Diventa Socio

Perché il popolo tradisce la sinistra

30 marzo 2015
Thomas Piketty

Perché le classi popolari voltano sempre più le spalle ai partiti di Governo?
E perché in particolare ai partiti di centrosinistra che sostengono di difenderle? Molto semplicemente perché i partiti di centrosinistra non le difendono più ormai da tempo. Negli ultimi decenni le classi popolari hanno subito l’equivalente di una doppia condanna, prima economica e poi politica. Le trasformazioni dell’economia non sono andate a vantaggio dei gruppi sociali più sfavoriti dei Paesi sviluppati: la fine dei trent’anni di crescita eccezionale seguita alla seconda guerra mondiale, la deindustrializzazione, l’ascesa dei Paesi emergenti, la distruzione di posti di lavoro poco o mediamente qualificati nel Nord del pianeta. I gruppi meglio provvisti di capitale finanziario e culturale, al contrario, hanno beneficiato appieno della

Dal discorso tenuto a 'Unions', manifestazione Fiom Cgil

Stefano Rodotà, Fare massa critica per decidere

29 marzo 2015
Stefano Rodotà
rodotà

Io sono molto felice di essere qui anche invalido (…). C’è un fatto nuovo, un fatto che inquieta molto coloro i quali in questo periodo non sanno confrontarsi con la realtà dei problemi che stanno vivendo. Qui non stiamo disturbando un manovratore (…). Giovanna Cavallo, poco fa, riportava una frase incauta che ha ripetuto il ministro del Lavoro. Cioè “ciò che va bene per l’azienda va bene anche per i lavoratori”. Non so se fosse consapevole Poletti, pronunciando questa frase, che questo è un modo di dire che negli Stati Uniti c’era molti anni fa. E si diceva: “Quello che va bene per la General motors va bene per gli Stati Uniti d’America”.

La scelta della Corte costituzionale: il busto del presidente antisemita resta qui

Respinta la richiesta di rimuovere l’opera che ricorda Gaetano Azzariti

29 marzo 2015
Gian Antonio Stella

Il busto non si tocca: si sono proprio arroccati, i giudici della Corte costituzionale, in difesa del «loro» Gaetano Azzariti, il fascistissimo presidente del Tribunale della Razza riciclato da Togliatti e poi premiato nel 1957 (tutti smemorati) con la presidenza della Consulta. No, no e no: nessuna revisione. Nonostante spunti fuori una lettera dell’ex vicepresidente della Corte che due anni fa chiedeva già la rimozione del busto. Un atto d’accusa durissimo.

Lettera aperta al PD

A proposito di Umberto Terracini. E di Costituzione.

27 marzo 2015
Maria Paola Patuelli
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Il bisogno di scrivere una lettera aperta al PD di Ravenna è nato dopo avere partecipato a un incontro promosso dal PD venerdì 20 marzo scorso, dedicato al tema della riforme in corso d’opera.

Non trovo nulla di meglio da dire che: “Andate piano, con la Costituzione non si scherza, non si improvvisa. Si cambia con ponderazione e amplissima condivisione”. Invece, si sta procedendo in modo pesante.

Un argomento ascoltato venerdì scorso. Sono riforme urgenti, necessarie, molto attese. Attese da chi? L’altro argomento – non ascoltato venerdì scorso ma spesso in questi mesi – è “abbassare i costi della politica”. Poche lire rispetto alle montagne di denaro bruciate in modo crescente dalla corruzione, il baco più tremendo che corrode la nostra democrazia. Un argomento – quello dei costi della politica – “populistico” e pericoloso.

L’insegnamento di Platone, il politico sia senza famiglia

25 marzo 2015
Nadia Urbinati
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Il più radicale degli utopisti, Platone, decise che la repubblica doveva impedire che la classe politica avesse famiglia e proprietà, le due condizioni che compromettevano la selezione dei guardiani in base al merito richiesto per il governo della città (coraggio e conoscenza) perché inevitabile ragione di parzialità: prima vengono i figli e la famiglia (allargata ai clientes che valgono a renderla più rispettabile) e prima viene la cura dei propri averi (che si somma a quella per la famiglia).

Le tre sinistre

25 marzo 2015
Marc Lazar

Gli attacchi contro Matteo Renzi durante la riunione della sinistra del Partito democratico, sabato scorso a Roma, non sono il segno di un fenomeno tipicamente italiano, ma testimoniano di un processo generale, in atto in molti partiti della sinistra europea ad esempio in Francia e in Spagna anche se con lievi differenze da un Paese all’altro. Per lungo tempo la sinistra europea era organizzata in due grandi famiglie, la prima riformista, l’altra rivoluzionaria e radicale; mentre oggi le sue diverse sensibilità la suddividono in tre principali settori, uno dei quali manifesta una chiara perdita di velocità.

LA LETTERA/La corruzione ci costa 60 miliardi l’anno: 5 proposte per batterla

24 marzo 2015
Sergio Erede e Alessandro Musella (*)
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Caro direttore, la lotta alla corruzione è più che mai una priorità per l’Italia. Non soltanto per l’emergere dell’ennesimo nuovo filone di indagini, ma soprattutto perché la riduzione del fenomeno corruttivo è essenziale per sostenere i segnali positivi di ripresa Quest’ultima si consolida solamente con un aumento significativo degli investimenti e al momento in Europa manca una propensione agli investimenti del capitale privato sufficiente a sostenere, da sola, la ripresa. Ci vogliono dunque nuovi e significativi investimenti pubblici (Mariana Mazzucato su Repubblica del 16 marzo ), i quali però sono di dubbia efficacia in presenza di elevati livelli di corruzione (Centro Studi Confindustria, dicembre 2014)

Primo summit per legalizzare la cannabis

23 marzo 2015
Bertini

Sarà una «prima» a tutti gli effetti: decine di parlamentari di vari partiti si vedranno questa settimana per provare a stendere un testo trasversale su un tema sensibile come la legalizzazione della cannabis. Giovedì pomeriggio si terrà alla Camera un «inter gruppo» di ottanta deputati e senatori, un’’iniziativa promossa da Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri, con una storia personale di militanza con i Radicali. E sarà fatta una prima ricognizione dei progetti di legge depositati e delle varie posizioni. Finora hanno aderito deputati del Pd, dai renziani Giachetti e Realacci, a Civati e Fassina della sinistra, di M5S, Sel, Psi, Scelta Civica; e anche Antonio Martino, liberale di Forza Italia. L’’idea nasce dopo che

I sottosegretari che firmano per l’’eutanasia

23 marzo 2015
Margherita De Bac

Roma. È uno dei temi etici, dunque pericolosi perché dividono, che il governo Renzi ha accortamente sorvolato. Stavolta il problema dell’’eutanasia e delle decisioni nell’’approssimarsi della morte si ripropone sotto forma di una lettera inviata a deputati e senatori. L’’iniziativa è di Luigi Manconi che da sempre si batte per il diritto all’’autodeterminazione dei malati che coscientemente vogliono esprimere una volontà quando le cure non bastano. La novità è che è stato sottoscritto da 4 sottosegretari. Oltre che da Ivan Scalfarotto (Riforme e Rapporti col Parlamento) e Benedetto Della Vedova (Esteri), anche Ilaria Borletti Buitoni (Beni Culturali) e Sesa Amici (Presidenza del Consiglio e Riforme) la cui adesione, condivisa da circa 40 firme, non era

Il passo indietro di Pisapia

23 marzo 2015
Gad Lerner

Il tratto di riluttanza e timidezza personale con cui Giuliano Pisapia ha sempre tenuto a contraddistinguere il suo impegno pubblico — un po’ gran professionista borghese, un po’ dirigente comunista vecchio stile — non deve trarre in inganno, ora che annuncia il passo indietro da sindaco di Milano. Non di pensione anticipata si tratta, almeno nelle intenzioni. Semmai, anche attraverso l’esempio della rinuncia, Pisapia aspira a realizzare un’impresa mai riuscita a nessuno dei suoi predecessori, da Carlo Tognoli a Gabriele Albertini: diventare protagonista milanese nella politica nazionale, innestandovi il modello sperimentato quattro anni fa, quando proprio a lui, il modesto Pisapia incapace di alzare la voce in un comizio, riuscì l’impresa di liberare Palazzo Marino dopo vent’anni di egemonia assoluta della destra.
Giuliano Pisapia, sindaco di Milano
NEL caso specifico, Pisapia non ha alcuna intenzione di