25 aprile/Presidente Anpi Smuraglia sul ‘doppio’ corteo romano: “Aperti al confronto ma niente esclusioni”

25 aprile/Presidente Anpi Smuraglia sul ‘doppio’ corteo romano: “Aperti al confronto ma niente esclusioni”

CARLO SMURAGLIA, PRESIDENTE ANPI ROMA. «Abbiamo fatto ogni sforzo per trovare una soluzione: mesi fa avevamo invitato la Comunità ebraica, all’inizio sembrava profilarsi una possibilità concreta, poi però qualcuno ha posto come condizione che non ci fossero i filo-palestinesi. E noi abbiamo spiegato che non eravamo in grado di garantirlo. Come si fa a escludere qualcuno da una manifestazione pacifica e aperta a tutti i cittadini?». Carlo Smuraglia, presidente nazionale Anpi, è scosso dalla polemica, ma declina ogni responsabilità.

Sicuro che non si potesse trovare un accordo?
«Guardi io stesso a giugno, non ieri, ho scritto una lettera alla Comunità ebraica e all’ Aned, l’ associazione degli ex deportati, proponendo un incontro per sanare le incomprensioni che già l’ anno scorso li avevano portati a non partecipare al corteo. L’ Aned ci ha risposto, la Comunità no».

Ma quella di De Sanctis non è stata una provocazione?
«Parlerei di dolorosa constatazione. Se tutti avessero accolto il nostro invito a giugno, forse le cose oggi sarebbero andate diversamente. Ma sei io voglio che il 25 Aprile sia la Festa della Repubblica e della Costituzione, devo contribuire, non arrivare alla vigilia per creare l’ incidente».
Gli ebrei si sentono offesi dalla presenza di associazioni che nulla hanno a che fare con la Liberazione.
«La verità è che si pretende dall’ Anpi un’ organizzazione a difesa del corteo, che non c’ è. Noi possiamo dare solo l’ indicazione di non portare bandiere che non siano quelle della Resistenza. Riteniamo di aver fatto tutto il possibile».

Ma perché il corteo unitario del 25 Aprile è possibile a Milano e a Torino, e a Roma no?
«Il problema è che qui ci sono incrostazioni e diffidenze tra chi vuole esserci per rivendicare la sua presenza e altri che vorrebbero escludere».

Anche il Pd ha scelto di disertare. Non sarà colpa delle scorie lasciate dalla battaglia referendaria?
«Spero di no. Spero che sia tutto dietro le spalle. Certo mi sembra una cosa fuori dalla norma: è divisivo chi sceglie di non partecipare, non chi invita tutti a farlo. E se ne assume la responsabilità»

La Repubblica, 20 Aprile 2017

2 commenti

  • Il fatto che il PD diserti la festa del 25 aprile e si allontani dall’ANPI mi sembra una splendida notizia per tutti, compreso il PD: prende coscienza della propria estraneita’ e compie un gesto di coerenza, riconoscendo la propria mutazione genetica. Mi aspettavo fosse l’ANPI a cacciare dalle proprie fila coloro che hanno attentato alla Costituzione e hanno preteso addirittura che l’ANPI non si schierasse a difesa della stessa. Mi ero scandalizzata nell’apprendere che tra i tesserati vi fosse gente come Laura Puppato. Sotto questo aspetto l’ANPI mi ha delusa ma il PD, che ci ha imposto a colpi di fiducia una legge elettorale peggiore di quella scodellataci da Mussolini, a sorpresa ha compiuto finalmente un nobile gesto inatteso.

  • Stasera ho rivisto Il giardino dei Finzi Contini. Forse proprio le polemiche sul 25 aprile mi hanno indotta a scartare l’intonso dvd che aspettava ormai da anni che io guardassi nuovamente il film trasmesso dalla RAI quando frequentavo le elementari.
    Allucinante che in un momento mai cosi’ drammatico dalla fine della guerra, assediati dalla ‘terza guerra mondiale a pezzi’ e con le nostre citta’ blindate e minacciate, la nostra amnesia collettiva culmini con due cortei nella capitale per commemorare gli stessi lutti e la stessa liberazione. Abbiamo perso la memoria storica e non siamo piu’ capaci di impegnarci per la pace altrui e di conseguenza per la nostra.
    Il vecchio film, visto in un altro tempo (e quasi in un’altra vita!) insieme a consapevoli e sensibili vicini di casa che ancora non avevano un televisore…il crescendo di drammaticita della storia narrata….
    ..la dignita’ e il pianto della vecchia nonna dopo il rastrellellamento…fanno sembrare irreale la superficialita’ di noi che ci ostiniamo a dimenticare che un tempo ‘gli altri’ eravamo noi e potremmo tornare ad esserlo….e danno la misura della miseria morale di governanti che invece di pensare al bene del proprio Paese pensano solo a strategie per perpetuare la propria permanenza in sella alla poltrona e di elettori che si comportano come tifosi in uno stadio. Siamo un popolo che aveva imparato la lezione della guerra e dell’olocausto e abbiamo finito per ignorare le guerre e gli olocausti del mondo odierno, molto piu’ piccolo e interconnesso di quello di settant’anni fa. Quanto e’ ridicolo un popolo che ricorda la propria oppressione irridendo quella altrui; quanto e’ ridicolo un partito politico che pensa di vendicarsi di una sconfitta referendaria disertando la principale festa nazionale; quanto siamo ridicoli tutti, dato che, se siamo arrivati a questo punto, significa che non siamo stati capaci di imparare e di insegnare la lezione della nostra storia.

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