Legge popolare anti-pareggio bilancio a un anno dal referendum costituzionale

Legge popolare anti-pareggio bilancio a un anno dal referendum costituzionale

Il 4 dicembre prossimo ricorre l’anniversario della vittoria del No nel Referendum costituzionale. Il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, erede del Comitato per il No, arriva all’appuntamento con due iniziative, “non solo per celebrare una scadenza e rivendicare un successo -sostengono due dei promotori, Massimo Villone e Alfiero Grandi- ma anche e soprattutto per manifestare la propria volontà di continuare l’impegno a difesa della nostra Carta”.

La prima iniziativa è l’assemblea nazionale dei Comitati territoriali e delle associazioni aderenti al Coordinamento. Si terrà domenica 3 dicembre, a Roma a partire dalle 10 presso la Sala da Feltre. Al centro del dibattito e dei tavoli tematici dell’assemblea ci saranno anche due leggi di iniziativa popolare su Scuola e Articolo 81.

La seconda iniziativa riguarda proprio l’articolo 81 della Costituzione e si terrà nella giornata di lunedì 4 dicembre. Nella mattinata una delegazione del Coordinamento depositerà in Cassazione il testo della proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per abolire il “pareggio di bilancio”, introdotto in Costituzione dal governo Monti (con l’appoggio della quasi totalità del Parlamento), sotto la pressione dell’Ue e dei mercati finanziari che pretendevano politiche di austerità, condizione perché venisse rifinanziato il debito pubblico italiano.

“L’impegno -si sottolinea dal Coordinamento- è quello di far sì che il prossimo Parlamento cancelli l’articolo 81 targato Monti: per ripristinare il testo del 1947, che lasciava alla responsabilità del legislatore le decisioni delle politiche di bilancio”. Una conferenza stampa è convocata per lunedì 4 dicembre presso la sala stampa della Camera con Massimo Villone, Alfiero Grandi, presidente e vice presidente del Coordinamento, e Gaetano Azzariti (costituzionalista), Salvatore Monni e Stefano Fassina (economisti), Domenico Gallo, Franco Russo, Alfonso Gianni, Bia Sarasini, Giovanni Russo Spena (Cdc).

2 commenti

  • Vorrei sommessamente ricordare al Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, che la via della LIP con l’esercizio dell’art 71, non ha prodotto mai (o quasi) i risultati cercati, cioè leggi derivate da proposte popolari.

    L’arroganza e il distacco dalla Cittadinanza del fortino parlamentare, non sono stati miimamente scalfiti neppure dalle circa 400mila firme dell’ultimo tentativo del sig. Beppe Grillo di alcuni anni fa.

    Dunque se si vuole davvero che le leggi proposte vengano discusse ed approvate, parrebbe funzionale, e direi senz’altro risolutivo, aggiungere alle firme certificate, decine o centinaia di migliaia che siano, altre centinaia di migliaia fino a milioni, raccolte sotto una formale “Petizione alle Camere” che la, o meglio che LE, contenga.

    CHE LE CONTENGA, giacchè, visto che la raccolta firme certificate è impresa molto impegnativa, e visto che raccoglierne una oppure 5 contemporaneamente richiede lo stesso impegno organizzativo, e anche per chi scegliesse di andare in Comune per la firma certificata, varrebbe sen’altro la pena di proporne NON UNA SOLTANTO, ma alcune ritenute le più opportune ed urgenti oltre art. 81 e LIP Scuola, come legge elettorale, biotestamento, corruzione ed altre secondo il vostro alto giudizio.

    Sarebbe una bellissima riaffermazione della Sovranità Popolare, che da vita e vitalità alla Costituzione salvata nella lettera un anno fa, ma ancora aggirata, ignorata, esposta a nuovi insulti, inerte come morta nella sua bacheca.

    Ossequi, saluti ed auguri per un Paese migliore!

    Paolo Barbieri

  • http://www.libreidee.org/2017/11/pareggio-di-bilancio-orlando-mi-vergogno-la-bce-ci-ricatto/ Se avete letto attentamente quella confessione non vi sarà sfuggito di come non vi siano spazi per dare seguito anche ad un esito elettorale positivo di un eventuale referendum che pertanto sarebbe velleitario e fuorviante: La BCE e l’Europa con l’arma della moneta sono in grado di bloccare qualunque decisione democratica o referendaria in proposito e di sanzionarla pure. (Tsipras, Varuofakis ed il popolo Greco ne sanno qualcosa).
    Se si vuole veramente fare qualcosa per ripristinare l’Ordine Costituzionale Democratico bisogna andare alla radice del problema ammettendo che questa Europa e le sue istituzioni siano ormai un esperimento fallito, e che ogni sforzo per cercare rimedi parziali, è puramente velleitario se non addirittura collusivo.
    E’ quindi mia opinione che bisogna fare tutto quanto è in nostro potere per riappropriarci della nostra “Sovranità Nazionale” che è stata costruita attorno a quello splendido Contratto Sociale che è la nostra “Costituzione del 1948″, che ha come fondamento il “Lavoro” e che deve essere difesa da una “Classe Politica” e da un “Ordine Giudiziario” dotati di tutti gli strumenti necessari. Purtroppo, e concludo, “l’Europeismo convinto”, da cui è originata una iniziativa come questa, è contrario alla difesa della “Sovranità Nazionale” ed è quindi necessaria una scelta dirimente. Distinti Saluti

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