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L’indennità per i cocopro che perdono il lavoro doveva essere operativa già a gennaio: non ci sono neppure i moduli della Dis-coll. Beffa per i lavoratori discontinui: la Naspi è dimezzata, e scoppia la protesta

Due buchi nel Jobs act. Precari senza ammortizzatori e metà assegno agli stagionali

20 aprile 2015
Valentina Conte
beffa jobs act

La Discoll, l’indennità di disoccupazione per i collaboratori, sostituisce l’una tantum della Fornero (un flop per i requisiti troppo stringenti), dura al massimo sei mesi per non più di 1.300 euro al mese. Al momento però non esiste. All’Inps fanno notare che il decreto istitutivo è in vigore solo dal 7 marzo (ma la copertura della disoccupazione parte da gennaio) e che la bozza di circolare attuativa è stata spedita ai ministeri competenti, Lavoro e Economia. Risultato? Zero.

La sinistra attende una mediazione Se il premier fa sul serio, cambia tutto". Cuperlo: Vedremo se è una apertura vera.

Bersani: Nessuna ritirata, combattiamo. Speranza intanto prepara gli scatoloni

19 aprile 2015
Goffredo De Marchis

Roma. Roberto Speranza fa sul serio: prepara gli scatoloni, «da lunedì prenderò un’altra stanza qui al gruppo» anche se non ancora non c’è un nuovo capogruppo. ««So che a Matteo piace mantenere il punto, scherza quindi rimane tra noi la distanza sulle riforme ». Ma la minoranza del Pd non si sente davvero sconfitta dopo la riunione bollente di mercoledì notte.

Diaz e checks and balances

17 aprile 2015
Roberto Settembre
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A mettere insieme le parole di Fabio Tortosa del 14 aprile 2015, i circa 200 “Mi piace” di suoi colleghi e di qualche dirigente della Polizia di Stato, la sentenza della CEDU del 7 aprile sulla tortura alla scuola Diaz, e le parole del funzionario di PS Fournier che, presente ai fatti definì l’accaduto una “macelleria messicana”, non vengono solo i brividi a tutti i “beceri perbenisti che crediamo ancora nei regolamenti, nelle leggi, nella Costituzione o persino nella Convenzione dei diritti dell’uomo” come ha detto su La Repubblica Sebastiano Messina il 15 aprile 2015.

Non solo brividi, ma una seria , serissima preoccupazione istituzionale, perché, se anche ( ma temiamo fermamente che non sia così)

Gramsci e l’Armenia

15 aprile 2015
Nadia Urbinati

«Avviene sempre così. Perché un fatto ci interessi, ci commuova, diventi una parte della nostra vita interiore, è necessario che esso avvenga vicino a noi, presso genti di cui abbiamo sentito parlare e che sono perciò entro il cerchio della nostra umanità». Cominciava così l’articolo che Antonio Gramsci dedicava al massacro degli armeni, uscito su Il Grido del Popolo l’11 marzo 1916 (e tradotto ora in inglese da Ara H. Merjian). Ci commuoviamo per ciò che succede vicino a noi e siamo indifferenti a tutto il resto. Per questo, il ruolo del giornalismo è importante:

La confessione shock dell’agente sulla Diaz

15 aprile 2015
Sebastiano Messina

E proprio la lacuna della verità processuale, quella lista di nomi mai consegnata ai magistrati, viene adesso impugnata per vantarsi. È davvero finita, nella polizia di Stato del 2015, la stagione dei pestaggi da macelleria messicana, delle torture, delle botte a chi dorme? Quando uno legge che un poliziotto si vanta su Facebook di aver partecipato a quello che il vicequestore Fournier definì un pestaggio «da macelleria messicana», e scrive con l’orgoglio del supereroe in incognito «io c’ero quella notte alla Diaz, e ci rientrerei mille e mille volte» viene colto da un dubbio.

Elezioni/Londra, il manifesto pro-poveri di Miliband

Partito laburista supera i Tory nei sondaggi e punta su un programma di ridistribuzione della ricchezza

14 aprile 2015
Leonardo Maisano
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Londra.«Sono pronto. Sono pronto a scrivere la parola fine al vecchio adagio secondo il quale per stare bene bisogna occuparsi solo dei ricchie potenti…la verità è che quando i lavoratori vincono, vince la Gran Bretagna». Ed Miliband mette da parte lo sguardo un poco torvo, corregge la parlata a tratti incerta, afferra i vessilli della sinistra laburista e annuncia di aver finito l’allenamento sui banchi dell’opposizione. È “pronto”, dice, a governare.

Fondazioni, stop alla giungla, trasparenza sui soldi ai politici

13 aprile 2015
Annalisa Cuzzocrea

Roma. Un disegno di legge per censire le fondazioni politiche e sottoporle agli stessi obblighi di trasparenza richiesti ai partiti. Lo presenterà nelle prossime settimane il deputato ed ex tesoriere pd Antonio Misiani. Che su questo, potrebbe trovare l’appoggio del Movimento 5 Stelle: «Sto facendo una ricognizione di tutte le fondazioni riconducibili a personaggi politici – dice il presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico – voglio tracciare una mappa del potere comprensibile a tutti i cittadini».
A ritirar fuori una polemica venuta fuori già tre anni fa, nel momento in cui si mise mano al

L’impasse dell’Unione/Un’altra chance all’Europa

Spinelli e Vaciago: uscire dal torpore attuale per ritrovare il senso morale di un grande progetto

12 aprile 2015
Mauro Campus
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Siamo sinceri. Per parlare in maniera originale dell’Europa del 2015 sarebbe necessario ricorrere a provocazioni che aiutino a superare il tedio della litania che impegna da anni la politica del “Vecchio mondo”. E, infatti, di un programma che indirizzi uno slancio nella ricostruzione europea non vi è che qualche segnale, che ingrossa una pubblicistica cospicua ma con un’incidenza sulla formazione dell’opinione pubblica vicina allo zero. L’arte del rinvio cui il discorso pubblico europeo è inchiodato restituisce un’immagine di fissità alla quale niente sembra in grado di imporre un’accelerazione.

«Nella vita si deve scegliere. Ecco la lezione dei partigiani»

Carlo Smuraglia: nel periodo 1943-45 si risvegliarono energie fino allora inerti

11 aprile 2015
Antonio Carioti
carlo smuraglia

Nato nel 1923, Carlo Smuraglia era studente universitario a Pisa quando i tedeschi, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, assunsero il controllo dell’Italia centro-settentrionale. Si allontanò allora verso le Marche, sua terra d’origine. E qui più tardi gli arrivò la chiamata di leva della Repubblica sociale fascista, alla quale si sottrasse fuggendo in montagna. Ma non perché si rifiutasse di combattere: fece infatti la sua parte quando in seguito, giunta nella sua regione l’VIII armata britannica, non esitò ad arruolarsi nella divisione Cremona del Corpo italiano di liberazione, con cui proseguì la guerra lungo l’Adriatico fino a Venezia.

Un libro di Francesco Paolo Casavola, edito da Cittadella, sui problemi dello Stato

Riforme costituzionali. La nostra carta d’identità

10 aprile 2015
Enzo Cheli

La vita istituzionale del nostro Paese attraversa oggi una stagione molto particolare in attesa di quella «grande» riforma costituzionale che è stata avviata e che, una volta attuata, finirà per cambiare un buon terzo della disciplina contenuta nella Carta repubblicana del 1948. Se i tempi che il governo e la maggioranza si sono dati verranno rispettati, entro il prossimo anno assisteremo alla modifica delle strutture e delle funzioni del Parlamento, di molti poteri del governo, del modo di elezione del capo dello Stato, delle competenze della Corte costituzionale, degli istituti di democrazia diretta, dell’intero sistema dei rapporti tra Stato centrale e autonomie territoriali. In pratica, se aggiungiamo la riforma elettorale che si discute in parallelo con la riforma costituzionale, assisteremo a un