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Piccoli asili di periferia, licei di prestigio e diplomifici

Confermati gli sgravi per le paritarie: «Un cambio culturale»

5 marzo 2015
Federica Cavadini

Milano Accolgono il dodici per cento degli studenti, quasi quattro su dieci nelle scuole dell’’infanzia. Incassano rette che vanno dai tremila ai diecimila euro all’’anno. Ricevono dallo Stato l’”1 per cento della spesa per l’’istruzione. E altro arriva dalle Regioni, almeno in Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Veneto dove le famiglie che mandano i figli alle paritarie ricevono un buono scuola. Sono per due terzi «di ispirazione cristiana». E più della metà sono al Nord.

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5 marzo 2015
Massimo Marnetto

Da anni ci battiamo per eliminare la distinzione tra politici e società civile.
Ma poi, basta una legge che pone un filtro agli amministratori pubblici condannati in primo grado per reati contro la pubblica amministrazione e subito civili e politici si ritrovano su sponde opposte.
Ovviamente il riferimento è alla legge Severino, che ha fatto danni cavillando sulla concussione, ma almeno ha affermato il sacrosanto principio che chi è in condizione di dubbia onestà, non può ricoprire incarichi pubblici.

Il nipote di un partigiano scrive al Prof. Ginsborg dopo il Convegno di LeG a Firenze

Lettera di uno studente

5 marzo 2015
Francesco B. - studente dell'Università di Firenze
Lettera

Sono molto orgoglioso di aver frequentato le Sue lezioni e vorrei farLe presente che durante il convegno, grazie a Lei e ai relatori, un’ondata di forza e di fiducia mi ha pervaso.

Zanda, “Basta votare contro il partito ora serve obbedienza”

La sinistra, “Grave errore, così si accentua lo scontro tra di noi”

4 marzo 2015
Giovanna Casadio

ROMA . «Ci vuole disciplina, non si può andare avanti come nei mesi passati in cui ciascuno ha fatto quello che ha voluto… ». Non è più possibile perché in assenza del Patto del Nazareno, cioè dell’intesa con Forza Italia — spiegherà oggi Luigi Zanda, il presidente dei senatori dem nell’assemblea del gruppo — votare in dissenso creando una situazione di anarchia significa mettere a rischio il governo. La stretta nel Pd è stata annunciata ieri nell’ufficio di presidenza di Palazzo Madama.

Appello all’Anpi: guardi ai nuovi antifascisti

4 marzo 2015
Saverio Ferrari

L’antifascismo è oggi stretto fra derive opposte. Tra la parte istituzionale incarnata dall’Anpi e l’antifascismo antagonista e giovanile.
L’Anpi in questi ultimi anni ha cercato di rinnovarsi. Un’operazione riuscita a metà. Sono arrivate nuove iscrizioni, spesso di militanti in fuga dai partiti di sinistra, e si è assistito a una ripresa di vitalità. Ma in diverse situazioni si sono anche manifestate chiusure e indisponibilità al dialogo con le nuove generazioni. Un panorama vario e articolato, città per città. Prevalente è stato però, nel complesso, l’affermarsi di un profilo marcatamente istituzionale, con un’attività di tipo celebrativo quasi esclusivamente rivolta al passato.

Il partito dei musulmani sfida la Francia. Non siamo quelli del libro di Houellebecq

3 marzo 2015
Aline Arlettaz

Un partito islamico democratico di Francia, pronto a partecipare alle elezioni provinciali, a conquistare seggi e un giorno, chissà, a governare. Non è la fantapolitica dell’ultimo libro di Michel Houellebecq, ma la realtà della Francia di oggi. Piccola, limitatissima, ma reale. Il Partito dell’unione dei democratici islamici di Francia (Udmf) esiste, è stato fondato da Nagib Azergui, si presenterà fra poche settimane al voto dipartimentale e ha un programma semplice e preciso. Libertà di portare il velo nelle scuole, possibilità di studiare l’arabo come lingua straniera nei licei, ingresso della Turchia nell’Unione europea, puntare sui prodotti halal (cioè rispettosi delle regole islamiche) per rilanciare l’economia e creare posti di lavoro.

Scuola, detrazioni per le private; il nodo dei 30 mila precari esclusi. Nella bozza sgravi fiscali sulle rette fino a 4 mila euro. “Ma deciderà Renzi”

2 marzo 2015
Orsola Riva

Il decreto sulla Buona Scuola, dopo mesi di travagliata gestazione, arriva domani sul tavolo del Consiglio dei ministri. Il suo fulcro era e resta il piano di maxi-assunzioni annunciato a settembre scorso, ma negli ultimi giorni il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini (già segretario di Scelta civica, ora senatrice Pd) ha deciso di inserire un nuovo, spinosissimo, capitolo: quello delle detrazioni — fino a 4.000 mila euro — per le famiglie che iscrivono i propri figli alle scuole paritarie. Materia politicamente assai delicata — basti pensare all’’articolo 33 della Costituzione che riconosce il diritto di istituire scuole private purché senza oneri per lo Stato. Gli studenti sono sul piede di guerra e il Partito democratico si è, anche su questo, subito diviso (una trentina di parlamentari ha deciso di strappare in avanti, sottoscrivendo, insieme ad altri colleghi, da Rocco Buttiglione a Paola Binetti, una lettera in favore pubblicata da Avvenire ).
Spiega l’’onorevole Simona Malpezzi, una delle firmatarie: «Sto ricevendo moltissime lettere di protesta, ma

Nella lettera alla Consob, la tv di Stato ricorda che il premier può bloccare la cessione delle torri televisive grazie al golden power

RaiWay strategica, c’è il diritto di veto

2 marzo 2015
Aldo Fontanarosa

Roma. Per difendere le sue torri tv dall’’assalto aggressivo di Mediaset, la Rai gioca la carta del “golden power”. Rivelano fonti vicine al ministero dell’’Economia che – nella sua lettera alla Consob – la televisione di Stato chiama in causa la legge 56 del 2012. E cioè le norme che mettono sotto speciale protezione i settori di «rilevanza strategica » del Paese come l’’energia, i trasporti e appunto le comunicazioni.
Matteo Renzi – ricorda la Rai – il 26 febbraio ha confermato che la televisione di Stato non deve scendere sotto il 51% nella sua società delle antenne (RaiWay), da conservare dunque il pieno controllo pubblico. Queste parole hanno un forte valore politico, simbolico. Ma assumono anche rilievo istituzionale perché la legge 56 del 2012 assegna al presidente del Consiglio un potere di veto su operazioni (come «fusioni, cessioni di diritti reali, assunzioni di vincoli») che investano imprese di Stato dal rilievo strategico, come è appunto RaiWay. In linea teorica, la casa madre Rai potrebbe anche vendere

La manifestazione. Folla per Nemtsov: Non ci fate paura

2 marzo 2015
Giuseppe Agliastro

In Russia l’’opposizione non è morta. Lo dimostrano le decine di migliaia di persone che ieri hanno sfilato nel centro di Mosca per ricordare Boris Nemtsov: l’’avversario politico del Cremlino fatto fuori a colpi di pistola venerdì notte a pochi passi dalla piazza Rossa. Ma per chi è sceso in strada il corteo è stato anche un’’occasione per protestare contro lo strapotere dello ‘zar’ Vladimir Putin, contro la corruzione, contro la guerra nel Donbass. E anche contro la crisi economica che tanti dissidenti legano al braccio di ferro delle sanzioni tra Mosca e Occidente per l’’Ucraina. È insomma come se la marcia anticrisi di primavera organizzata dall’’opposizione non fosse mai stata annullata a causa dell’’uccisione di Nemtsov, ma semplicemente spostata dal quartiere periferico di Marino (dove l’’avevano relegata le autorità) al centro. Il corteo è partito alle 15 dal Kitaigoroskij proezd tra bandiere russe listate a lutto e foto dell’’ex vice premier. “Russia senza Putin! ” urlavano i manifestanti, molti con in mano

L’Onu: c’è poco tempo per evitare che la Libia cada nel baratro

Rapporto di Ban Ki-moon: la guerra civile totale è dietro l’angolo

1 marzo 2015
Paolo Mastrolilli

«La Libia è pericolosamente vicina al baratro di una guerra civile totale». Non ha usato mezzi termini, il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, nel rapporto che ha appena presentato al Consiglio di Sicurezza, per sollecitare la prosecuzione della missione Unsmil e l’accelerazione del negoziato diplomatico per creare un governo di unità nazionale. L’alternativa al dialogo fra le parti è «la prosecuzione della violenza e il disordine politico, che serviranno solo a minare l’unità nazionale e l’integrità territoriale del paese». E questo a fronte di una minaccia terroristica che Ban definisce «un pericolo imminente». Fonti ben informate dicono che ormai è «questione di settimane».