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Barbara Spinelli, “Golpe di tipo nuovo voluto da Merkel, Lagarde e Renzi”

2 luglio 2015
Giampiero Calapà
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«Inammisibile e quanto meno irrituale l’’ennesimo tentativo tedesco di interferire nella politica greca». Una volta c’’erano i colonnelli, oggi l’’austerità della Germania, la Grecia è sempre la vittima e Barbara Spinelli, eurodeputata della Sinistra europea, figlia di Altiero, padre dell’’Europa, accusa: «È in atto un tentativo di colpo di Stato post-moderno». Le ultime ore sono concitate. Juncker riapre, Tsipras avanza nuove richieste. Si riavviano le trattative, ma interviene la Merkel: «No al terzo salvataggio prima del referendum».

Anche l’’Europa deve cambiare la sua politica

2 luglio 2015
Bill Emmott

Dove va l’’Europa a questo punto, dopo il referendum greco del 5 luglio e il suo fallimento nel rimborsare il Fmi? La risposta è che non ha davanti a sé nulla di buono, dal momento che qualunque cosa accada questo è stato un grande fallimento per l’’Unione europea, nonché un enorme fallimento per la Grecia e per il governo che aveva eletto solo a gennaio.

L’appello/Così si salva la democrazia

29 giugno 2015
Barbara Spinelli e Étienne Balibar
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Caro direttore, chiediamo ai tre creditori della Grecia (Commissione, Banca centrale europea, Fondo Monetario internazionale) se sanno quello che fanno, quando applicano alla Grecia un’ennesima terapia dell’austerità e giudicano irricevibile ogni controproposta proveniente da Atene. Se sanno che la Grecia già dal 2009 è sottoposta a un accanimento terapeutico che ha ridotto i suoi salari del 37%, le pensioni in molti casi del 48%, il numero degli impiegati statali del 30%, la spesa per i consumi del 33%, il reddito complessivo del 27%, mentre la

L’inverno dei diritti e le “contro-costituzioni”

29 giugno 2015
Stefano Rodotà
diritti negati

L’inverno dei diritti è tra noi, e non è cominciato ieri. Vengono smantellate le garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori, ultime quelle riguardanti i controlli a distanza, alle quali era affidata la dignità dei lavoratoti. Alte mura si ergono ai confini dell’Unione europea e tra gli stessi Stati, per allontanare i disperati migranti in forme che negano la loro umanità. Si spende la parola solidarietà e mai le politiche sono state così poco solidali. Ai diritti sociali si oppone l’inesorabile logica economica. Si respingono le proposte sul reddito minimo in nome

Il Presidente Obama lancia una campagna per una drastica regolamentazione dell'uso delle armi. 

Obama: dopo le ultime tragedie delle armi, la solidarietà non basta

29 giugno 2015
Barack Obama
Obama

Nessuna singola riforma basta da sola a eliminare la violenza. Ma non possiamo rinunciare; o tragedie come queste diventeranno una sorta di nuova normalità. Dobbiamo fare progressi dove possiamo, OFA e altri gruppi hanno un vero e proprio impegno da portare a termine (traduzione di M.Marnetto – testo originale a seguire).

Nuovi contratti: +178mila, solo 31mila fissi

A maggio rallenta l’’aumento del tempo indeterminato: quasi tutte «trasformazioni»

25 giugno 2015
Giorgio Pogliotti

Roma. Maggio si chiude con un saldo occupazionale positivo pari a 178.176 contratti. Per la gran parte si tratta di contratti a tempo determinato – il saldo tra attivazioni e cessazioni è di 145.901 -, mentre il differenziale per i contratti a tempo indeterminato è positivo solo per 1.610 nuovi contratti, ai quali vanno aggiunte 29.934 trasformazioni, portando così a 31.544 il numero complessivo di contratti stabili.

Il pm di Napoli su compravendita dei senatori per far cadere il governo Prodi

“Condannate Berlusconi a 5 anni”

25 giugno 2015
Dario Del Porto
lavitola

L’’imputato principale, Silvio Berlusconi, non è in aula. Nei suoi confronti, la Procura chiede la condanna «senza attenuanti» a 5 anni di reclusione con l’’accusa di corruzione. Secondo l’’aggiunto Piscitelli e i pm Henry John Woodcock, Alessandro Milita e Fabrizio Vanorio, l’’ex premier fu il «regista, il finanziatore e il beneficiario», di un piano, la cosiddetta “Operazione libertà”, che tra il 2006 e il 2008 si concretizzò in «un colossale investimento economico diretto ad ottenere il risultato che interessava Berlusconi, anzi lo ossessionava come ha riferito uno dei testimoni: mandare a casa il governo Prodi»

L’accusa del ministro greco: ai vertici europei le nostre proposte sono boicottate da funzionari e tecnici. Così l’Eurogruppo sta perdendo potere

22 giugno 2015
Yanis Varoufakis.
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Il meeting di giovedì scorso dell’Eurogruppo è scivolato via e passerà alla storia come un’occasione perduta di dar vita a un accordo tra la Grecia e i suoi creditori, per altro già tardivo. Forse, l’osservazione più significativa proferita da un ministro delle Finanze tra i partecipanti è stata quella dell’irlandese Micheal Noonan, che ha protestato perché i ministri delle Finanze non erano stati messi al corrente della proposta avanzata dalle istituzioni al mio governo.
La zona euro si muove in modo misterioso. Decisioni di importanza preminente sono approvate senza

In nome di Dostoevskij ribelliamoci a un mondo docile

Un saggio sul Grande Inquisitore e l’enigma del potere

21 giugno 2015
Enzo Bianchi (Priore della comunità di Bose)
liberi servi

È forse possibile esporre e interpretare Dostoevskij senza interloquire continuamente nel discorso? Parlare di lui senza parlare con lui? È questo tipo di fedeltà che egli richiede». Le parole di Luigi Pareyson citate da Gustavo Zagrebelsky nella premessa del suo ‘Liberi servi’, danno il tono di un testo denso e affascinante su «Il Grande Inquisitore e l’enigma del potere». È infatti un continuo andirivieni tra gli scritti del gigante della letteratura russa che accompagna sempre il lettore: uno coglie l’attualità etica o politica di un passo della Leggenda del Grande Inquisitore e viene t

Ora l’Europa deve scattare in avanti

21 giugno 2015
Bill Emmott
tragedia greca

Beh, i greci sono famosi da sempre per le loro tragedie così come per le loro doti teatrali, quindi non dovrebbe sorprendere che il lungo dramma sull’adesione della Grecia all’euro stia volgendo a una fine tragica. Questo significa che la Grecia sta per dichiarare il default sui debiti pubblici e lasciare la moneta unica? La risposta è sì, probabilmente lo farà, forse nel giro di pochi giorni. Ma il futuro con ogni probabilità sarà tragico si raggiunga o meno un accordo all’ultimo minuto per tenere dentro la Grecia.