Sinistra: Falcone e Montanari, l’Italia ne merita una seria

Sinistra: Falcone e Montanari, l’Italia ne merita una seria

“L’Italia merita una forza di sinistra seria, che abbia come denominatore comune la lotta al neoliberismo, senza compromessi e tatticismi”. Lo sostengono, in una nota diffusa oggi, l’avvocata Anna Falcone, già vicepresidente del Comitato per il No nel Referendum Costituzionale, e Tomaso Montanari, storico dell’arte e presidente dell’associazione Libertà e Giustizia. “Ecco perché andiamo avanti nella costruzione del programma con i cittadini -spiegano- e non entriamo nelle polemiche che infiammano il dibattito a sinistra, incentrato sulla questione di ‘chi sia il leader’”.

Dopo il Brancaccio e le assemblee svolte in tutta Italia, il percorso di “Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza”, questo il nome del movimento, “prosegue verso una nuova tappa, l’incontro nazionale di novembre, in cui il lavoro di questi mesi troverà una prima sintesi programmatica”. Per illustrare il percorso fin qui svolto e indicare le prossime iniziative, Falcone e Montanari annunciano una conferenza stampa lunedì 9 ottobre, alle 11, presso la sala della Stampa Romana, in piazza della Torretta 36, a Roma.

3 commenti

  • Illustri Falcone e Montanari,

    voler appellare “Sinistra” la forza SERIA (che vuol dire rigorosa e orientata al bene comune) che l’Italia merita, vuol dire metterle al collo una macina da mulino che le impedirà di sollevarsi al di sopra di una piccola %, per la brutta storia che essa va scrivendo da lustri.

    E se non vi piace “Lista Civica Nazionale per la Democrazia Costituzionale”, che a me pare perfetta, essendo nella Carta il programma, il mezzo ed il fine, chiamatela “Partito d’Azione Democratica” o “Nuovo Partito d’Azione”, o “Nuova Assemblea d’Azione Democratica”, ma affrancatela da insegne urticanti per una grande parte dell’elettorato, non certo per me, visto che il mio voto più a destra è stato nel 13 per il PD di Bersani.

    Oggi non possiamo indugiare sulle insegne tradizionali che potrebbero segnare la sconfitta. Dopo il sucesso potremmo FARE le cose di Sinistra, fare quella politica di progresso di cui il Paese e le sue Genti hanno bisogno e attendono, che hanno una sostanza di ben diverso valore rispetto ad un’insegna screditata.

    Non siate consevatori mentre predicate progresso e cambiamento!

    Paolo Barbieri

  • Mi sembra che se si vuole costruire in breve tempo una forza politica che dal niente acquisisca grande consenso, sia molto importante studiare come questi fenomeni sono avvenuti quando sono avvenuti e perché alcuni acquisiscono grandi dimensioni e durevolezza mentre altri rimangono inefficaci, incapaci di creare opinione di massa veramente influente per modificare la società attraverso un salto della qualità culturale della cittadinanza.
    Alla base della propaganda politica di coloro che aspirano a diventare una forza politica esiste senza dubbio lo strumento della promessa. I risvolti relazionali che derivano da una promessa sono molto complessi. Un approccio considerato di primaria importanza consiste nell’esprimere un progetto che dia la risposta creduta opportuna dalla maggioranza dei cittadini che quasi sempre corrisponde ai loro interessi. Ma la promessa dichiarata si presenta come quel multiforme aspetto che presiede al modo di porsi umano dell’individuo nelle relazioni. Il promittente espone il suo programma in modo diverso a seconda dell’interlocutore, può fornire informazioni molto simili ma modificare per esempio la promessa nei riguardi dei tempi d’inizio dell’esecuzione oppure dei tempi finali della realizzazione in modo da ricevere il consenso di parti che vogliono cose completamente diverse. Una divergenza di opinione che oggi appare fondamentale sta nel fatto di promettere a chi ha acquisito diritti reali (o privilegi) che li conserverà e a chi aspira ad averli che gli verranno concessi. Si sono rivelati vincenti in passato programmi politici nei quali rimane individuata una problematica aggregante che si rivolge contemporaneamente ai due bacini d’interesse prima considerati, cioè sia a quelli che vogliono conservare il proprio status che a chi aspira a migliorarlo. La parola d’ordine molto efficace rivolta alle popolazioni dei territori in condizioni generali migliori è: pensiamo a noi stessi e staremo meglio tutti. Si convincono facilmente anche coloro che là vivono peggio, dandone la colpa a chi vive altrove e preme per usufruire della ricchezza del loro territorio. Un’altra modalità recentemente molto vincente si riassume nello slogan: uno vale uno. È rimasta una promessa senza un vero programma di attuazione, ma la sua presa sull’opinione pubblica non perde vigore e molto probabilmente ciò consegue dal fatto che sono gli unici a dirlo e possono coprire con lo stesso tutte le proprie manchevolezze: “chi non è d’accordo su un particolare forse crede di valere più di noi che continuiamo a credere alla promessa?”.
    Nella società attuale c’è una minoranza di cittadini che contano con continuità nel tempo ed altri ai quali si fa ritenere di contare eleggendo i propri rappresentanti nel momento delle votazioni e su questo formalismo ambiguo si gioca la competizione politica. I cittadini che contano con continuità nel tempo sono tutti quelli che godono di un potere che gli permette di potersi confrontare in modo privilegiato con…

  • Nella società attuale c’è una minoranza di cittadini che contano con continuità nel tempo ed altri ai quali si fa ritenere di contare eleggendo i propri rappresentanti nel momento delle votazioni e su questo formalismo ambiguo si gioca la competizione politica. I cittadini che contano con continuità nel tempo sono tutti quelli che godono di un potere che gli permette di potersi confrontare in modo privilegiato con gli altri, il loro potere fa da supporto alle loro relazioni e gli permette di modificare a proprio vantaggio i comportamenti degli altri: siano singoli cittadini o gruppi concorrenti o istituzioni dello stato o società contrapposte. Come si può dare agli altri cittadini un potere simile? I partiti nuovi si affermano come vincenti se non seguono l’andazzo dei precedenti misurandosi sulla marea degli interessi particolari per i quali chi detiene già un potere si trova in una situazione di chiaro vantaggio, ma propongono qualcosa quasi sempre di più generale che investe la grande parte dei cittadini ai quali si rivolge. La promessa riguarda sempre il concetto fondamentale di metterli in condizione di avere un potere di contare con continuità nel tempo. A tale riguardo riscontro che le difficoltà in cui si trovano gli stati democratici fondati sulla rappresentanza degli eletti conseguono dal fatto che al popolo viene attribuito il titolo solo formale di essere sovrano ma questo titolo che si esplica solo nel momento delle votazioni non può adempiere a nessuna funzione reale perché la vita reale della società viene gestita attraverso i soggetti costituiti per quanto potere si sono conquistato. La logica dei contrappesi (e menomale che fu pensata) si rivela insufficiente perché ciascun contrappeso finisce per rappresentare interessi di parte. Il vero contrappeso che dovrebbe essere dato dall’insieme di tutti i cittadini è escluso completamente dal gioco e non esplicando la propria funzione rimane completamente diseducato a partecipare con l’obiettivo della buona società, può reagire o affidandosi ciecamente ad una parte politica o disinteressandosi completamente se ritiene che siano tutti inaffidabili oppure adoperando la violenza per acquisire il potere che gli viene negato.
    Credo che in questo discorso ci sia almeno un minimo di verità e allora non basta bisogna trovare il modo di sciogliere il nodo.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

 caratteri massimo. Il testo eccedente verrà troncato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>