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Messaggio del Presidente onorario di LeG per UNIONS!

Il nostro compito è riempire un vuoto di democrazia

28 marzo 2015
Gustavo Zagrebelsky
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Caro Landini,

in questi giorni a Torino si svolge una serie d’incontri sui maggiori problemi delle società democratiche. Devo esserci. Desidero dire a te e ai tanti che, invece, saranno a Roma: molto ci si aspetta dal risveglio della nostra società che è stata messa ai margini e oscurata in questi anni di destrutturazione del nostro sistema di relazioni economiche e sociali. Avrete modo di discutere come e perché è avvenuto questo distacco di tanta parte del nostro Paese, la parte più debole e vulnerabile, quella che soprattutto avrebbe bisogno di presenza, visibilità e rappresentanza nelle istituzioni politiche. Tutti noi, di fronte a politiche industriali che esibiscono innovazione e crescita mentre producono disoccupazione e sotto-occupazione; di fronte al dilagare di sistemi di corruzione che svuotano dall’interno la legalità e la democrazia; di fronte alla totale assenza di parole politiche su un futuro di giustizia per la nostra società; di fronte a mutamenti della Costituzione che mirano alla concentrazione del potere in poche mani; tutti noi, dicevo, quante volte ci siamo chiesti e ci siamo sentiti chiedere: che fare? E ci siamo sentiti impotenti.

Ad aprile La carta d'identità' della Coalizione sociale

Landini: noi l’opposizione che preoccupa Renzi

26 marzo 2015
Salvatore Cannavò

La piazza di Landini vuole parlare il linguaggio della democrazia. È il filo conduttore in questa fase dice il segretario Fiom al Fatto, parlando della manifestazione di sabato 28 marzo a Roma: Nessuno partecipa, nessuno decide più, noi proviamo a farlo.
La democrazia, nell’intenzione di Landini, riguarda le riforme del governo, mai votate da nessuno ma riguarda anche, la possibilità che le persone partecipino davvero in prima persona e qui si parla dei Coalizione sociale. La democrazia serve anche per la riforma in Cgil aggiunge Landini delineando tre questioni diverse ma collegate.

Il ballo della Milano liberata

L’idea per festeggiare il 25 Aprile

25 marzo 2015
Paolo Rastelli

«Il sole indugiava ancora all’orizzonte e le rondini garrivano nel cielo del Castello che già le avanguardie del pubblico affluivano verso i viali del Parco ad assicurarvisi posizioni di favore….». Comincia così l’articolo del Corriere d’Informazione del 15 luglio 1945, un minuscolo colonnino (ma tutto il quotidiano, per scarsità di carta, usciva con due sole pagine in quell’anno di pace appena ritrovata dopo cinque anni di guerra), dedicato al grande ballo collettivo organizzato il giorno prima al Castello Sforzesco di Milano per festeggiare la fine delle ostilità.

Stefano Fassina: “Ricambio a sinistra, anche Bersani pensi a un passo indietro”. Sul lavoro D’’Alema ha aperto la via che ora batte Renzi

23 marzo 2015
Giovanna Casadio

ROMA «D’’Alema, ma anche Bersani, devono comprendere che abbiamo bisogno di discontinuità di cultura politica, di agenda e di classe dirigente». Stefano Fassina assesta un altro colpo nel “parricidio” in corso nella sinistra del Pd, dopo la riunione all’’Acquario Romano di sabato.
Fassina, chi l’’ha voluta l’’assemblea delle sinistre dem finita nel “tutti contro tutti”? «L’’abbiamo organizzata in tanti. Voleva rispondere a una domanda di unità a sinistra nel Pd. E abbiamo cominciato a dare una risposta». A parte l’’anti-renzismo, eravate in disaccordo su tutto. È solo un’’impressione?
«Non ci definiamo in contrapposizione con

Primo summit per legalizzare la cannabis

23 marzo 2015
Bertini

Sarà una «prima» a tutti gli effetti: decine di parlamentari di vari partiti si vedranno questa settimana per provare a stendere un testo trasversale su un tema sensibile come la legalizzazione della cannabis. Giovedì pomeriggio si terrà alla Camera un «inter gruppo» di ottanta deputati e senatori, un’’iniziativa promossa da Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri, con una storia personale di militanza con i Radicali. E sarà fatta una prima ricognizione dei progetti di legge depositati e delle varie posizioni. Finora hanno aderito deputati del Pd, dai renziani Giachetti e Realacci, a Civati e Fassina della sinistra, di M5S, Sel, Psi, Scelta Civica; e anche Antonio Martino, liberale di Forza Italia. L’’idea nasce dopo che

I sottosegretari che firmano per l’’eutanasia

23 marzo 2015
Margherita De Bac

Roma. È uno dei temi etici, dunque pericolosi perché dividono, che il governo Renzi ha accortamente sorvolato. Stavolta il problema dell’’eutanasia e delle decisioni nell’’approssimarsi della morte si ripropone sotto forma di una lettera inviata a deputati e senatori. L’’iniziativa è di Luigi Manconi che da sempre si batte per il diritto all’’autodeterminazione dei malati che coscientemente vogliono esprimere una volontà quando le cure non bastano. La novità è che è stato sottoscritto da 4 sottosegretari. Oltre che da Ivan Scalfarotto (Riforme e Rapporti col Parlamento) e Benedetto Della Vedova (Esteri), anche Ilaria Borletti Buitoni (Beni Culturali) e Sesa Amici (Presidenza del Consiglio e Riforme) la cui adesione, condivisa da circa 40 firme, non era

Il passo indietro di Pisapia

23 marzo 2015
Gad Lerner

Il tratto di riluttanza e timidezza personale con cui Giuliano Pisapia ha sempre tenuto a contraddistinguere il suo impegno pubblico — un po’ gran professionista borghese, un po’ dirigente comunista vecchio stile — non deve trarre in inganno, ora che annuncia il passo indietro da sindaco di Milano. Non di pensione anticipata si tratta, almeno nelle intenzioni. Semmai, anche attraverso l’esempio della rinuncia, Pisapia aspira a realizzare un’impresa mai riuscita a nessuno dei suoi predecessori, da Carlo Tognoli a Gabriele Albertini: diventare protagonista milanese nella politica nazionale, innestandovi il modello sperimentato quattro anni fa, quando proprio a lui, il modesto Pisapia incapace di alzare la voce in un comizio, riuscì l’impresa di liberare Palazzo Marino dopo vent’anni di egemonia assoluta della destra.
Giuliano Pisapia, sindaco di Milano
NEL caso specifico, Pisapia non ha alcuna intenzione di

Perché la riforma dei Beni Culturali rischia di danneggiare le nostre città d'arte

I punti deboli: dall’abbandono del controllo diretto al disinteresse per il patrimonio archivistico

19 marzo 2015
Mina Gregori, storica dell'arte e accademica dei Lincei.

Caro direttore, siamo dunque arrivati al tempo finale di questo vero e proprio terremoto che ha dato un altro volto al ministero dei Beni culturali, e soprattutto alla sua amministrazione periferica che però ne costituisce l’ossatura determinante. A un primo sguardo agli organici si è colpiti da due aspetti. Da un lato risulta evidente l’abolizione delle direzioni regionali, che avevano generato tutta una serie di confusioni, sovrapposizioni e altro, e delle quali ben pochi possono rimpiangere la scomparsa.

Lettera aperta a Comunione e Liberazione

Fate il prossimo Meeting sull’onestà

19 marzo 2015
Massimo Marnetto
iena1-2

Scrivo per suggerire di svolgere il vostro prossimo Meeting estivo sul tema dell’onestà, perché ce n’è un gran bisogno. Il recente caso del Ministro Lupi, vostro illustre “fratello”, ha reso evidente come la corruzione sia entrata nel cuore della Pubblica Amministrazione, cioè nello Stato.

Non ci aspettiamo una presa di distanza da parte di CL, che non abbandona i suoi confratelli neanche di fronte a comportamenti scandalosi. Ma almeno una riflessione sulla correttezza e la coerenza di chi si professa cattolico sarebbe importante. Visto che persone coinvolte in appalti truccati sono state tranquillamente presenti alla Messa del Papa, nella quale Francesco ha parlato proprio di corruzione.

prova post riservato

15 marzo 2015

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