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2 commenti

  • “IO ACCOLGO” non potrà salvare qualche fortunato, ma mai accogliere l’esplosione demografica africana che l’ONU prevede in UN MILIARDO E 200 MILIONI di persone al 2050.

    Molto più razionale, e quindi più umano, “IO PREVENGO” impegnandosi perché l’ONU e ogni altra entità politica o umanitaria internazionale, si occupino di un Grande Piano Marshall per l’Africa, per ridurre fino ad estinguere ogni spinta all’esodo, ed evitare che il Mediterraneo diventi la più grande fossa comune della storia dell’umanità.

    Paolo Barbieri, socio circolo di La Spezia

  • Il terribile problema degli immigrati non si risolve per la commissione di chi vuole risolvere i propri problemi sul farsi carico di disperati. Facilmente in questo modo qualsiasi ente preposto che compie un servizio per il committente, cercherà di soddisfare proprio i desiderata del committente. Camuffata per missione umanitaria questo modo di fare si concretizza in un grande affare per un ente costituito proprio dallo schieramento dei potenti che comprendono sia qualsiasi ente preposto che i committenti ed in modo estremamente debole i malcapitati che aspirano a vivere. Io credo che per attuare un piano veramente propulsivo di crescita sia necessario entrare nel merito dei criteri del passato e capirne in pieno lo spirito per eliminarne i difetti. Il Grande Piano Marshall per l’Europa ci dette sicuramente modo di sopravvivere ma ci ha posto in una situazione di sudditanza, da cui non ci siamo ancora liberati. L’Africa dal punto di vista dello scontro culturale è estremamente più debole dell’Europa del dopoguerra. Gli stati europei avevano potuto confrontarsi in una guerra terribile che nei criteri di valutazione delle potenzialità che oggi esprimono il decorso delle relazioni fra gli uomini li metteva ad un livello non enormemente inferiore rispetto agli Stati Uniti. Con tutto ciò tutto il resto del mondo ha visto allargarsi enormemente il divario. La nostra depressione culturale deriva moltissimo che è risultato sempre di più antieconomico costruirsi in proprio oggetti sofisticati che avremmo potuto comprare già pronti belli e fatti dagli Stati Uniti. ed ora ci viene rimproverata l’incapacità di organizzarci per innovare. La soluzione vera non sono quindi i nostri grandi pescherecci che possono dare lavoro a una piccola parte dei pescatori che prima si godevano il proprio mare. Questo serve a noi per poter andare agli efficientissimi supermercati per comprare il pesce dell’Atlantico e del Pacifico ad un prezzo accessibile.
    Il criterio deve quindi diverso dare vero potere ai diseredati! metterli in condizione di costruirsi la propria società, probabilmente ne potremmo ricavare insegnamento anche per le nostre. L’accoglienza è una situazione di necessità che dovrebbe tener conto di questi considerazioni.

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