Adesso facciamo sul serio.

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Adesso facciamo sul serio.

Messaggioda Umberto Umberto » 27/03/2011, 20:57

quando si dicono le belle famiglie! uno ha quattro figli: il maggiore si arruola nell’esercito e chi lo vede più, il secondo emigra, la ragazza fa la zoccola, e il quarto in tutta apparenza è un povero handicappato.
ma i genitori sono ancora peggio perché, quando decidono di emigrare anche loro, si portano dietro la zoccola, ma lasciano indietro il figlio piccolo, quello handicappato: lo affidano ad una famiglia che ne farà quello che potrà. forse.

Roba da vergognarsi.

e giustamente vengono puniti, perché anche laggiù in America, dove era andato il secondo figlio, dopo un inizio promettente le cose andranno male: è proprio la giustizia divina.

E così imparano

Ma poi il quarto figlio un bel giorno arriva in America anche lui.

Povero e derelitto? Macché: il fatto è che non era poi così minorato come si pensava, perché quello arriva in America carico di onori, gloria e palanche.

Ovviamente si mette a cercare i parenti, genitori e fratelli, ma non per prenderli a calci nel culo, come fareste voi e come farei io, ma per dividere con loro le ricchezze, se non la fama.

Ma tu guarda, peggio ne fai, più vieni ricompensato: è proprio un mondo ingiusto.
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Re: Adesso facciamo sul serio.

Messaggioda Umberto Umberto » 27/03/2011, 21:38

Che poi adesso me la indovinano subito e io rimango qui come quei della Mascherpa.
Però vale 10 punti dieci, non uno di più non uno di meno. Signori: a voi!
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Re: Adesso facciamo sul serio.

Messaggioda paolo mit » 27/03/2011, 23:50

Questa trama mi dice qualcosa, ma voglio scartare proprio quello che mi suggerisce perchè se mi viene in mente subito vuol dire che è ovvio e se è ovvio vuol dire che non è quello.
Scarto il libro "Cuore" perchè non c'è nulla di simile. Scarto l'Italia perchè sembra proprio l'ambientazione giusta. Scarto i classici greci e latini perchè c'è un finale buonista (se non è una distorsione voluta) che in loro raramente è prevista (anche perchè si parla di America e non di Troia) (anche se poi una Troia sembra esserci pure in quel romanzo :D ).
E' proprio il finale che mi incuriosisce di più, un finale da "figliol prodigo", da "perdono divino", inaspettato , immeritato ed in realtà...gratuito. Che c'entra 'sto lieto fine se la premessa era genitori snaturati, figli sbandati, figlia mignotta e minorato abbandonato.
Se avesse qualcosa che suggerisse anche introspezione psicologica potrebbe essere di Hesse.
Comunque, l'autore non è italiano, vero?
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Re: Adesso facciamo sul serio.

Messaggioda Umberto Umberto » 28/03/2011, 7:58

L'autore non è italiano e non è Hermann Hesse.
E siccome sono buono, ricordo a tutti quanti che il racconto è sempre scorretto: nel senso che non racconto mai cose che nel libro originale non ci sono (giammai!), ma che l'interpretazione che ne faccio può (spesso è) essere tendenziosa.
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Re: Adesso facciamo sul serio.

Messaggioda Guido Maselli » 28/03/2011, 9:11

Eppure eppure..... il mio istinto predatorio mi suggerisce qualcosa. Il romanzo non l'ho letto di sicuro. Ma c'è un qualcosa di autobiografico magari non in senso stretto?
E poi: la "giustizia divina"? Trappola o indizio? Per me indizio come l'emigrazione che potrebbe richiamare una diaspora attualizzata.
Se ho intuito qualcosa aiuto anche gli altri. Altrimenti pazienza.
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Re: Adesso facciamo sul serio.

Messaggioda Umberto Umberto » 28/03/2011, 9:23

Giustizia divina: indizio.
Emigrazione: nulla a che vedere con una diaspora attualizzata: il secondo figlio, nel romanzo, emigra veramente in America.
Ma attenzione: non tutto è come sembra.
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Re: Adesso facciamo sul serio.

Messaggioda Guido Maselli » 28/03/2011, 9:37

La risposta è utilissima ma interpreto pure il silenzio sull'autobiografico. Se il fattore c è intervenuto posso dire che un indizio l'ho messo io nella domanda.
Ora lascio giocare gli altri.
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Re: Adesso facciamo sul serio.

Messaggioda Umberto Umberto » 28/03/2011, 9:56

Mi era sfuggito.
No, non è un romanzo autobiografico, anche se alcuni dei luoghi nei quali è ambientato, ricordano l'infanzia dell'Autore.
(L'ultima frase, peraltro vera, l'ho scritta per pura e semplice cattiveria)
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Devo analizzare

Messaggioda daniloalbini » 28/03/2011, 13:32

Devo analizzare tuttavia nutro qualche sospetto:
il romanzo effettivamente deve essere un mattone, lAmerica non significa Stati Uniti, la lingua originale non è l'inglese, l'Umberto è serpentino.
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Re: Adesso facciamo sul serio.

Messaggioda Guido Maselli » 28/03/2011, 14:04

E' vero Umberto è serpentino nonché crittografo di talento ma la merica è proprio quella a stelle e strisce. Per azzeccar la risposta, oltre ad un minimo di segugicità ci vuole una gran botta di kulo. Credo di averla avuta (la botta) ma lascio un po' di suspense. Non è comunque tipograficamente un mattone. L'autore è circa conterraneo di tale Paul Pesach Antschel. Sempre salvo abbagli.
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