va abolito il finanziamento pubblico ai partiti?

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Re: va abolito il finanziamento pubblico ai partiti?

Messaggioda ferruccio levi » 13/04/2012, 15:04

Se il popolo sovrano ha detto NO al finanziamento pubblico dei partiti, non ha detto ancora NO al "rimborso (almeno) delle spese delle campagne elettorali", che poi sono state stravolte dai partiti stessi, bontà loro, e riportate al finanziamento ipermaggiorato di se stessi (e anche delle trote). E' stato detto, e ancora si dice e si pensa, che il popolo è, almeno un po', bue, e quindi non è perfettamente autonomo nelle sue scelte e i radicali di castronate ne hanno realizzate diverse. Per cui non è che non si possa e debba più tornare su un referendum che il tempo e l'applicazione abbiano sconfessato.


Questi problemi nascono solo a causa dello stravolgimento che è stato fatto dell'istituto costituzionale del referendum; ed ogni volta che il problema si pone ci si può rendere conto di quanto siano stati acuti e lungimiranti i costituenti, e quante zappe sui piedi ci siamo dati con le nostre interpretazioni allargate.

Col referendum si abolisce una legge ben precisa; punto e basta. Nessuno vieta al parlamento di riapprovare la stessa legge e al presidente della repubblica di promulgarla; dopo di che se il popolo non ha cambiato idea la abolirà di nuovo; se ha cambiato idea non lo farà.

Sotto questo aspetto i costituenti hanno assegnato al popolo un potere anche maggiore di quello del presidente della repubblica, che può rimandare indietro una legge una volta sola e spiegando il motivo; il popolo lo può fare infinite volte e senza bisogno di spiegare il motivo.
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Re: va abolito il finanziamento pubblico ai partiti?

Messaggioda augustomelo » 13/04/2012, 17:58

@Micaloso:
Art.39 cost.:…. I sindacati registrati hanno personalità giuridica…..

Riguardo alla corte dei conti, ho senz’altro sbagliato (copiando) il termine “consultivo”, quello corretto è “di controllo”.
La sostanza cambia poco: la Corte non può sanzionare ma accertare solo le irregolarità e stabilire l’entità dei risarcimenti e in seguito, cito ancora la costituzione art. 100: …riferisce direttamente alle camere sugli atti del controllo
In sostanza è quello che sta facendo (o dovrebbe fare) già da ora e che non può fare bene per mancanza di regole contabili nei partiti. E’ già previsto non c’è da tirar in ballo nessuna novità. Ripeto esercita il controllo sugli enti sussidiati pubblicamente da sempre, dove sta la novità?
Aggiungo che dire che non ha potere sanzionatorio (cosa riconosciuto da tutta la dottrina) non significa che non ponga a carico dei soggetti responsabili di mancanze contabili doveri di adempimento che altri organi provvederanno a far rispettare, ma non sono sanzioni (multe ad esempio) tecnicamente parlando, sono obbligazioni risarcitorie. Se si vogliono aggiungere altri poteri va cambiato l’art.100.
Francamente non ne vedo la necessità e non capisco tutta la discussione intorno a competenze e doveri della corte dei conti che sono già previsti dall’attuale ordinamento.
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Re: va abolito il finanziamento pubblico ai partiti?

Messaggioda micaloso » 16/04/2012, 0:29

Come recita l'art.39, Cost., appunto, i sindacati hanno personalità giuridica solo se registrati, come qualsiasi altra associazione privata. La registrazione è un procedimento particolare a cui nessun sindacato, che io sappia, ha pensato di ricorrere, per i motivi che dicevo. La stessa cosa vale per i partiti, e questo è il motivo per cui nessuno ha mai sentito parlare di indagini della Corte dei Conti sui fondi dei partiti o dei sindacati: sono associazioni private. La Corte dei Conti non ha giurisdizione penale, onde per cui non sanziona, ma giudica delle responsabilità amministrative, e giudica, ossia emana sentenze, di natura risarcitoria. Ma non chiunque è ovviamente soggetto alla giurisdizione della Corte, solo gli enti pubblici, non basta ricevere un qualche sussidio statale o da altro ente locale per esser tali. L'estensione della competenza abbisogna quindi di una legge, ordinaria, non che modifichi i limiti di giurisdizione della Corte, come stabiliti dalla Costituzione, ma che: 1) stabilisca gli obblighi di bilancio dei partiti; 2) tra questi quello di rendiconto da presentare allo Stato -es.Min. dell'interno- se hanno ricevuto il finanziamento pubblico; 4) obbligo di restituzione, o di accantonamento vincolato, dell'eventuale surplus, il che significa vietare che un partito politico faccia investimenti o partecipi ad attività imprenditoriali; il che significa, ancora, che non ci si iscrive o partecipa alla vita politica di un partito per far soldi; 5) questa previsione può far scattare automaticamente il controllo della Corte dei Conti.
Ma non intendevo aprire un dibattito tecnico-giuridico, non mi sembra la sede, mi interessava verificare se, tra i simpatizzanti di libertà e giustizia vi sia un'idea comune, o possa profilarsi un'idea comune, mi auspico di questo tipo: il finanziamento dev'essere pubblico e non privato, e contenuto nei limiti delle effettive esigenze, prevedendo anche benefici automatici, o pagati direttamente dallo Stato, quali l'accesso ai media; quello privato limitato a cifre irrilevanti; obblighi di bilancio tali da consentire una totale trasparenza sulle spese effettuate; obbligo di rendiconto e di restituzione del soptavanzo, salvo ad accantonarlo in un fondo con cui sostenere le iniziative dei partiti al di fuori delle campagne elettorali; finanziamenti uguali per tutti i partiti, indipendentemente dal numero di iscritti o di votanti, salva una soglia minima di iscritti.
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Re: va abolito il finanziamento pubblico ai partiti?

Messaggioda augustomelo » 16/04/2012, 13:18

E' vero che i principali sindacati non sono registrati. E' vero però che altri sindacati di settore (IMAIE come esempio, artisti e interpreti) nonché patronati (es:INCA) sono iscritti. Con tanta pazienza, i registri delle prefetture sono in rete, si può spiluccare.
Va riconosciuto comunque che la carta prevede non l'obbligo ma la possibilità per i sindacati e tace sui partiti e questo apre la strada ad una disciplina per legge ordinaria e fa una certa differenza.
E' falso che la corte dei conti abbia potere d'intervento solo su enti pubblici, ha potestà d'intervento su qualunque ente sovvenzionato dallo stato o che si sovvenzioni mediante imposizione, pubblico o privato che sia basta leggere sul sito.
Chiusa la parentesi giuridica, per quel che conta ribadiisco la mia contrarietà a ogni forma di erogazione di denaro pubblico ai partiti che hanno per me gli stessi diritti riconosciuti ad ogni ONLUS. Ovvio che non è è la soluzione ottimale e presenta aspetti negativi ma, a mio giudizio, le altre sono peggio.
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