BOLOGNA/L’appello della rete ‘a Stessa Barca: ‘no a un’Italia disumana’

BOLOGNA/L’appello della rete ‘a Stessa Barca: ‘no a un’Italia disumana’

Raccogliamo l’appello di attivisti, volontari bosniaci, italiani e di altri Paesi Europei per fermare la catastrofe umanitaria che si sta consumando sulla “rotta balcanica” al confine con il nostro Paese. Esprimiamo costernazione e la più ferma condanna per gli atti di violenza che costantemente da mesi si stanno verificando al confine tra Bosnia-Erzegovina e tra Slovenia e Italia.

Le immagini dei migranti che vivono in modo disumano al confine con l’Italia ci ricordano i lager nazisti; siamo costernati dai reportage che ci raccontano di persone che subiscono violenze alle quali vengono tolti i cellulari, i vestiti e le scarpe perché muoiano assiderate.

Siamo indignati, ma questo non basta: è necessario che la società civile sappia quello che sta avvenendo e chieda un immediato intervento del Governo e dell’Europa perché queste violenze si fermino e si applichino la Costituzione Italiana e l’Ordinamento Europeo. Perché si accolgano le domande di asilo dei
migranti. E’ del 18 gennaio 2021 l’ordinanza del Tribunale ordinario di Roma che definisce “illegittimi” i respingimenti voluti dal Ministero dell’Interno italiano e praticati con maggiore intensità dalla primavera del 2020 al confine con la Slovenia. Respingimenti che hanno esposto consapevolmente i migranti in transito lungo la “rotta balcanica”, inclusi i richiedenti asilo, a “trattamenti inumani e degradanti” oltre che a vere e proprie torture inflitte dalla polizia croata.

Condanniamo le responsabilità dei Paesi Europei per il mancato rispetto delle leggi europee sul diritto di asilo, i Paesi della “rotta balcanica” per le violenze perpetuate ai migranti ed in particolare il ruolo dell’Italia nei respingimenti ripresi dall’inizio del 2020 sul confine sloveno in concomitanza con la pandemia, anche
con l’evidenza di domande di richiesta di asilo presentate dai migranti nel nostro Paese.

Invitiamo a divulgare gli appelli che richiedono l’apertura di “Corridoi Umanitari” al confine con la Slovenia, come analogamente da tempo chiediamo per il Mediterraneo. Fermiamo la catastrofe umanitaria e mobilitiamoci!

Bologna 23 Gennaio 2021

Rete “Sulla stessa barca”

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