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Perché iscriversi a LeG

25 gennaio 2015
Sandra Bonsanti e Gustavo Zagrebelsky

Cari Soci e Amici di Libertà e Giustizia,

il nostro Paese sta attraversando un periodo di grandi e profonde trasformazioni, accompagnate da una progressiva riduzione degli spazi di democrazia. In questa situazione, riteniamo un dovere civile mantenere viva e forte la voce che – ne siamo convinti – in questi anni ha saputo essere critica, vigile, di stimolo anche per chi pensa diversamente da noi.

Come altre associazioni, Libertà e Giustizia sta soffrendo la crisi economica e ha dovuto compiere difficili scelte di riorganizzazione: le difficoltà sono state superate grazie a straordinarie risorse di solidarietà e di lavoro volontario, che hanno consentito di trasformare il disagio in nuova e stimolante opportunità di crescita.

La lezione di Syriza per la sinistra

24 gennaio 2015
Marc Lazar

Tutta l’Europa guarda ad Atene. Favorito alle elezioni di domenica, secondo i sondaggi, è Syriza, che si colloca a sinistra della sinistra. Una vittoria di questo partito darebbe indubbiamente uno scossone ai mercati finanziari, alla politica economica dell’Unione Europea e all’euro; e avrebbe effetti anche sulle sinistre europee. Perciò in Italia, da Sel alla minoranza del Pd, così come in Francia, dal Front de gauche auna parte dei Verts e ai socialisti critici nei confronti di Francois Hollande e di Manuel Valls, gli sguardi sono rivolti verso Atene. Un successo di Syriza sarebbe interpretato da queste forze come la dimostrazione di un rafforzamento della sinistra radicale. «La Grecia -ha spiegato Giorgios Katrougalos, docente di diritto pubblico ed eurodeputato di Syriza- sarà lo specchio del futuro d’Europa». È vero che da qualche tempo la sinistra della sinistra da prova di una dinamica positiva, chiaramente registrata nei sondaggi, in particolare in Grecia e inSpagna,

Giustizia: che cosa si può fare per abolire il carcere

23 gennaio 2015
Gustavo Zagrebelsky

Il carcere non è semplicemente privazione della libertà, come nel caso di un sequestro di persona. È qualcosa di qualitativamente diverso. Il sequestrato sa che la sua condizione è arbitraria e deve cessare il più presto possibile e che, fuori, c’è chi si dà da fare a questo fine. La vita continua nell’attesa. Una volta c’erano i “canta-cronache”.

Un bellissimo testo di vita e d’amore del 1959 – autore Fausto Amodei, contiene una lezione di filosofia morale che nell’ultimo verso dice: “Basta che non ci debba mai mancare qualcosa d’aspettare”. Ciò che possiamo aspettare è ciò che trasforma la mera esistenza biologica in vita. Vorrei ricordare una considerazione che viene da un uomo che il carcere l’ha conosciuto davvero e a lungo, Vittorio Foa.

Riforma elettorale, piena elettività e rappresentatività per garantire la sovranità popolare

Lettera aperta ai Senatori

22 gennaio 2015
(Firme in calce)

Caro Senatore,

molte ed autorevoli critiche sono state sollevate, nei confronti della prima versione dell’Italicum, concordata nel patto del Nazareno ed approvata, senza troppe varianti dalla Camera dei deputati. In un appello dei giuristi del gennaio dell’anno scorso è stato segnalata la preoccupazione e lo sconcerto della cultura giuridica democratica di fronte ad una riforma elettorale che riproduce gli stessi difetti di fondo del sistema elettorale che la Corte Costituzionale ha annullato con la sentenza n. 1/2014, mantenendo un enorme premio di maggioranza, le liste sostanzialmente bloccate e raddoppiando le soglie di sbarramento. Consideriamo di fondamentale importanza la posizione espressa dall’Anpi il 16 gennaio 2014 con un appello indirizzato a partiti, parlamentari e cittadini, che condividiamo.

Revisione della Costituzione e in particolare del Senato: mantenere le garanzie costituzionali

Lettera aperta ai Deputati

22 gennaio 2015
(Firme in calce)

L’attenzione sulla modifica in corso della Costituzione della nostra Repubblica e della legge elettorale resta a livelli troppo bassi e la discussione parlamentare, per come avviene, requisisce di fatto le decisioni senza consentire la necessaria partecipazione. E’ vero che il nostro paese, colpito da una crisi grave e tuttora in recessione, è concentrato su disoccupazione, perdita di reddito, assenza di prospettive per i giovani. Tuttavia le regole fondamentali come la Costituzione del nostro paese sono troppo importanti per il futuro della nostra democrazia per consentire disattenzione, per questo è molto importante l’appello dell’Anpi del 16 gennaio ai partiti, ai parlamentari, ai cittadini.

Il Fatto Quotidiano, 20 gennaio 2015

Il piatto del Nazareno

20 gennaio 2015
Marco Travaglio

Mentre il Piatto del Nazareno si gonfia ogni giorno di nuove pietanze – le controriforme elettorale e costituzionale, il mega-condono fiscale, il falso in bilancio copiato da quello di B., i vertici delle Procure-chiave, gli inciuci per issare al Quirinale il consigliori di Craxi nonché candidato del Caimano – saltano fuori (dal piatto) due leader che offrono una zattera a chi non vuol morire nazareno. Entrambi strappano con le precedenti appartenenze all’insegna della legalità. Il primo è un politico, Sergio Cofferati, uscito dal Pd dopo la vergogna delle primarie liguri truccate da extracomunitari cammellati e infiltrati mafiosi, fascisti, alfaniani e scajoliani, uniti ai renzian-burlandiani per continuare a spartirsi la regione: un SuperNazareno locale che diventa partito unico con candidato unico, ben oltre il patto e il piatto romano.

Il Sole 24ore 18-1-15 - L'Analisi

II Quirinale tassello cruciale del puzzle riformista

19 gennaio 2015
Sergio Fabbrini

Non si tratta solamente di eleggere una persona rispettabile al Quirinale. La posta in gioco nell’elezione del prossimo presidente della Repubblica è molto più alta. Quell’elezione potrebbe contribuire alla nascita di un nuovo regime politico in Italia. Che definisco, per comodità, la Terza Repubblica. Tale posta in gioco sembra sfuggire ai molti politici e osservatori che continuano a guardare a quell’elezione con una logica curiale. Per loro, tutto cambia per rimanere come prima. Ma non è così. E c’è da credere che non lo sia per il capo del governo e per i leader più responsabili delle forze politiche.

I giuristi dei Comitati Dossetti per la Costituzione

NUOVE ELEZIONI PER RIFORME CONDIVISE

19 gennaio 2015
Lorenza Carlassare

Preferibile ai fini dell’efficacia un sistema proporzionale

I giuristi dei Comitati Dossetti per la Costituzione Umberto Allegretti,
Gaetano Azzariti, Enzo Balboni, Lorenza Carlassare, Nicola Colaianni,
Francesco Di Matteo, Mario Dogliani, Luigi Ferrajoli, Domenico Gallo,
Valerio Onida, Umberto Romagnoli, Massimo Villone, con Sandro Baldini,
Maurizio Serofilli e col presidente dei Comitati Raniero La Valle, riuniti
a Bologna il 10 gennaio 2015 hanno preso posizione sulle riforme e sullo
stato della democrazia.

La Repubblica 17 gennaio 2015

La libertà di parola non è divisibile per questo difendo il diritto di satira

18 gennaio 2015
SALMAN RUSHDIE
rushdie

L’arte della satira è forza di libertà contro la tirannia e la disonestà. Non posso dire che tutti i miei libri rientrino in questa categoria, ma alcuni, sì. Il mio romanzo La vergogna è probabilmente il romanzo più direttamente satirico da un punto di vista politico che abbia scritto ed è piuttosto dura, la satira di questo romanzo. Eppure è un libro di cui sono fiero: stranamente, un quarto di secolo dopo, lo sento quasi più attuale di quando l’ho scritto, per come è andato il mondo. Essere uno scrittore, è un po’ come essere un compositore, devi comporre per un’orchestra. A volte scrivi di più per gli archi, a volte di più per la tastiera… Succede lo stesso quando si scrive. Non si scrive sempre per la stessa parte dell’orchestra, no-

Il Fatto Quotidiano 17 gennaio 2015

“La manina di Renzi salva-B. è un reato di falso”

18 gennaio 2015
Alessandro Pace (intervista di Silvia Truzzi)

La gelida manina era quella del premier. Lo ha detto lui, in favore di telecamere, dopo che si erano fatti altri nomi, da quello del ministro Pier Carlo Padoan a quello del vice Luigi Casero. Ma la paternità di quell’articolo della delega fiscale che stabiliva la depenalizzazione di evasione e frode fiscale al di sotto della soglia del 3 per cento dell’imponibile (facendo una “cortesia” a Berlusconi e alle grandi banche) è più che sospetta. Lo spiega Alessandro Pace, professore emerito di diritto costituzionale alla Sapienza