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	<title>Commenti per Libertà e Giustizia</title>
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	<description>La stampa è per eccellenza lo strumento democratico della libertà - Alexis De Tocqueville</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Apr 2019 18:08:14 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su LIBERTA&#8217; E GIUSTIZIA HA UN NUOVO PRESIDENTE, PAUL GINSBORG di Fernando Cancedda</title>
		<link>http://www.libertaegiustizia.it/2019/04/15/liberta-e-giustizia-ha-un-nuovo-presidente-paul-ginsborg/comment-page-1/#comment-52824</link>
		<dc:creator><![CDATA[Fernando Cancedda]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2019 18:08:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ottima notizia. Buon lavoro, presidente, come socio iscritto dalla fondazione al circolo di Roma apprezzo in modo particolare l’intenzione di “aprire il più possibile gli organi decisionali a nuove forze ed energie.” L&amp;G ha sempre avuto un conduzione fortemente centralizzata ciò che ha presentato qualche vantaggio di stabilità ma probabilmente anche, specie nel periodo più recente, un certo scoraggiamento in una periferia considerata un po’ terra di missione. Fernando Cancedda.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ottima notizia. Buon lavoro, presidente, come socio iscritto dalla fondazione al circolo di Roma apprezzo in modo particolare l’intenzione di “aprire il più possibile gli organi decisionali a nuove forze ed energie.” L&amp;G ha sempre avuto un conduzione fortemente centralizzata ciò che ha presentato qualche vantaggio di stabilità ma probabilmente anche, specie nel periodo più recente, un certo scoraggiamento in una periferia considerata un po’ terra di missione. Fernando Cancedda.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Come salvare la democrazia dalla paura di Giuseppe Ambrosi</title>
		<link>http://www.libertaegiustizia.it/2019/03/29/come-salvare-la-democrazia-dalla-paura/comment-page-1/#comment-52809</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ambrosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 11:24:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.libertaegiustizia.it/?p=45547#comment-52809</guid>
		<description><![CDATA[Egr. Sig. Giuseppe Brizzi La ringrazio per avermi dato l’opportunità di leggere le 15 proposte del Forum Diseguaglianze Diversità. Ritengo che l’iniziativa abbia un potenziale altissimo per diventare strumento che incida sulla cultura e sull’opinione pubblica. Poiché l’impostazione della società è organizzata nel senso di affidare il potere a chi ha più consenso studiare metodiche nuove per la società può rimanere lettera morta se tutto l’insieme delle innovazioni non viene sospinto utilizzando gli strumenti della penetrazione nell’opinione pubblica. Il singolo cittadino deve, secondo me, ricevere il messaggio che qualcuno si sta occupando di studiare in profondità le questioni che gli procurano o gli continuano a procurare disaggio. Ma proprio in ragione della sua propria esperienza gli si deve chiedere consiglio e perciò lo strumento deve potenziare le proprie capacità di ascolto. Le persone ascoltate si ritroveranno coinvolte in discussioni che oltre allo scopo di migliorare il disegno delle proposte indirizzeranno il loro voto delle elezioni.
Inoltre, sembra che il tema principale della Giustizia Sociale abbia fatto escludere dalla trattazione problematiche invece molto rilevanti che funzionano esprimendo poteri capaci di grande influenza sullo stato sociale e oggi, sempre vincenti per chi li gestisce favorendo i propri interessi.
Mi riferisco ai problemi:
Che insorgono in seguito alle operazioni che influenzano i grandi flussi di denaro. Possono essere interessanti le proposte di Lorenzo Marsili e Yanis Varoufakis in “Il terzo spazio, oltre establishment e populismo”.
Che insorgono a causa della emigrazione. È strano il comportamento attuale dell’uomo. Infatti è sua abitudine considerare i problemi come occasione per intraprendere un lavoro invece in questo caso gli stati d’Europa che avrebbero bisogno di aumentare la popolazione per far fronte alla diminuzione demografica fanno a scaricabile e nessuno pensa a fare da tramite organizzando il flusso con proprio beneficio economico come qualsiasi impresa: cioè svolgendo per esempio in Italia meridionale l’attività di preparazione (insegnamento delle lingue dei paesi di destinazione e dei mestieri necessari utilizzando i tanti cittadini del meridione disoccupati) e gestione economica dei flussi attraverso agenzie di collocamento. 
Che insorgono a causa della cattiva gestione della Giustizia Civile e Penali che sono diventati un grande carrozzone produttore di attività la cui materia prima sono il vivere fuori dalle regole. Quanti sono coloro che vivono in quell’ambito? Che cosa farebbero se tutti i cittadini vivessero secondo le regole? Dovremmo forse inventare nuovi reati?
Che insorgono a causa della natura e del nostro non saperci vivere dentro.
………….
Saluti Giuseppe Ambrosi]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egr. Sig. Giuseppe Brizzi La ringrazio per avermi dato l’opportunità di leggere le 15 proposte del Forum Diseguaglianze Diversità. Ritengo che l’iniziativa abbia un potenziale altissimo per diventare strumento che incida sulla cultura e sull’opinione pubblica. Poiché l’impostazione della società è organizzata nel senso di affidare il potere a chi ha più consenso studiare metodiche nuove per la società può rimanere lettera morta se tutto l’insieme delle innovazioni non viene sospinto utilizzando gli strumenti della penetrazione nell’opinione pubblica. Il singolo cittadino deve, secondo me, ricevere il messaggio che qualcuno si sta occupando di studiare in profondità le questioni che gli procurano o gli continuano a procurare disaggio. Ma proprio in ragione della sua propria esperienza gli si deve chiedere consiglio e perciò lo strumento deve potenziare le proprie capacità di ascolto. Le persone ascoltate si ritroveranno coinvolte in discussioni che oltre allo scopo di migliorare il disegno delle proposte indirizzeranno il loro voto delle elezioni.<br />
Inoltre, sembra che il tema principale della Giustizia Sociale abbia fatto escludere dalla trattazione problematiche invece molto rilevanti che funzionano esprimendo poteri capaci di grande influenza sullo stato sociale e oggi, sempre vincenti per chi li gestisce favorendo i propri interessi.<br />
Mi riferisco ai problemi:<br />
Che insorgono in seguito alle operazioni che influenzano i grandi flussi di denaro. Possono essere interessanti le proposte di Lorenzo Marsili e Yanis Varoufakis in “Il terzo spazio, oltre establishment e populismo”.<br />
Che insorgono a causa della emigrazione. È strano il comportamento attuale dell’uomo. Infatti è sua abitudine considerare i problemi come occasione per intraprendere un lavoro invece in questo caso gli stati d’Europa che avrebbero bisogno di aumentare la popolazione per far fronte alla diminuzione demografica fanno a scaricabile e nessuno pensa a fare da tramite organizzando il flusso con proprio beneficio economico come qualsiasi impresa: cioè svolgendo per esempio in Italia meridionale l’attività di preparazione (insegnamento delle lingue dei paesi di destinazione e dei mestieri necessari utilizzando i tanti cittadini del meridione disoccupati) e gestione economica dei flussi attraverso agenzie di collocamento.<br />
Che insorgono a causa della cattiva gestione della Giustizia Civile e Penali che sono diventati un grande carrozzone produttore di attività la cui materia prima sono il vivere fuori dalle regole. Quanti sono coloro che vivono in quell’ambito? Che cosa farebbero se tutti i cittadini vivessero secondo le regole? Dovremmo forse inventare nuovi reati?<br />
Che insorgono a causa della natura e del nostro non saperci vivere dentro.<br />
………….<br />
Saluti Giuseppe Ambrosi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Come salvare la democrazia dalla paura di giuseppe brizzi socio ordinario</title>
		<link>http://www.libertaegiustizia.it/2019/03/29/come-salvare-la-democrazia-dalla-paura/comment-page-1/#comment-52786</link>
		<dc:creator><![CDATA[giuseppe brizzi socio ordinario]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 07:01:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.libertaegiustizia.it/?p=45547#comment-52786</guid>
		<description><![CDATA[Care/i   Soci/e
Ci troviamo in un momento nel quale è necessario formulare un programma per la nostra organizzazione che stabilisca alcuni obiettivi  da seguire come singola unità ma questo non basta; vista la situazione del Paese ritengo necessaria una Coalizione che comprenda il massimo numero di raggruppamenti, a partire dai più grandi, che, a vario titolo, si battono da anni per la difesa dei diritti dei più deboli, dell’ambiente, dei giovani, dei lavoratori. 
All’inizio di quest’anno attività simili sono già partite definitivamente  come IL COMITATO BENI COMUNI o COMITATO RODOTA’,  cui noi siamo associati, ed il FORUM DISUGUAGLIANZE e DIVERSITA’(che il 20 marzo ha presentato al  Presidente Mattarella 15 proposte per la giustizia sociale).   
Il COMITATO RODOTA’oltre a proporre un referendum perché venga messa in discussione alle Camere la giacente proposta di legge RODOTA’ sui BENI COMUNI ha creato, su impulso del prof. Mattei, una società cooperativa (LIP) di mutuo soccorso intergenerazionale che dovrebbe permettere una maggiore facilità nella proposizione di campagne pubblicitarie, referendum e simili avendo realizzato, si spera, una diffusa presenza in tutti i territori.  
E’ un’ ottima iniziativa; ma alcuni pensano che questo referendum possa fare la fine di quello sull’acqua ed, inoltre, una serie di associazioni non ha gradito di essere stata interpellata dopo che i promotori avevano già creato la LIP e già formato la struttura organizzativa. Al momento ci sono  iniziative non  concordate con tutti ed alcune grandi  strutture non mi pare siano coinvolte direttamente. 
La mia proposta è che i nostri esponenti più noti contattino  le Associazioni che conoscono meglio,  a partire dalle più grandi,  per discutere della necessità di  creare una Coalizione che comprenda le forze migliori,  gli intellettuali più validi,  i giovani , le donne, per costituire, nel medio termine, un forte gruppo di pressione teso a migliorare la situazione del Paese ed il grado di preparazione dell’opinione pubblica.  Una Coalizione che parli alle scuole, le università, al pubblico con  obiettivi importanti che un “comitato direttivo” potrà di volta in volta individuare.
Non sarà una cosa facile ma è necessaria e lavorando sul passaparola e con grande apertura mentale, si potrebbero avere risultati forse sorprendenti.                                                               Infine penso sia opportuno che le discussioni avvengano tra i primi livelli sia per la rapidità decisionale che si può ottenere sia per evitare le resistenze di chi, facendo parte di un apparato, teme  le novità esterne.
Naturalmente ogni Associazione porterà avanti le attività di suo diretto interesse come prima.
Un cordiale saluto               Giuseppe Brizzi    socio ordinario  Roma       ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Care/i   Soci/e<br />
Ci troviamo in un momento nel quale è necessario formulare un programma per la nostra organizzazione che stabilisca alcuni obiettivi  da seguire come singola unità ma questo non basta; vista la situazione del Paese ritengo necessaria una Coalizione che comprenda il massimo numero di raggruppamenti, a partire dai più grandi, che, a vario titolo, si battono da anni per la difesa dei diritti dei più deboli, dell’ambiente, dei giovani, dei lavoratori.<br />
All’inizio di quest’anno attività simili sono già partite definitivamente  come IL COMITATO BENI COMUNI o COMITATO RODOTA’,  cui noi siamo associati, ed il FORUM DISUGUAGLIANZE e DIVERSITA’(che il 20 marzo ha presentato al  Presidente Mattarella 15 proposte per la giustizia sociale).<br />
Il COMITATO RODOTA’oltre a proporre un referendum perché venga messa in discussione alle Camere la giacente proposta di legge RODOTA’ sui BENI COMUNI ha creato, su impulso del prof. Mattei, una società cooperativa (LIP) di mutuo soccorso intergenerazionale che dovrebbe permettere una maggiore facilità nella proposizione di campagne pubblicitarie, referendum e simili avendo realizzato, si spera, una diffusa presenza in tutti i territori.<br />
E’ un’ ottima iniziativa; ma alcuni pensano che questo referendum possa fare la fine di quello sull’acqua ed, inoltre, una serie di associazioni non ha gradito di essere stata interpellata dopo che i promotori avevano già creato la LIP e già formato la struttura organizzativa. Al momento ci sono  iniziative non  concordate con tutti ed alcune grandi  strutture non mi pare siano coinvolte direttamente.<br />
La mia proposta è che i nostri esponenti più noti contattino  le Associazioni che conoscono meglio,  a partire dalle più grandi,  per discutere della necessità di  creare una Coalizione che comprenda le forze migliori,  gli intellettuali più validi,  i giovani , le donne, per costituire, nel medio termine, un forte gruppo di pressione teso a migliorare la situazione del Paese ed il grado di preparazione dell’opinione pubblica.  Una Coalizione che parli alle scuole, le università, al pubblico con  obiettivi importanti che un “comitato direttivo” potrà di volta in volta individuare.<br />
Non sarà una cosa facile ma è necessaria e lavorando sul passaparola e con grande apertura mentale, si potrebbero avere risultati forse sorprendenti.                                                               Infine penso sia opportuno che le discussioni avvengano tra i primi livelli sia per la rapidità decisionale che si può ottenere sia per evitare le resistenze di chi, facendo parte di un apparato, teme  le novità esterne.<br />
Naturalmente ogni Associazione porterà avanti le attività di suo diretto interesse come prima.<br />
Un cordiale saluto               Giuseppe Brizzi    socio ordinario  Roma       </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il fascismo dentro di noi di Paolo Barbieri</title>
		<link>http://www.libertaegiustizia.it/2019/04/05/il-fascismo-dentro-di-noi/comment-page-1/#comment-52784</link>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 14:43:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.libertaegiustizia.it/?p=45620#comment-52784</guid>
		<description><![CDATA[&quot;Dobbiamo fare questo salto di coscienza civile per rinnovare le ragioni dell’antifascismo, che sono, semplicemente, quelle della democrazia, del progresso, dell’uguaglianza, della convivenza civile.&quot;

Semplicemente!

Ma quando dalle istituzioni occupate da una mediocrità crescente discende 
una democrazia che non arriva alla sufficienza, 
quando di progresso non c&#039;è traccia da lustri 
quando uguaglianza ed equità retrocedono
quando la convivenza civile va rarefacendosi,

beh, allora è conseguenziale che una cittadinanza insoddisfatta da molte legislature,  che ha perduto gran parte dei testimoni del ventennio, che dimentica o ignora la storia,  guardi a sistemi alternativi alla democrazia, aiutata dalla regressione culturale in cui è stata portata e trattenuta.

Come può una democrazia evolvere ed asaltare se stessa, quando alla sua conduzione sono state delegate persone indegne, incapaci, incolte, mentre la miglior elite dal suo asettico piano attico, osserva e commenta, disertando l&#039;onere di guida che naturalmente le compete? 

&quot;Il fascismo è caduto, ma dipenderà da noi la sua definitiva scomparsa.&quot; (Giuseppe Antonio Borgese, 1946)

Paolo Barbieri, socio circolo La Spezia]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Dobbiamo fare questo salto di coscienza civile per rinnovare le ragioni dell’antifascismo, che sono, semplicemente, quelle della democrazia, del progresso, dell’uguaglianza, della convivenza civile.&#8221;</p>
<p>Semplicemente!</p>
<p>Ma quando dalle istituzioni occupate da una mediocrità crescente discende<br />
una democrazia che non arriva alla sufficienza,<br />
quando di progresso non c&#8217;è traccia da lustri<br />
quando uguaglianza ed equità retrocedono<br />
quando la convivenza civile va rarefacendosi,</p>
<p>beh, allora è conseguenziale che una cittadinanza insoddisfatta da molte legislature,  che ha perduto gran parte dei testimoni del ventennio, che dimentica o ignora la storia,  guardi a sistemi alternativi alla democrazia, aiutata dalla regressione culturale in cui è stata portata e trattenuta.</p>
<p>Come può una democrazia evolvere ed asaltare se stessa, quando alla sua conduzione sono state delegate persone indegne, incapaci, incolte, mentre la miglior elite dal suo asettico piano attico, osserva e commenta, disertando l&#8217;onere di guida che naturalmente le compete? </p>
<p>&#8220;Il fascismo è caduto, ma dipenderà da noi la sua definitiva scomparsa.&#8221; (Giuseppe Antonio Borgese, 1946)</p>
<p>Paolo Barbieri, socio circolo La Spezia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su L&#8217; IDEOLOGIA USA E GETTA DEI 5 STELLE di Paolo Barbieri</title>
		<link>http://www.libertaegiustizia.it/2019/04/10/l-ideologia-usa-e-getta-dei-5-stelle/comment-page-1/#comment-52779</link>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 08:43:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.libertaegiustizia.it/?p=45645#comment-52779</guid>
		<description><![CDATA[Premessa.
&quot;Poiché neppure le più forbite e condivisibili analisi possono essere spese efficacemente allo scopo nelle prossime campagne elettorali europee e probabili politiche anticipate, inviterei intensamente tutti gli stimati professori e  intellettuali di area progressista, a lasciarle a tempi meno cogenti, e ad impegnare i propri talenti nell&#039;elaborazione di tattiche e strategie operative atte ad impedire vittorie maggioritarie delle destre ad egemonia salviniana, che appaiono molto probabili e molto pericolose per la Costituzione e la qualità della nostra Democrazia.&quot;

Ci si meraviglia continuamente che il governo e i partiti che lo compongono, mantengano un alto consenso nonostante le prove scadenti e contraddittorie che offrano alle cronache e agli esami delle varie entità economiche e finanziarie anche internazionali.

Dovrebbe meravigliare il contrario, visto che nulla appare di diverso e più interessante e credibile da chi in passato non ha fatto meglio.

Mentre la miglior elite del Paese continua a produrre una messe di analisi su passato e presente, obbligatoriamente ripetitive, lasciando il futuro alla mediocrità della politica attuale...

Paolo Barbieri socio circolo La Spezia]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Premessa.<br />
&#8220;Poiché neppure le più forbite e condivisibili analisi possono essere spese efficacemente allo scopo nelle prossime campagne elettorali europee e probabili politiche anticipate, inviterei intensamente tutti gli stimati professori e  intellettuali di area progressista, a lasciarle a tempi meno cogenti, e ad impegnare i propri talenti nell&#8217;elaborazione di tattiche e strategie operative atte ad impedire vittorie maggioritarie delle destre ad egemonia salviniana, che appaiono molto probabili e molto pericolose per la Costituzione e la qualità della nostra Democrazia.&#8221;</p>
<p>Ci si meraviglia continuamente che il governo e i partiti che lo compongono, mantengano un alto consenso nonostante le prove scadenti e contraddittorie che offrano alle cronache e agli esami delle varie entità economiche e finanziarie anche internazionali.</p>
<p>Dovrebbe meravigliare il contrario, visto che nulla appare di diverso e più interessante e credibile da chi in passato non ha fatto meglio.</p>
<p>Mentre la miglior elite del Paese continua a produrre una messe di analisi su passato e presente, obbligatoriamente ripetitive, lasciando il futuro alla mediocrità della politica attuale&#8230;</p>
<p>Paolo Barbieri socio circolo La Spezia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Come salvare la democrazia dalla paura di Giuseppe Ambrosi</title>
		<link>http://www.libertaegiustizia.it/2019/03/29/come-salvare-la-democrazia-dalla-paura/comment-page-1/#comment-52777</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ambrosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 06:46:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.libertaegiustizia.it/?p=45547#comment-52777</guid>
		<description><![CDATA[Egr. Antonio Palese 
La sua analisi “Democrazia degli atti quotidiani” del 7 aprile, esprime compiutamente e con efficacia i termini del Problema della Società Umana. Infatti, anche se le sue osservazioni si riferiscono alla sola Italia, la sua esemplificazione può facilmente essere modello per capire quali sono i principi reali che soprassiedono alla costruzione della intera società umana. Fra tutte le sfide che si propongono all’uomo mi sembra che la più importante e la più complicata sia proprio quella di riuscire ad esprimere con chiarezza un obiettivo globale condiviso e migliorativo e una strategia ugualmente globale e condivisa per fare passi decisivi nella giusta direzione. 
Fino ad oggi emergono facilmente situazioni di disfacimento che inducono gli individui ad atteggiamenti di egoismo sostenuti dalle tante delusioni patite e dai benefici personali e illusori, ottenuti quando si hanno pensato solo a sé stessi.
La Società è l’aspetto più o meno organizzato mediante regole che soprassiede all’esistenza della comunità umana vivente. Le sue manifestazioni di esistenza vivente consistono nelle relazioni fra individui. È proprio con l’analisi più rigorosa delle manifestazioni che possiamo fare la distinzione necessaria fra le regole formali e lo sviluppo reale della società. La Società si esprime con le risultanze reali e cioè: l’insieme di abitudini, di condizioni oggettive, di organizzazioni strutturate per la difesa del potere acquisito, di organizzazioni strutturate per sostenere al contrario l’acquisizione del potere, della organizzazione della produzione dei beni e delle sue interrelazioni con le due precedenti strutture organizzate, delle organizzazioni preposte al mantenimento delle regole formali stabilite, di modo che tutto l’insieme delle attività che interagiscono nella società ne seguano le direttive.
Governare una comunità umana formata da 7,2 miliardi di individui, ciascuno invece espressione della propria volontà di vivere è un problema talmente gravoso da potersi addirittura confrontare come complessità con la stessa esistenza dell’universo. Ho esagerato ma la mia affermazione è chiaramente condizionata dall’appartenenza a quei 7,2 miliardi di individui che hanno ciascuno l’interesse alla propria sopravvivenza senza evidentemente ancora aver saputo trarre dalla conoscenza degli esempi della natura le indicazioni di quali siano le modalità per un disegno basato sulla collaborazione invece che esclusivamente sulla capacità individuale.
Il Problema è complesso e difficile ed inoltre investe situazioni di necessità non più procrastinabili che riguardano la società umana globalmente. La natura umana che spinge la società umana a comportamenti sospinti da abitudini rende difficile operare secondo modalità che non siano supportate dalla cultura più accettata, ma gli strumenti in nostro possesso per cambiare la cultura vengono adoperati in modo anarchico arbitrario per convenienza di parte da chi ha più potere. Questa convenienza difficilmente coincide con l’interesse globale. Chiaramente il giudice in condizione di decidere quale sia il programma delle attività future più opportuno sarebbe la stessa comunità umana resa pienamente informata e consapevole degli impatti delle attività sulle proprie condizioni. In questo momento i singoli cittadini non sono nemmeno in condizione di imporre a chi si propone come governante di rispondere quando formulano il programma alla domanda di come pensano di modificare l’organizzazione della società per renderla più resiliente cioè meno soggetta ai disastri che dipendono dall’impostazione attuale.
I Politici, nessuno escluso, continuano imperterriti attraverso il principio dell’inerzia delle abitudini culturali a formulare programmi che promettono cambiamenti per non cambiare niente. Chi ha il potere detta le leggi in modo che la cultura generale esistente non venga assolutamente modificata.
L’azione Politica efficace e veramente riformatrice è chiaramente difficile, secondo me, anzi come dice From in &quot;Psicanalisi della società contemporanea&quot; deve essere chiarito l’obiettivo in modo sintetico; per capirci con modalità simile a quella dei dieci comandamenti di modo che venga raggiunto facilmente il consenso globale e successivamente formulare programmi pragmatici delle attività naturalmente mai in contrasto con i principi fondamentali. Le attività programmate e il dettato dei principi promuoveranno in modo conseguenziale coerente l’organizzazione meglio mirata all’esecuzione pragmatica delle attività stesse. Naturalmente il sistema attuale si difenderà con tutti i mezzi a disposizione che sono potentissimi perché impostati sul principio di essersi adattati alle attuali modalità per vivere ed esprimono con violenza mascherata di necessità, dicendo: Dobbiamo pur vivere, lasciateci vivere in santa pace!!!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egr. Antonio Palese<br />
La sua analisi “Democrazia degli atti quotidiani” del 7 aprile, esprime compiutamente e con efficacia i termini del Problema della Società Umana. Infatti, anche se le sue osservazioni si riferiscono alla sola Italia, la sua esemplificazione può facilmente essere modello per capire quali sono i principi reali che soprassiedono alla costruzione della intera società umana. Fra tutte le sfide che si propongono all’uomo mi sembra che la più importante e la più complicata sia proprio quella di riuscire ad esprimere con chiarezza un obiettivo globale condiviso e migliorativo e una strategia ugualmente globale e condivisa per fare passi decisivi nella giusta direzione.<br />
Fino ad oggi emergono facilmente situazioni di disfacimento che inducono gli individui ad atteggiamenti di egoismo sostenuti dalle tante delusioni patite e dai benefici personali e illusori, ottenuti quando si hanno pensato solo a sé stessi.<br />
La Società è l’aspetto più o meno organizzato mediante regole che soprassiede all’esistenza della comunità umana vivente. Le sue manifestazioni di esistenza vivente consistono nelle relazioni fra individui. È proprio con l’analisi più rigorosa delle manifestazioni che possiamo fare la distinzione necessaria fra le regole formali e lo sviluppo reale della società. La Società si esprime con le risultanze reali e cioè: l’insieme di abitudini, di condizioni oggettive, di organizzazioni strutturate per la difesa del potere acquisito, di organizzazioni strutturate per sostenere al contrario l’acquisizione del potere, della organizzazione della produzione dei beni e delle sue interrelazioni con le due precedenti strutture organizzate, delle organizzazioni preposte al mantenimento delle regole formali stabilite, di modo che tutto l’insieme delle attività che interagiscono nella società ne seguano le direttive.<br />
Governare una comunità umana formata da 7,2 miliardi di individui, ciascuno invece espressione della propria volontà di vivere è un problema talmente gravoso da potersi addirittura confrontare come complessità con la stessa esistenza dell’universo. Ho esagerato ma la mia affermazione è chiaramente condizionata dall’appartenenza a quei 7,2 miliardi di individui che hanno ciascuno l’interesse alla propria sopravvivenza senza evidentemente ancora aver saputo trarre dalla conoscenza degli esempi della natura le indicazioni di quali siano le modalità per un disegno basato sulla collaborazione invece che esclusivamente sulla capacità individuale.<br />
Il Problema è complesso e difficile ed inoltre investe situazioni di necessità non più procrastinabili che riguardano la società umana globalmente. La natura umana che spinge la società umana a comportamenti sospinti da abitudini rende difficile operare secondo modalità che non siano supportate dalla cultura più accettata, ma gli strumenti in nostro possesso per cambiare la cultura vengono adoperati in modo anarchico arbitrario per convenienza di parte da chi ha più potere. Questa convenienza difficilmente coincide con l’interesse globale. Chiaramente il giudice in condizione di decidere quale sia il programma delle attività future più opportuno sarebbe la stessa comunità umana resa pienamente informata e consapevole degli impatti delle attività sulle proprie condizioni. In questo momento i singoli cittadini non sono nemmeno in condizione di imporre a chi si propone come governante di rispondere quando formulano il programma alla domanda di come pensano di modificare l’organizzazione della società per renderla più resiliente cioè meno soggetta ai disastri che dipendono dall’impostazione attuale.<br />
I Politici, nessuno escluso, continuano imperterriti attraverso il principio dell’inerzia delle abitudini culturali a formulare programmi che promettono cambiamenti per non cambiare niente. Chi ha il potere detta le leggi in modo che la cultura generale esistente non venga assolutamente modificata.<br />
L’azione Politica efficace e veramente riformatrice è chiaramente difficile, secondo me, anzi come dice From in &#8220;Psicanalisi della società contemporanea&#8221; deve essere chiarito l’obiettivo in modo sintetico; per capirci con modalità simile a quella dei dieci comandamenti di modo che venga raggiunto facilmente il consenso globale e successivamente formulare programmi pragmatici delle attività naturalmente mai in contrasto con i principi fondamentali. Le attività programmate e il dettato dei principi promuoveranno in modo conseguenziale coerente l’organizzazione meglio mirata all’esecuzione pragmatica delle attività stesse. Naturalmente il sistema attuale si difenderà con tutti i mezzi a disposizione che sono potentissimi perché impostati sul principio di essersi adattati alle attuali modalità per vivere ed esprimono con violenza mascherata di necessità, dicendo: Dobbiamo pur vivere, lasciateci vivere in santa pace!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Come salvare la democrazia dalla paura di Giuseppe Ambrosi</title>
		<link>http://www.libertaegiustizia.it/2019/03/29/come-salvare-la-democrazia-dalla-paura/comment-page-1/#comment-52776</link>
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Ambrosi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 06:38:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.libertaegiustizia.it/?p=45547#comment-52776</guid>
		<description><![CDATA[Egr. Antonio Palese 
La sua analisi “Democrazia degli atti quotidiani” del 7 aprile, esprime compiutamente e con efficacia i termini del Problema della Società Umana. Infatti, anche se le sue osservazioni si riferiscono alla sola Italia, la sua esemplificazione può facilmente essere modello per capire quali sono i principi reali che soprassiedono alla costruzione della intera società umana. Fra tutte le sfide che si propongono all’uomo mi sembra che la più importante e la più complicata sia proprio quella di riuscire ad esprimere con chiarezza un obiettivo globale condiviso e migliorativo e una strategia ugualmente globale e condivisa per fare passi decisivi nella giusta direzione. 
Fino ad oggi emergono facilmente situazioni di disfacimento che inducono gli individui ad atteggiamenti di egoismo sostenuti dalle tante delusioni patite e dai benefici personali e illusori, ottenuti quando si hanno pensato solo a sé stessi.
La Società è l’aspetto più o meno organizzato mediante regole che soprassiede all’esistenza della comunità umana vivente. Le sue manifestazioni di esistenza vivente consistono nelle relazioni fra individui. È proprio con l’analisi più rigorosa delle manifestazioni che possiamo fare la distinzione necessaria fra le regole formali e lo sviluppo reale della società. La Società si esprime con le risultanze reali e cioè: l’insieme di abitudini, di condizioni oggettive, di organizzazioni strutturate per la difesa del potere acquisito, di organizzazioni strutturate per sostenere al contrario l’acquisizione del potere, della organizzazione della produzione dei beni e delle sue interrelazioni con le due precedenti strutture organizzate, delle organizzazioni preposte al mantenimento delle regole formali stabilite, di modo che tutto l’insieme delle attività che interagiscono nella società ne seguano le direttive.
Governare una comunità umana formata da 7,2 miliardi di individui, ciascuno invece espressione della propria volontà di vivere è un problema talmente gravoso da potersi addirittura confrontare come complessità con la stessa esistenza dell’universo. Ho esagerato ma la mia affermazione è chiaramente condizionata dall’appartenenza a quei 7,2 miliardi di individui che hanno ciascuno l’interesse alla propria sopravvivenza senza evidentemente ancora aver saputo trarre dalla conoscenza degli esempi della natura le indicazioni di quali siano le modalità per un disegno basato sulla collaborazione invece che esclusivamente sulla capacità individuale.
Il Problema è complesso e difficile ed inoltre investe situazioni di necessità non più procrastinabili che riguardano la società umana globalmente. La natura umana che spinge la società umana a comportamenti sospinti da abitudini rende difficile operare secondo modalità che non siano supportate dalla cultura più accettata, ma gli strumenti in nostro possesso per cambiare la cultura vengono adoperati in modo anarchico arbitrario per convenienza di parte da chi ha più potere. Questa convenienza difficilmente coincide con l’interesse globale. Chiaramente il giudice in condizione di decidere quale sia il programma delle attività future più opportuno potrebbe essere solo la stessa comunità umana resa pienamente informata e consapevole degli impatti delle attività sulle proprie condizioni. In questo momento i singoli cittadini non sono nemmeno in condizione di imporre a chi si propone come governante di rispondere quando formulano il programma alla domanda di come pensano di modificare l’organizzazione della società per renderla più resiliente, cioè meno soggetta ai disastri che dipendono dall’impostazione attuale.
I Politici, nessuno escluso, continuano imperterriti attraverso il principio dell’inerzia delle abitudini culturali a formulare programmi che promettono cambiamenti per non cambiare niente. Chi ha il potere detta le leggi in modo che la cultura generale esistente non venga assolutamente modificata.
L’azione Politica efficace e veramente riformatrice è chiaramente difficile, secondo me, anzi secondo From nel suo libro &quot;Psicanalisi della società moderna&quot; deve essere chiarito l’obiettivo in modo sintetico; per capirci con modalità simile a quella dei dieci comandamenti di modo che venga raggiunto facilmente il consenso globale e successivamente formulare programmi pragmatici delle attività naturalmente mai in contrasto con i principi fondamentali. Le attività programmate insieme al dettato dei principi promuoveranno in modo conseguenziale coerente l’organizzazione meglio mirata all’esecuzione pragmatica delle attività stesse. Naturalmente il sistema attuale si difenderà con tutti i mezzi a disposizione che sono potentissimi perché impostati sul principio di essersi adattati alle attuali modalità per vivere e si esprimono con violenza mascherata da necessità, dicendo: Dobbiamo pur vivere, lasciateci vivere in santa pace!!!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egr. Antonio Palese<br />
La sua analisi “Democrazia degli atti quotidiani” del 7 aprile, esprime compiutamente e con efficacia i termini del Problema della Società Umana. Infatti, anche se le sue osservazioni si riferiscono alla sola Italia, la sua esemplificazione può facilmente essere modello per capire quali sono i principi reali che soprassiedono alla costruzione della intera società umana. Fra tutte le sfide che si propongono all’uomo mi sembra che la più importante e la più complicata sia proprio quella di riuscire ad esprimere con chiarezza un obiettivo globale condiviso e migliorativo e una strategia ugualmente globale e condivisa per fare passi decisivi nella giusta direzione.<br />
Fino ad oggi emergono facilmente situazioni di disfacimento che inducono gli individui ad atteggiamenti di egoismo sostenuti dalle tante delusioni patite e dai benefici personali e illusori, ottenuti quando si hanno pensato solo a sé stessi.<br />
La Società è l’aspetto più o meno organizzato mediante regole che soprassiede all’esistenza della comunità umana vivente. Le sue manifestazioni di esistenza vivente consistono nelle relazioni fra individui. È proprio con l’analisi più rigorosa delle manifestazioni che possiamo fare la distinzione necessaria fra le regole formali e lo sviluppo reale della società. La Società si esprime con le risultanze reali e cioè: l’insieme di abitudini, di condizioni oggettive, di organizzazioni strutturate per la difesa del potere acquisito, di organizzazioni strutturate per sostenere al contrario l’acquisizione del potere, della organizzazione della produzione dei beni e delle sue interrelazioni con le due precedenti strutture organizzate, delle organizzazioni preposte al mantenimento delle regole formali stabilite, di modo che tutto l’insieme delle attività che interagiscono nella società ne seguano le direttive.<br />
Governare una comunità umana formata da 7,2 miliardi di individui, ciascuno invece espressione della propria volontà di vivere è un problema talmente gravoso da potersi addirittura confrontare come complessità con la stessa esistenza dell’universo. Ho esagerato ma la mia affermazione è chiaramente condizionata dall’appartenenza a quei 7,2 miliardi di individui che hanno ciascuno l’interesse alla propria sopravvivenza senza evidentemente ancora aver saputo trarre dalla conoscenza degli esempi della natura le indicazioni di quali siano le modalità per un disegno basato sulla collaborazione invece che esclusivamente sulla capacità individuale.<br />
Il Problema è complesso e difficile ed inoltre investe situazioni di necessità non più procrastinabili che riguardano la società umana globalmente. La natura umana che spinge la società umana a comportamenti sospinti da abitudini rende difficile operare secondo modalità che non siano supportate dalla cultura più accettata, ma gli strumenti in nostro possesso per cambiare la cultura vengono adoperati in modo anarchico arbitrario per convenienza di parte da chi ha più potere. Questa convenienza difficilmente coincide con l’interesse globale. Chiaramente il giudice in condizione di decidere quale sia il programma delle attività future più opportuno potrebbe essere solo la stessa comunità umana resa pienamente informata e consapevole degli impatti delle attività sulle proprie condizioni. In questo momento i singoli cittadini non sono nemmeno in condizione di imporre a chi si propone come governante di rispondere quando formulano il programma alla domanda di come pensano di modificare l’organizzazione della società per renderla più resiliente, cioè meno soggetta ai disastri che dipendono dall’impostazione attuale.<br />
I Politici, nessuno escluso, continuano imperterriti attraverso il principio dell’inerzia delle abitudini culturali a formulare programmi che promettono cambiamenti per non cambiare niente. Chi ha il potere detta le leggi in modo che la cultura generale esistente non venga assolutamente modificata.<br />
L’azione Politica efficace e veramente riformatrice è chiaramente difficile, secondo me, anzi secondo From nel suo libro &#8220;Psicanalisi della società moderna&#8221; deve essere chiarito l’obiettivo in modo sintetico; per capirci con modalità simile a quella dei dieci comandamenti di modo che venga raggiunto facilmente il consenso globale e successivamente formulare programmi pragmatici delle attività naturalmente mai in contrasto con i principi fondamentali. Le attività programmate insieme al dettato dei principi promuoveranno in modo conseguenziale coerente l’organizzazione meglio mirata all’esecuzione pragmatica delle attività stesse. Naturalmente il sistema attuale si difenderà con tutti i mezzi a disposizione che sono potentissimi perché impostati sul principio di essersi adattati alle attuali modalità per vivere e si esprimono con violenza mascherata da necessità, dicendo: Dobbiamo pur vivere, lasciateci vivere in santa pace!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Luciano Canfora, In Italia il fascismo non muore mai di Paolo Barbieri</title>
		<link>http://www.libertaegiustizia.it/2019/04/06/luciano-canfora-in-italia-il-fascismo-non-muore-mai/comment-page-1/#comment-52774</link>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2019 16:58:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.libertaegiustizia.it/?p=45616#comment-52774</guid>
		<description><![CDATA[Premessa.
&quot;Poiché neppure le più forbite e condivisibili analisi possono essere spese efficacemente allo scopo nelle prossime campagne elettorali europee e probabili politiche anticipate, inviterei intensamente tutti gli stimati intellettuali e docenti di area progressista, a lasciarle a tempi meno cogenti, e ad impegnare i propri talenti nell&#039;elaborazione di tattiche e strategie atte ad impedire vittorie maggioritarie delle destre ad egemonia salviniana, che appaiono molto probabili e molto pericolose per la Costituzione e la qualità della nostra Democrazia.&quot;

&quot;Il fascismo è caduto, ma dipenderà da noi la sua definitiva scomparsa.&quot; Giuseppe Antonio Borgese 1946.

E noi da decenni, con la crescente mediocrità che occupa le istituzioni, stiamo discreditando la democrazia perché il fascismo possa crescere orgoglioso e vigoroso.

Abbiamo ottimi predicatori di democrazia, persone di assoluto rigore morale e culturale, di chiaro e limpido orientamento al bene comune impegnati nelle varie sfaccettature della società, ma lasciamo le istituzioni che presiedono alla democrazia, nella disponibilità di persone men che mediocri!

E ci meravigliamo quando le cronache ci raccontano di sempre più frequenti episodi di rigurgiti di fascismo?

E invece di proporre azioni politiche atte a riportare nelle istituzioni persone in grado di esaltare la democrazia, continuiamo a predicare e a lanciare inutili allarmi! 

CHE NON BASTANO!

&quot;Il fascismo è caduto, ma dipenderà da noi la sua definitiva scomparsa.&quot; Giuseppe Antonio Borgese 1946.

Paolo Barbieri socio circolo di La Spezia]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Premessa.<br />
&#8220;Poiché neppure le più forbite e condivisibili analisi possono essere spese efficacemente allo scopo nelle prossime campagne elettorali europee e probabili politiche anticipate, inviterei intensamente tutti gli stimati intellettuali e docenti di area progressista, a lasciarle a tempi meno cogenti, e ad impegnare i propri talenti nell&#8217;elaborazione di tattiche e strategie atte ad impedire vittorie maggioritarie delle destre ad egemonia salviniana, che appaiono molto probabili e molto pericolose per la Costituzione e la qualità della nostra Democrazia.&#8221;</p>
<p>&#8220;Il fascismo è caduto, ma dipenderà da noi la sua definitiva scomparsa.&#8221; Giuseppe Antonio Borgese 1946.</p>
<p>E noi da decenni, con la crescente mediocrità che occupa le istituzioni, stiamo discreditando la democrazia perché il fascismo possa crescere orgoglioso e vigoroso.</p>
<p>Abbiamo ottimi predicatori di democrazia, persone di assoluto rigore morale e culturale, di chiaro e limpido orientamento al bene comune impegnati nelle varie sfaccettature della società, ma lasciamo le istituzioni che presiedono alla democrazia, nella disponibilità di persone men che mediocri!</p>
<p>E ci meravigliamo quando le cronache ci raccontano di sempre più frequenti episodi di rigurgiti di fascismo?</p>
<p>E invece di proporre azioni politiche atte a riportare nelle istituzioni persone in grado di esaltare la democrazia, continuiamo a predicare e a lanciare inutili allarmi! </p>
<p>CHE NON BASTANO!</p>
<p>&#8220;Il fascismo è caduto, ma dipenderà da noi la sua definitiva scomparsa.&#8221; Giuseppe Antonio Borgese 1946.</p>
<p>Paolo Barbieri socio circolo di La Spezia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Marco Revelli, Questa Italia ha sdoganato la sua ferocia di Paolo Barbieri</title>
		<link>http://www.libertaegiustizia.it/2019/04/04/marco-revelli-questa-italia-ha-sdoganato-la-sua-ferocia/comment-page-1/#comment-52770</link>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Barbieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2019 05:22:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.libertaegiustizia.it/?p=45608#comment-52770</guid>
		<description><![CDATA[Premessa.

Poiché neppure le più forbite e condivisibili analisi possono essere spese efficacemente allo scopo nelle prossime campagne elettorali europee, e probabili politiche anticipate, inviterei intensamente tutti gli stimati intellettuali e docenti di area progressista, a lasciarle a tempi meno cogenti, e ad impegnare i propri talenti nell&#039;elaborazione di tattiche e strategie atte a impedire vittorie maggioritarie delle destre ad egemonia salviniana, che appaiono molto probabili e molto pericolose per la Costituzione e la qualità della nostra Democrazia.

Per quel che riguarda il fascismo, posto che ogni popolo ha la sua piccola % di bisognosi di TSO, esso cresce quando la democrazia continua nel tempo a dare cattiva prova di sé, come da molte legislature capita da noi.

E finché sarà una mediocrità crescente, occupando le istituzioni a perseguire il suo discredito, è scontato che rigurgiti acidi di fascismo, troveranno facile ascolto e seguito tra una Cittadinanza che conta al suo interno un&#039;ampia rappresentanza di analfabeti funzionali. 

Che delle forbite analisi non sanno che farsene, ma che di cambiamento virtuoso sono ansiosi, magari inconsapevolmente. 

Paolo Barbieri socio circolo La Spezia]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Premessa.</p>
<p>Poiché neppure le più forbite e condivisibili analisi possono essere spese efficacemente allo scopo nelle prossime campagne elettorali europee, e probabili politiche anticipate, inviterei intensamente tutti gli stimati intellettuali e docenti di area progressista, a lasciarle a tempi meno cogenti, e ad impegnare i propri talenti nell&#8217;elaborazione di tattiche e strategie atte a impedire vittorie maggioritarie delle destre ad egemonia salviniana, che appaiono molto probabili e molto pericolose per la Costituzione e la qualità della nostra Democrazia.</p>
<p>Per quel che riguarda il fascismo, posto che ogni popolo ha la sua piccola % di bisognosi di TSO, esso cresce quando la democrazia continua nel tempo a dare cattiva prova di sé, come da molte legislature capita da noi.</p>
<p>E finché sarà una mediocrità crescente, occupando le istituzioni a perseguire il suo discredito, è scontato che rigurgiti acidi di fascismo, troveranno facile ascolto e seguito tra una Cittadinanza che conta al suo interno un&#8217;ampia rappresentanza di analfabeti funzionali. </p>
<p>Che delle forbite analisi non sanno che farsene, ma che di cambiamento virtuoso sono ansiosi, magari inconsapevolmente. </p>
<p>Paolo Barbieri socio circolo La Spezia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Come salvare la democrazia dalla paura di Antonio Palese</title>
		<link>http://www.libertaegiustizia.it/2019/03/29/come-salvare-la-democrazia-dalla-paura/comment-page-1/#comment-52759</link>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Palese]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Apr 2019 16:15:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.libertaegiustizia.it/?p=45547#comment-52759</guid>
		<description><![CDATA[Democrazia degli atti quotidiani
Con questo titolo il 28 marzo a Torino il prof. Gustavo Zagrebelsky ha tenuto una lectio, di cui un estratto è stato pubblicato da Repubblica con il titolo “Come salvare la democrazia dalla paura.”
Per la prima volta, dopo qualche decennio, mi accade di dissentire dalle idee di Zagrebelsky. Egli scrive:
“Le istituzioni che abbiamo creato, a incominciare dallo Stato, sono figlie della paura… Se, per ipotesi utopistica, (lo Stato) vincesse definitivamente la sua battaglia contro la paura, non avrebbe più ragione di esistere…Il circolo vizioso della società dei paurosi sta in questo: la soluzione si ricerca in altra paura, in paura maggiore che prevalga sulle minori… Più ho paura, più sono disposto a sottomettermi…  Oggi le paure si sono moltiplicate, per esempio per la disponibilità di beni naturali essenziali che scarseggiano… Se si distingue la paura diffusa come veleno sociale dalla paura concentrata come strumento di dominio politico, si può dire che senza la prima, la seconda avrebbe vita stentata… E la paura ci rende tutti più cattivi. Si salvi chi può. Prima noi, gli altri a mare. La paura è intollerante perché induce alla barbarie del capro espiatorio e alla teoria del complotto… La costruzione del capro e dei complottisti è una formidabile arma politica perché divide la società coalizzando gli amici contro i nemici… La divisione amico-nemico è la massima e più cruenta raffigurazione e… legittimazione e costituzionalizzazione della violenza come materia e strumento d’azione politica… ricordiamo le parole pronunciate da un pastore protestante, Emil Martin Niemöller…: ‘Quando i nazisti presero i comunisti, io non dissi nulla perché non ero comunista… Poi vennero a prendere me…’
Le mie ricerche mi hanno portato a concludere che le istituzioni sono figlie del malaffare, non avendo trovato nella mia vita un centro di potere incorrotto. Nel nostro Paese il sistema di potere è fondato sull’illegalismo, e le parole sovranismo, razzismo, paura, veleno sociale, intolleranza, capro espiatorio, complotto, amico-nemico servono solo a connotare la maschera degli attori politici del momento.
Come qualificare chi vuole costruire ponti con l’Africa mentre nel Paese i ponti crollano, esistono le baraccopoli, gli anziani sono torturati nelle case di riposo, i senzatetto muoiono sui marciapiedi, 300 mila minori sono privati dei loro diritti fondamentali, i lavoratori sono sfruttati, i parassiti e i criminali si arricchiscono? E perché mai decine di milioni di lavoratori e deboli, derubati da una minoranza di criminali, dovrebbero preoccuparsi degli “altri”?
Il Governo, controllando i poteri legislativo e giudiziario, rappresenta la cupola di Cosa Nostra; i partiti, associazioni private, hanno occupato le istituzioni pubbliche e, di fatto, amministrano i beni pubblici nell’interesse della classe dirigente e di coloro che la sostengono. Il Capo dello Stato rappresenta l’organo di garanzia non della Costituzione, ma dei poteri dello Stato: tra un giudice impreparato o corrotto e un lavoratore danneggiato dall’attività giurisdizionale, egli si pone dalla parte del giudice.
Al cittadino che osa denunciare ai rappresentanti delle pubbliche istituzioni le violazioni di legge da parte di chi esercita una pubblica funzione viene opposto il silenzio, oppure (raramente) viene data una risposta elusiva, tale che egli non è in grado di distinguere, dinanzi all’atteggiamento comune in difesa dell’illegalità, l’imbecille dal criminale. 
E qual è l’atteggiamento dei difensori della Costituzione, violata quotidianamente da mille atti antidemocratici? Essi tacciono se: 
1) i parlamentari, frequentatori più degli studi TV che del Parlamento, affidano ai magistrati il compito di indicare al cittadino (anche dopo 14 anni!) il giudice “precostituito per legge” (Cost., art. 25); norma che “ha lo scopo di dare al cittadino la certezza circa il giudice che lo deve giudicare” (Corte Cost. n. 22/1959);
2) i magistrati attendono la strage di Viareggio del 2009 per occuparsi degli atti illegali degli amministratori delle Ferrovie dello Stato; 
3) il Capo dello Stato con il silenzio o a chiare lettere fa capire al cittadino che il giudice non ha l’obbligo di osservare l’art. 101 (e altri) della Costituzione;
4) la schiera dei pubblici ufficiali incompetenti o corrotti è foltissima;
5) gli economisti si rifiutano di valutare i costi ingenti della pubblica illegalità;
6) editori e direttori di giornali ritengono di non dover rendere noti ai cittadini i fatti narrati nei saggi “La Repubblica del privilegio e del malaffare”, “LA COSTITUZIONE TRADITA” e “L’ordinamento disordinato”.
I costituzionalisti farebbero bene a tenere presenti le parole del pastore Niemöller, perché in una Repubblica democratica fondata sul lavoro i lavoratori, vincendo la paura, potrebbero costringere un capopopolo a prendere severi provvedimenti nei confronti dei responsabili dei mille quotidiani atti antidemocratici.
06.04.2019]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Democrazia degli atti quotidiani<br />
Con questo titolo il 28 marzo a Torino il prof. Gustavo Zagrebelsky ha tenuto una lectio, di cui un estratto è stato pubblicato da Repubblica con il titolo “Come salvare la democrazia dalla paura.”<br />
Per la prima volta, dopo qualche decennio, mi accade di dissentire dalle idee di Zagrebelsky. Egli scrive:<br />
“Le istituzioni che abbiamo creato, a incominciare dallo Stato, sono figlie della paura… Se, per ipotesi utopistica, (lo Stato) vincesse definitivamente la sua battaglia contro la paura, non avrebbe più ragione di esistere…Il circolo vizioso della società dei paurosi sta in questo: la soluzione si ricerca in altra paura, in paura maggiore che prevalga sulle minori… Più ho paura, più sono disposto a sottomettermi…  Oggi le paure si sono moltiplicate, per esempio per la disponibilità di beni naturali essenziali che scarseggiano… Se si distingue la paura diffusa come veleno sociale dalla paura concentrata come strumento di dominio politico, si può dire che senza la prima, la seconda avrebbe vita stentata… E la paura ci rende tutti più cattivi. Si salvi chi può. Prima noi, gli altri a mare. La paura è intollerante perché induce alla barbarie del capro espiatorio e alla teoria del complotto… La costruzione del capro e dei complottisti è una formidabile arma politica perché divide la società coalizzando gli amici contro i nemici… La divisione amico-nemico è la massima e più cruenta raffigurazione e… legittimazione e costituzionalizzazione della violenza come materia e strumento d’azione politica… ricordiamo le parole pronunciate da un pastore protestante, Emil Martin Niemöller…: ‘Quando i nazisti presero i comunisti, io non dissi nulla perché non ero comunista… Poi vennero a prendere me…’<br />
Le mie ricerche mi hanno portato a concludere che le istituzioni sono figlie del malaffare, non avendo trovato nella mia vita un centro di potere incorrotto. Nel nostro Paese il sistema di potere è fondato sull’illegalismo, e le parole sovranismo, razzismo, paura, veleno sociale, intolleranza, capro espiatorio, complotto, amico-nemico servono solo a connotare la maschera degli attori politici del momento.<br />
Come qualificare chi vuole costruire ponti con l’Africa mentre nel Paese i ponti crollano, esistono le baraccopoli, gli anziani sono torturati nelle case di riposo, i senzatetto muoiono sui marciapiedi, 300 mila minori sono privati dei loro diritti fondamentali, i lavoratori sono sfruttati, i parassiti e i criminali si arricchiscono? E perché mai decine di milioni di lavoratori e deboli, derubati da una minoranza di criminali, dovrebbero preoccuparsi degli “altri”?<br />
Il Governo, controllando i poteri legislativo e giudiziario, rappresenta la cupola di Cosa Nostra; i partiti, associazioni private, hanno occupato le istituzioni pubbliche e, di fatto, amministrano i beni pubblici nell’interesse della classe dirigente e di coloro che la sostengono. Il Capo dello Stato rappresenta l’organo di garanzia non della Costituzione, ma dei poteri dello Stato: tra un giudice impreparato o corrotto e un lavoratore danneggiato dall’attività giurisdizionale, egli si pone dalla parte del giudice.<br />
Al cittadino che osa denunciare ai rappresentanti delle pubbliche istituzioni le violazioni di legge da parte di chi esercita una pubblica funzione viene opposto il silenzio, oppure (raramente) viene data una risposta elusiva, tale che egli non è in grado di distinguere, dinanzi all’atteggiamento comune in difesa dell’illegalità, l’imbecille dal criminale.<br />
E qual è l’atteggiamento dei difensori della Costituzione, violata quotidianamente da mille atti antidemocratici? Essi tacciono se:<br />
1) i parlamentari, frequentatori più degli studi TV che del Parlamento, affidano ai magistrati il compito di indicare al cittadino (anche dopo 14 anni!) il giudice “precostituito per legge” (Cost., art. 25); norma che “ha lo scopo di dare al cittadino la certezza circa il giudice che lo deve giudicare” (Corte Cost. n. 22/1959);<br />
2) i magistrati attendono la strage di Viareggio del 2009 per occuparsi degli atti illegali degli amministratori delle Ferrovie dello Stato;<br />
3) il Capo dello Stato con il silenzio o a chiare lettere fa capire al cittadino che il giudice non ha l’obbligo di osservare l’art. 101 (e altri) della Costituzione;<br />
4) la schiera dei pubblici ufficiali incompetenti o corrotti è foltissima;<br />
5) gli economisti si rifiutano di valutare i costi ingenti della pubblica illegalità;<br />
6) editori e direttori di giornali ritengono di non dover rendere noti ai cittadini i fatti narrati nei saggi “La Repubblica del privilegio e del malaffare”, “LA COSTITUZIONE TRADITA” e “L’ordinamento disordinato”.<br />
I costituzionalisti farebbero bene a tenere presenti le parole del pastore Niemöller, perché in una Repubblica democratica fondata sul lavoro i lavoratori, vincendo la paura, potrebbero costringere un capopopolo a prendere severi provvedimenti nei confronti dei responsabili dei mille quotidiani atti antidemocratici.<br />
06.04.2019</p>
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