Diventa Socio

Il premier costretto a un ottimismo difensivo

8 aprile 2015
Massimo Franco

Quello sfoggiato ieri da Matteo Renzi in conferenza stampa si potrebbe definire un ottimismo difensivo. Il presidente del Consiglio sa di avere margini ristretti per favorire la ripresa. E presentando il Documento di Economia e Finanza ha annunciato che taglierà ancora la spesa degli enti locali; che ridurrà i consigli di amministrazione di «migliaia di partecipate»; e che questa spending review «non è il tentativo di far del male ai cittadini ma quello di utilizzare meglio i loro soldi».

Import

8 aprile 2015
Massimo Marnetto
diaz

Oltre al petrolio, l’Italia importa giustizia.
Come ha dimostrato la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, stabilendo che nel 2001 le forze dell’ordine torturarono i dimostranti di Genova e che denuncia la mancanza in Italia del reato specifico di tortura.

Cosa ne è stato del Grande Sforzo Nazionale di ricostruzione?

I riflettori spenti sull’ Aquila

7 aprile 2015
Gian Antonio Stella
aquila 2009

Soldi! Soldi! Soldi! Dopo la Pasqua di Resurrezione e le polemiche sull’assenza di figure di governo alla marcia per le vittime del terremoto del 6 aprile 2009, Matteo Renzi giura via Facebook che risorgerà anche L’Aquila. E via coi numeri: cinque miliardi nella legge di Stabilità, un’accelerazione per il miliardo deliberato dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) subito dopo il suo giuramento, un altro centinaio di milioni per gli edifici pubblici… Insomma: «Dopo troppe promesse, siamo finalmente passati all’azione».

Lettera aperta ad una socia dubbiosa

Molti dubbi…troppi

1 aprile 2015
Marta Pirozzi
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Carissima,
ti ringrazio per avere condiviso con noi il tuo sentire ed esprimo il mio punto di vista seguendo il filo delle considerazioni che ci proponi.

1) Non stiamo dando un sostegno acritico alle iniziative di Landini ma stiamo proseguendo insieme a FIOM, Libera, Emergency, Arci ed altri – ciascuno dei quali, a cominciare da noi, intende conservare la propria specificità – il percorso di assunzione della parola pubblica da parte dei cittadini, in difesa della democrazia e della Costituzione, che aveva avuto inizio con la Via maestra, è continuato in modo quasi carsico per la speranza che tutti abbiamo coltivato di ritrovare dignità lasciandoci alle spalle il berlusconismo e riprende con vigore adesso, di fronte alla pesante ipoteca del “tempo esecutivo” (cito lo splendido manifesto di Zagrebelsky) sulle nostre vite.

Ma i giovani rischiano di restare fuori dal nuovo contratto a tutele crescenti

Le imprese preferiscono lavoratori già esperti. E molti ragazzi scelgono la partita Iva

1 aprile 2015
Walter Passerini

I messaggi sono contrastanti, da elettrocardiogramma impazzito. Oggi i punti fermi Istat sono: il 12,7% di disoccupazione generale, il 42,6% di disoccupazione giovanile. Dovremo rassegnarci: leggere ogni mese i dati ci rende prigionieri delle montagne russe, costringendoci a emozioni e colpi di scena a ritmo serrato.
Solo lunedì il governo celebrava 79mila assunzioni a gennaio e febbraio 2015, ma ieri l’Istat ha precisato che sono dati non confrontabili perché «sono di diversa natura e non necessariamente significano nuovi occupati; possono anche essere transizioni dal tempo determinato e altri tipi di contratti».

Perché il popolo tradisce la sinistra

30 marzo 2015
Thomas Piketty

Perché le classi popolari voltano sempre più le spalle ai partiti di Governo?
E perché in particolare ai partiti di centrosinistra che sostengono di difenderle? Molto semplicemente perché i partiti di centrosinistra non le difendono più ormai da tempo. Negli ultimi decenni le classi popolari hanno subito l’equivalente di una doppia condanna, prima economica e poi politica. Le trasformazioni dell’economia non sono andate a vantaggio dei gruppi sociali più sfavoriti dei Paesi sviluppati: la fine dei trent’anni di crescita eccezionale seguita alla seconda guerra mondiale, la deindustrializzazione, l’ascesa dei Paesi emergenti, la distruzione di posti di lavoro poco o mediamente qualificati nel Nord del pianeta. I gruppi meglio provvisti di capitale finanziario e culturale, al contrario, hanno beneficiato appieno della

Dal discorso tenuto a 'Unions', manifestazione Fiom Cgil

Stefano Rodotà, Fare massa critica per decidere

29 marzo 2015
Stefano Rodotà
rodotà

Io sono molto felice di essere qui anche invalido (…). C’è un fatto nuovo, un fatto che inquieta molto coloro i quali in questo periodo non sanno confrontarsi con la realtà dei problemi che stanno vivendo. Qui non stiamo disturbando un manovratore (…). Giovanna Cavallo, poco fa, riportava una frase incauta che ha ripetuto il ministro del Lavoro. Cioè “ciò che va bene per l’azienda va bene anche per i lavoratori”. Non so se fosse consapevole Poletti, pronunciando questa frase, che questo è un modo di dire che negli Stati Uniti c’era molti anni fa. E si diceva: “Quello che va bene per la General motors va bene per gli Stati Uniti d’America”.

La scelta della Corte costituzionale: il busto del presidente antisemita resta qui

Respinta la richiesta di rimuovere l’opera che ricorda Gaetano Azzariti

29 marzo 2015
Gian Antonio Stella

Il busto non si tocca: si sono proprio arroccati, i giudici della Corte costituzionale, in difesa del «loro» Gaetano Azzariti, il fascistissimo presidente del Tribunale della Razza riciclato da Togliatti e poi premiato nel 1957 (tutti smemorati) con la presidenza della Consulta. No, no e no: nessuna revisione. Nonostante spunti fuori una lettera dell’ex vicepresidente della Corte che due anni fa chiedeva già la rimozione del busto. Un atto d’accusa durissimo.

Lettera aperta al PD

A proposito di Umberto Terracini. E di Costituzione.

27 marzo 2015
Maria Paola Patuelli
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Il bisogno di scrivere una lettera aperta al PD di Ravenna è nato dopo avere partecipato a un incontro promosso dal PD venerdì 20 marzo scorso, dedicato al tema della riforme in corso d’opera.

Non trovo nulla di meglio da dire che: “Andate piano, con la Costituzione non si scherza, non si improvvisa. Si cambia con ponderazione e amplissima condivisione”. Invece, si sta procedendo in modo pesante.

Un argomento ascoltato venerdì scorso. Sono riforme urgenti, necessarie, molto attese. Attese da chi? L’altro argomento – non ascoltato venerdì scorso ma spesso in questi mesi – è “abbassare i costi della politica”. Poche lire rispetto alle montagne di denaro bruciate in modo crescente dalla corruzione, il baco più tremendo che corrode la nostra democrazia. Un argomento – quello dei costi della politica – “populistico” e pericoloso.

L’insegnamento di Platone, il politico sia senza famiglia

25 marzo 2015
Nadia Urbinati
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Il più radicale degli utopisti, Platone, decise che la repubblica doveva impedire che la classe politica avesse famiglia e proprietà, le due condizioni che compromettevano la selezione dei guardiani in base al merito richiesto per il governo della città (coraggio e conoscenza) perché inevitabile ragione di parzialità: prima vengono i figli e la famiglia (allargata ai clientes che valgono a renderla più rispettabile) e prima viene la cura dei propri averi (che si somma a quella per la famiglia).