Montanari: L’Italia del No oggi è la migliore, anche riguardo al Tap

Montanari: L’Italia del No oggi è la migliore, anche riguardo al Tap

Montanari, partiamo da qui. Il Tap (Trans Adriatic Pipeline) è la parte finale di un gasdotto di quasi quattromila chilometri che va dall’Azerbaijan all’Italia. Chi è favorevole al tunnel parla di grandi vantaggi per il Paese perché porterebbe 9 miliardi di metri cubi di gas con un impatto ambientale minimo (le proteste sono per 200 ulivi secolari che poi verrebbero ripiantati). Intanto, però, da un’inchiesta dell’Espresso, si evince che dietro l’opera spuntano manager in affari con le cosche, oligarchi russi e casseforti offshore. E’ favorevole nel dire che il problema del Tap non è dato certamente dagli ulivi, ma da chi ci sta mangiando sopra?

Lo sbocco salentino del Tap viene realizzato lì contro il parere del Ministero per i Beni culturali, che mise nero su bianco che «la metodologia sulla base della quale si è pervenuti alla scelta localizzativa … non appare convincente». Grazie allo Sblocca Italia Renzi-Lupi quel parere si è potuto calpestare, e con esso si è calpestato l’articolo 9 della Costituzione. Questo è il vero problema.

Non rischiamo la sindrome Nimby dove a rimetterci è la collettività nazionale? Se un’opera è di interesse nazionale, non bisogna costruirla, ovviamente rispettando i canoni di trasparenza e azzerando l’impatto ambientale?

Il punto è stabilire cosa sia interesse nazionale, e in quale modo vada realizzato. Si tratta di bilanciare interessi legittimi. Qui non c’è stato alcun bilanciamento. Se avessimo avuto più Nimby – cioè più cittadinanza attiva, più amore per il proprio territorio e più legalità – avremmo un Paese migliore, non peggiore.

È possibile, in Italia, costruire una grande opera infrastrutturale senza il solito malaffare e senza favorire gli interessi delle cricche?

No, non pare possibile. La corruzione è ormai endemica alla forma di governo. Occorre una discontinuità drammatica, occorrono misure draconiane. Come quelle che il M5S ha promesso, ma poi una volta arrivato a prendere Roma non ha per ora realizzato. Un punto essenziale è che l’opera deve servire davvero, e deve avere le carte in regola sul piano legale. Le opere inutili sono criminogene per definizione.

Dopo la sconfitta sulla riforma costituzionale, Matteo Renzi sembrava in assoluto declino, invece con la vittoria alle prossime primarie potrebbe ritornare più forte di prima. Ci crede a questa nuova ondata del renzismo? E, nel caso, come la leggerebbe?

Renzi è finito perché ora tutti sanno che mente sistematicamente e che il suo scopo è il potere personale, non il cambiamento dello stato delle cose. Dopo il 4 dicembre aveva due possibilità: uscire di scena e dimostrare che sapeva fare altro nella vita, o trasformarsi in un politicante da prima repubblica in cerca di poltrona e stipendio. Ha scelto la seconda. Sta irresponsabilmente trascinando il Pd a fondo con sé, in un abbraccio mortale. Se il Pd lo segue, si trasforma definitivamente nel PdR, il Partito di Renzi, e poi finisce. Una fine ben triste.

Che idea si è fatto del caso Consip, dopo che è stato indagato un ufficiale dei Carabinieri per aver falsificato le dichiarazioni su Tiziano Renzi? Si è preso un abbaglio contro di lui?

Mi pare una vicenda allucinante. A cui questa ultima rivelazione aggiunge un carico di angoscia: quali guerre per bande dilaniano lo Stato? In ogni caso, rimane non smentito il quadro di fondo: l’occupazione del potere da parte di un ristretto cerchio di provinciali che ora si lanciano a vicenda accuse gravissime. Era questo la rottamazione, il rinnovamento, il futuro promesso dal grande statista di Rignano sull’Arno? Una domanda che resta, comunque finisca l’inchiesta.

Anche il M5S – nonostante in tutti i sondaggi si attesti come primo partito – vive le sue vicissitudini: a Genova stiamo assistendo al vero volto autoritario e centralistico del MoVimento di Beppe Grillo?

Stanno venendo i nodi al pettine. Io credo che il M5S dovrebbe andare in direzione diametralmente opposta: invece che pretendere un’ortodossia organizzando un’inquisizione, dovrebbe coltivare la forza creativa dell’eresia, del pensiero critico. Dovrebbe candidare anche una quota di cittadini di riconosciuto prestigio locale, portando in Parlamento una fetta di Paese senza rappresentanza. Come Berlinguer con gli indipendenti di Sinistra, con i cattolici del dissenso. Senza chiedere obbedienza. Non si vogliono alleare coi politici? Potrebbero cominciare ad allearsi con i cittadini. E dimostrare di non essere Grillology.

Nel frattempo Berlusconi… Renzi e Grillo stanno rimettendo in gioco il Cavaliere o è fantapolitica?

Bah, mi fa una pena, in versione vegana ad allattare gli agnelli… Non so, la destra moderata è il Pd di Renzi, la destra estrema è la Lega. Dove può stare Berlusconi?

Che ne pensa invece dei movimenti a sinistra? È vero che le è stato proposto un ruolo dirigenziale in Sinistra Italiana?

Credo che Sinistra Italiana e Possibile debbano camminare insieme. In quale direzione? Ci vuole un partito di sinistra di massa. Non riformista, ma radicale. È un cammino lungo, ma chi non parte, non arriva. Io sono un uomo di sinistra, tutto qua.

Insomma, Montanari cosa vuole fare da grande? La vedremo presto in campo (politico)?

La mia vita è la ricerca. Ricerca scientifica, ricerca morale, ricerca politica sono strettamente collegati e sfociano in una pratica intollerabile per il potere: dire la verità. Questo non significa rinunciare a ‘fare politica’. Significa solo ricordare che esistono molti modi per farla: e ricordare che cercare e dire la verità è uno di quelli. È questa, credo, la vera risposta a chi chiede che gli intellettuali facciano politica: e cioè che la fanno già. La fanno prendendo la parola in pubblico: la fanno da cittadini che vivono con pienezza la propria cittadinanza. Dire la verità vuol dire fare politica: «una politica diversa», di cui continuiamo ad avere una vitale necessità. Perché la questione è molto semplice: un futuro diverso dalla continuazione del presente non potrà che essere costruito da una «politica diversa».

E qual è la prossima battaglia che vedrà impegnata “Libertà e Giustizia”?

Abbiamo preso una posizione molto dura sul caso Madia. Credo che dovremo insistere. L’intreccio tra conoscenza, formazione, etica e politica è decisivo. Se vogliamo dare futuro ai nostri ragazzi e alla democrazia dobbiamo affermare che l’onestà intellettuale, il duro lavoro e l’eguaglianza non sono valori disponibili. La razza padrona che trucca le carte è intollerabile e non va tollerata.

MicroMega online, 12 Aprile 2017

6 commenti

  • cit. “No, non pare possibile. La corruzione è ormai endemica alla forma di governo. Occorre una discontinuità drammatica…” (prof T. Montanari, pres. Libertà e Giustizia.)

    Da anni invito e aspetto Libertà & Giustizia a questa conclusione, che ho formulato enne volte così:

    “Pare indispensabile una cesura, una frattura tra presente e futuro per interrompere la trasmissione della mediocrità da un Parlamento al successivo, da una leva politica ai delfini designati. Perchè la mediocrità non può che riprodurre se stessa, solo un po’ peggio per non farsi danno. ”

    E da anni suggerisco anche un modo perchè ciò possa avvenire “… nelle forme e nei limiti della Costituzione”. E cioè con una “tornata di democrazia diretta propositiva” con l’esercizio degli artt 71 e 50 in congiunzione sinergica, da parte di una Sovranità Popolare Realizzata, come appunto quella del 4/12, per proporre/imporre un’agenda di progetti di legge, la più urgente (elettorale), le più attese, le più opportune, capaci di portare in Parlamento il rigore e le competenze di chi li firmetà, e la forza numerica necessaria in democrazia.

    Un’azione capace di aprire la via per un successo alle prossime politiche, per una lista che porti degnamente le insegne del Comitato per la Democrazia Costituzionale, per continuare dal Parlamento il cambiamento avviato dai territori. Una lista capace di offrire alla Cittadinanza quell’affidabilità che un astensionismo crescente e il suffragio anticasta al M5S, dimostrano essere cercata e attesa intensamente.

    La Cittadinanza non aspetta altro: offriamole questa possibilità di cambiamento!

    Paolo Barbieri

  • cit. “No, non pare possibile. La corruzione è ormai endemica alla forma di governo. Occorre una discontinuità drammatica…” (prof T. Montanari, pres. Libertà e Giustizia.)

    Dopo questa affermazione del suo presidente, può Libertà e Giustizia allinearsi, conformarsi ad una semplice e minimale “petizione alle camere per una legge elettorale”, come ha scelto il Comitato per la Democrazia Costituzionale (già NO e Italicum)? A queste camere, a “questi governi endenicamente corrotti”?

    Una strategia gentile e debole, esposta al “me ne frego” della casta arrogante, che a tutto pensa tranne che a fare una legge neutra rispetto alla maggioranza di turno, che debba durare nel tempo ben oltre lo spazio di vita di una maggioranza, funzionale, collaudata. Ma che la pensa, invece, solo funzionale al proprio miglior tornaconto elettorale.

    Quando penso che il “vaffa” di Grillo, solo per la sua rottura brutale ha prodotto una cascata di 8,5 milioni di voti, cosa mai potrà produrre una scelta di “Esercizio della Costituzione da parte di una Sovranità Popolare Realizzata”, giusto quella del 4/12, ben orientata dalla miglior elite del Paese, per produrre norme urgenti (elettorale), attese (anticorruzione, antievasione fiscale impunita, allineamento emolumenti dei parlamentari alla media europea, giustizia lenta o prescritta, territorio violato…), opportune (istituzionali)?

    Paolo Barbieri

  • cit. “Ci vuole un partito di sinistra di massa. Non riformista, ma radicale. È un cammino lungo, ma chi non parte, non arriva”. (prof T. Montanari, pres. Libertà e Giustizia.)

    E su quella necessità non c’è ombra di dubbio! Ma come ci si arriva stante il fatto che TUTTA la politica, e la sinistra dentro di essa, ottiene la fiducia di un 5% di Cittadinanza? Come,se anch’essa ha dilapidato per personalismi e gelosie ogni credibilità? Come, se il livello culturale è quello che ci fa assegnare dall’OCSE un 47% di analfabestismo funzionale, che il prof De Mauro faceva ascendere al 75%?

    E quanto sarà lungo il cammino? quando si arriverà visto che l’urgenza è ADESSO?

    Ho partecipato a diverse assemblee fondative, ALBA, Azione Civile, POSSIBILE, etc., ed ho visto lo stesso giorno il seme del fallimento, perchè si ripetevano i riti stantii della peggior tradizione, mentre esplodeva l’ansia di cambiamento e il dirompente “vaffa” di Grillo produceva la sua vendemmia elettorale, e in Spagna il fenomeno Podemos faceva altrettanto. Ma da noi si persevera ancora su una stucchevole tradizione! Con 4 o 5 partiti con falce e martello in bella vista, ma gelosamente distinti e patetici!

    Oggi per aggregare un’entità progressista di dimensioni INFLUENTI “Occorre una discontinuità drammatica…” (T. Montanari).

    Un progetto operativo non basato sulle fallaci e labili promesse da campagna elettorale, non su perfetti programmi sempre traditi, ma sulla concretezza di progetti di legge attesi e opportuni: è la via maestra, forse l’unica per offrire credibilità e trovare fiducia e dimensioni.

    Paolo Barbieri

  • Illustre prof. Montanari,
    sarebbe interessante sapere cosa intende quando afferma:
    ” Occorre una discontinuità drammatica…”

    ed anche come pensa possa realizzarsi un:
    “Ci vuole un partito di sinistra di massa. Non riformista, ma radicale. È un cammino lungo, ma chi non parte, non arriva”.

    Sarebbe auspicabile che questi eventi necessari e auspicati, fossero guidati da chi possiede rigore morale e culturale, e non lasciati al rancore che può diventare rabbia, e accendere la nostra “banlieue” nazionale, che per l’: “ISTAT: 7,2 milioni di italiani in gravi difficoltà economiche”.

    E chi è “naturalmente” destinato a guidare le genti, non può mancare e lasciare questo compito all’aggressività e alla mediocrità dei vari Renzi, Grillo, Salvini, Meloni, Berlusconi, Alfano, ed altri tragicamente assimilabili, che si stanno giocando il destino del Paese, e che già troppo danno hanno prodotto, anche per le nostre genti future.

    E il “cammino” deve arrivare alla meta prima delle prossime politiche.

    Paolo Barbieri

  • Se le proposte di L&G sono la petizione ad una forma di governo endenicamente corrotto e a questo Parlamento che ne è degno sostegno e contraltare, e i tempi lunghi necessari per un partito di sinistra radicale di massa, mentre il paese continua il suo percorso di degrado e declino tra una riduzione di rating del debito e la prescrizione per Berlusconi per la compravendita dei senatori, allora non resta che sperare, fino a credere, che il M5S del post IVREA, oltre che scegliere i luoghi, scelga anche le strategie olivettiane, e le persone capaci di dare buone gambe alle stesse, perchè possano fare un buon cammino.

    E magari oltre che sperare e credere, anche adoperarsi concretamente aderendo al Movimento, in assenza di migliori progetti realizzabili prima delle calende greche.

    Auguri per un Paese migliore, che non potrà venire per grazia ricevuta, ma solo per l’impegno originale e reale dei suoi uomini migliori, eredi naturali di quelli che fecero del 25 Aprile la “FESTA DELLA LIBERAZIONE”.

    Paolo Barbieri

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>