Con il Pd o senza/Montanari, hanno distrutto i nostri valori

Con il Pd o senza/Montanari, hanno distrutto i nostri valori

Antonio Padellaro scrive che se la sinistra non sarà rappresentata nel prossimo Parlamento, i responsabili faranno “bene a espatriare”. Sono d’accordo: è per questo che, il 18 giugno scorso, ho lanciato – al Teatro Brancaccio, con Anna Falcone e quasi duemila persone – un appello per “una sola lista a sinistra”.

Ma non parliamo della stessa “sinistra”. Padellaro è convinto che il Partito democratico ne faccia parte, e che le divisioni dentro e fuori quel partito siano tutte imputabili alle “inimicizie personali” di Matteo Renzi e ai simmetrici personalismi dei troppi leader che si contendono il “comando”. Ma se c’è una cosa che appare chiara proprio leggendo il Fatto Quotidiano è che il Pd è un partito che da tempo non ha nulla a che fare con la sinistra: esso ha invece preso il posto della vecchia Democrazia Cristiana, senza averne tuttavia la cultura né una sinistra interna altrettanto efficace e preparata. È il partito del potere: perché ha inteso il potere come un fine. L’unico.

L’Italia così com’è (segnata dalla massima crescita europea della diseguaglianza, Regno Unito escluso) è un prodotto del Pd, che – insieme ai partiti di cui è erede, nella formula del centrosinistra – ha governato più a lungo di Berlusconi. Lo smontaggio dello Stato, la distruzione del pubblico e la negazione sistematica di pressoché tutti i principi fondamentali della Costituzione sono da imputare al Pd almeno quanto a Forza Italia.

Arrivati a Renzi, il problema non è stato il “personalismo” (pure odiosamente pervasivo): ma la definitiva distruzione dei diritti dei lavoratori (Jobs act), la spallata finale alla scuola pubblica (la Buona scuola), la mazzata inflitta all’ambiente (lo Sblocca Italia di Maurizio Lupi), la mercificazione completa del patrimonio culturale e la fine della tutela (la “riforma” Franceschini) e via elencando. Con Minniti, poi, siamo arrivati all’ eradicazione dell’ articolo 10 dalla Costituzione e a una politica securitaria per la quale i militanti di Fratelli d’ Italia e Lega si spellano le mani. Un partito che blocca lo Ius soli mentre approva un maxi-condono per l’ abusivismo edilizio: è questo il Pd.

A “espatriare” farebbe bene una sinistra pronta a sostenere e prolungare tutto ciò. Votare Pd per fermare la destra vuol dire ripetere l’errore di chi era convinto che la visione di Sanders fosse utopica e minoritaria e ha imposto la Clinton in nome del “realismo”: sappiamo com’è finita. Fermare la destra facendo la politica della destra serve solo a rinviare lo schianto finale, rendendolo ancora più devastante.

In tutta Europa sono nati movimenti radicali di sinistra (che usino o meno questa parola nel loro nome), che contestano alla radice lo stato delle cose e le politiche di centrosinistra degli ultimi vent’anni, rigettano il dominio della finanza sulla politica e rivendicano il diritto di governare puntando al “pieno sviluppo della persona umana” e non obbedendo al mercato. Tutti partiti meno “a sinistra” di papa Francesco, sia chiaro: tanto per dire quanto sia insensato parlare oggi di “centrosinistra” sul piano culturale.

Manca quasi solo l’Italia, e spero che il percorso del Brancaccio possa – con il tempo che ci vorrà – generare qualcosa di simile. Ma un simile progetto non può certo iniziare sostenendo gli alfieri dello stato delle cose. Alle prossime elezioni ci saranno tre, diverse, destre: quella padrona del marchio, i 5stelle di Di Maio e il Pd di Renzi. Una sinistra che voglia rovesciare il tavolo dello stato delle cose non può allearsi con nessuna delle tre.

E i numeri? Si può decidere di rivolgersi solo al 50% che vota, o decidersi finalmente a parlare all’altra metà del Paese, con un linguaggio nuovo e radicale. È la metà riemersa il 4 dicembre, determinando la vittoria del No: laddove i flussi elettorali dimostrano che l’ 85% dei votanti Pd ha scelto il Sì.

Siamo, dunque, a una scelta di campo. L’oracolare Giuliano Pisapia ha infine detto che sarà al fianco del Pd, mentre MdP deve ancora decidere: tutti gli altri vogliono un quarto polo. Non so come finirà: ma se ci si divide tra chi vuole lasciare tutto così com’è, e chi vuole invertire la rotta non è uno scandalo, è onestà intellettuale. Lo scandalo è non averlo fatto prima: oggi saremmo al 20 per cento.
O al governo.

 

Il Fatto Quotidiano, 3 ottobre 2017

4 commenti

  • E allora Falcone e Montanari,

    coerentemente NON appellare “Sinistra” la vostra lista, non potete pretendere raffinati distinguo da una Cittadinanza impoverita culturalmente oltre che materialmente, rendete evidente ad essa la DISCONTINUTA’, LA CESURA rispetto all’attuale offerta politica, lasciate che dell’aggregazione della Sinistra si occupino Bersani, Pisapia e C., e voi rivolgete le vostre attenzioni a quella Cittadinanza che cerca con ansia fiducia e credibilità a cui affidare, col voto sereno ed entusiasta, il futuro del Paese.

    E ben vero che la classe media, come afferma Falcone, è più a sinistra di noi! è stata spinta in quell’area da tutte le riforme mancate o abortite, come dai tradimenti del dettato costituzionale, e dalle crescenti necessità che solo una politica di progresso e buonsenso può soddisfare.

    Ma non avrete il suo voto se le chiederete di votare per una lista di “Sinistra”, poichè da essa è stata delusa e tradita troppe volte. Trovate un’altra ragione associativa votabile da offrire a quella Cittadinanza che auspica intensamente un cambiamento di qualità della politica, raggiungete quella classe media “oltre la sinistra” che ha disperso la propria credibilità, raggiungetela assieme alle persone a cui fate riferimento, portatrici di competenze, rigore e di un sano orientamento al bene comune.

    Solo così, solo andando oltre i soliti riti e i soliti luoghi logorati, potrete raccogliere tutto il potenziale offerto dall’astensionismo come da chi ancora va al seggio solo per il male minore.

    Poi nulla impedirà una coalizione progressista, la creazione di un spazio politico nuovo ben strutturato, perchè nulla vada perduto.

    Non siate conservatori mentre predicate progresso!

    Paolo Barbieri

  • Condivido l’articolo ed anche il commento. Occorre andare Oltre la Sinistra, verso un nuovo modo di guardare il futuro.

  • No, Carissimo Montanari, Non credo sia “giusto”e “vero”, mettere sullo stesso piano il Movimento5Stelle, con la “destra”, rappresentata dalle politiche del Pd e la destra “padrona del marchio”.
    Basterebbe, credo, “osservare” , un po’ più attentamente , il Programma del Movimento, le sue battaglie sul territorio, le “dichiarazioni” di moltissimi portavoce e dei tanti iscritti, per poter “smentire” questa “fotografia” del panorama politico italiano .
    Io Ti/Vi stimo, apprezzo le Vostre “idee”, le Vostre “analisi”, mi riconosco in moltissime delle vostre “Battaglie” e, facendo parte, come iscritto e come cittadino, del Movimento 5 Stelle, non capisco il perchè di questa Tua/Vostra, “esclusione”, a prescindere, del Movimento 5Stelle .
    Spero, comunque, di poter avere, da Te/Voi, una “risposta” alle mie “perplessità”, per poter fare , ASSIEME, un percorso “Comune”, prima di tutto per “Informare” e per poter “Sognare” di realizzare un mondo “diverso”, finalmente “migliore” e GIUSTO .
    Con tantissima Stima,
    Massimo Lombardo

  • Tentennavo..perchè Credente Convinto ma ho sentito Montanari e allora ho compreso che abbiamo molto in comune…Con Cristo verso un Mondo migliore aperto ai nuovi quesiti dell’umanità.. con Francesco e con il Vangelo fonte di Verità sorprendentemente efficaci di una Sinistra di speranza ,che reca soluzioni
    sostenute dalla Giustizia ..Da Cosenza dove da trentasei anni Medico odontoiatra nello stesso palazzo dove Anna Falcone ha vissuto …convinto assertore di una Sinistra Evangelica aperta alle sfide dell’Umanità ..prima di tutte.. di riportare l’Onestà nella politica.. Di non temere i grandi Eventi che dovremo affrontare..( dal 2014 parlo della Lega del Mediterraneo )…Andiamo Avanti… Libertà e Giustizia per tutti .Maurizio Parise

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