A questo siamo ridotti?

A questo siamo ridotti?

Sul Sole 24 Ore di domenica 3 maggio ho letto con stupore, in prima pagina, preannunciato nientemeno che come “il programma della Lega” un proclama a firma di Matteo Salvini. Ancor prima del contenuto, sorprende la scelta editoriale: da quando in qua un quotidiano serio pubblica – senza domande e tantomeno critiche – le esternazioni di un leader politico? Dobbiamo dedurne che la nuova dirigenza di Confindustria sposa la Lega come suo rappresentante politico? E il direttore del giornale, cosa ne pensa?

Andiamo al contenuto, e anzitutto a ciò che vistosamente manca: le scuse, la contrizione per la pessima prova che i governi regionali della Lega hanno offerto in Lombardia e in Piemonte. Due regioni in cui il sistema sanitario ha mostrato tutte le sue debolezze e in cui i rappresentanti politici leghisti si sono dimostrati incompetenti, inetti e incapaci di gestire la crisi dovuta alla pandemia, con conseguenze gravissime per la popolazione.

Ma la parola d’ordine, nella Lega, è evidentemente far finta di niente, al punto che Fontana ha dichiarato pubblicamente, con scandalosa arroganza, che “rifarebbe tutto”. Altro che senso di responsabilità della politica!

Nel non memorabile testo a firma Salvini apparso sul Sole, il leader della Lega inanella una serie di banalità di tono “liberal”, per arrivare al succo di ciò che gli preme: occorre, ci dice, “sostituire procedure snelle” (leggi: sugli appalti) e soprattutto “semplificare gli adempimenti fiscali”. E perché sia chiaro a tutti, ecco il riferimento alla “pace fiscale” e alla “pace edilizia”. Tradotto: la Lega invoca un nuovo condono fiscale e un nuovo condono edilizio.

Peccato che proprio il Sole 24 Ore abbia pubblicato nei giorni scorsi i dati relativi alla gigantesca evasione fiscale che devasta il contesto sociale dell’Italia: 12,6 milioni di italiani non pagano l’Irpef; i redditi da lavoro dipendente e da pensioni rappresentano l’82% del reddito dichiarato; i contribuenti che dichiarano un reddito superiore a 150mila euro annui sono un numero irrisorio. Dati ufficiali stimano l’evasione in oltre cento miliardi di euro l’anno; ma alla Lega non basta: occorre assecondare, favorire, sanare a prezzi di saldo gli evasori, come con tanto successo di pubblico hanno fatto i governi berlusconiani degli scorsi decenni.

E poi via con le lodi agli amministratori locali e le accuse all’Europa, che deve darci soldi e non fare troppe domande. Viene da piangere: siamo ancora lì? Ancora fermi ad una cultura imprenditoriale arraffona, incline ad autocommiserarsi e allergica alle regole, in particolare fiscali? Speriamo proprio di no: aspettiamo di leggere sul Sole 24 Ore un intervento che prenda le distanze dalla ricetta di Salvini.

 

* L’avvocata Elisabetta Rubini fa parte del Consiglio di Presidenza di LeG.

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