Proteggere il Presidente è la priorità | Libertà e Giustizia

Proteggere il Presidente è la priorità

Proteggere il Presidente è la priorità

Io non sono d’accordo. Non sono d’accordo con le critiche violente all’operato del Presidente della Repubblica.

Credo che in un momento grave per il nostro Paese ci sono cose che vengono prima e cose che vengono dopo. E per me viene prima il dovere di proteggere il Capo dello Stato dagli attacchi dei fascisti e persino dai propri errori, se errori ha commesso.

E siccome mi fido dell’opinione dei costituzionali come Lorenza Carlassare, devo pensare che Mattarella sia andato “oltre” ciò che gli è concesso dalla Costituzione.

Ma mi chiedo: perché lo ha fatto? Solo per gusto di imporsi oppure anche perché altre scelte erano molto più lesive della Costituzione di quanto non fosse la sua, al momento di negare il governo Lega M5S?

Se la situazione attuale deve esser giudicata esclusivamente dal punto di vista costituzionale, a noi tutti così caro, allora bisogna ammettere che il duo Di Maio Salvini andava messo alla porta appena si presentò con quell’orrendo contratto. Appena si permisero di attaccare la libertà del parlamentare senza vincolo di mandato, sacra garanzia di un Parlamento libero.

Appena ci spiegarono che i rapporti fra membri del governo sarebbero stati risolti in un comitato di conciliazione. Appena ci fu detto che i cittadini italiani avrebbero potuto armarsi e avrebbero dovuto respingere in mare i migranti.

No, su tutto questo nessuno ha fatto le barricate. Esse sono state alzate solo quando Mattarella ha osato dire un “no”, a proposte che non erano proposte ma imposizioni, ultimatum enunciati con il tono dittatoriale.

C’è una questione politica e istituzionale, oltre a una questione di diritto costituzionale. Per questo io penso che far quadrato attorno al presidente della Repubblica sia un dovere.

8 commenti

  • Credo invece che per salvaguardare l’istituzione Presidenza sia necessario prendere le distanze dalla posizione assunta da Mattarella: sarebbe molto pericoloso non porre nei corretti limiti costituzionali un ruolo particolarmente critico (che già nel recente passato con Napolitano ha travalicato i limiti). Nello stesso modo per salvaguardare l’Unione Europea e l’Euro è indispensabile prendere le distanze da un assetto e da politiche indifendibili: in caso contrario le politiche reazionarie risulteranno vincenti

  • Meno male, e finalmente, che c’è Sandra Bonsanti a scrivere quello che ho pensato anch’io.
    (Prima ancora, Di Maio andava messo alla porta quando – ad elezioni non ancora avvenute – si è permesso di comunicare al PdR la sua “lista dei ministri”.)

  • Sono d’accordo col lettore Nigro. In uno Stato democratico anche il Presidente della Repubblica può e deve essere criticato se si pensa abbia sbagliato, senza offendere ovviamente. Le politiche “reazionarie”, o ritenute tali, vanno combattute con gli strumenti della democrazia, il voto e e la capacità di elaborare e presentare agli elettori politiche alternative efficaci e credibili. O il dichiararsi democratici , progressisti e antifascisti un giorno sì e l’altro pure senza sapere offrire risultati concreti e coerenti, risulta uno sfoggio di parole vuote , di pura vecchia propaganda usurata, cui la gente non crede più.

  • Grazie, signota Bonsanti. Finalmente una voce chiara, coraggiosa e fuori dal coro, dentro un’associazione diventata miope e autoreferenziale.

  • Forse la Bonsanti ha ragione, però il Rosatellum non andava firmato e comunque non è stata rispettata L’ASSEMBLEA COSTITUENTE – Su questa crisi sono citati i pareri di Mortati, di Bozzi e di Onida, ma bisognerebbe sottolineare che l’ASSEMBLEA COSTITUENTE il 23 ottobre 1947 respinse l’emendamento La Rocca che affidava il potere di nomina al Presidente della Repubblica cfr qui a p. 1498http://legislature.camera.it/…/Assemblea/sed270/sed270nc.pdf
    Allora l’onorevole Tosato disse ” il ritorno a posizioni antiche, superate, caratteristiche dei primi ordinamenti costituzionali, quando tutti i Ministri erano nella stessa posizione di fronte al Capo dello Stato, e il Capo dello Stato nominava indistintamente, uno per uno, i singoli Ministri, ponendoli tutti, però, sullo stesso piano. Donde, in definitiva, un aumento del potere del Capo dello Stato, al quale è riservato lo stesso potere di scelta sia per quanto riguarda il Primo Ministro, sia per quanto riguarda tutti gli altri Ministri. Io credo che queste semplici considerazioni siano sufficienti a far comprendere la inammissibilità di questo emendamento che viene proposto dall’onorevole La Rocca.” L’emendamento che assegnava il potere di nomina al Presidente della Repubblica ebbe 90 voti a favore e 175 contrari. Risposero, tra gli altri, NO: Bozzi, Dossetti, Einaudi, Labriola, La Malfa, BERNARDO MATTARELLA, Nitti, Rumor, Zaccagnini,, Più chiaro di così.

  • Grazie, grazie a Sandra Bonsanti per questo intervento di lucidità e saggezza politica.

  • GRAZIE FAMIGLIA BONSANTI PACE BENE GIOIA QUI ON FRANCESCO BOSI FIRENZE E STEFANO BOSI TERZIARIO FRANCESCANO MONTUGHI CAPPUCCINI SCUOLA SMFN UNIFI.

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