La ricerca del contatto con il trascendente penso sia quanto di più impegnativo dal punto di vista intellettuale un essere umano possa affrontare.
Fermo restando che "il trascendente" si colloca anche oltre i tredici miliardi e più di anni luce a cui sin qui si è riusciti a datare il "big bang" ovvero l'inizio dell'universo dentro il quale siamo.
Altra cosa è l'avvenuto incontro con Dio.
Personalmente mi colloco fra coloro che negano l'esistenza del "Dio ridicolo" che per quanto partorito da menti raffinatissime, capaci anche di inventarsi una scienza, la teologia, per giustificare esistente quello che la stessa scienza dice di studiare, resta appunto un "Dio ridicolo" perchè ad un tempo ignoto e notissimo, onnipotente e nullo, onniscente ed ignorantissimo, cattolico e mussulmano ed ebreo e tutto quanto l'uomo ha deciso che sia.
Questo Dio inventato di sana pianta non risponde ad alcuna logica probabilistica a mio modo di vedere, ma solo ad umanissime esigenze di dominio.
Negarlo non significa negare il trascendente, per la semplice ragione che il "Dio ridicolo" di cui l'uomo descrive aspetto desideri e prescrizioni, non è per nulla trascendente ma solo immanente.
Quanto alle religioni, (da non confondere con la religiosità innata nell'essere umano da quando questa specie si è caratterizzata con la consapevolezza di sé) sono da sempre fatti pubblici che hanno come prioritario obiettivo soggiogare a sè il privato.
vittorio
