Una domanda al M5S in Sicilia: anche voi?

Una domanda al M5S in Sicilia: anche voi?

La politica è certamente responsabile per le migliaia di villette sul mare in Sicilia ma non perché, come dice Di Maio, la gente “senza piano casa e piani di zona” è stata costretta a costruire come poteva. La vasta maggioranza dei casi di questo abusivismo è il risultato di uno scambio elettorale tra cittadini cui è stato consentito di fare quello che volevano e partiti, specialmente Democrazia Cristiana e Forza Italia, che hanno fatto finta di non vedere. Che adesso chilometri di spiagge meravigliose siano chiuse da interi villaggi illegali non è altro che un effetto “urbanistico” della politica clientelare. Le cui ferite si vedono benissimo anche nei centri storici stravolti, deturpati, di una Sicilia antica fatta scomparire un pò di più a ogni elezione.

Questa sconcertante idea di Di Maio, tragicamente preceduta da analoga dichiarazione del candidato alla presidenza Cancellieri, ci pone la questione di cosa intende fare il M5S in Sicilia. Il problema siciliano è l’immane blocco conservatore-burocratico, interpartitico, che domina Palermo, distribuisce risorse in modo arbitrario, trascura il resto dell’Isola come se non esistesse, rende ostili le istituzioni regionali al cittadino comune, opprime culturalmente i pezzi più dinamici della società, privatizza ricchezze pubbliche, crea problemi ad arte perché ha già soluzioni che gli convengono e nei momenti critici lancia “rivoluzioni” come brevi febbri elettorali del sistema. L’abusivismo delle villette è una conseguenza storica di questo blocco conservatore-burocratico. Il M5S in Sicilia vuole romperlo o vuole farne parte?

 

1 commento

  • Cancelleri in tv (se non sbaglio da Formigli) ha chiarito in modo inequivocabile questo punto ma si continua a non considerare la condotta, le battaglie per l’ambiente e i voti espressi in tanti anni e si preferisce appendere pirandellianamente una persona (ed una forza politica) ad una singola frase….ad un singolo gesto…. come se tali istanti fossero il tutto e non una singola frazione di una vita intera. Pare pretestuoso e tendenzioso non tanto l’articolo ma il titolo, che proclama l’uguaglianza di tutte le parti in causa.
    In questi quasi 5 anni quale forza politica ha difeso in parlamento l’ambiente e ha concretamente amministrato con maggior rispetto del medesimo? Forse il trivellaro Gentiloni che in Puglia risponde ad Emiliano esaltando il carattere green di questo governo? Con quale coraggio?
    Parlo così non perché io non abbia nulla da rimproverare ai 5 stelle: parlo così perché nella mia piddina regione stanno costruendo ristoranti in piena spiaggia, a pochi metri dal mare; perché la giunta piddina si è schierata per gli inceneritori; perché uffici e scuole buttano nell’indifferenziata montagne di carta e bottiglie di plastica; perché siamo una grande discarica di veleno ma non paghi di ciò, i nostri politici del partito di finta destra e finta sinistra hanno lasciato sola la popolazione nella lotta alle trivelle e ad altre simili delizie.
    Francamente, dalle colonne di LEG, sarebbe più logico aspettarsi critiche severe e riconoscimenti di merito imparziali e basati sui fatti, non su singole frasi: per esempio mi sarei aspettata un articolo sulle scelte del sindaco di Palermo che, alla faccia della storia propria e di tutti quelli che lo stimano da sempre (ad esempio la sottoscritta), improvvisamente decide che la poltrona giustifica le alleanze: alcune delle quali sono forse simili a quelle che indussero qualche anno fa la giovane Valentina Spata a sbattere la porta del PD siciliano e a scuotersi la polvere dai calzari. Pensate che i migranti di cui tanto Orlando si vanta siano più al sicuro con i compagnucci di qualche alleato di Orlando? Pensate che per la Sicilia sia più allarmante una frase dell’ambientalista Di Maio o la innovativa e riformista giunta di Orlando?
    Basta una frase (smentita comunque da tantissimi fatti di segno contrario) a motivare un titolo come quello, inneggiante allo status quo?
    O c’è la solita Virginia Raggi a fare da capro espiatorio a quanti declamano che con Giachetti a quest’ora avremmo avuto una Roma profumata onesta e col bilancio in pareggio con tutti gli immigrati integrati e i mezzi pubblici svizzeri?

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