DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

laddove si parla di attualità politica.

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fatevi leggere anche dal primo che capita qui per sbaglio, non citate troppo gli altri citate il vostro pensiero, rispettate i temi, non aprite cartelle doppie, poche arlecchinate grafiche ed ogni tanto ridete. Chiamasi fruibilità per tutti, scriventi e lettori.

Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda lectiones » 11/10/2011, 9:37

Norme "Ad usum Delphini": troppo facile.
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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda Paolo Barbieri » 16/10/2011, 10:11

Paolo Barbieri scrive:
15 ottobre 2011 alle 09:24

Costruire la rivoluzione
16 giugno 2011 – 47 Commenti »
Sandra Bonsanti

Rivoluzione mite: l’impegno della società civile
30 giugno 2011 – 46 Commenti »
Sandra Bonsanti

La rivoluzione mite delle cassandre
27 agosto 2011 – 72 Commenti »
Sandra Bonsanti


paolo barbieri
Sempre più grave la situazione del Paese.
Sempre meno sopportabili i comportamenti della casta
Sempre più gente nelle strade e nelle piazze. E sempre più “arrabbiata”.
Sempre più polizia antisommossa.
Sempre più urgente e indispensabile la RIVOLUZIONE MITE, guidata dalle LIBERE ECCELLENZE DELLA SOCIETA’ CIVILE, per disinnescare possibili eccessi e per produrre i risultati concreti e utili che le manifestazioni non possono produrre, ma solo indurre a “furor di popolo”






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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda Paolo Barbieri » 30/10/2011, 0:12

Lettera aperta alla "Assemblea delle Donne per la Rivoluzione Gentile" all'Aquila

p. c. alla mia Presidente Sandra Bonsanti autrice de: "Costruire la Rivoluzione" e "Rivoluzione Mite:l'impegno della Società Civile".


Care amiche rivoluzionarie e gentili
se esiste una sezione maschile della vostra rete, mi piacerebbe proprio farne parte per poter partecipare nella vita almeno ad uno di quei movimenti e/o eventi che hanno segnato nella storia  l'evoluzione dei popoli, provocando balzi repentini nel suo dispiegarsi.

Ma... ma se davvero avete intenzione, come ho letto, di affidare le vostre ansie rivoluzionarie alla dialettica partitica, per come essa si dipana mediocremente nei nostri palazzi, dubito che possa avanzare a balzi repentini, ma piuttosto a passi di lumaca e di gambero, con pesanti compromessi a perdere, fino a  frustrare nei contenuti e nei tempi, le pur fondamentali e mature richieste.

A meno che ...a meno che i partiti ai quali vi rivolgerete, che sono anche i miei, non decidano di tornare a guardare alla cittadinanza, abbandonando la prassi della ricerca ad ogni costo di accordi di vertice, anche chiaramente contraddittori e deludenti. Preconizzando a questo modo anche un successo elettorale capace di dare al Paese, finalmente, una guida progressista coesa e libera da compromessi invischianti, attingendo largamente al “non voto”.

Non mi sfugge il fatto che la rivoluzione che perseguite sia prettamente di “genere”, ma mi domando e vi domando quanto sia possibile in una repubblica tanto bisognosa di una rivoluzione generalista. E la risposta è che non possano viaggiare disgiunte.

Personalmente da anni cerco sbocchi al mio insofferente animo rivoluzionario democratico e nonviolento. E sono convinto di averli trovati dentro la nostra perfetta Costituzione. E mi piace definire la mia rivoluzione “Costituzionale”. Ma potrebbe indifferentemente chiamarsi Gentile o Mite o Dolce, che non prevede ne violenza ne illegalità.

Se non vi ho già stancato, provo a farvi partecipi del mio disegno, che nel tempo, pur avendo trovato eccellenti estimatori (anche documentabili), non ha invece trovato autori in grado di attuarla. Chissà che non possa essere la proverbiale concretezza femminile a precipitarla nella nostra realtà, da tempo in attesa.

E perchè accada, basta infine soltanto esercitare concretamente la COSTITUZIONE, non solo amarla, difenderla, stimarla: SOLTANTO ESERCITARLA, brandendo decisamente i seguenti articoli:

1 -  La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione

71 - Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno 50mila elettori, di un progetto redatto in articoli

50 – Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità

40 – Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano

Ed anche il 2 e il 3.2 entrano a buon diritto in questo “arsenale rivoluzionario” 

Sono ben consapevole che l'art. 71 non ha prodotto finora una benchè minima leggina. Per 2 motivi: l'arroganza del potere che non vuole interferenze dal basso e fagocita referendum come noccioline, e i numeri esigui dei proponenti e sottoscrittori, che non potevano, per questo, fregiarsi della qualifica di "Popolo Sovrano".

Ora perchè una rivoluzione sia tale, deve provocare cambiamenti significativi e apprezzabili da subito (o quasi) per qualità e quantità, per cui NON una sola proposta di legge secondo il 71, ma una decina di proposte generaliste, le più attese dalla gente, le più promesse e disattese dalla politica, a recupero e difesa della qualità della democrazia e della nostra dignità, e altre (5/10) di genere care alle donne e non solo.

Proposte sottoscritte singolarmente da 100 mila elettori per soddisfare la norma, e sostenute nell'insieme da 15/20 milioni di firme nella forma semplificata della petizione (art 50), per dare concretezza  imponenza e immanenza alla SOVRANITA' POPOLARE.

E non ditemi che sono troppe in tempi in cui quasi ogni giorno migliaia di persone consumano suole e speranze in manifestazioni purtroppo sempre fini a se stesse, non ditemi quando il 13 febbraio eravamo un milione, non quando in 28 milioni siamo andati al voto referendario, ne quando alla parola “rivoluzione” su FB rispondono decine e decine di comunità, ne quando l'aventino elettorale lucido e razionale vale 12 milioni di voti:  Raccogliere firme sotto una petizione a sostegno è meno impegnativo, meno pesante, meno difficile e costoso di tutto questo.

E se il potere vorrà ancora ignorare o sfoggiare il massimo dell'arroganza, ebbene allora l'art. 40 darà la stura a una manifestazione popolare non più fine a se stessa, ma con obbiettivi chiari precisi definiti e ottenibili, con l'autorità e l'utorevolezza della Costituzione e del Popolo Sovrano che, esercitandola, ne pretende il rispetto pieno e reale. Sino al conclave nonviolento dei palazzi del potere, perchè non riesco a credere che una Rivoluzione a misura di donne e di cittadinanza possa uscire da un Parlamento bivaccato dalla casta senza la determinata e incoercibile pressione della SOCIETA' CIVILE,  finalmente consapevole della propria SOVRANITA' COSTITUZIONALE.

paolo barbieri
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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda Paolo Barbieri » 11/11/2011, 8:59

Fra poco partirò per L'Aquila dove sono stato invitato dalla "Rete delle Donne per la Rivoluzione Gentile", alla loro Assemblea Nazionale. Non per parlare dei misfatti subiti dal Paese, non per affliggerci ancora col passato e col presente, ma per parlare di futuro, del "come fare" perchè sia il più possibile a misura di "Società Civile" e non a misura dei soliti noti. Per parlare di "Rivoluzione"!... Gentile o Dolce o Costituzionale o Mite, cara, per un attimo, anche alla nostra presidente Bonsanti, purchè si parli di "Rivoluzione", ovvero di cambiamenti importanti e corposi. Per sorridere all'idea di poterci modellare un futuro con le nostre menti e cuori e anime! E poi per provarci concretamente!

Non vedo l'ora di poterlo fare insieme alle "Donne", che gli "ometti" già troppo hanno fallito e dissipato e dopo oltre mezzo secolo di storia hanno raggiunto vette di mediocrità offensive. Saranno 3 giorni di ottimismo all'insegna della RIVOLUZIONE GENTILE, che non per nulla, è sostantivo declinato al "femminile"! Evviva!


p.s. bravi! i caratteri grandi non per urlare
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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda Paolo Barbieri » 15/11/2011, 18:49

DI RITORNO DA L'AQUILA

Non mi hanno invitato a L'Aquila per tirarmi le freccette! (E qualche dubbio l'avevo). La mia lettera ha sollevato, non sopracciglia altezzose, ma interesse e curiosità, non stroncature irredimibili, ma dubbi forieri di ulteriori dissertazioni. Ho ricevuto richieste del documento da cui è derivata e confronti sul tema nelle pause dei lavori. E non erano certo persone banali, ma l'elite di un grande movimento di donne impegnate: docenti, insegnanti, libere professioniste, imprenditrici, ricerecatrici e con mia sorpresa anche studenti e universitarie dagli estremi d'Italia Torino, Como, Udine, Bari, Taranto, Salerno, Napoli a L'Aquila non per caso, ma per scelta attentamente ponderata.

L'Aquila, una città affranta. Come affrante da una persistente tristezza dolorosa, ma non rassegnate, appaiono le donne aquilane che abbiamo incontrato. 3 hanno partecipato ai lavori del nostro gruppo "Incompiuta Democrazia". Ben altra cosa è vedere le situazioni dal vivo piuttosto che dalla tv, come già avevo constatato nei nostri borghi alluvionati.

Non posso che essere molto soddisfatto di questo lungo finesettimana: la più precisa percezione della situazione aquilana, il confronto con alcune decine di persone interessanti, l'interesse per la mia lettera. Anche 1.200 km con una splendida opel metano-turbo zeppa di 6 donne che ho raccolto in Toscana, diventano piacevoli.

I documenti saranno presto disponibili.

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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda Paolo Barbieri » 03/12/2011, 16:44


Se davvero si vuole ricostruire il Paese, dopo gli anni del degrado politico e civile dell’era Berlusconi, LeG pensa che la plolitica debba affrontare con coraggio e determinazione il caso Lombardia. Non è certo sufficiente, ma sarebbe un buon inizio.


Così si conclude un comunicato stampa in home page sulla situazione di regione Lombardia.

Alla mia povertà appare una ...castronata. Se qualcuno volesse aiutarmi a capire l'arcano per cui una politica degradata possa e voglia ..., gliene sarei grato e lo considereri un buon regalo natalizio! Grazie comunque!
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ILLUSTRI "COMPAGNI DI PENNA" VI CHIEDO UN INTERVENTO SUL MIO

Messaggioda Paolo Barbieri » 08/12/2011, 10:32

Circa 3 anni fa appariva in questo luogo la mia proposta che, leggermente affinata, è rimasta com'era. Ha raccolto al tempo qualche approvazione, evaporata come il suo autore, ma soprattutto decise stroncature e poi l'oblio come conviene alle castronate.

Nel tempo la situazione del Paese è di molto peggiorata sino allo tsunami della manovra Monti che è salita di qualche gradino sulla scala sociale, sempre, ovviamente, sommergendo dal basso. Il disagio sociale si è allargato di pari passo portando nelle strade e piazze del paese folle dimostranti a ritmo sempre più incalzante e in rappresentanza di categorie sempre più disagiate e nauseate: pensionati, disoccupati antichi recenti e futuri, lavoratori, cassintegrati, precari, giovani, donne, studenti, universitari e docenti, radicalizzando un disgusto per la politica ben rappresentato dallo schifato popolo dell'Aventino elettorale e dai sondaggi che confermano una sfiducia oltre il 90%.

Ora Vi chiedo alla luce della realtà odierna, ma anche dei tanti mesi nei quali Vi siete astenuti dallo spreco di inutili interventi, un nuovo pronunciamento sulla possibilità per la gente di incidere sul proprio futuro esercitando le prerogative che la Costituzione offre alla Cittadinanza ai soliti articoli: 1, 71, 50, 40, e/o altri che Voi conoscete sicuramente meglio di me, ma anche eventualmente per incidere sui temi della manovra liberando Monti dal ricatto parlamentare.

Questo Vi chiedo cortesemente anche considerando che avete dimostrato nel tempo, oltre saggezza e cultura, tolleranza e pazienza. In particolare, e da LUI lo pretendo, lo chiedo al moderatore. Mi spiace dover rilevare che la Presidenza, ma forse per un semplice e banale iscritto è chiedere troppo, pur citata numerose volte, non abbia mai trovato il tempo e l'occasione di una parola sul tema.

Cordiali e sinceri ringraziamenti comunque (anche solo per avermi letto).
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Re: DEMOCRAZIA DIRETTA: SE NON ORA QUANDO?

Messaggioda Paolo Barbieri » 28/01/2012, 22:45

Caro Paolo è un'idea che molto mi piace! Posso leggere la tua lettera in pubblico all'incontro che terremo a roma il 28 gennaio per discutere noi donne di una formazione di una grande Rete delle Reti? Grazie e un grande abbraccio stef
..



Così Stefania Barzini che insieme a Lidia Castellani (autrici/scrittrici), Cinzia Romano e Silvana Mazzocchi (giornaliste) ha partecipato all'organizzazione dell'evento, dopo aver letto la lettera già inviata alla Rete delle Donne per la Rivoluzione Gentile.

Ovviamente a voi nulla cale, ma a me fa piacere incontrare altri visionari o visionarie ancora capaci di entusiasmi prospettici.

Intanto è arrivato il governo dei migliori a guida Monti che, nonostante le gaffe nelle scelte dei collaboratori (ma in questo schifoso paese è un problema trovare una 50na di persone linde al 100%), comincia a mostrare le sue qualità e capacità (nonostante il ricatto parlamentare). L'unico rammarico è che a palazzo Chigi non ce lo abbia messo la Società Civile ma i tedeschi. Ohibò!
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Anche Ainis ci arriva, piano piano, alla democrazia diretta

Messaggioda Paolo Barbieri » 09/03/2012, 11:03

dal Corriere di oggi a firma M. Ainis, costituzionalista, (già più volte, poveretto anche lui, destinatario sordo e muto delle mie paturnie).
...Per ricucire questo filo spezzato occorre che l'ago sia in mano ai cittadini. Se non si riflettono più nel Parlamento, se nemmeno il governo vi si specchia, allora è il Parlamento che d'ora in poi dovrà riflettersi in una diretta decisione popolare. Servono più referendum, ecco la terapia. Servono consultazioni popolari, come quelle che il governo Monti ha già messo in cantiere sul valore legale della laurea. Ne otterremmo, se non altro, un po' di pace: se perdi il referendum, non puoi più prendertela con il governo di Roma. E d'altronde c'è un solo modo per riabilitare il nostro Stato: a questo punto i cittadini devono farsi Stato.

Michele Ainis

Ma si ferma ai "referendum"! E' ancora un bel po' in ritardo! Si ferma alla negazione, non arriva alla proposta! Forse ha dimenticato l'art.71 della Carta! Quasi quasi gli mando la 4a lettera. Ma forse dovrei consegnargliela a mano e costringerlo alla lettura!

Miei cari "senatori"! un po' di coraggio suvvia!
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L'incontro.

Messaggioda daniloalbini » 12/03/2012, 12:46

Cara Gina, tirato in ballo sia pure in concorso, è giusto rispondere.

Proprio l'altro ieri nel corso di una graditissima conversazione telefonica con Barbieri ( era la prima volta che ci si sentiva) a fronte delle sue e a questo punto pure tue perplessità sostenevo che effettivamente se tutti si apettasero risposte vincenti a ciascuna aspettativa personale il forum sarebbe morto da un pezzo.

Analogamente Io non credo che i 35 000 firmarari dell'ultimo appello ed il migliaio che si incontreranno stasera allo Smeraldo si attedano che al grido "l'ha detto LeG" i partiti cambino facendo proprie il centinaio di istanze singolarmente proposte dai firmatari di cui sopra.

Il sensodi LeG è l'incontro che genera pressione etica e politica. Il forum inoltre ha una marcia in più: è totalmente vostro, caraterizzato proprio dagli operosi , pazienti ( e qui ci sarebbe da discutere) contributi dei simpatizzanti.

Se non si condivide questo allora uno si costruisce un bel blog o si prende la tessera di un partito. E mi permetto di dire la mia opinione personale su queste due ultime soluzioni: lì è sicuro il defungere.
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