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Per affrontare la crisi greca si dovrebbe guardare a quanto accaduto in America Latina negli anni Ottanta. Lì la storia ci ha insegnato che la soluzione passa attraverso una riduzione del debito. Che alla fine potrebbe essere vantaggiosa anche per i creditori. Decennio perduto per tutta l’Eurozona?

Per Atene, cercasi Piano Brady disperatamente

3 luglio 2015
Tommaso Monacelli
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Il Fondo monetario e altre agenzie governative multilaterali fornirono nuovi prestiti ai paesi secondo la logica del “vi diamo risorse per mettere le vostre finanze in ordine e poter ripagare i vostri debiti”. In cambio, i paesi attuavano misure di austerità sponsorizzate dal Fondo (aumentare le tasse, tagliare le spese, aumentare le tariffe, svalutare la moneta). Fu chiaro già nel 1985 che la strategia non funzionava. La crescita non ripartiva, il debito aumentava e la necessità di ulteriore assistenza diventava cronica. Una situazione che suona molto familiare. Una svolta si verificò con la terza fase, quella guidata da Nicholas Brady, nominato segretario al Tesoro americano nel 1989. Il punto focale dell’approccio Brady era uno solo: far firmare a banche creditrici e stati sovrani accordi di riduzione del debito

Report del Circolo LeG di Ravenna

Coalizione sociale in provincia di Ravenna

3 luglio 2015
Marinella Isacco (*)
Coalizione Ravenna

Filo conduttore tanta Costituzione da non scordare e da seguire, da applicare e la voglia di esserci, di fare, di creare un percorso insieme, di tornare a essere cittadini facendo politica, creando consenso per crescere, coalizione sociale come esperienza laica con lo sguardo al futuro con corresponsione di responsabilità.

L’ultima pro­po­sta dei cre­di­tori pre­ve­deva, tra le altre cose, anche l’eliminazione della tassa sui ric­chi pro­po­sta da Tsi­pras per redi­stri­buire un po’ del peso dell’aggiustamento sulle classi più abbienti – giu­di­cata «reces­siva» dalla Troika.

Tutte le menzogne della Troika

2 luglio 2015
Thomas Fazi
Ï ÐÑÙÈÕÐÏÕÑÃÏÓ ÁÍÔÙÍÇÓ ÓÁÌÁÑÁÓ ÓÕÍÁÍÔÇÈÇÊÅ ÌÅ ÔÇÍ ÔÑÏÉÊÁ (ICON PRESS / ËÉÁÊÏÓ ÃÉÁÍÍÇÓ)

Creditori. Dai documenti segreti di Fmi, Bce e Commissione europea, emerge la consapevolezza del bisogno di una massiccia ristrutturazione del debito greco se il paese vuole avere una qualche chance di risollevare la propria economia, come hanno ribadito di recente economisti di rilievo come Piketty, Krugman, Stiglitz, Kaldor e molti altri.

Alla Festa Nazionale della Fiom

Zagrebelsky parla a Bologna

2 luglio 2015
Daniela Ciullo (*)
Fallimento

Politica, Grecia, riforme, astensionismo, Colazione Sociale, riforme elettorali, Renzi…. Il Presidente onorario di Libertà e Giustizia – Presidente emerito della Cosrte Costituzionale – affronta i temi di attualità, rispondendo a Lucia Annunziata. Landini spiega perché ha voluto chiamare sul palco due persone come Zagrebelsk e Annunziata:

“Per un confronto sui temi oggi a rischio: rischio di tenuta della democrazia, diseguaglianze sociali che aumentano in modo esponenziale, l’idea di Europa che vacilla, assenza della rappresentanza del lavoro e dei diritti delle persone che per vivere hanno bisogno di lavorare. Da qui l’idea di costruire la coalizione sociale in cui i soggetti sociali si riuniscono e possono costruire azioni e pratiche politiche di intervento che mettono al centro diritti fondamentali. La bussola (rimarca Landini) rimane la costituzione non come carta scritta ma come principi ed azioni che devono essere applicati”.

Ci sono numerosi aspetti della vicenda che nella lettera vengono taciuti e che vorrei ricordare, per rispetto della verità.

Risposta alla lettera di Renzi su L’Unità.

2 luglio 2015
Elisabetta Rubini (*)
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[ 2 luglio 2015; 06:00; ]

Se L’Unità è un giornale di partito, e quel partito è il PD – come ci dice oggi Renzi – come mai il PD ha scaricato i debiti dell’Unità sulle spalle dei giornalisti e dei lavoratori? Nonostante che i contribuenti italiani abbiano nel tempo generosamente finanziato sia il PD che L’Unità?

Quel puntino nel cerchetto è la Terra - Ci stiamo ammazzando là dentro

Pensiero di un ragazzo sotto esame della maturità…

1 luglio 2015
Andrea Bocchieri - maturando - socio Gruppo Giovani LeG Roma
Terra

Tutti noi siamo lì. Ricchi e poveri, potenti e disperati, ma soprattutto poveri e disperati. Eccola là, la nostra Terra, “l’aiuola che ci fa tanto feroci” (Dante), ripresa da uno scatto della sonda Voyager 1, nel 1990.

E’ Tsipras che vogliono, non il suo debito. Per questo la Germania chiede di aspettare il risultato: se vince il Sì, Tsipras ha detto che lascia.

Grecia: la sua libertà è anche la nostra

1 luglio 2015
Sandra Bonsanti
Pericole

Domani potrebbe accadere da noi, con la differenza che a noi il referendum non sarebbe concesso. Con la differenza che da noi si stanno già prendendo il sistema costituzionale e la rappresentanza popolare attraverso una scorretta legge elettorale. Con la differenza che da noi hanno cominciato anni orsono, trovando una classe politica incline al compromesso, una informazione servile. Un terreno pronto ad essere arato attraverso alleanze nascoste e patti segreti.

Tsipras non intende affatto optare per un ritorno alla moneta nazio­nale e uscire dall’eurozona, ma aver più forza per imporre una discus­sione– che fino ad ora non c’è stata mai — su quale debba essere in mate­ria la poli­tica europea.

La scommessa di Tsipras

1 luglio 2015
Luciana Castellina
sfida

Se poi si guar­dano nei det­ta­gli i punti sui quali la squa­dra greca ha trat­tato e si è rifiu­tata di acco­gliere le pro­po­ste delle isti­tu­zioni euro­pee è dif­fi­cile rima­nere insen­si­bili alle sue ragioni: rifiu­tare un aumento dell’Iva sui generi di prima neces­sità (cibo, pro­dotti sani­tari, elet­tri­cità), e quello a carico delle isole che vivono del solo turi­smo; respin­gere la richie­sta di varare una legge che con­senta licen­zia­menti di massa. Rifiuto, anche, a can­cel­lare i pre­pen­sio­na­menti esi­stenti, ma biso­gna ben tener conto che una quan­tità di gente è stata licen­ziata e non ha altre fonti di sosten­ta­mento. E invece è Bru­xel­les che ha rifiu­tato la richie­sta greca di un aumento del 12 % di tasse sui pro­fitti che supe­rano i 500.000 milioni.

MOBILITAZIONE PER LA GRECIA

30 giugno 2015
Coalizione Sociale
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Questo è il momento della speranza, questo è il momento del coraggio: la democrazia comincia da Atene.

In queste ore difficili in cui l’assalto alla democrazia in Europa si fa sempre più duro c’è bisogno della presa di parola e di posizione di tutte e tutti noi. Saranno i nostri gesti a cambiare il corso degli eventi, ce lo insegna la Grecia, ce lo impongono le nostre vite, sempre più bisognose di un cambiamento sempre più soffocato da un regime

Un accordo reciprocamente vantaggioso tra la Grecia e i suoi creditori sembrava possibile. Invece, si è arrivati alla rottura. Per molte ragioni, ma certo è che la governance dell’Eurozona non funziona. L’unica istituzione europea che in questo periodo ha fatto politica è stata la Bce.

Atene: dove fallisce la politica europea

30 giugno 2015
Fausto Panunzi
Debito

Atene ha debiti che palesemente non può ripagare. Inoltre la sua economia è in recessione da anni, anche a causa di politiche di austerità prolungata. Far tornare a crescere il paese è nell’interesse sia dei cittadini greci che dei creditori. A tal fine, sono necessarie delle riforme (l’equivalente del nuovo progetto). La Grecia soffre di una forte evasione fiscale, ha una regolamentazione che sfavorisce la concorrenza nei mercati dei prodotti, un spesa pensionistica del 17 per cento del Pil (contro poco più del 12 della Germania) e un’età media alla quale si accede alla pensione di 56 anni (contro i 62 dei tedeschi),