Diventa Socio
Piercamillo Davigo

“Con questa legge addio indipendenza”

27 febbraio 2015
Silvia Truzzi

La bandierina della nuova legge sulla responsabilità civile dei magistrati è una foto di Enzo Tortora re twittata dal più social dei premer. Ci hanno detto: è l’Europa a chiederci di rivedere la legge Vassalli. Formuletta magica, leggenda metropolitana o meglio strumentale equivoco, come ha scritto Luigi Ferrarella sul Corriere : l’Europa chiedeva che fosse risarcibile anche l’errore commesso dalla Cassazione in violazione del diritto comunitario. Ma allora a cosa serve, e soprattutto a chi serve, questa legge?

Parla Stefano Rodotà

“Un nuovo inizio, si fa politica anche senza partito”

26 febbraio 2015
Salvatore Cannavò
partecipazione

Qui ci sono due equivoci che vanno evitati. Il primo è ragionare in termini di ‘spazio a sinistra del Pd’. Il Pd prova a ribadire, spasmodicamente, che sta realizzando cose di sinistra ma si tratta di una excusatio non petita . Sulla base di provvedimenti come il Jobs Act o la responsabilità civile dei giudici ne viene fuori una grande restaurazione di centro. Più che uno spazio ‘a sinistra’, oggi ci sono una serie di principi e diritti che non trovano copertura politica.

LeG 2015

Coscienza e responsabilità

25 febbraio 2015
Gustavo Zagrebelsky
Zag

Viviamo un tempo esecutivo. “L’esecutivo” vorrebbe tutto. “Il legislativo” e “il giudiziario” dovrebbero essere nulla. Se vogliono contare qualcosa, sono d’impiccio. Il loro dovere è di adeguarsi, di allinearsi, di mettersi in riga. L’esecutivo deve “tirare diritto” alla meta, cioè deve “fare”, deve “lavorare” (e più non domandare). Il legislativo e il giudiziario, se non “si adeguano”, costringono a rallentamenti, deviazioni, ripensamenti, fermate: cose che sarebbero normali e necessarie, nel tempo degli equilibri costituzionali; che sono invece anomalie dannose, nel tempo esecutivo.

Il tempo esecutivo è anche, e innanzitutto, un tempo in cui la politica è messa in disparte. Chi parla di politica è sospettato d’ideologia. La politica è innanzitutto

Sergio Cofferati “Sto con Landini, un’agorà per far rinascere la sinistra”

25 febbraio 2015
Salvatore Cannavò
Cofferati

Sergio Cofferati condivide molto la proposta di “coalizione sociale” avanzata da Maurizio Landini nei giorni scorsi e che molto dibattito ha provocato. E non fa nulla per nasconderlo. Anzi, prova a sostenerla con una riflessione più ampia ponendo dentro quell’idea le basi per una “ri-nascita” (il trattino è suo) della sinistra.

La ragionevole follia del bene comune

24 febbraio 2015
Stefano Rodotà
Stefano Rodotà

Da anni, stretti tra cattiva amministrazione e impoverimento delle risorse finanziarie, molti Comuni hanno sempre più considerato i loro beni immobili come una sorta di bancomat al quale attingere per colmare buchi di bilancio, con vendite più o meno corrette, o hanno deciso di piegarsi alla logica del disinteresse, abbandonandoli al degrado e pure all’illegalità. Gli effetti sono davanti a noi, e trovano continue conferme. Ultime quelle venute dalla proposta di vendere immobili importanti di proprietà dell’Eur; dalla denuncia di registi e attori sulla “riconversione” di quarantadue sale romane già sede di cinema; dall’inchiesta di Gad Lerner sulla gestione di un insieme di case popolari a Milano. Casi né nuovi né isolati, nei quali si

Onorevoli condannati: dalle tangenti al vitalizio

24 febbraio 2015
Nello Trocchia
soldi

Condannati, ma ogni mese, ben pagati dallo Stato con soldi pubblici. Il doppio privilegio è riservato agli ex parlamentari che beneficiano del vitalizio, in media di 4 mila euro, calcolato con un meccanismo vantaggioso che è stato modificato solo nel 2012. Pensioni d’oro nel Paese che conta 7 milioni di dipendenti che ogni mese guadagnano meno di mille euro al paese. A questo privilegio gli ex parlamentari ne aggiungono un altro, il gradito assegno mensile lo ricevono anche i condannati in via definitiva o che hanno patteggiato condanne per reati di ogni genere: corruzione, ricettazione, truffa, finanziamento illecito.

La maggioranza deve garantire un contesto deliberativo in cui ci sia posto per tutti

Zagrebelsky: “Riforme, democrazia in pericolo”

22 febbraio 2015
Andrea Giambartolomei
Gustavo_Zagrebelsky_-_Festival_della_Scienza_2011_-_Foto_Cirone-Musi

Torino – I l potere accentrato nelle mani di una persona, con un parlamento indebolito e i cittadini senza rappresentanza. Sette giorni dopo la nottata di discussione sul Ddl sulle riforme costituzionali, Libertà e giustizia e Anpi lanciano un nuovo allarme per salvare i diritti degli elettori. Lo hanno fatto ieri pomeriggio a Torino in un incontro intitolato, “Legge elettorale e riforma del Senato: era (ed è) una questione democratica”

Leader Cgil lancia campagna per legge d'iniziativa popolare che ripristini l’articolo 18 con reintegro in caso di licenziamento illegittimo

Camusso: firmiamo per un nuovo statuto dei lavoratori; il governo cancella i diritti e non crea posti

22 febbraio 2015
Roberto Mania

ROMA La sfida della Cgil al governo Renzi si chiama Nuovo Statuto dei lavoratori. «Si deve fare ogni sforzo — dice Susanna Camusso, segretario generale del sindacato più grande d’Italia — per ricostruire un diritto del lavoro dopo i danni determinati dalle scelte del governo. Vanno affermati diritti universali di tutti coloro che lavorano indipendentemente dal contratto».
È quel che dice il senatore del centrodestra Maurizio Sacconi secondo cui lo Statuto dei lavoratori è caduto ora va scritto uno Statuto dei lavori?
«No, assolutamente no. Il problema non sono i lavori — come sostiene il vero autore delle politiche del governo sul lavoro — il problema sono i

Niente reintegro in caso di riduzione del personale, anche se il Parlamento l' ’aveva escluso Vince Confindustria, Per Renzi è “il giorno atteso da una generazione

Jobs act/Renzi schiaffeggia le Camere sui licenziamenti collettivi

21 febbraio 2015
Salvatore Cannavò

Il premier se ne infischia del parere del Parlamento e conferma il “no” al reintegro anche per le procedure collettive (vince Confindustria). Il ministro Orlando: “Io non l’ho votato”. Furiose Cgil e minoranza Dem. Nel ddl concorrenza si tagliano i risarcimenti per le vittime della strada. Rinviati i tre decreti fiscali: c’era il timore di altre “manine”
Per festeggiare il primo compleanno del suo governo, Matteo Renzi ha smantellato lo Statuto dei lavoratori. Il Consiglio dei ministri, infatti, ha approvato, dopo il passaggio nelle commissioni parlamentari, i due decreti delegati che costituiscono il cuore del Jobs Act, regolando il contratto a tutele crescenti e la nuova Aspi.

Lo schiaffo alla sinistra Pd

21 febbraio 2015
Daniela Preziosi

Come volevasi dimostrare. Purtroppo. I nuovi decreti sul jobs act non onorano le promesse che Renzi
fatte al parlamento, e in particolare a quella parte della sinistra dem che ha mediato fino alla resa
pur di non votare no al provvedimento. Recitando un atto di fede sul fatto che i futuri decreti avrebbero
migliorato il testo. Per questo al momento del voto sul provvedimento, lo scorso 25 novembre,
la minoranza Pd si era spaccata in due: pontieri allineati da una parte, irriducibili dall’’ altra.