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Stefano Rodotà «Dalla scuola all’Italicum la pedagogia del Capo mina la democrazia»

21 maggio 2015
Roberto Ciccarelli
rodotà

«Fino ad oggi ci siamo con­cen­trati sul modello di orga­niz­za­zione isti­tu­zio­nale emerso dal com­bi­narsi dell’’Italicum e della riforma del Senato –afferma Ste­fano Rodotà–. La riforma della scuola appro­vata ieri alla Camera mostra un ele­mento radi­cale: l’’idea che Renzi ha della società».

Pos­siamo farne un pro­filo alla luce delle leggi sul lavoro, della riforma elet­to­rale e di quella costi­tu­zio­nale?

Riforma della scuola - A Palazzo Madama dove la soglia minima è di 161 la maggioranza può contare su 175 senatori salvo defezioni

Minoranza in trincea, rischio Senato per il premier

21 maggio 2015
Emilia Patta
Scuola

C’ è la lettera dialogante con cui la sinistra (e tra le firme ce n’è anche qualcuna di chi ieri ha votato sì) riconosce i passi avanti fatti alla Camera con le modifiche introdotte in commissione e chiama i senatori ad impegnarsi per correttivi in 3 punti. Perché sulle due nuove modifiche chieste dalla minoranza per rivedere la chiamata diretta del preside (punto qualificante per Renzi della sua riforma) e sulle assunzioni per i precari di seconda fascia (qui è questione di bilancio pubblico) è chiaro che la porta del dialogo è chiusa.

Cos’è successo all’informazione in Italia secondo Marco Travaglio

Servi di redazione

19 maggio 2015
Rossella Guadagnini
travaglio

“Se la stampa non esistesse – diceva Balzac – bisognerebbe non inventarla; ma ormai c’è e noi ne viviamo”. Il direttore del Fatto Quotidiano è d’accordo con questa visione?
La stampa è la nostra vita: è importantissima.

Alla soglia degli ottant’anni, incandidabile fino al 2019, indebolito nella voce e costretto a ostacolare un delfino dietro l’altro, Berlusconi si immagina “regista”.

Il cavaliere prepara la sua exit strategy. “Ma come negli anni ’80 sosterrò qualcuno”

19 maggio 2015
Tommaso Ciriaco
Uscita

Sul fronte politico vanno salvate almeno le apparenze. Per questo gli ultimi dieci giorni di campagna elettorale condurranno Berlusconi in Campania per l’intero week end. E poi ancora in Veneto, Umbria e Marche. Difficilmente basterà a limitare i danni, visto che la frantumazione di Forza Italia è ormai evidente. Dei centonovantacinque parlamentari eletti nel 2013, ne resteranno meno di cento dopo la scissione di Fitto. Un disastro. Eppure: «A noi fittiani neanche ci cercano più ammette Pietro Laffranco – perché tra loro è passata la linea del “meno siamo, meglio stiamo”».

Così, l'Unione di Front et Ligue Nationale rischia di apparire, agli elettori, uno strumento di "lotta", ma non "di governo". Una prospettiva, forse, accettabile per la Ligue di Salvini, intento a occupare lo spazio di destra.

Salvini-Le Pen, relazioni pericolose

18 maggio 2015
Ilvo Diamanti
Salvini

Matteo Salvini, eletto segretario nel dicembre 2013, ha rilanciato il partito in tempi relativamente brevi. Da un lato, ha sfruttato la crisi del Pdl – “logorato” dal “logoramento” di Silvio Berlusconi. Dall’altro, ha riproposto, con successo, il ruolo dell’Imprenditore politico della Paura. Ha, dunque, ripreso, con violenza, la campagna contro gli immigrati. E, al tempo stesso, contro l’Unione europea. E contro l’euro. Salvini ha, quindi, “lepenizzato” la Lega, proiettandola oltre il Nord Ha, così, delineato una Ligue Nationale, nel solco della nuova Destra (anti) europea.

Nel 1997 Michele Serra se ne uscì con "Il Comunicato" una satira ancora attuale

Il Comunicato che non c’è

18 maggio 2015
Giunio Luzzatto (Garante di Libertà e Giustizia)
Serra

«Cari elettori del centrosinistra, La componente cattolica dell’alleanza di governo ci chiede insistentemente di concedere alle scuole private… una fetta di denaro pubblico. Questo contrasta … Siamo però costretti a cedere perché questo è un governo di coalizione, ed è quindi necessario scendere a patti. Contiamo sulla vostra comprensione.» E’ il comunicato – concludeva Serra – che le componenti laiche dell’Ulivo, ieri pomeriggio, non hanno emesso.”

La lectio al Salone del libro di Torino

L’oscura forza della parola fra dogmi e dissenso

16 maggio 2015
Franco Cordero
parole

I greci disponevano d’un magnifico strumentario lessicale, sintattico, stilistico. Dio sa quanta fatica vi abbiano speso, rileva Nietzsche: la semplicità satura e limpida, rara nello scambio linguistico, è eroicamente artificiale; in natura la parola esce confusa, sconnessa, ridondante, oscura (.). I verbi oráo, e idon, oida descrivono effetti visivi: e idos è la cosa vista; siamo nel mondo delle forme, ma alla visione intellettuale ostano barriere emotive, oblio, sonno amniotico.

Ma il rischio “danni collaterali” sarà molto alto

15 maggio 2015
Fabio Mini
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Il piano antimigrazione approntato da Bruxelles e intercettato dal quotidiano Guardian è prettamente militare e quindi chiaro in ogni sua riga e intenzione dell’azione militare da avviare su mandato Onu. Meno chiara è la smentita dell’Alto rappresentante Mogherini riguardo all’intervento militare europeo in territorio libico che pare un infelice connubio tra la titubanza, la superficialità e l’aggressività che oggi dominano a Bruxelles e Roma. La pianificazione parla di operazioni aeronavali, d’intelligence, interdizione e attacco da condurre nel Mediterraneo, nelle acque, coste e terre libiche contro

Una rilettura del personaggio virgiliano dall'abbandono di Didone al mito di Augusto

La pia ipocrisia di Enea eroe di regime

14 maggio 2015
Gustavo Zagrebelsky
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Siamo sinceri! Enea non ci piace. Se dovessimo fare una graduatoria tra i personaggi dell’epopea troiana, in cima metteremmo probabilmente non lo spocchioso Achille, ma il domator di cavalli Ettorre dell ‘Iliade. In fondo alla graduatoria, metteremmo proprio Enea il pio. In mezzo, l’astuto e inquieto Ulisse.

Dietro la fame le verità dell’economia e della politica

14 maggio 2015
Amartya Sen
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Il diffuso persistere della fame nel mondo, un mondo molto più ricco di un tempo, è un problema che racchiude una sfida. Dobbiamo comprendere le cause sia della fame endemica di cui soffre una quota significativa della popolazione mondiale sia del ricorrente scoppio di carestie che uccidono un gran numero di persone e sconvolgono la vita di molte altre. La prima cosa da chiarire è che occorre considerare la mancanza di cibo come un problema economico.