LeG con Caselli servitore dello Stato
Sandra Bonsanti

Alla crisi finanziaria ed economica si sta sommando una crisi istituzionale, la più grave probabilmente dal dopoguerra. Il distacco tra cittadini e partiti non era mai stato tanto profondo quanto lo è oggi. La politica non è mai stata così disarmata di fronte a queste gravi emergenze e come sta accadendo nel Pd sul caso delle primarie, si cerca di ridurre il tutto a incidenti “locali”

“Io sono nato nel 1991: non so cosa sia un partito radicato sul territorio, io un partito così non l’ho mai conosciuto…”: come accade quasi sempre è uno dei nostri studenti a dirci la cosa a cui ancora non abbiamo pensato. Probabilmente la più importante e nuova. Questa cosa ce l’ha detta Giulio, un ragazzo della scuola di Libertà e Giustizia di Pavia.

In questo momento è proprio il presidente del Referendum del 2006 che mi sta nel cuore, la sua disponibilità, quando gli telefonai per dirgli: stiamo mettendo insieme tante associazioni di cittadini per difendere la Costituzione ci piacerebbe che tu fossi il nostro presidente…non mi disse nemmeno fammi pensare, disse semplicemente “Sì”

Pur non essendo fra i promotori del referendum (abbiamo testardamente continuato a sperare in un sussulto di deputati e senatori che cambiassero la legge in Parlamento) la nostra associazione e i singoli circoli si sono mobilitati nei giorni della raccolta delle firme e hanno consegnato al comitato migliaia e migliaia di schede, raccolte nelle piazze delle città e, dove ci è stato concesso, anche nelle feste di partito

In pochissimi giorni ci stiamo riabituando a vecchi paesaggi e a riti dimenticati, alla politica che non è spettacolo ma discussione. Stiamo ritrovando una sorta di “normalità” proprio mentre la crisi diventa più profonda e così difficile da bloccare. Ma la “normalità” in cui ci stiamo cullando è solo apparente e nuove durissime prove ci attendono nei giorni e nei mesi a venire. Non c’è nulla di scontato. La buona politica è tutta da costruire