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Lettera Aperta

SOS – STERMINIO IN MARE

22 aprile 2015
Barbara Spinelli e altri
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Oltre 900 morti nel Mediterraneo nella notte tra sabato 18 aprile e domenica, a 60 miglia dalle coste libiche. È il più grande sterminio in mare dal dopoguerra. Questo è un giorno di svolta. A partire da oggi occorre mettere la parola urgenza, al posto di emergenza. Bisogna dare alla realtà il nome che merita: siamo di fronte a crimini di guerra e sterminio in tempo di pace. Clicca qui per leggere la lettera e per sottoscriverla

Il 25 Aprile e l’arroganza del Potere

22 aprile 2015
Sandra Bonsanti
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Per la prima volta nella storia politica italiana è stata decisa dal capo del governo una sorta di deportazione di massa di deputati dissenzienti: dieci esponenti del Pd che volevano discutere di cambiamenti alla legge elettorale votata dal Senato sono stati sostituiti in commissione affari costituzionali di Montecitorio. Una pura e semplice “formalità”, spiegano gli uomini di Renzi. Un grave vulnus alla democrazia parlamentare dicono i dieci. E non soltanto loro.

Il naufragio dell’Occidente

21 aprile 2015
Ezio Mauro
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C’è tutta la sproporzione del mondo in cui viviamo, tutto il peso delle disuguaglianze che sopportiamo e pratichiamo, nella corsa di centinaia di migranti sul lato del peschereccio egiziano, per protendersi verso le luci del mercantile che si sta avvicinando a mezzanotte. Fino a far inclinare il barcone con la forza della disperazione e della speranza che diventano la stessa cosa: per poi rovesciarlo nel naufragio che condanna alla morte certa i profughi trasformati in prigionieri nelle stive chiuse a chiave dai trafficanti di schiavi.

SOS – STERMINIO IN MARE

21 aprile 2015
Barbara Spinelli
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700 morti nel Mediterraneo nella notte tra sabato 18 aprile e domenica, a 60 miglia dalle coste libiche. È il più grande sterminio in mare dal dopoguerra, dopo i 366 morti del 3 ottobre 2013 a Lampedusa. Inutile snocciolare i numeri delle scorse settimane, le percentuali in costante aumento: sempre giunge l’ora in cui il numero acceca la vista lunga, la storia che sta alle spalle, le persone che la cifra indica e al tempo stesso cancella. Enumerare non serve più, se non chiamiamo a rispondere gli attori politici del dramma: la Commissione europea, gli Stati dell’Unione, l’Alto Commissariato dell’Onu. A tutti va ricordato che le normative sul soccorso dei naufraghi e sul non respingimento sono divenute cogenti in contemporanea con l’unificazione europea, in memoria del mancato soccorso alle vittime dei genocidi nazisti. Sono la nostra comune legge europea.

Alberto Vannucci nuovo Presidente di Libertà e Giustizia. Il discorso prima dell'elezione

Un laboratorio di idee per la tutela del bene comune e un’incubatrice di capitale sociale

20 aprile 2015
Alberto Vannucci
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Come candidato alla Presidenza di Libertà e Giustizia ricevo il testimone da Sandra Bonsanti, che ringrazio di cuore per il lavoro straordinario degli ultimi tredici anni. Anni che hanno visto l’Associazione crescere e svolgere una funzione cruciale di resistenza civile in tempi difficili per il nostro paese. In continuità con questo percorso, di cui possiamo andare fieri, conto di apprendere strada facendo, grazie al sostegno degli organi dirigenti e dei soci tutti, come ricoprire al meglio delle mie possibilità questo incarico.

Se dovessi descrivere le linee di azione e l’identità dell’Associazione che ho in mente potrei limitarmi a dire che è una libera unione di cittadini che lavorano assieme all’elaborazione di strumenti culturali per il …

I pericoli del Ttip, l’accordo di libero scambio Germania patria del fronte del no

Stretta sul trattato Usa-Ue. Flash mob e proteste in 600 piazze del mondo

19 aprile 2015
Federico Rampini
Ttip

In particolare gli avversari denunciano la facoltà che verrebbe data alle multinazionali, di opporsi alle decisioni prese da Stati sovrani e democratici, contestandole presso delle corti di arbitrato private. “Privatizzazione della giustizia”, l’ha definita perfino un partito di governo tedesco, la Spd socialdemocratica.

Tra l’Italicum e la questione morale

17 aprile 2015
Federico Geremicca

La quiete dopo la tempesta è un classico, anche in politica: infatti regala tempo, un tempo necessario a valutare i danni inferti, quelli subiti e a riflettere sulle mosse da fare. Così come è un classico l’offerta del solito ramoscello d’ulivo, che permette di valutare stato d’animo, intenzioni e disponibilità al compromesso da parte dell’avversario appena bastonato.
E così, quello di ieri è stato per il Pd il giorno in cui una tregua impossibile ha momentaneamente interrotto una guerra inevitabile: Matteo Renzi è partito per gli Usa, e i suoi avversari ne hanno approfittato per tratteggiare bilanci e strategie.
Al centro dello scontro c’è l’Italicum: anzi, l’Italicum e gli effetti che

Nessuna ragione di diritto perché siano conservati ai parlamentari condannati

La brutta figura di noi giuristi sullo scandalo dei vitalizi

15 aprile 2015
Gustavo Zagrebelsky

Un caso da non prendere sottogamba. Le Camere si trovano a discutere se sia ragionevole che i parlamentari decaduti in conseguenza di condanna irrevocabile per reati di particolare gravita’ possano continuare a percepire il cosiddetto “vitalizio”; se, dunque, sia ragionevole sostenere, vita natural durante, coloro che dal Parlamento siano stati allontanati per una ragione di indegnità. “Indegnità” è parola della Costituzione, insieme a “disciplina e onore”.

Con perfetto stile fascista

15 aprile 2015
Sandra Bonsanti
Conformismo

Non è la prima volta: molta storia d’Italia, dal secolo scorso ad oggi, è costellata di tentativi di capi del governo di “impossessarsi”, attraverso una legge elettorale, del Parlamento per poter governare come piace a loro.
Riuscì nel 1928 a Mussolini e la legge passò con 161 voti contro 46: Oggi nessuno ricorda i 161, ma i nomi di quei 46 sono sempre citati nei libri di storia. Il “Foglio d’ordini” del partito nazionale fascista scrisse che l’approvazione della legge elettorale era avvenuta “con perfetto stile fascista, senza discussione, con disciplina assoluta”. Da allora quando Mussolini entrava nell’aula, quello che restava del Parlamento si alzava in piedi e cantava “Giovinezza”.

La “madre di tutte le battaglie” ora rischia una bocciatura

I renziani ottimisti: a giugno la riforma della scuola

14 aprile 2015
Francesca Schianchi
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«L’istruzione al centro» per uscire dalla crisi. L’educazione come «motore dello sviluppo». E l’edilizia scolastica da cui ripartire se no «non andiamo da nessuna parte», perché «investire nella scuola vuol dire investire nella legalità e nella giustizia». Ha cominciato a dirlo non appena nominato premier, Matteo Renzi, che la cifra del suo governo doveva essere una grande attenzione per la scuola, «madre di tutte le battaglie»: e allora via con l’annuncio, già nel discorso di insediamento, di un «programma straordinario nell’edilizia scolastica»;