari attirato dal prestigio delle insegne e dei vertici, magari sperando in qualche modo di poter leggere e interloquire con quelli, ben presto si rende conto della loro lontananza dal forum. Lontananza comprensibile e scusabile, ma comunque spiacevole.

Concordo. Chiedo ai veterani del forum, è mai capitato che qualcuno ai piani alti usasse questo strumento per interagire con la base?
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