CDC presto unificati, obiettivo la legge elettorale

CDC presto unificati, obiettivo la legge elettorale

Il Comitato per il No nel referendum costituzionale e quello contro l’Italicum, dopo la prossima assemblea nazionale dei comitati territoriali, daranno vita a una nuova associazione. L’organismo unificherà le due attuali sigle e sarà formato da “cittadini che vogliono partecipare alle scelte politiche e sociali del nostro Paese in piena autonomia”. Come primo obiettivo la legge elettorale.

Procede intanto la raccolta firme in calce alla petizione “Restituire la sovranità agli elettori” (https://www.change.org/p/restituire-la-sovranità-agli-elettori), aperta almeno fino al 25 aprile. La consegna delle firme avverrà immediatamente dopo, nella convinzione che “dopo il 30 del mese si riaprirà la discussione sulla legge elettorale, finora rinviata dal Parlamento in attesa dell’esito delle primarie del Pd”.

La petizione sarà presentata ai presidenti delle Camere, alle Commissioni che si occupano della legge elettorale, ai gruppi parlamentari. “La raccolta delle firme è una scelta politica per dare più forza alla nostra posizione sulla legge elettorale -si legge nel documento finale della recente riunione congiunta dei direttivi dei due Comitati- fondata su due punti: 1. il voto dei cittadini deve avere lo stesso valore, senza distorsioni dei premi di maggioranza; 2. deputati e i senatori debbono essere eletti dai cittadini, non nominati dai capi partito”.

 

Due i punti: no a premi di maggioranza distorsivi, no ai nominati

Sulla legge elettorale verrà organizzato un Seminario per un confronto con i partiti e i settori politici che si sono pronunciati per il No, al fine di favorire una convergenza sui punti essenziali che si ritiene debbano ispirare la nuova legge elettorale e porre rimedio anche ai gravi problemi sul voto all’estero. Proseguirà, infine, il monitoraggio dei lavori parlamentari, con l’obiettivo di costruire un Osservatorio.

“I problemi del mondo del lavoro sono tanti e riguardano diritti essenziali: occorre ispirarsi alla Costituzione”. Per questo i Comitati ribadiscono il proprio impegno a fianco del sindacato. Anche dopo il decreto del governo, che punta ad evitare i referendum, “occorre proseguire la vigilanza” perché “nell’iter di approvazione potrebbero esserci sorprese da settori che non condividono la decisione del governo”.

Restano nella agenda dei Comitati “il sostegno al mondo della scuola, che soffre le conseguenze di una legge sbagliata; una proposta di modifica dell’articolo 81 della Costituzione; l’impegno a fare del 25 aprile un’occasione per valorizzare la Costituzione e il risultato del referendum del 4 dicembre che ne ha impedito lo scempio; l’impegno a favorire le iniziative sul 2 giugno che sottolineino l’esigenza di un mondo di pace; le iniziative per valorizzare la Costituzione in particolare rivolte ai giovani, protagonisti del referendum del 4 dicembre”. A loro, “che hanno lavorato al nostro fianco per la vittoria del No, proponiamo incontri” per stabilire una stretta collaborazione in vista di una convergenza programmatica.

 

4 commenti

  • Illustre Rossella,

    oltre che gentile come solito, voglia essere, una volta in più, anche generosa verso un “vecchierel canuto e bianco”, e voglia spiegarmi per quale importante ragione, i promotori dei Comitati e del CDC trascurino quel potenziale di cambiamento ENORME che il 4/12, TUTTO, sia quello del NO che voleva e vuole riforme migliori, che quello del SI’ che si accontentava, incautamente, persino di quelle in causa, è andato al seggio “contro le caste”, oltre che, marginalmente, a difesa della Carta!

    Mi spieghi perchè invece di guidarlo nell’affermazione della Sovranità Popolare con l’esercizio diretto in congiunzione sinergica degli artt 71 e 50, per dettare finalmente leggi e riforme rivolte al Bene Comune e non a qualche tornaconto della casta, insistono nel chiederle ascolto e attenzione con petizioni che essa ha sempre arrogantemente ignorato.

    Mi spieghi perchè non la FACCIAMOLA NOI, Cittadini Sovrani del 4/12, una nuova legge elettorale, neutra rispetto agli schieramenti, collaudata, funzionale, destinata a durare non solo il tempo di una legislatura. Facciamola noi sottraendola alle brame tossiche della scadente maggioranza pro tempore, esercitando l’articolo 71 con 60 mila firme certificare e rafforzato da una formale “ petizione alle camere ”, art 50, che la contenga, facendo convergere in essa milioni di firme senza più bisogno di certificazione. I denunciatori professionali saranno felici di sollevare la bocca dal fiero pasto delle disgrazie del Paese, per occuparsi della costruzione del suo futuro, rilanciando l’iniziativa della miglior elite della società civile.

    Sarebbe anche un modo perfetto di avviare l’attuazione della Costituzione, rilanciandone autorità e autorevolezza, annichilendo finalmente l’arroganza della casta.

    Mi spieghi, sia buona! è mi asterrò da ogni altra incursione!

    Ossequi e auguri per un paese migliore, custode di una Cittadinanza di nuovo dignitosa.

    Paolo B.

  • Gentile Barbieri, perché semplicemente l’iniziative delle leggi spetta al Parlamento e ne abbiamo già parlato la volta scorsa, se non ricordo male. E non mi tiri fuori la storia di leggi di iniziativa popolare! Qui parliamo della legge elettorale. Cordialmente,

  • La volta scorsa Lei ha sospeso il dialogo…

    Nessuno vuole togliere al Parlamento il compito di licenziare una nuova legge elettorale, ma solo sollevare la litigiosa e mediocre casta, dalla fatica di trovare l’ennesimo compromesso regressivo, o inciucio che dir si voglia, alle spalle della Cittadinanza.

    Quella Cittadinanza che invece desidera finalmete una legge neutra rispetto agli schieramenti, chiara e semplice, collaudata, funzionale, destinata a durare non solo il tempo di una legislatura. Magari firmata da un esperto riconosciuto al di sopra della mediocrità, e penso a Sartori Giovanni, ha presente? Magari avviando in modo perfetto l’attuazione della Costituzione esaltandone autorevolezza ed autorità esercitando pienamente gli artt 71 e 50.

    E se è vero che “l’iniziativa delle leggi spetta al Parlamento” è altrettanto vero che “Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.”

    Come è vero che “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.” Anche nei limiti e nelle forme degli artt 71 e 50.

    Davvero sorprendono le Sue affermazioni simil assolute, più adatte ad un Razzi qualunque appartenete alla casta, che rivendichi la propria arroganza!

    Mi spiace…

    Paolo B.

  • Ricordo che secondo l’art. 71 Cost. “il popolo esercita l’inziativa delle leggi, mediante la proposta da parte di almeno cinquantamila elettori di un progetto redatto in articoli”.

    Non bisogna confondere – come fa Rossella Guadagnini – l’iniziativa e l’approvazione della legge.

    L’art. 71 peraltro non limita l’iniziativa popolare alla legge ordinaria ma consentirebbe pure la proposta redatta in articoli per una riforma costituzionale.

    Il difetto della disposizione è l’assenza di obblighi che essa impone al legislatore.

    La soluzione minima per colmare tale lacuna sarebbe di imporre entro un termine una delibera del parlamento.

    La soluzione ideale, attuando il principio della sovranità del popolo sancita perentoriamente dall’art. 1, sarebbe tuttavia di imporre un numero di firme crescente per iniziative legislativeordinarie o costituzionali, obbligare i rappresentanti di prendere posizione entro tempi certi e permettere al comitato promotore dell’iniziativa di chiedere, in caso di disaccordo persistente fra l’iniziativa e i rappresentanti di sottoporre il quesito a un referendum poolare, per il quale potrebbero benissimo essere previsti quorum e condizioni di maggioranza più severe di una semlice prevalenza dei voti favorevoli su quelli contrari.

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