Diventa Socio

Rubare il futuro la dura legge che incatena le generazioni

25 marzo 2015
Gustavo Zagrebelsky
Isole di Pasqua

Le società vecchie sono quelle soffocate dal peso del passato. Le giovani sono quelle che, almeno in parte, se ne affrancano, per guardare liberamente se stesse e deliberare senza pregiudizi. Le età delle società si misurano in “generazioni”. Ma, che cosa sono le generazioni, una volta che, dalla cellula in cui sta il rapporto generativo genitori-figli, si passa alla dimensione sociale in cui migliaia o milioni d’individui si succedono sulla scena della vita, gli uni agli altri?

Il giglio costituzionale

25 marzo 2015
Sandra Bonsanti
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Quando non sa che dire o come rispondere alle accuse di autoreferenzialità e di decisionismo, il presidente del Consiglio e segretario del Pd tira su il ponte levatoio e dall’interno della fortezza attacca con l’arma che preferisce: il disprezzo, l’arroganza, la propaganda che distorce e umilia.
Le sue parole diventano cattive; il suo sorriso, beffardo.
Così, nelle ultime ore, ha fatto una lezione agli studenti della Luiss che resterà nella storia delle “democrature” per l’uso che Renzi ha fatto della

Dopo i professoroni, ecco i pigri di Renzi

Riforme, il premier alla Luiss: “Deriva autoritaria? Chi fa questo commento è pigro”

24 marzo 2015
www.repubblica.it
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Roma – Una difesa del lavoro fatto dal governo e della validità delle riforme istituzionali intraprese, replicando a chi parla di derive autoritarie e di dittature. E’ un Matteo Renzi a tutto campo quello che nel pomeriggio parla agli studenti della Luiss, scegliendo ancora una volta di andare all’attacco.

“Questo è il luogo in cui ci giochiamo il futuro – ha esordito il premier – Oggi abbiamo bisogno di fare una scommessa in questo settore: c’è bisogno di scuola, è la sfida culturale che dobbiamo vincere al tempo del terrorismo. L’Italia dei prossimi 50-100 anni dipenderà dal modello educativo e universitario.

Tra i democratici c'è chi prende le distanze dal candidato Pd-Fi, Silvio Alessi. Sel invita alla rivolta della base. Da Fratelli d'Italia l'appello all'unità del centrodestra. Crocetta: "Rispettare il voto"

Primarie-pasticcio di Agrigento, il forzista sbanca le primarie del centrosinistra

24 marzo 2015
Giusi Spica

La vittoria alle primarie di Agrigento del candidato espressione della strana coalizione Pd-Forza Italia spacca i democratici, fa indignare la sinistra e getta scompiglio anche nel centrodestra. Nel Pd c’è chi è pronto a bocciare la candidatura appena venuta fuori dalle urne. Lui, il vincitore, non sembra curarsi della polemica e festeggia: “Ha vinto la voglia di fare”. Il primo ad affondare il colpo è il renziano Fabrizio Ferrandelli, deputato regionale Pd all’Ars: “Non c’è nulla da festeggiare. E’ una brutta operazione di trasformismo. Si è ceduto il partito a un uomo di Fi”. Parla di “assurdità politica” anche il deputato Pd Giuseppe Lauricella: “Non ho partecipato alle ‘falsarie’ di Agrigento che, come previsto, hanno dato la candidatura a sindaco ad Alessi di Forza Italia. Complimenti ai vari Gallo e Cimino che hanno approfittato del ‘genio’ dei dirigenti e deputati della provincia. Ma così è un vincere facile. Ora saranno soddisfatti i dirigenti’ Pd con due candidati del

Speranza: “No a segnali di debolezza interni”. Bindi e Fassina in piazza con la Fiom sabato 28

D’Alema non fa breccia tra gli scontenti del Pd

23 marzo 2015
Francesca Schianchi
wrastling

«Abbiamo avviato un percorso. Peccato per qualche intervento che ha complicato la giornata e non ha aiutato…», sospira Stefano Fassina, facendo riferimento alla riunione di sabato delle minoranze Pd e al discorso di D’Alema. Dando voce a un fastidio che è condiviso da molti della minoranza per l’intemerata dell’ex premier: perché se Matteo Renzi risponde all’attacco dalemiano alla conduzione «arrogante» del Pd e all’invito fatto alle minoranze di assestare «colpi» che «lascino il segno» dicendo in nu’intervista a «Repubblica» che si tratta di

Sulle riforme, l’afasia delle opposizioni

22 marzo 2015
Gaetano Azzariti
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Nel dibat­tito par­la­men­tare sulla riforma costi­tu­zio­nale è emersa in tutta la sua dram­ma­tica evi­denza l’impotenza delle oppo­si­zioni. L’epilogo del dibat­tito alla Camera appare, anche dal punto di vista sim­bo­lico, espres­sione della con­fu­sione e della debo­lezza delle forze che – a volte corag­gio­sa­mente, a volte meno – pro­vano a con­tra­stare la rivo­lu­zione pas­siva del governo in carica. Tutti in balia ormai dei gio­chi e dei tat­ti­ci­smi che per­met­tono al più abile tra i gio­co­lieri di vin­cere a mani basse ogni par­tita, men­tre le altre parti in causa non rie­scono nep­pure a far com­pren­dere i motivi della pro­pria scon­fitta. Sfu­mano — sino a spa­rire – le ragioni del con­flitto, riman­gono in super­fi­cie solo i lamenti ovvero i sem­pre più inve­ro­si­mili pro­po­siti di rivalsa.

Le associazioni frenano: “Sì a una rete, è presto per la politica”  

20 marzo 2015
Maria Cristina Carratù

Lanciato a tutta birra verso la grande manifestazione del 28 marzo contro il Jobs Act, che dovrebbe segnare anche il battesimo di piazza della sua Coalizione Sociale, Maurizio Landini sembra non aver fatto i conti con la varietà di reazioni alla sua accelerata, in qualche caso veri mal di pancia, di alcune potenziali componenti del Co.So. Associazioni come Libera, Emergency, Arci, Anpi, organizzazioni studentesche e professionali, a cui aveva fatto appello in vista della formazione del futuro soggetto, da decidere se solo sociale, o anche politico. E politico in che senso (aggregazione della società civile? Movimento? Partito?). Tutti convocati per lettera all’incontro di sabato scorso, non tutti, in realtà, convinti

Un nuovo associazionismo dei magistrati per difendere la giustizia dalla politica

20 marzo 2015
Paolo Flores D'Arcais, Piercamillo Davigo, Sebastiano Ardita

Da oltre un quarto di secolo la questione giustizia è nella deriva italiana. La questione cruciale, che riassume tutte le altre e ne condiziona e anzi determina la soluzione.

Il governo Renzi, attraverso emendamenti a leggi che si occupano d’’altro, finte riforme che “spacchettano” reati rendendoli di fatto impunibili, modifiche parziali tanto procedurali che penali, sta realizzando la contro-riforma della giustizia che non era riuscita a Berlusconi.
Questa azione, che apre praterie e realizza ponti d’’oro per la criminalità politica e imprenditoriale, riesce solo per mancanza di opposizione efficace e l’’assenza di un pacchetto coerente di riforme vere attorno a cui raccogliere nella protesta e nella proposta le forze ancora vive della società civile.
Ecco perché apriamo la discussione con questo testo di Ardita e Davigo, che si occupa tuttavia solo di

Grandi opere e corruzione: il paradigma neoliberista del “modello Incalza”

18 marzo 2015
Alberto Vannucci
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Dovremo chiedere scusa all’indimenticato ex-ministro Claudio Scajola. Il quale avrà risparmiato oltre un milione di euro nell’acquisto della sua residenza romana con vista Colosseo, grazie agli assegni elargiti “a sua insaputa” da un munifico imprenditore in affari con la “cricca” della Protezione Civile, ma almeno ha pagato il prezzo dello scandalo con le dimissioni. Mentre all’epoca il boiardo per tutte le stagioni “Ercolino” Incalza restò inamovibile ai vertici del ministero dei lavori pubblici, nonostante gli 820 mila euro che il medesimo imprenditore della “cricca” aveva premurosamente messo a disposizione di suo cognato per l’acquisto di un immobile nei paraggi di Piazza

Lettera aperta al ministro Lupi

Le chiediamo di dimettersi

18 marzo 2015
Sandra Bonsanti
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Ministro Maurizio Lupi,

l’ennesimo episodio di corruzione nei pubblici appalti ha coinvolto il dirigente Ercole Incalza, che lei ha voluto e difeso più volte, affinché rimanesse nel suo alto incarico direttivo. Lei quindi, deve ritenersi politicamente responsabile dei danni patrimoniali inferti a noi cittadini dall’attività illegale del suo stretto collaboratore, che la magistratura accerterà.