UN MATTARELLA SAGGIO CHE DIFENDE LA CARTA

UN MATTARELLA SAGGIO CHE DIFENDE LA CARTA
Dal Colle del Quirinale si vedono, oltre che la sede della Corte Costituzionale, anche i palazzi della politica. Naturalmente, per vedere meglio e capire di più quello che si guarda bisogna avere qualche conoscenza di base, altrimenti si rischiano svarioni e errori di valutazione. Non possono esserci dubbi che il presidente Mattarella possegga molto di più che semplici conoscenze di base. Parlamentare per diverse legislature, più volte ministro, per alcuni anni anche giudice costituzionale, Mattarella è persona notevolmente informata dei fatti, dei non fatti e dei malfatti. Inoltre, occupa una carica e svolge un ruolo che è al centro del sistema politico e, al tempo stesso, gli impone e gli consente di continuare a ricevere informazioni. 
Non concepita dai Costituenti come una carica di grande rilevanza politica, la presidenza della Repubblica italiana ha acquisito una imprevista centralità a partire dall’inizio degli anni Novanta dello scorso secolo in concomitanza nient’ affatto casuale con il declino dei partiti politici. Pur ancora scelto dai partiti, il presidente della Repubblica si è trovato dotato di poteri istituzionali e politici significativi e costantemente sollecitato a utilizzarli anche a fronte delle debolezze e delle carenze dei partiti politici. Comprensibilmente, tanto più il presidente conosce(va) le istituzioni e, in particolare, il Parlamento (e i parlamentari) tanto meglio è in grado di svolgere tutti compiti che gli affida la Costituzione. Alcuni critici di parte hanno accusato i due presidenti di più lunga esperienza parlamentare, Oscar Luigi Scalfaro (1992-1999) e Giorgio Napolitano (2006-2013; 2013-2015) di avere ecceduto nell’esercizio dei poteri presidenziali, di avere talvolta operato, certo non contro la Costituzione, ma extra Constitutionem. Dissento, ma capisco che da questa critica possa discendere talvolta la richiesta/proposta che il presidente venga eletto direttamente da popolo.
Proprio perché per esperienza istituzionale e per cultura politica, Mattarella è perfettamente attrezzato sia a fare pieno ricorso ai poteri e alle prerogative presidenziali sia a evitare improduttivi scontri con quel che rimane dei partiti, finora la sua presidenza è stata apprezzata da quasi tutti. Di recente, persino dal quotidiano progressista spagnolo El Paìs, ma, inevitabilmente, non è sfuggita alle critiche particolaristiche di coloro fra i politici che preferiscono muoversi in base ai loro interessi e vantaggi particolaristici. Il presidente Mattarella non ha mai replicato direttamente, ma le sue azioni e le sue decisioni, sempre riferibili in maniera coerente alla Costituzione, parlano per lui. Che si trattasse di nominare il presidente del Consiglio oppure di procedere o no allo scioglimento del Parlamento, Mattarella ha fatto costante e preciso riferimento alla Costituzione. Nei suoi messaggi di fine anno agli italiani, Mattarella, contrariamente ad alcuni suoi predecessori, non ha mai replicato ai critici, ma ha sempre lasciato trasparire le sue preferenze.
Il presidente, “arbitro” si è definito nel discorso di accettazione, ha, per l’appunto, regolamentato il gioco, spesso falloso, delle diverse parti politiche. Lo ha fatto con riferimento a due stelle polari: la rappresentanza dell’unità nazionale che gli compete a norma di Costituzione e l’equilibrio e la stabilità del sistema politico. In questa chiave, è possibile apprezzare appieno alcuni contenuti più propriamente politici del suo messaggio di fine anno. Il richiamo all’Unione europea e alla sua capacità di imparare e migliorare rispetto a quanto (non) fatto più di dieci anni fa per contrastare la crisi economica e la valutazione positiva della scienza nell’affrontare la pandemia debbono fare fischiare le orecchie ai sovranisti e ai no-vax. L’annuncio tout court che il 2021 è l’ultimo anno della sua presidenza indica la sua indisponibilità ad accettare una eventuale rielezione. Ricordo che Napolitano si sentì obbligato ad una rielezione a tempo a fronte di enormi pressione di parlamentari incapaci di trovare il suo successore.
Due punti chiave che Mattarella ha sofficemente inserito nel suo discorso riguardano direttamente il governo e il suo futuro. Da un lato, sta l’invito a “non perdere tempo”. I ritardi e gli errori del passato, ricordati da Mattarella, solo in parte giustificabili, non debbono essere riprodotti. Dall’altro, ed è la frase più forte del suo discorso, “non vanno sprecate energie e opportunità per inseguire illusori vantaggi di parte”. Ciascuno, nella coalizione di governo e nei ranghi delle opposizioni, faccia, ma so che è un appello disarmato, il suo esame di coscienza. Comunque, grazie, presidente Mattarella.

 

Il Fatto Quotidiano, 2 gennaio 2021



3 commenti

  • L’eterno fascismo in abiti civili… e il discorso del Presidente Mattarella
    Primo Levi: “Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi…”
    Umberto Eco: “Ritengo sia possibile indicare una lista di caratteristiche tipiche di quello che vorrei chiamare… il ‘fascismo eterno’… è ancora intorno a noi, talvolta in abiti civili…”
    Nel discorso di fine d’anno il Presidente Mattarella ha detto:
    “Cambiamo ciò che va cambiato rimettendoci coraggiosamente in gioco. Lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo alle giovani generazioni. Ognuno faccia la propria parte… la solidarietà è tornata a mostrarsi base necessaria della convivenza e della società… Ci siamo ritrovati nei gesti concreti di molti. Hanno manifestato una fraternità che si nutre non di parole bensì di umanità, che prescinde dall’origine di ognuno di noi, dalla cultura di ognuno e dalla sua condizione sociale. È lo spirito autentico della Repubblica.”
    Vicende della storia repubblicana comprovano come la funzione di servitori dello Stato come Giorgio Ambrosoli, Tina Anselmi, Paolo Baffi, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Aldo Moro e molti altri valorosi cittadini sia stata osteggiata da personaggi che avevano il dovere di proteggere le istituzioni repubblicane.
    Il Presidente Mattarella era parlamentare nel 2003, quando fu approvata e promulgata la legge n. 140, alcuni mesi dopo dichiarata incostituzionale. Egli ha ignorato le denunce dei cittadini perseguitati da rappresentanti dello Stato, ha tollerato la manifesta violazione della Costituzione da parte dei giudici e non è intervenuto coraggiosamente dinanzi allo scandalo del CSM del 2019. Le norme e le sentenze contro lo spirito della Repubblica sono innumerevoli e creano disuguaglianze e odio fra i cittadini, mettendo in pericolo la pacifica convivenza civile. I trecentomila minori cui viene negato il diritto all’istruzione obbligatoria (Cost., art. 34) potranno mai essere indotti ad adempiere i “doveri inderogabili di solidarietà politica economica e sociale” (Cost., art. 2) dal momento che i membri del Parlamento, del Governo e del CSM – che costituiscono il nerbo della classe dominante – sono così abili da far digerire al popolo fatti illeciti contrastanti con norme imperative o d’ordine pubblico, o che comunque alla comune coscienza della collettività si presentino come turpi o riprovevoli? J. J. Rousseau, 259 anni fa, insegnava quanto giovi al progresso morale e sociale di ogni comunità l’educazione dei minori e la formazione dei cittadini. Oggi, invece, l’Italia alleva folte schiere di criminali, pubblici e privati, insegnando ai primi come eludere le leggi e abbandonando i secondi al loro destino.
    Diversamente dalla realtà descritta dal Presidente Mattarella, i beni comuni sono amministrati nell’interesse prevalente della classe dirigente e i diritti dei cittadini senza potere possono essere legittimamente negati dal legislatore, dal burocrate e dal giudice. Il Presidente, considerata la sua esperienza di parlamentare e di giudice costituzionale, non ignora quanto la Costituzione sia violata quotidianamente dai rappresentanti del popolo e dello Stato. Siamo vissuti – e viviamo – in un paese in cui “tutte le forme di illecito… si saldavano in un sistema che aveva una sua stabilità e compattezza e coerenza e nel quale moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto” (Italo Calvino), e i pochi che coraggiosamente facevano la loro parte venivano emarginati, quando non ammazzati.
    Oggi, le nuove forme di fascismo richiedono nuove forme di Resistenza, che deve consistere in una ribellione agli atti antidemocratici secondo l’insegnamento del Costituente Giuseppe Dossetti: “Quando i poteri pubblici violino le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino”. Ribellione che non è rivoluzione, ma dura protesta contro l’inerzia dei parlamentari; pretesa irrinunciabile alla liberazione delle istituzioni dai soggetti che non si siano comportati con disciplina e onore (Cost., art. 54), presupposto indispensabile perché si crei quella coesione sociale necessaria per la crescita democratica, morale ed economica del Paese.
    Levi ed Eco consigliano di non trascurare i fatti prima di osare giudizi di elogio o di biasimo nei confronti di personaggi coinvolti in responsabilità di natura legislativa, amministrativa o giudiziaria. Dopo quasi 58 anni di attività della Commissione Antimafia, gli affari che meglio prosperano nel Paese sono quelli della criminalità organizzata, in virtù di un ordinamento disordinato nel quale “moltissime persone potevano trovare il loro vantaggio pratico senza perdere il vantaggio morale di sentirsi con la coscienza a posto.”
    02.01.2021

  • Quale carta difende il Presidente Mattarella, persona informata dei fatti, dei non fatti e dei malfatti? Dopo aver ricevuto (11.02.2015) il saggio “La Repubblica del privilegio e del malaffare”, non ha risposto al mittente e ha continuato l’opera dei suoi predecessori: difendere le illegalità di burocrati, magistrati, ministri e CSM. Secondo il Presidente Pertini “I corrotti, i disonesti sono indegni di appartenere al popolo italiano… Guai se qualcuno per amicizia o solidarietà di partito dovesse sostenere questi corrotti e difenderli. In questo caso la solidarietà, l’amicizia di partito diventa complicità ed omertà. Deve essere dato il bando, ripeto, a questi disonesti e a questi corrotti che offendono il popolo italiano” (Messaggio di fine anno 1980).

  • Quale carta difende il Presidente Mattarella, persona informata dei fatti, dei non fatti e dei malfatti? Dopo aver ricevuto (11.02.2015) il saggio “La Repubblica del privilegio e del malaffare”, non ha risposto al mittente e ha continuato l’opera dei suoi predecessori: difendere le illegalità di burocrati, magistrati, ministri e CSM.
    Secondo il Presidente Pertini “I corrotti, i disonesti sono indegni di appartenere al popolo italiano… Guai se qualcuno per amicizia o solidarietà di partito dovesse sostenere questi corrotti e difenderli. In questo caso la solidarietà, l’amicizia di partito diventa complicità ed omertà. Deve essere dato il bando, ripeto, a questi disonesti e a questi corrotti che offendono il popolo italiano” (Messaggio di fine anno 1980). Fino qui il commento di Antonio Palese; io a causa della scarsa memoria dei tittadini e della incapacità di distinguere il bene dal male sono costretto ad aggiungere, ricordate?
    Gli abusi di potere dell’ex ministro degli interni che ha avuto la possibilità di dare esempio di comportamento anticostituzionale, contrario alla carta dei diritti dell’uomo e alla coscienza dell’uomo, creando un seguito di sindaci, amministratori e cittadini allineati nel comportamento reso confacente ad azioni di cui le stesse istituzioni esprimevano la accettazione.
    Certo i precedenti di Mattarella lasciarono fare anche peggio come ad esempio Napolitano che
    Intese giusto e istituzionale fare la propria politica nel creare un soddisfacente equilibrio fra i partiti per dare modo agli stessi la possibilità di governare. Questa finalità fu ritenuta e dette l’impronta alla funzione di Capo dello Stato. Che cosa ha comportato? Le omissioni ad intervenire quando la politica ha costruito, stando in qualche modo, FORMALMENTE nelle regole della Costituzione e della Carta dei diritti dell’uomo azioni che contraddicono proprio i Principi della Coscienza Umana che quelle carte avrebbero dovuto conseguire. Berlusconi con la maggiore evidenza fra tutti (vedi il balletto davanti al palazzo di Giustizia di Milano) e numerosissimi suoi emuli dopo aver tradito i principi ed essere stati persino condannati, sono rimasti a tranquillamente a far politica. Gli stessi continuano a condizionare la società rendendola immodificabile nella perpetrazione degli abusi che chi detiene potere opera con tutti mezzi resi leciti da regole ambigue costruite per impedirle. E così siamo passati da Berlusconi a Salvini che ha potuto dire impunemente che, mentre impediva il soccorso in mare ai disperati non faceva che difendere il suolo d’Italia dall’invasione degli stessi e quindi il diritto degli Italiani ad essere Padroni in casa propria. È stata subdola istigazione all’odio che ha raggiunto il culmine quando ha agito contro un cittadino italiano, il Sindaco di Riace, che organizzava un’accoglienza basata su logica umana facendola passare per attività contro le leggi dello Stato.

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