Carlo Smuraglia: Il Ventennio è il contrario della nostra Costituzione

Carlo Smuraglia: Il Ventennio è il contrario della nostra Costituzione

«Una cosa vorrei ricordare prima di tutte: “Il fascismo è l’esatto contrario di tutto ciò che è scritto nella nostra Costituzione”. È una frase detta dal presidente Sergio Mattarella e che io trovo molto bella». Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi, avvocato ed ex parlamentare, 94 anni di battaglie cominciate con la lotta partigiana, invita a non fermarsi e a portare finalmente a casa la legge contro l’apologia di fascismo. Ma, avverte: «A due condizioni: che sia scritta in modo tale da non suscitare rilievi della Consulta e che ci sia la consapevolezza che le leggi da sole non bastano. Occorre coltivare una coscienza collettiva antifascista ».


Presidente Smuraglia, i 5Stelle giudicano la legge contro l’apologia di fascismo una ferita alla libertà d’espressione. C’è questo rischio?
«Il problema che una legge possa confliggere con la libertà di espressione, esiste. Ma una giusta formulazione consente di conciliare i diritti. Ricordo che la nostra è una Repubblica democratica e antifascista e che il fascismo è il contrario, è la negazione di quando è scritto nella Costituzione perché è violenza, è razzismo. Aggiungo che nulla è illimitato. Una sentenza della Corte europea dei diritti segnala che dei diritti stessi non si può abusare».

Questa legge è necessaria?
«Sono contento che finalmente la proposta che giaceva da tempo sia discussa in Parlamento. È una soddisfazione. Vedremo come va. Ripeto: importante è che la formulazione sia inattaccabile dal punto di vista giuridico».

C’ è una recrudescenza neo fascista. Basta una legge?
«No, non si pensi che con una legge si risolvono i problemi, perché si giocano questioni culturali grandissime. Ci vuole una coscienza collettiva anti fascista. Talvolta i giudici di merito sottovalutano la legge Scelba che sanziona l’apologia di fascismo e la legge Mancino contro le manifestazioni razziste.
Ora si completa il quadro in modo da rimuovere ogni incertezza da parte dei giudici».

C’ è una discrezionalità dei giudici tuttavia?
«C’è molta discrezionalità con sentenze a volte di assoluzione altre di condanna. Ho chiesto alla scuola superiore della magistratura, che tra i corsi di aggiornamento e formazione ne venga inserito uno sulle leggi contro il fascismo e il razzismo, così si eviterebbero divergenti opinioni. E l’anno prossimo questo progetto dovrebbe concretizzarsi. Credo che tutte le istituzioni debbano aderire e dare indicazioni affinché non si dimentichi che la nostra è una Repubblica democratica e antifascista».

Il caso dello stabilimento balneare di Chioggia dove cartelli e discorsi inneggiavano al Duce, l’ha sorpresa?
«É una vicenda ridicola, non può essere tollerata ma prima ancora della legge l’opposizione deve partire dalla coscienza civile dei cittadini» Qual è secondo l’ Anpi l’aspetto più preoccupante di questo fenomeno?
«Il razzismo presente sulla rete. Sono preoccupato della diffusività, del pullulare di gruppi dei nuovi fascismi. Abbiamo fatto un’ indagine da cui è risultato che su 3.600 pagine Facebook ce ne sono 500 che fanno apologia di fascismo e razzismo».
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(*) Carlo Smuraglia, ex partigiano, è presidente dell’Anpi di Roma.

la Repubblica, 11 luglio 2017 

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