Cultura, promemoria al governo che verrà

Cultura, promemoria al governo che verrà

Le elezioni sono domani, e sul fronte cultura nessuno dei (non-)sedicenti partiti dà indizi di averci mai pensato seriamente. Pertanto la wish list per il 2018 vale più o meno come una lettera a Babbo Natale.

Primo punto, attuare la Costituzione (artt. 9, 21, 33, 34) integrando scuola, ricerca, università, tutela del patrimonio culturale e dei paesaggi in un progetto finalizzato alla “pari dignità sociale” dei cittadini (art. 3). Ergo, intendere la spesa pubblica su questi fronti come un investimento e non uno spreco: che vuol dire raddoppiare i fondi ai ministeri-chiave e garantire immediate, massicce assunzioni per merito.

Secondo, fondere i ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali, ripensando radicalmente la burocratica riforma Franceschini alla luce dell’ unità e contestualità fra patrimonio e territorio.

Terzo, riportare il merito e l’ autonomia al centro delle politiche universitarie oggi soffocate da mortificanti e perseveranti tagli di bilancio.

Quarto, ridare alla scuola la funzione primaria di formazione di cittadini consapevoli, e non di “competenti” esecutori

Infine: lanciare un grande progetto nazionale su questi temi, e su tale base trovare le risorse riducendo subito l’ enorme evasione fiscale (la terza al mondo dopo Messico e Turchia).

Il prossimo inquilino di Palazzo Chigi troverà un’ ora per pensarci su?

Il Fatto Quotidiano, 3 gennaio 2018

1 commento

  • “Il prossimo inquilino di Palazzo Chigi troverà un’ ora per pensarci su?”

    Molto improbable se a suggerirne il nome al Presidente della Repubblica saranno persone di assolta mediocrità come Salvini, Berslusconi, Renzi, Di Maio o Grillo, Meloni e assimilabili.

    Sarebbe stato scontato e naturale se il suggerimento fosse venuto dai promotori di una Lista Civica Nazionale per la Democrazia Costituzionale, partecipata, patrocinata e garantita dal Comitato per quella Democrazia, quello stesso che si schierò ben presto e decisamente per il NO alla deforma costituzionale.

    Leggo che il CDC si spenderà per 3 leggi di iniziativa popolare, elettorale, art. 81 e LIP SCUOLA: aggiungiamone ancora 2 o 3 ad alta sensibilità popolare: compensi ed accessori cariche elettive come media europea, anticorruzione secondo Davigo, riforma processo penale e prescrizione secondo Gratteri, fiscale come art. 53 e manette ai grandi evasori abituali come in Germania. Le fatiche organizzative sarebbero le stesse e partecipazione della Cittadinanza sicuramente molto alta e sentita!

    Ma le proposte di leggi di iniziativa popolare, finora non hanno ottenuto alcun risultato, e neppure le novità apportate da Grasso lo garantiscono, limitandosi esse all’obbligo della discussione: per questo parrebbe funzionale abbinare, per una efficace congiunzione sinergica, all’esercizio dell’art. 71, quello del 50 per supportarlo in modo facile da milioni di firme, e renderne ineludibile la discussione formale e la promulgazione conforme ai progetti redatti secondo il 71 dalle migliori competenze specifiche disponibili nel Paese.

    Il tutto sarebbe un lancio perfetto per quella Lista Civica Nazionale per la Democrazia Costituzionale che volesse essere in campo alle elezioni anticipate che molti prevedono dopo le prossime del 4 marzo 17.

    Auguri a tutti per un Paese migliore, che non potrà venire senza un impegno fattivo della miglior elite di cui ancora eso dispone, ma che è emarginata dalla politica e dalle istituzioni, da quella mediocrità che le ha occupate e che non si sogna di mollare a semplice richiesta.

    Paolo Barbieri

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