DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda Paolo Barbieri » 29/03/2012, 8:58

Gramellini la stampa oggi
... Fra la goliardia e gli zombi si apre uno spiraglio che non potrà essere coperto a lungo dai tecnici: anziani e rispettabili signori di un tempo che fu. E' ora che il Terzo Stato delle tante associazioni in cui si declina la passione civile della società italiana prenda coscienza della propria missione e della propria forza.


Che si aspetta ancora? Non sarebbe il caso che qualcuno di importante peso specifico, uno che frequenti abitualmente Oltretevere p. e., aiutasse i vertici della nostra LeG ad aprire gli occhi sulla ennesima importante convergenza sulla necessità di una azione diretta della Società Civile? Magari prima che ci pensi qualche associazione creata dai soliti noti?

Orbene che s'attende?
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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda Paolo Barbieri » 08/05/2012, 14:49

Qualcuno ha detto: "Il sonno della ragione genera mostri".

Quando "LA MIGLIORE ELITE DELLA SOCIETA' CIVILE" sta a guardare, non si offre al suffragio dei cittadini, non si vuole occupare della "Cosa Pubblica" neppure quando ne è manifesta la necessità, allora non può che succedere che aumenti l'aventino elettorale e cresca il successo del Movimento 5 Stelle, che ha da offrire nessuna garanzia, ma soltanto la sua "novità" non avendo ne storia ne titoli.

Resta da sperare che la sua evoluzione sia di qualità.
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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda Paolo Barbieri » 15/05/2012, 8:48

by prof. G. Zagrebelsky in home
E’ la società civile che può salvare la democrazia

Dopo la Presidente Bonsanti che alcuni mesi fa Accennava alla "RIVOLUZIONE MITE" da affidare alla Società Civile, anche il Presidente Onorario approda alla constatazine di questa necessità! Alla buon'ora!
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si alla riforma elettorale, no alla riforma della Costituzio

Messaggioda Paolo Barbieri » 17/05/2012, 7:09

La Carta Costituzionale e la Qualità della Democrazia non si difendono coi bei discorsi retorici, coi bei propositi o con l’attesa che “altri” provvedano, ma ESERCITANDO CONCRETAMENTE LA COSTITUZIONE REPUBBLICANA nata dalla Resistenza, togliendola dalla bacheca dove rispettosi la conserviamo brandendola efficacemente contro inetti, incapaci, indegni.

Tocca Direttamente a Noi Cittadini fare la Nuova Legge Elettorale a nostra misura, perchè i partiti la faranno, ancora una volta, come loro aggrada (personalmente amo il sistema francese che coniuga molto bene pluralismo al 1° turno, costringendo alla sintesi bipolare e quindi la governabilità al sencondo e l’alternanza nel tempo). Come? Esercitando la Carta Costituzionale agli articoli:

Art. 1 La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

art. 71 Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.

art. 50 Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.

art. 40 Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano (al bisogno).

L’art. 71 è il randello che avrebbe dovuto tenere i nostri delegati al Parlamento costantemente sulla corda, costantemente tesi a far bene il loro dovere. Invece lo spolveriamo ogni tanto lasciandolo poi sostanzialmente inoperoso. Perchè non diamo sufficiente consistenza alla volontà popolare che lo supporta. Perchè non può definirsi “volontà popolare” quella di un manipolo di cittadini, fossero 50 mila o 400 mila. Diversamente se raggiungessero una dimensione plurimilionaria. Ma c’è un numero perfetto che si può desumere indirettamente dall’art. 75 della Carta: un referendum è valido se partecipa al voto il 50%+ 1 degli elettori. E il referendum passa, sconfessando il Parlamento, se il 25% + 1 vota sì anche se il 25% – 1 vta no. E’ questa la perfetta espressione della “Sovrana Volontà Popolare”: il 25% + 1 degli aventi diritto al voto. Siamo all’incirca a 12 milioni di firme che possono essere raccolte nella forma semplificata dell’art.50, dopo aver soddisfatto la norma che ne vuole almeno 50mila raccolte in Comune o dal notaio. E non ditemi che sono troppe in tempi in cui quasi ogni giorno migliaia di persone consumano suole e speranze in manifestazioni pulviscolari, purtroppo sempre fini a se stesse (quando va bene), non ditemi quando il 13 febbraio eravamo un milione, non quando in 28 milioni siamo andati al voto referendario, ne quando alla parola “rivoluzione” su FB rispondono decine e decine di comunità, ne quando l’aventino elettorale lucido e razionale vale almeno una dozzina di milioni di voti (Demos), ne quando la sfiducia e il disprezzo per la casta politica supera il 95% della cittadinanza, ne quando il PD e Bersani dissero di averne raccolte 10 milioni in pochi giorni per una inutile petizione contro il governo b. un po’ di mesi fà.

E potremo abbinarne altre importanti proposte di legge che la petizione varrebbe per tutte: anticorruzione, anti privilegi, dimezzamento rimborsi ai partiti, ecc..

Dibattiamo su questi temi già avallati da esperti di diritto e “costringiamo” L&G ad agire in questo senso.
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