Eroi, loro malgrado

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Eroi, loro malgrado

Messaggioda biffo45 » 26/03/2012, 19:15

Dedicato al sergente Silvestri

Ma perchè Enrico Toti, volle, ad ogni costo, andare ad accoppare degli asburgici, con una sola gamba, oltretutto nel corpo dei Bersaglieri? E non era meglio, nel caso specifico, che scagliasse una bomba a mano contro il nemico, invece della stampella? E Muzio Scevola, invece di bruciarsi una mano, avrebbe dovuto cavarsi gli occhi, miope com'era, per cui aveva scambiato lucciole per Porsenna. Ed era da incarcerare, per istigazione di minore al suicidio, quel graduato sabaudo, che si servì della piccola vedetta lombarda per avere notizie dello schieramento austriaco; altro che ricoprirlo poi di fiori di campo! Non sopporto che si affibbi l'epiteto di eroe solo a chi si immola in combattimento e spara od accoltella il cosiddetto nemico, per salvare se stesso od anche altri. Così come, correlate a questa tipologia di eroi, mi provocano moti emetici le cerimonie di conferimento di medaglie, medagliette e medaglioni ai militari in genere, specie se alla memoria. Ogni anno, alla presenza di alti papaveri delle Forze Armate e di capi di Stato e di Governo, ariecco quelle squallide premiazioni, al suono di fanfare e al rullo di tamburi, presentat'arm di fucili e sciaboloni; tra chepì, galloni, bande multicolori ai pantaloni, mostrine, fregi, alamari, gradi e gradini da scendere e da salire, ufficiali, sottufficiali e truppa. Già fare il proprio dovere è un atto di eroismo, oggi come oggi, in un mare magnum di fancazzisti, menefreghisti, ammanigliati e raccomandati, ignoranti e non-pertinenti, cretinetti in posti d'oro con stipendi stratosferici, vedi Renzino Bossi, esempio concreto di un ramo secco nell’evoluzione antropologica, ma anche dell'importanza di chiamarsi Ernesto o che altro, nella struggle for life. L'eroismo più grande è vedere come va il mondo ed arrivare ad amarlo egualmente, per i pochi onesti che malamente vi sopravvivono: rari nantes in gurgite vasto. Solo la guerra produce eroi? La vita quotidiana non è forse un campo di battaglia, tragico e drammatico, dove combattono, pur consapevoli di soccombere, tanti piccoli grandi Don Chisciotte, contro malefici giganti? Gente cui hanno rubato i sogni, le speranze, la vita, il lavoro, l'amore, persino il diritto a morire quando e come vogliono, come Welby, come Monicelli. Infatti, ancora prima che di là Qualcuno abbia a venire a giudicare i vivi ed i morti, alla Sua destra ed alla Sua sinistra, e persino seduti sulle Sue ginocchia, stanno gli eroi del qualunquismo, i coltivatori del proprio orticello, i furbi, gli egoisti egotici egocentrici, i perbenisti alla Rocco Buttiglione ed i benpensanti modello Giovanardi; e pare quasi che siano essi a decidere per noi, anche per la vita eterna, come i varii Bagnasco e Bertone. I veri eroi sono coloro che muoiono di morte bianca -perchè poi bianca, è più nera dell'Inferno!-, di lupara, sempre bianca pure questa, per contrastare le mafie, lasciati soli dallo Stato, come il generale Dalla Chiesa e i poveri, onesti commercianti ed artigiani, che non intendono pagare il pizzo; i pensionati con la minima e chi non percepisce nemmeno quella, i precarii a vita, chi è nero ed in nero è pagato, male o addirittura mai. Eroi sono i pendolari, ospitati da Moretti -quasi 700mila Euro l'anno!- su carri-bestiame, gli operai che non hanno nemmeno il tempo di andare a fare acqua, perditempo che non sono altro! Sono i reietti dalla Chiesa, che subiscono anatemi e scomuniche dagli alti papaveri del Vaticano, perché gay o divorziati e risposati. Un minuto di riflessione, per un mea culpa, ogni tanto, nel silenzio assordante di questi colpevoli ed infami oblii, ci starebbe bene. Smettiamola con le cerimonie di conferimento di cerchi di latta, dove si sputazzano sempre le medesime litanie, vuote e vacue: dove gli eroi, vivi o morti che siano, si sono sempre distinti per azioni epiche, affrontando, con sommo sprezzo del pericolo ed encomiabile audacia, il fuoco avversario; oppure, sono caduti nell'adempimento del loro dovere, immolando la vita per la Patria e per la Bandiera. Almeno cinquanta di loro, laggiù, in Afghanistan, sono morti, inconsapevoli ed ignari, per una causa incomprensibile, chiamata “missione di pace”, ultimo il povero sergente Silvestri. Ritornerà tra di noi, anche lui, come gli altri, in una bara ricoperta dal tricolore, tra ali di rappresentanti delle più elevate gerarchie militari e civili, tra attenti, presentat’arm, pied’arm, saluto alla bandiera, tra ministri con il broncio mesto di rappresentanza, ad allungare una mano sulla sua bara, mentre, più indietro, sosteranno altri colleghi, a capo chino, con aria di circostanza, le manine sulle pudenda. Poi, il solito Ordinario Militare pronuncerà l’ennesima omelia da guerrafondaio. Dato che il nostro Paese vive di minestre riscaldate, di ri-nascimenti, di ri-sorgimenti, di ri-fondazioni, e del ritorno in vita di schiere di martiri, si faccia attenzione anche agli eroi dimenticati, i quali, ad un certo punto, potrebbero perdere la pazienza e ritornare in vita, molto, ma molto arrabbiati!
Franco Bifani
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Re: Eroi, loro malgrado

Messaggioda daniloalbini » 27/03/2012, 8:06

Con qualche modesta riserva a favore della causa prima delle forze armate........non sarebbero necessarie se l'uomo fosse diverso, sottoscrivo.
In più è uno dei rari pezzi che mi fanno ghignare spezzandomi il cuore e viceversa.
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