21 commenti

  • Sì, professore, quello che Lei afferma, e con Lei i suoi assimilabili come i colleghi Rodotà e Settis, per noi è oro colato.

    Ma Voi e noi che vi seguiamo e in Voi crediamo, cosa facciamo insieme per riempire la politica di qualtà, di quel rigore morale e culturale, di quella “disciplina ed onore” che sono indispensabili per perseguire il bene comune? Cosa facciamo oltre alle analisi e all’attesa degli eventi?

    Davvero il massimo è aver ridotto il potenziale di cambiamento del 4/12 a 30 mila firme sotto una sottomessa “petizione alle camere”, a queste camere tanto mediocri, per una nuova legge elettorale che avrà le stimmate di quella mediocrità, senza soddisfare le attese e i bisogni di un Paese e di un Popolo?

    “La Costituzione vive dunque non sospesa tra le nuvole delle buone intenzioni, ma immersa nei conflitti sociali. La sua vitalità non coincide con la quiete, ma con l’azione. Il pericolo non sono le controversie in suo nome, ma l’assenza di controversie. Una Costituzione come la nostra, per non morire, deve suscitare passioni e , con le passioni, anche i contrasti. Deve mobilitare.”(Gustavo Zagrebelsky)

    Sì, professore, quelle “cose” lì le ha scritte Lei.

    Paolo Barbieri

  • Cosa facciamo perchè si realizzi “l’incontro , tra intellettuali e classe operaia” auspicato nel Manifesto di Ventotene, come Lei ci ha ricordato? Cosa facciamo perchè la cultura possa contare sui numeri che in democrazia sono essenziali?

    Davvero non si poteva spendere quel potenziale per “imporre” al Parlamento “la legge elettorale dei Cittadini”, sono sue parole, esercitando gli artt. 71 e 50 “nelle forme e nei limiti della Costituzione” con una Sovranità Popolare Realizzata?

    “La Costituzione vive dunque non sospesa tra le nuvole delle buone intenzioni, ma immersa nei conflitti sociali. La sua vitalità non coincide con la quiete, ma con l’azione. Il pericolo non sono le controversie in suo nome, ma l’assenza di controversie. Una Costituzione come la nostra, per non morire, deve suscitare passioni e , con le passioni, anche i contrasti. Deve mobilitare.”(Gustavo Zagrebelsky)

    Sì, professore, quelle “cose” lì le ha scritte Lei.

    Paolo Barbieri

  • Faccio notare che il prof. Zagrebelsky afferma (al minuto 13° dell’intervista), a mia conoscenza la prima volta, che, contrariamente a quanto sostenuto da tutti gli attori politici e dalla stessa Corte costituzionale (sentenze 1/2014 e 35/2017), i criteri più importanti della legge elettorale sono i diritti elettorali attivi e passivi dei cittadini (art. 48 e 51) e non il diritto dei partiti alla rappresentnza proporzionale o il diritto del partito più votato di governare per cnque anni. Sto sostenendo questo punto di vista da anni, per esempio su

    http://www.forumcostituzionale.it/wordpress/images/…/0011_nota_1_2014_schmit.pdf
    http://www.giurcost.org/studi/schmit.pd
    http://www.giurcost.org/studi/schmit2.pdf
    http://www.lavoce.info/archives/44383/proporzionale-o-maggioritario-la-soluzione-e-un-compromesso/ .

  • Premesso che stimo tantissimo il Prof. Zagrebelsky e penso che l’Italia intera gli debba eterna gratitudine per il suo contributo alla vittoria del 4 dicembre, devo purtroppo dissentire dal Sig. Barbieri e trovarmi d’accordo col Giudice Davigo: i magistrati in politica sono un disastro e questa intervista è deprimente. Non è Renzi ma il Prof. a non aver imparato la lezione .E’ il colto elettore Zagrebelsky a deludermi con la favola delle italiche primarie “inno alla democrazia”, come fosse uno qualsiasi degli inconsapevoli elettori o dei superficiali giornalisti o degli scaltri politici che da giorni imperversano a reti unificate con questo imbroglio. Da un monumentale costituzionalista come lui,mi aspettavo finalmente un’analisi dello sgangherato strumento che, scimmiottando le serie e regolamentate primarie americane, una banda di comunisti pentiti ha imposto a noi italiani dopo la conversione ad un capitalismo di cui ignorano i più elementari principi almeno quanto stanno ignorando i valori di sinistra.Ma come si fa a definire trionfo della democrazia lo squallido rito piddino e le nefaste conseguenze che si abbattono su di noi in modo sempre più grave?Non sono mai stata iscritta a nessun partito ma ero convinta che le strutture partitiche avessero il fine di garantire agli iscritti partecipazione e incisività al fine di far emergere la propria volontà e i propri rappresentanti a tutti i livelli attraverso un processo continuo di dialogo interno e costruzione congiunta del programma.Gli iscritti dovrebbero determinare leder e programmi comunali,regionali e nazionali e non limitarsi a primarie per scegliere un tizio che poi sceglie tutto da solo, pilotando le elezioni e neutralizzandole.Prodi inaugurò plebiscito e pezzi di carta straccia recanti il nome di un premier in barba all’iter previsto dalla Costituzione e alla faccia dei tesserati che prima si sono visti spodestare dai passanti….poi dai cinesi….poi da quelli che Cofferati definì “fascisti non pentiti” (ma l’opportunista parlò solo quando venne danneggiato personalmente).
    Il Prof. Zagrebelski come può esaltare uno strumento non regolamentato che ha consentito ad un Renzi non eletto da nessuno di mettere a repentaglio la Costituzione? Dovrebbe invece fare mea culpa e spiegarci che le ferite che ci stiamo ancora leccando dopo il 4 dicembre,dipendono in gran parte dalla micidiale farsa delle primarie.
    Il Prof. Zagrebelsky ritiene giusto portare una fiumana di profughi e migranti a votare alle primarie?! E’ regolare tutto questo? Quand’è che gli italiani hanno deciso di dare a cinesi..migranti..minorenni..infiltrati.. il potere di imporre loro un capo del governo, buono o cattivo che sia? Davanti a questo spettacolo di eccelsa democrazia, l’illustre costituzionalista va in brodo di giuggiole unendosi al coro piddino e mediatico: io invece temo sia un chiaro dettaglio del piano per destabilizzare economicamente e politicamente il nostro Paese, come paventato dal…

  • Sig Schmit,

    se è giusto riconoscere la primogenitura di una sintesi a chi la merita, questo non sposta di un millimetro la soluzione del problema: una legge elettorale a misura di Cittadinanza resta un’eresia o un’utopia o entrambe!

    Anche perchè il Comitato per la Democrazia Costituzionale, invece di cavalcare l’onda del 4 Dicembre e passare dalla negazione alla positiva costruzione, ha preferito la risacca di una debole petizione alle Camere che, naturalmente, nel confronto in corso, non assurge ad alcuna attenzione da parte di chi si batte per la legge che meglio potrebbe soddisfare le brame elettorali del proprio partito.

    Si può ben adattare un aforisma: “Un’altra brutta legge elettorale cadrà su di noi, non tanto perchè un manipolo di mediocri lo vuole, ma perchè molti eminenti professori, e moltissimi Cittadini (o pseudo tali), lasciano che ciò accada.” Mentre il declino continua…

    Paolo Barbieri.

  • Cara Giovanna,

    ben tornata su questi spazi pressochè deserti!

    Lei esordisce esprimendo stima al prof. Zagrebelscky, e sin siamo in perfetto accordo. Poi esprime dissenso rispetto al mio scritto, nel quale non vi è alcuna esaltazione esplicita alle primarie. E se l’ha trovata implicita, allora converrà che esprima chiaramente che, rispetto a quel rito, la penso esattamente come lei.

    Per quel che riguarda i magistrati in politica, invece divergiamo: io vedrei molto bene il magistrato Caselli, oggi in quiescienza, come ministro guardasigilli, ma anche agli interni, come lo stesso Gratteri: la loro storia garantisce della loro capacità di coprire molto meglio e più efficacemente quel ruolo, oggi coperto da un modesto Orlando, ma che in passato ha dovuto sopportare persino Mastella e Castelli.

    Per quanto riguarda la partecipazione degli iscritti ai partiti alla stesura dei programmi, la vedo piuttosto dura per l’impoverimento culturale indotto e tollerato dal potere per meglio orientare e controllare il consenso: per riparare i danni prodotti dalla TV commerciale, dal ventennio berlusconiano e dall’avvento di internet, che ha portato l’analfabetismo funzionale ad oltre il 70% secondo il compianto prof. De Mauro, ci vorranno generazioni se le istituzioni lo vorranno e impegneranno tutto il necessario, MIUR, persone che abbiano attitudine e qualità, TV, editoria e palanche.

    Potranno sicuramente svolgere la funzione di antenne sul territorio e portare quel contributo a chi avrà competenze e attitudini per quella stesura. Che peraltro oggi e da lustri, ci viene sparata brutalmente in faccia dalle cronache del disastro quotidiano, al punto che sarebbe facile stendere un programma scontato: difficile realizzarlo.

    Dopo questo, mi aspetto di rileggerla a breve: davvero non faccia mancare i suoi interventi su questi spazi sempre meno frequentati.

    Saluti.

    Paolo Barbieri

  • Non sto semplicemente sostenendo una tesi, ma la motivo, anzi la dimostro e spiego perché vale con qualsiasi sistema, uninominale o plurinominale, con o senza liste, con o senza ballottaggio. Se avessi ragione (insieme al prof. Zagrebelsky), la giurisprudenza recente (sentenza porcellum e sentenza italicum) sarebbero da dimenticare molto rapidamente.

  • Non è un’utoia
    Perché esiste in numerosi paesi, UK, USA, CND, F tutti storicamente, da 200 anni, in versione uninominale; e in IRL, SF, PL in versione plurinominale, in versione leggermente meno pefetta in CH (il paese pioniero nel campo, iniziando da Ginevra e dal Canton Ticino, alla fine del 800).
    Non è nemmeno più di tanto eretico.
    E solo dimenticato, e ignorato nel dibattito in questo paese.

    La sentenza 1/2014 poi afferma che restrizioni ai diritti elettorali indibiduali attivi e passivi sarebbero possibili solo se implicate necessariamente da altre disposizioni che mirano a tener conto della rappresentatività dei partiti e della solidità della maggioranza, cioè SE sono INEVITABILI; è facile dimostrare (anche con gli esempi di proporzionale di cui sopra) che non sono NECESSARIE. Quindi violano gli art. 48 e 51 della costituzione.

  • Consiglio a chiunque di andare sui siti di politica francese a verificare come funziona l’uninominalea doppio turno, un sistema eminentemente individuistico, sotto l’impulso di République en marche: in 4 giorni i candidati per 428 collegi uninominali su un totale di 577 (della Francia metrpolitana) sono stati selezionati fra donne e uomini con un CV politico (ex sociaisti, centristi e ex gaullisti) o senza esprerienza politica. In numerosi collegi REM ha deciso di non presetnare nessuno, spesso per favrorire un candidato esterno a REM, come per esempio Manuel Valls.

    Si capisce male perché questa soluzione non potrebbe andar bene in Italia, almeno per la Camera, per sostituire il sistema uscito dalla sentenza della Consulta. Per il Senato si potrebbe utilizzare un sistema con piccoli collegi da tre a cinque seggi all’interno delle circoscrizioni regionali (prescritte dalla Costituzione), un voto unico che varebbe sia per il candidato sia per la lista e un reparto nel collegio per lista senza soglie e senza premi. Le composizione delle due camere non sarebbe omogenee, ma le procedure rispetterebbero, una volta tanto, tutte le esigenze della costituzione e della logica parlamentare bicamerale.

  • Evidentemente mi sono espresso poco chiaramente: utopia non era rivolto alla sua tesi, che apprezzo, ma alla possibilità che da noi accada che sia pensata ed approvata un legge elettorale a misura di Cittadinanza.

  • Le analisi dei commentatori politici tralasciano quella che è la rivoluzione culturale preponderante che procede in modo inesorabile a modificare il criterio associante della comunità umana. Si continua a studiare la storia attraverso fatti episodici, come l’entrata in scena di grandi personaggi e le modalità di comunità di riunirsi in coalizioni per difendersi, nei casi più accettabili, o per assoggettare altre comunità ai propri usi con la violenza e non si capisce che queste cose sono soltanto sintomi di cause reali che hanno operato in passato e continuano ad operare oggi. Secondo me hanno molta ragione gli studiosi dell’evoluzione dell’uomo che fanno dipendere la sua storia da quanto lo stesso è riuscito a modificare relativamente alle modalità attraverso cui riesce a procurarsi il necessario per vivere. Credo che procedere, come continuano a fare i governanti che contano e il codazzo dei commentatori non tenga presente l’evoluzione dovuta alle nuove modalità di produzione. Anche nel passato l’umanità è passata attraverso problematiche simili e sempre è accaduto attrito violento fra chi ne reggeva le sorti e la comunità degli altri. L’introduzione di agricoltura, l’uso degli animali come forza disponibile, e via, via, le macchine con l’uso di energia chimica, ecc. non passarono senza dolore. Oggi la produzione avviene sempre più senza forza lavoro umana, ma con varie forme di energia. Ma quando per i millenni passati l’uomo era necessario per eseguire ogni attività di produzione, si dette perché era utile a tale scopo al lavoro oltre al significato di esecuzione di un compito anche quello di fornire lo strumento per la distribuzione dei beni inventando il danaro e facendo corrispondere la paga all’esecuzione del compito. Lo stratagemma fu utile a generare il “progresso della società”. Ma quale è stato il vero significato di questo progresso, se non quello di diventare più competitivo, cioè di poter assoggettare gli altri al proprio potere per avere più uomini a disposizione per fargli eseguire quanto desiderava. Chi regge oggi le sorti del mondo crede che accadrà come le altre volte, subiremo una crisi con attriti violenti e dopo si troverà un nuovo equilibrio. Intanto anche le altre volte l’equilibrio fu raggiunto modificando le modalità di convivenza. A me sembra che non essendo più la forza lavoro umana preminente ad assolvere il compito della produzione, mentre la società presiede ancora alla vita della comunità umana e non a quella degli automatismi la questione più importante da risolvere sia proprio di togliere al lavoro il significato di distributore dei beni. Se riusciremo a far esprimere la propria opinione a qualche robot potremmo licenziare anche tutti gli opinionisti che oggi guadagnano profumatamente.
    Diffondere la conoscenza dell’indice di sperequazione (indice Gini). Farlo diventare, magari migliorandone le potenzialità di stimolo al vero progresso l’antagonista del PIL che si rivela inefficace a costruire una…

  • Rettifica: rileggendo adesso il mio commento all’intervista al Prof. Zagrebelsky,, mi sono accorta che, nel tentativo di rientrare nel previsto numero di battute, ho tagliato e ricucito frasi con risultati a dir poco curiosi nel caso di Prodi: da sempre gli attribuisco l’ingenuità (colposa e non dolosa) di aver introdotto la pratica ridicola e pericolosa delle primarie, che poi gli orfani del muro di Berlino hanno santificato, sostituendola (dolosamente) a regolari elezioni politiche; tagliando qua e là il lungo intervento, Prodi finisce per essere definito un “comunista pentito. Magari a nessuno importa, pochi leggono o notano una cosa simile, tuttavia, tengo ugualmente a precisare che non ho mai annoverato il Prof. Prodi tra i comunisti, pentiti o meno.

  • Gentile Sig. Barbieri,
    le critiche relative alle primarie non erano rivolte a lei ma al Prof. Zagrebelsky.
    Quanto a Gratteri, ottimo magistrato e gran brava persona, competente e coraggiosa, chi ci dice che non farebbe la fine di un Grasso? Nulla è più spaventoso e deprimente di un uomo di legge che piazza canguri come trappole quando la preda è la Costituzione che giurò di difendere. Ci eravamo illusi che lui sarebbe stato un argine e invece ce lo siamo ritrovati nel fronte avversario: e dico fronte perché si è purtroppo trattato di battaglia vera e propria, in quanto il confronto democratico presuppone un parlamento legittimo e il rispetto delle regole. Lei si fiderebbe di lui? Qualche giorno fa ha platealmente rimproverato a un giovane vice-presidente della Camera una pluralità di lacune tra cui (udite udite!) quelle in Diritto! Io mi indignai a suo tempo quando l’avvocata Serracchiani richiamò all’osservanza della disciplina di partito il Presidente del Senato che mostrava qualche perplessità su qualcuna delle innumerevoli piddinate e scrissi (al vento!) che detto Presidente del Senato aveva il dovere di un metaforico ceffone alla scriteriata principiante che impone il catechismo di partito alla seconda carica dello Stato.
    E di Emiliano ne vogliamo parlare o è meglio calare un tendone pietoso? Io da Berlusconi e Renzi mi aspettavo esattamente quel che hanno fatto ma del giudice Casson mi fidavo assolutamente proprio per la sua storia di magistrato; risultato? Mi sarebbe piaciuto essere veneziana per correre a non votarlo. Figure come lui convincevano gente come me ad avere ancora speranza nel partito di Amato Dalema e compagnia bella e fanno quindi danno comunque. Il record è comunque di Pisapia che, ad iter di revisione costituzionale concluso e alla vigilia dello spericolato referendum , affermò che la democrazia non era in pericolo e che, nel caso la “riforma” contenesse punti dubbi…..sarebbe stata ritoccata……(!!!!!!). Travaglio lanciò un appello invitando qualcuno a spiegare all’ignaro Pisapia che i l’iter era concluso e non prevedeva passaggi supplementari ad pisapiam.
    Sig. Barbieri, lei che si preoccupa tanto degli analfabeti funzionali, come giudica l’uomo di legge Pisapia? Escludo che non conosca la Costituzione e che sia un analfabeta funzionale; ma allora…cosè?!… Io davvero non ho parole ma, io che salutai la sua elezione a sindaco come il primo passo per risalire la china….. mi fido di lui e dei suoi progetti di strambe coalizioni come mi fiderei di un serpente a sonagli.
    Resta De Magistris, di cui stranamente LEG non parla mai e che anche le forsennate campagne piddine ignorano, forse perché lo temono. Tra tutti quelli citati, è l’unico che si salva, secondo me.
    Quanto al Prof. Zagrebelsky, il referendum è vinto quindi non abbandonerà l’insegnamento: è meglio così e a me questa intervista lo dimostra. Continuerà a insegnare (quindi a difendere) la Costituzione: compito nobilissimo in cui eccelle.

  • Cara Giovanna,

    le storie di Gratteri e Grasso non garantiscono allo stesso modo le loro qualità e la loro dirittura. Grasso ha ottenuto da Berlusconi, che, se non ricordo male, in precedenza aveva anche pubblicamente elogiato, la DIA che sarebbe spettata di diritto, per meriti professionali e di logica, a Caselli. Ma si guardò bene dal rifiutare. A me pare il tradizionale burocrate e barone statale. Gratteri ha ottenuto…la bocciatura da Napolitano! Non so cosa possa imputare a Casson, che per me resta persona stimabile, e ad Emiliano che è stato sindaco di Bari e deve aver funzionato se ha ottenuto la regione senza incorrere in procedimenti giudiziari.

    Pisapia, che appartiene all’avvocatura, pare che come sindaco sia piaciuto. Non ho capito il beau geste della rinuncia alla candidatura, come mi ha sorpreso il suo schierarsi col SI al ref, che è stato davvero un grosso incredibile errore tattico, che mina anche il successo del suo tentativo di “campo progressista”. Per quel che riguarda le possibili correzioni, immagino volesse riferirsi ad un nuovo percorso secondo il 138 da avviarsi successivamente. No, non lo annovero ancora tra i “serpenti a sonagli”, ma tra coloro che hanno commesso un grosso e grossolano errore, ma che meriti un’altra chance. La sua scelta di campo, dal PD verso sinistra, a me sembra sincera.

    Ma lei, dopo aver censurato questi uomini di legge, nulla dice degli uomini “non di legge”: non credo che i primi, pur con i loro errori personali possano essere messi agli ultimi gradini della scala del valore dei nostri parlamentari e/o politici, che offrono esempi eclatanti di mediocrità assoluta.

    Su De Magistris sospendo il giudizio: troppo guascone, troppa esposizione, ma soprattutto da uno che vince le elezioni a sindaco di Napoli, non mi aspetto festeggiamenti e brindisi a Prosecco, ma che si rivolga ai suoi elettori dicindo: “Abbiamo vinto una competizione che non porta premi e cotillons, ma un compito difficilissimo…

    Non ha citato Caselli, che non piace ai NO TAV, ma per me resta molto affidabile.

    In quanto al prof. Zagrebelsky, se invece di stare in università, stesse in Parlamento, e come lui tanti altri colleghi assimilabili, la qualità delle leggi licenziate sarebbe senz’atro migliore e anche un mediocre presidente del consiglio, potrebbe fare pochi danni!

    Sì, lo confesso, l’analfabetismo funzionale mi angoscia: temo che presto si possa raggiungere il punto di non ritorno, che della cultura si possa perdere anche il seme e che non ci sia più possibilità di progresso evolutivo. Vedo via via spegnersi persone importanti senza che veda emergere qualcuno che possa prenderne il posto continuando a sintetizzare cultura ad uso e consumo di cittadini in formazione.

    Saluti.

    Paolo Barbieri

  • Si, cara Giovanna,

    l’analfabetismo funzionale mi angoscia perchè “il sonno della ragione genera mostri” e da noi ha prodotto leaders come B., Bossi, Salvini, Grillo, Renzi, Meloni… Può salvarsi un grande paese con guide di questo livello? Può salvarsi quando B. segna un ventennio e il prof Prodi viene emarginato dalla politica e dalle istituzioni e prestigiose università si affrettano a offrigli cattedre e L’ONU incarichi?

    Mentre nel mondo i mostri generati dallo stesso impoverimento si chiamano Trump, Erdogan, Horban, Putin e altri simili…

    Davvero Pisapia non è ancora l’origine delle mie preoccupazioni.

    Saluti.

    Paolo Barbieri

  • Signor Barbieri,la mia breve lista di uomini di legge in politica sottolinea che, in un momento di totale stravolgimento di regole, loro non fungono da argine: l’esempio più eclatante è l’appoggio alla brutalizzazione della Costituzione da parte di un parlamento illegittimo che lascia mano libera a un governo comandato da un tizio arrivato al potere con una congiura di palazzo dopo essere stato “eletto” per strada da passanti non certificati…magari plurivotanti…destrorsi…stranieri…
    Ho appreso la storia di Grasso dal libro del giudice Scarpinato (da cui emergono anche cose più gravi della lode a Berlusconi per impegno anti-mafia e dell’aver soffiato il posto a Caselli) ma tuttavia un magistrato che presiede il Senato non può comportarsi peggio di come fa alla Camera una Boldrini che donna di legge non è. Casson è una brava persona….e questo attira ingenui e creduloni in un partito che persegue l’esatto contrario di ciò che professa: inutile, per esempio, lanciare l’allarme sull’accorciamento della prescrizione, che vanifica i processi per l’inquinamento che causò la molte di una moltitudine di operai se poi rimani in un partito che va in direzione opposta, a danno delle famiglie di quegli operai e di tutti gli italiani convinti che in Parlamento ci fossi tu a rappresentarli e difenderli. Se poi, invece di andartene per tempo e smettere di fare da foglia di fico a chi semina ingiustizia, ti candidi e ti porti Renzi al comizio…confermi sulla tua persona l’attitudine a tenere il macrabo marchio piddino o di chiunque altro predichi bene e razzoli male giocando in squadra con te e perciò io non mi fiderò mai più di lui.
    Emiliano, magari ottimo sindaco di Bari e ottimo vertice della Regione Puglia….ma in politica nazionale?! Ma nel PD?! L’ultima che ha fatto, è stata tollerare il caso Minzolini dicendo di non voler commentare e di non accettare di farsi trascinare in beghe simili. Ma si puo’?!!! Il PD ha uno statuto e io non credo che autorevoli magistrati tesserati non possano esigerne il rispetto per garantire un minimo di pulizia all’interno e il rispetto della legge durante le votazioni in aula e questo non succede: ergo, i magistrati non servono affatto a garantire un minimo di legalità e decenza, almeno il minimo sindacale; un qualunque iscritto potrebbe non avere gli strumenti o l’autorevolezza per farlo, ma un magistrato non ha scusanti. Ricordiamoci che Albertini ricattò il governo Renzi per ottenere un anticipo sull’impunità ulteriore garantita dalla riforma costituzionale, pretendendo di non rispondere in tribunale a Robledo per presunte calunnie compiute prima di diventare senatore: UNA VERGOGNA!!!….che poi, se non sbaglio, si è concretizzata nonostante la vittoria del 4 dicembre.
    In mezzo a tutto questo….Zagrebelsky, che pur ci ricorda la persistente mancanza di una legge sui partiti… osanna le primarie!!! Ce ne spieghi il fondamento giuridico e ce ne dimostri lo svolgimento regolare e gli crederò.

  • Sulla mediocrità dei politici,la situazione mondiale richiederebbe giganti morali e non bambini cattivi che giocano con le bombe atomiche tornate di moda mentre finanza e politica rapace accaparrano tutto quel che possono.Mentre un esodo biblico e una crisi economica seminano stragi e ingiustizie….i nostri campioni italiani bloccano il Paese per la sconcia legge elettorale che gli garantisca le poltrone a venire e i media sparano disuisizioni sull’età di Madame Macron.Partiti e i movimenti si preoccupano del voto ai sedicenni (sigh!!!) ma nessuno si preoccupa di spiegarci perché hanno votato i richiedenti asilo alle primarie e magari, a nostra insaputa, ce li ritroveremo pur nelle improbabili elezioni politiche, magari senza scheda…Visto l’andazzo, non mi meraviglierei: sempre meno di quel che accade nelle elezioni all’estero dove accadono cose turke..Io ero ingenuamente convinta che le ambasciate organizzassero in sede seggi e commissioni elettorali e invece organizzano tutto in stile Totò .Parlandone prima del referendum,ho scoperto che tanta gente che segue almeno tre tg al giorno ma non si informa in internet, NON AVEVA MAI SENTITO PARLARE DI VOTO AI FIGLI DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO e infatti non si spiegava il polverone televisivo sul viaggio di Boschi in SudAmerica, non comprendendone l’origine in quanto i tg davano per scontato che gli italiani sapessero che vota pure chi non ha mai messo piede in Italia e magari si fa eleggere in America anche x farsi firmare fidejussioni di un’ottantina di milioni dallo Stato per il torneo di golf… Invece di chiarire questo, si brinda alle primarie…Quando e chi ha deciso di far scegliere il futuro possibile capo del governo di tutti gli italiani a gente che non ha diritto di voto? E a proposito del diritto di voto, da chi e quando è stato deciso di sostituire lo jus sanguinis con lo jus soli?
    Quali categorie votano oggi in Italia e chi le ha decise? Si possono cambiare le regole ma bisogna decidere tutti insieme. Si ottiene la cittadinanza per particolari meriti, e siamo d’accordo, ma chi altri la ottiene, oltre a coloro che sposano un italiano o nascono da italiani di quarta generazione, discendenti da emigrati all’estero sotto la monarchia sabauda? Come se non bastasse la scarsa con111oscenza di dati fondamentali, adesso ci troviamo pure a dipendere nell’immediato da profughi appena scampati a guerra e fame che votano in scellerate primarie rischia di consegnare sè stessi e noi alla replica dell’ecatombe greca. Cosa sappiamo del grado di consapevoleza e dell’eventuale analfabetismo funzionale di italiani di quarta generazione o di immigrati in fuga?
    Dovremmo chiedere immediatamente trasparenza e legalità, invece di gridare gaudium magnum per lo scalcinato (e spesso losco) popolo dei gazebo oltretutto sempre in rovinoso caso ma con crescente grado di pericolosità, dato che non si limita a scegliere il vertice di un’organizzazione privata (PD) ma il candidato premier…

  • Sig. Barbieri, sono forse stati “B., Bossi, Salvini, Grillo, Renzi, Meloni…” ad affossare Prodi nel 2013? Sono stati loro ad affossare il progetto dell’Ulivo e a farlo degenerare nell’attuale PD?
    Finchè non elaboriamo la scomparsa della sinistra ad opera dei propri vertici grazie alla impotenza, alla indifferenza e alla complicità della propria base, non andremo da nessuna parte.
    Ho creduto nel Prof. Prodi, apprezzandone l’onestà e la preparazione in campo economico: il progetto è stato sabotato al suo interno e oggi sappiamo che in tanti su quella barca pensavano solo a sé stessi: nel 2016, al processo per la compravendita di senatori che fece cadere il secondo governo Prodi, il PD non si è fatto sentire e il Professore da solo ha difeso, per dignità, le istituzioni e non solo il proprio governo abbattuto.
    Cosa c’entrano Bossi…Meloni…e Grillo che ai tempi dei governi Prodi non era nemmeno all’orizzonte?
    Nei primi anni 90, a Buttiglione che faceva aggiustamenti di facciata ad un partito non proprio cristallino “per sconfiggere Bossi”, un grande Leoluca Orlando rispose: “Che c’entra Bossi?” spiegandogli che partito era in condizioni critiche e il segretario aveva il dovere di riformarlo urgentemente. Punto e basta. A prescindere da Bossi.
    Qui è lo stesso. Io non mi sento danneggiata da Meloni ma dalla gentaglia che votavo con la convinzione che avrebbe fatto cose ben diverse da quelle che ha fatto.
    Quanto a Prodi, che vota si al referendum….siamo sicuri che sarebbe stato l presidente della repubblica ideale? Io lo apprezzavo ma non ho mai digerito la sua trovata delle primarie e quando i grillini lo indicarono come possibile presidente….io sperai comunque in Rodotà augurandomi Prodi al ministero dell’Economia. Un voltagabbana che vota SI ad un referendum incostituzionale, non lo vorrei più nemmeno regalato e mai mi fiderei di una lista che lo propone.
    Siamo sull’orlo di un baratro e non possiamo permetterci di rischiare con gente infida. Io posso capire errori e impreparazione: ma voltagabbanismo e impreparazione etica (tale è per me una plateale e ostentata prova di forza per violare le regole) sono inammissibili.
    Mi fa pure ribrezzo spolverare i dvd di Benigni che ho su un ripiano della libreria, figuriamoci se vado a rivotare Prodi a votare Pisapia.

  • “B., Bossi, Salvini, Grillo, Renzi, Meloni…” meno male che le restano questi, che non avrebbero affossato Prodi, da votare alle prossime politiche.

    Saluti.

    Paolo Barbieri

  • Non confondiamo: io ho messo tra virgolette quelli che lei nel suo precedente intervento lei ha definito “mostri” (B., Bossi, Salvini, Grillo, Renzi, Meloni…) per ribadire che non sono tra i 101 che nel 2013 hanno silurato la candidatura di Prodi alla presidenza della repubblica. I franchi tiratori erano tutti nel PD, in quanto i parlamentari di SEL, quando il candidato ufficiale era Marino, votarono Rodotà, e quando il candidato ufficiale diventò Prodi, temendo imboscate, si accordarono segretamente per scrivere “Prodi R.” sulla scheda. Quanto agli altri “mostri”, i grillini, pur non essendo contrari a Prodi, avevano (Gabanelli e) Rodotà come prima scelta; Renzi non votò in quanto non parlamentare e i rimanenti votarono e non silurarono i propri candidati.
    Perciò, gli inaffidabili sono nel PD e lo stesso Prodi, col si al referendum, è diventato per me totalmente inaffidabile e quindi un “mostro”.
    Alle elezioni, io voterò gente che non è responsabile del disastro in cui siamo e che difende i valori in cui credo. Una forza politica che non vota cose contrarie rispetto a quelle che si impegna a difendere. Spero di sbagliarmi ma in mi pare stia tornando ad aleggiare intorno al palazzo il fantasma del pugnalato enricostaisereno. La sinistra non ripartirà dall’assurdo Pisapia ma potrebbe al massimo ripartire da gente come Civati, che pur con i suoi errori e i suoi catastrofici ritardi e tentennamenti e nonostante la sua passione per le primarie aperte, è preparato e colto; è onesto, è educato come una persona d’altri tempi e soprattutto ha sempre difeso apertamente i valori di sinistra ed è un uomo di grande spessore nonostante sia molto giovane. Se avessimo una tv più obiettiva forse gli equilibri a sinistra sarebbero migliori: Mentana (ossia il giornalista più pluralista), a chi gli rimproverava il mancato invito a Civati durante la campagna per il referendum, rispose che si invitano i leder delle forze maggiori e non quelli degli schieramenti irrilevanti. Ciò conferma che nella nostra tv non si da spazio a una pluralità di idee ma si intervistano in maniera ridondante coloro che hanno maggior seguito: condotta che rischia di condannare le formazioni piccole a rimanere tali e a non raggiungere i potenziali interessati.
    Prima di arrivare alle elezioni, se mai ci arriveremo, dovremmo preoccuparci della tv in mano al governo e più in generale della cronica situazione di gran parte del mondo giornalistico. Per il resto, lei teme certi “mostri” e teme gli analfabeti funzionali; io temo i masochisti che continuano a votare per chi ha ridotto l’Italia così e temo i “mostri” che si candidano a sinistra pur non avendoci niente a che fare. Non temo i lupi: temo le pecore che continuano a votare lupi vestiti da agnello.

  • “mostri” quelli? No, solo scartine! Mostri stava dentro un aforisma. Sono scartine e sono i leaders dei nostri partiti importanti, quelli che Mentana invita in TV, e ci sarebbe da ridere se fosse una commedia.

    Lei cita Civati e ne vanta le qualità, tante, ma ne manca una determinante per il successo: la visione tattica e strategica .

    Io c’ero a Firenze nella limonaia all’assemblea fondativa di POSSIBILE e ho nello stesso momento, lumgo 3 o 4 giorni, assistito alla nascita e alla impossibile crescita. Sono state ignorate totalmente le lezioni del M5S e di PODEMOS, e si sono ricalcati tutti i riti della più usurata tradizione che non poteva che sfociare nel solito zero virgola. Perché in un Paese di un analfabetismo funzionale tanto ampio da offrire 8,5 milioni di voti al ” vaffa” di Grillo, dove la fiducia nella politica si spegne e aumenta l’astensionismo, insomma a quelle che lei definisce pecore, ma che votano e il loro voto vale quanto quello di Rubbia, è necessario presentarsi nel modo adeguato per ottenere consensi importanti.

    Perché i numeri necessari in democrazia, non li fa la minoranza evoluta, ma le maggioranze rancorose e analfabete funzionali.

    Se non si capidce questo, si possono solo fare club di raffinata discussione politica, senza aspirare a condurre il Paese.

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