Bruciati i ponti si salvi il Parlamento

Bruciati i ponti si salvi il Parlamento
Si sono bruciati i ponti, non c’ è più nessuna possibilità di tornare indietro. Ridotto il numero dei parlamentari, se non si completa il percorso secondo gli impegni assunti dall’ attuale maggioranza avremmo prodotto danni irreversibili alla nostra democrazia costituzionale e al pluralismo politico.

Per evitare quest’ esito è necessario approvare entro brevissimo tempo una legge elettorale rigorosamente proporzionale. Inoltre, prima della fine della legislatura sarà fondamentale rivoluzionare i regolamenti parlamentari. Infine, alcune riforme costituzionali di contorno potranno essere utili, sebbene non saranno decisive.

A queste misure ci si riferiva quando le forze politiche che sostengono l’ attuale maggioranza hanno sottoscritto il programma di governo impegnandosi ad approvare «la riduzione del numero dei parlamentari, avviando contestualmente un percorso per incrementare le opportune garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica». Al momento della decisione definitiva sulla modifica della composizione delle Camere la «contestualità» ha prodotto unicamente un secondo documento politico in cui viene ribadita la necessità di addivenire in tempi brevi a riforme ulteriori. Basta allora confidare sul rispetto degli impegni presi? Le prime divisioni già affiorano e il cammino sarà più arduo di quel che non si pensi.

il manifesto, 9 ottobre 2019

1 commento

  • Non credo sia cosa buona e giusta accettare il fatto avvenuto l’8/10/19 e confidare nelle promesse di adeguamento, assai incerte nel tempo, nella forma e nell’essenza. E nel risultato rispetto alla qualità della democrazia risultante.

    E le considerazioni del prof Azzariti, presidente dell’associazione “Salviamo la Costituzione”, che pare guardino già al dopo, senza neppure un’ipotesi di azione oppositiva referendaria, mi sorprendono, sconcertano e amareggiano.

    Confido ancora che l’associazionismo civico, CDC e LeG in primis, che si impegnò nel 2016 contro il ref Boschi/Renzi, possa far emergere l’abisso siderale che passa tra questo offensivo screzio che fa della Costituzione argomento di mera propaganda elettorale, e la raffinata e puntuale Riforma Monocamerale elaborata e firmata fin dal 1985, da giuristi di prestigio ed estimatori della Carta, come Rodotà, Ferrara e altri di livello, che razionalizzando il funzionamento del Parlamento, esaltandone la centralità, avrebbe prodotto risparmi decuplicati, ma solo per effetto collaterale.

    Un abisso siderale che, offrendo la Riforma in cambio dello spot, adeguamente portato a conoscenza della Cittadinanza, potrebbe produrre un facile successo del referendum oppositivo.

    Paolo Barbieri, socio circolo di La Spezia

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