Dimettiti. Gli appelli per il 5 febbraio
o.p.
Lorella Zanardo, Gustavo Zagrebelsky, Paul Ginsborg e Dario Franceschini. Tutti al Palasharp per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi.
Lorella Zanardo, Gustavo Zagrebelsky, Paul Ginsborg e Dario Franceschini. Tutti al Palasharp per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi.

Il capogruppo Pd alla Camera: “Temo che il male più insidioso sia l’assuefazione. Ecco perché mi pare assolutamente positiva e importante la manifestazione organizzata da Libertà e Giustizia sabato a Milano, con la partecipazione di grandi personalità, che possono davvero contribuire con la loro presenza e le parole, a risvegliare le coscienze di questo paese”.

Il Grande Bugiardo aggiorna il copione. Nella commedia degli inganni, ha ora il ruolo di protagonista il rilancio dell’economia, la libertà d’impresa. Ritorna sulla scena l’articolo 41 della Costituzione. Prima lo muoveva Tremonti, ora la muove Berlusconi, ma resta l’eterno alibi col quale si cerca di giustificare l’impotenza del governo.

Guardiamo alla storia di questi anni. Nel tempo il governo ha provato una serie di cosiddette riforme: dalla legge sulle intercettazioni, al processo breve, alla legge bavaglio. Sono sempre stati costretti a fare marcia indietro anche grazie alla mobilitazione massiccia della gente. È la regola d´oro della politica moderna: senza partecipazione fanno quello che vogliono, con la partecipazione è possibile farli fermare.
MILANO – Quello andato in scena sabato, proprio sotto la Scala, era solo un prologo. Donne in piazza, con le loro sciarpe bianche e la loro indignazione, per chiedere a Berlusconi di andarsene. La protesta continua, con un culmine negli otto giorni compresi tra sabato prossimo e il 13 febbraio. [...]

Grande mobilitazione con Umberto Eco, Paul Ginsborg, Roberto Saviano, Gustavo Zagrebelsky e molti altri testimoni della società civile. Per esigere le dimissioni del presidente del Consiglio e liberarci del potere corrotto e corruttore di Silvio Berlusconi, del fango, degli attacchi alla Costituzione, alla magistratura, all’informazione, alla dignità delle donne. Firma l’appello, siamo già oltre le 100 mila firme. Prenota il viaggio // Leggi gli appelli

Le accuse? Vanno negate, anche quando è impossibile contraddirle. Le critiche? Sono “spregevoli, turpi e ripugnanti”, come le ha definite il Cavaliere nel suo ultimo show televisivo, quello da Gad Lerner su La7. Sono questi i canoni della comunicazione mediatica selvaggia, imposta dal premier dopo l’esplosione del Rubygate.
La Vanguardia, Paul Ginsborg: “Italia es muy individualista y sin una ética pública clara”
Suddeutsche Zeitung, Jede Stunde zählt
Our Friends of Italy in the Usa
Dear LeG, Thank you