Rosignano: La Cassandra muta il ruolo degli intellettuali secondo Montanari

Rosignano: La Cassandra muta il ruolo degli intellettuali secondo Montanari

Una riflessione sul ruolo critico dell’intellettuale e sulla sua voce fuori dal coro: questo è il tema principale di “Cassandra muta”, l’ultimo libro di Tomaso Montanari, docente dell’Università per stranieri di Siena e presidente di Libertà e Giustizia. Montanari, che è intervenuto al centro culturale Le Creste di Rosignano in un’iniziativa organizzata dall’associazione Giustizia e libertà e dall’Anpi, ha portato davanti a un nutrito pubblico la sua visione del rapporto conflittuale tra cultura e potere, della funzione storica e critica dell’intellettuale e di come essi siano svincolati dal rapporto con l’autorità vigente.

L’intellettuale è visto come un ospite ingrato  perché dà una lettura diversa delle cose, insinua il dubbio, la critica. Paragonando il ruolo del pensatore al mito di Cassandra, come la profetessa greca, neanche l’intellettuale è creduto e anzi messo a tacere.

«Questo libro è nato da un’idea condivisa con Don Ciotti sul tradimento degli intellettuali in questo Paese», commenta Montanari. Il ricavato dell’opera verrà devoluto alla onlus Gruppo Abele, un’associazione con fini sociali che aiuta persone in difficoltà tramite percorsi di recupero.

Il Tirreno, 13 novembre 2018

2 commenti

  • Non occorre ribadire che il ruolo dell’intellettuale oggi più di ieri incontra mille difficoltà. Come può far sentire la propria voce in mezzo a tale confusione? I social hanno sostituito il ruolo che ieri apparteneva a gente colta, preparata e non legata a interessi di parte. Il populismo regna sovrano. L’intellettuale oggi è una voce che grida nel deserto…

  • Quello che non capisco è perché gli intellettuali, “come Cassandra non creduti e messi a tacere”, non assumano in proprio l’onere di guida che “naturalmente” compete ai più dotati di qualsiasi comunità in difficile cammino!

    E poi “Il tradimento degli intellettuali” può essere inteso in doppio senso: sia quello del potere nei loro confronti, sia quello degli stessi intellettuali nei confronti del loro dovere naturale
    di guida della Cittadinanza, lasciata alla mercé di un potere men che mediocre, “per una selva oscura… selvaggia e aspra e forte che nel pensiero rinova la paura…”.

    Anche agli intellettuali sono titolari di ogni diritto politico attivo e passivo. Ma dopo la fine della presenza in Parlamento dei gruppi della Sinistra Indipendente, gli unici esemplari di quella genia, sono quelli di nomina presidenziale…dei quali, coerentemente, la politica vorrebbe la cacciata e di frequente la minaccia.

    Cari e illustri intellettuali e depositari delle migliori culturale del Paese, battete un colpo; c’è una Rivoluzione Costituzionale da esperire, la Cittadinanza è pronta da tempo, e da tempo in attesa di una guida affidabile e capace, per fermare ed invertire il degrado e il declino del Paese!

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